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Una panoramica approfondita sull'etnografia dello sciamanesimo, esplorando le diverse prospettive e approcci allo studio di questa pratica spirituale. Vengono discusse le origini e l'evoluzione del concetto di sciamanesimo, con particolare attenzione alle ricerche e agli studi condotti da importanti studiosi come eliade mircea, ake hultkrantz e altri. Inoltre i riti di iniziazione sciamanica, le simboliche legate agli animali e agli elementi naturali, nonché il ruolo dello sciamano all'interno della società. Vengono inoltre esaminati i contrasti tra l'atteggiamento europeo scettico e il fascino esercitato dalle culture extra-europee sugli esploratori. Complessivamente, il documento offre una panoramica esaustiva e approfondita sull'etnografia dello sciamanesimo, fornendo spunti di riflessione e approfondimento su questo affascinante fenomeno culturale.
Tipologia: Appunti
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Il tamburo è uno strumento simbolo per accedere al soprannaturale, sostituibile da altri elementi. Il rito sciamanico è visto come una caccia, una battaglia. La maggior parte degli studiosi italiani di sciamanismo si sono recati in Nepal e Katmandu. Spesso la questione del ‘sacrifico umano’ è stata travisata come pretesto politico. In periodo sovietico sciamanismo e altre religioni sono state perseguitate cercando anche di interrompere la trasmissione delle conoscenze. Sotto questa prospettiva la religione diventa anche simbolo di identità. ISARS è l’associazione internazionale di studi sullo sciamanismo. ‘Sciamanismo’ è un termine convenzionale. Ci sono quindi molte tipologie e molti punti di vista di studio. È un errore, parlando di culture, dividere le conoscenze in modo sistematico. Vi può essere una sovrapposizione continua di vari concetti e culture. Spesso lo sciamanismo ha un carattere sfuggente, privato, si adatta ai cambiamenti cambiando lui stesso. Tutto ciò che riguarda la liminalità, il passaggio tra status, viene ricondotto all’idea di mostri o spettri e il tutto ricondotto anche allo sciamanismo. C’è una tendenza a considerare lo sciamanismo una pre-religione di società primitive. Sono stati letti elementi sciamanici nella preistoria e in civiltà antiche. Questa visione però coincide con un’interpretazione evoluzionistica (ogni cultura passa attraverso stadi evolutivi), oggi considerata superata. Studiosi hanno riconosciuto simboli di un pensiero sciamanico nelle rappresentazioni su roccia di culture ormai andate perse, come ad esempio la trasformazione dell’uomo in animale (teliantropia). Molte rappresentazioni artistiche sono state male interpretate ma alcune avevano dei riferimenti religiosi, potevano raccontare un mito, un viaggio iniziatico per rinascere con occhi nuovi. Per quanto riguarda la preistoria possiamo solo parlare di archeologia dello sciamanismo.
Il fenomeno della possessione fu già testimoniato, ad esempio, da Marco Polo quando ne ‘Il Milione’ descrive le religioni che incontrò. Fenomeni simili, testimoniati da storie e racconti, si trovano anche nel medioevo europeo, in culti agrari e pagani poi scomparsi nel VII secolo con la diffusione del cristianesimo. Purtroppo però le testimonianze sono troppo poche per poter parlare di vero e proprio sciamanismo. Il pensiero cristiano, prima di perseguitare queste ideologIl concetto di sciamanismo però si è sviluppato solo con l’uomo moderno. A partire da rinascimento e illuminismo troviamo dati di ‘ricerche’ sullo sciamanismo poiché con le esplorazioni si viene a contatto con le culture extraeuropee. L’atteggiamento europeo è sempre stato scettico, bollando queste credenze come superstizioni passate e disprezzandole, ma è rimasto comunque il fascino ie, le indaga per curiosità di informazione e anzi non lo collega direttamente al diavolo ma agli spiriti. Il concetto di sciamanismo però si è sviluppato solo con l’uomo moderno. A partire da rinascimento e illuminismo troviamo dati di ‘ricerche’ sullo sciamanismo poiché con le esplorazioni si viene a contatto con le culture extraeuropee. L’atteggiamento europeo è sempre stato scettico, bollando queste credenze come superstizioni passate e disprezzandole, ma è rimasto comunque il fascino.
A metà ‘500 la compagnia inglese della ‘moscovia’ riporta delle testimonianze lapponi. Nel ‘600 la Russia fa lo stesso nei territori siberiani. Però permane sempre un contrasto tra interesse, curiosità e senso di superiorità. Ysbrant Ides e Adam Brand (1692-95) furono due olandesi a capo di una spedizione russa in Asia. Arrivano in una zona di etnia tungusa e descrivono in modo particolareggiato un rito sciamanico. Colui che officia il rito, in lingua tungusa, veniva chiamato sciamano, termine che viene quindi preso e utilizzato convenzionalmente. Nel 1692 Nicolaes Witsen tiene un’altra spedizione nelle medesime popolazioni riportando, oltre a ulteriori testimonianze e descrizioni del rito, la prima rappresentazione iconografica a riguardo. Vilmos Dioszegi (1923-1972) è uno studioso di sciamanismo siberiano e intuì l’importanza della ricerca etnografica, al contrario del pensiero ormai diffuso nella Russia dei conflitti mondiali. [NOTA: Franz Boas (1858-1942). Padre dell’antropologia americana, aveva posto le basi per uno studio ontologico promuovendo uno studio multidisciplinare delle culture. Studiò gli inuit e le popolazioni del circolo subpolare artico. Critica l’evoluzionismo ma viene a sua volta criticato per il diffusionismo]. Sintetizzare gli studi russi sullo sciamanismo troviamo il romeno Eliade Mircea (1907- 1986) con il libro ‘Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi’. Eliade è molto importante per lo studio delle religioni (non è un antropologo). Ha elaborato lo studio del sacro, lo yoga (poco accurato), l’eterno ritorno e lo sciamanismo (negli ultimi due generalizza ed è un po’ riduttivo). Ha un approccio di studio basato sul raffronto ed ermeneutico, senza un’esperienza sul campo. Crea delle teorie primitiviste non sempre valide al di fuori di una certa cultura. Il suo studio sullo sciamanismo è comunque importante ma in una seconda edizione ridefinisce alcuni concetti che gli sfuggono di mano. Cerca
dello scorrere del tempo, nasce la vita e il mondo. Nelle tradizioni sciamaniche e indiane il bambino appena nato viene raffreddato con l’acqua ed entra a far parte degli uomini. Con la morte e la cremazione si passa attraverso il fuoco e infine le ceneri vengono bagnate.
