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breve riassunto schematico del volume “estetica arte e bellezza” del professor Lacchin
Tipologia: Sintesi del corso
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è una introduzione sistematica e storica ai tre grandi nuclei dell’estetica occidentale: Estetica (come disciplina filosofica), arte, bellezza questi tre concetti non coincidono e non si sovrappongono perfettamente, ma si sono intrecciati storicamente fino a generare sia continuità che rotture.
“Estetica” nasce nel Settecento con Baumgarten , come scientia cognitionis sensitivae : una teoria generale della conoscenza sensibile.
Prima di Baumgarten non esisteva una disciplina autonoma: esistevano riflessioni sparse su:
● bello ● arte ● mimesi ● gusto ● piacere
Lacchin sottolinea che il Settecento “inventa” l’estetica come campo filosofico distinto, dotato di:
● lessico proprio ● problemi autonomi ● metodo
Nel XIX–XX secolo l’estetica diventa quasi sinonimo di filosofia dell’arte. Lacchin critica questa riduzione:
➡ L’estetica NON coincide con la filosofia dell’arte. ➡ L’arte è solo una parte dell’esperienza estetica.
● la sensibilità ● le forme dell’apparire ● il sentire ● la percezione
● il gusto ● l’emozione ● l’esperienza del bello ● l’esperienza artistica
➡ L’estetico riguarda un rapporto sensibile tra soggetto e mondo , non solo le opere d’arte.
Lacchin ricostruisce una storia fenomenologica e concettuale del bello.
● Bello = ordine, proporzione, armonia. ● Kalón greco: unione di estetico, etico e politico. ● Plato: il bello come idea, carico di valore morale e metafisico. ● Aristotele: bello come ordine, misura e splendore della forma.
● Bello come manifestazione dell’ordine divino. ● Tommaso: “splendor formae”.
Due linee:
● razionalista → bello come proporzione oggettiva ● empirista → bello come gusto soggettivo
Il bello diventa:
● esperienza soggettiva ma universale ● piacere disinteressato ● libera armonia delle facoltà
● Verosimiglianza ● Accademie
Con il Romanticismo nasce l’idea moderna:
● artista geniale ● interiorità ● originalità ● creatività ● espressività
Lacchin dedica grande attenzione alle avanguardie:
● Duchamp e il ready-made (oggetto comune estratto dal suo contesto e reso opera d’arte) ● rottura con il bello ● rottura con la rappresentazione ● rottura con la forma ● centralità dell’idea concettuale
➡ L’arte diventa un fenomeno problematico, non definibile rigidamente.
Il focus non è più l’opera in sé, ma:
● relazione ● processo ● contesto ● ricezione ● partecipazione del pubblico
Una tesi fondamentale del libro: Arte e bellezza non coincidono.
Per lunghi secoli:
● l’arte doveva produrre il bello ● il bello era il fine dell’arte
Ma dal Romanticismo al Novecento:
● l’arte produce il sublime ● l’arte produce il brutto ● l’arte produce il perturbante ● l’arte produce il concettuale ● l’arte non ha più un fine estetico
➡ Oggi la bellezza è solo una possibile dimensione dell’arte, non la sua essenza.
Lacchin presenta una mappa sintetica delle principali prospettive moderne e contemporanee:
● Husserl, Ingarden, Dufrenne ● l’opera come oggetto intenzionale ● l’esperienza estetica come “apparire”
● Gadamer, Ricoeur ● l’opera come evento interpretativo
● Goodman, Danto ● definizioni concettuali di arte ● ruolo delle istituzioni artistiche
● Dewey ● arte come esperienza e partecipazione