Edward Burnet Tylor (1832-1917). Inglese rappresentante dell’evoluzionismo culturale, scrisse primitive culture per definire l’animismo come religiosità primitiva, una sorta di ingenuità, ignorando il simbolismo delle varie credenze. Wilhelm Schmidt (1868-1954). Scrisse L’origine dell’idea di dio. Anche lui evoluzionista che critica le religioni primitive. James George Frazer (1854-1941). Scrisse Il ramo d’oro, uno studio di magia e religione. Fa un raffronto tra culture per cercare un legame andando anche a descrivere episodi non verificati e frutto di razzismo e imperialismo. Definisce lo sciamanismo come forma arcaica di scienza. David Emile Durkheim (1858-1917) e Marcel Mauss (1872-1950). Nella sociologia delle religioni lo sciamanismo viene visto come spartiacque tra magia e religione. La prima è individuale e segreta, la seconda è un’armonia di gruppo. Edward Evan Evans-Pritchard (1902-1973). Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande. In Africa la magia è parte della religione e lo sciamanismo le attraversa entrambe. Ake Hultkrantz (1920-2006). Studia le popolazioni siberiane e nord americane. Anche lui definisce lo sciamanismo come unione di magia e religione. Lo sciamanismo è una pratica non compatta di elementi pre-religiosi di varie culture unite dall’esperienza estatica. Una seconda corrente, più rigida, definisce lo sciamanismo come esclusivo delle popolazioni siberiane e centro asiatiche. Lo sciamanismo consiste in una spiritualizzazione del mondo circostante con connessioni reciproche tra natura e universo, microcosmo e macrocosmo. L’uomo non distingue se stesso dal mondo circostante ma è solo uno degli agenti e può dialogare con il mondo sottile. Il cosmo è vicino e accessibile all’uomo, viceversa l’uomo può comunicare con divinità e spiriti. Per essere sciamano bisogna essere scelti, non lo si diventa per scelta propria, è una chiamata spaventosa dal mondo degli spiriti. Lo sciamanismo è una religione come forma di conoscenza del mondo.
L’iniziazione avviene spesso nel periodo dell’adolescenza e di maturazione sessuale con il verificarsi di una serie di disturbi, stati confusionali, una fuga dalla società, fino anche a raggiungere uns 27eera gravi malattie che vengono codificate dagli sciamani anziani non come patologie ma come chiamata. Da tutto questo si scatena un senso di paura, fuga da questi mostri. La tribù celebra la morte simbolica degli iniziati. Spesso si punta sulla simbologia della fertilità, della morte e rinascita. Ritorna anche il tema della T”eliantropia,E anche
Arnold Van Gennep (1873-1957) è francese. Scrisse I riti di passaggio nel 1909, dove analizza i riti da un punto di vista sociale definendo tre fasi: pre-liminale, liminale, post-liminale. Nella prima fase l’individuo si separa dal gruppo e dal mondo precedente, è una fase traumatica, di grande vulnerabilità per l’iniziato. La seconda è una fase di passaggio. Nella terza fase ritorna come una persona nuova. L’uscita dalla malattia iniziatica avviene con l’accettazione che sia una chiamata e si intraprenda la via sciamanica. La presenza di uno sciamano anziano non è indispensabile ma fa da tramite per la reintegrazione nella società. Durante l’esperienza di rapimento spesso l’iniziato viene fatto a pezzi, scarnificato fino allo scheletro, come significato simbolico. Nei momenti di passaggio della società, molti valori e tabù vengono invertiti, anche con il rovesciamento del mondo dei vivi e dei morti. Queste inversioni, questo mondo alla rovescia, avvengono anche durante le iniziazioni e l’uomo non è più sciamano ma preda. Questo riprende l’idea asiatica della morte che inizia con l’ultimo respiro ma continua per un lungo periodo fino a ritrovare solo lo scheletro. Elementi iniziatici sciamanici li ritroviamo anche nel buddhismo e nell’induismo. Ad esempio il chöd buddhista culmina con l’offerta del proprio corpo da parte dell’iniziato ai demoni del samsara. Questa simbologia sta ad indicare la liberazione da tutto ciò che è materiale superandolo per raggiungere il nirvana. Nello sciamanesimo avviene lo stesso ma con il ritorno al mondo, si parla quindi di un percorso propedeutico per tornare al mondo con corpo e organi nuovi. Dal punto di vista esoterico il corpo umano è il microcosmo rappresentazione del mondo sciamanico che è il macrocosmo. Si scioglie il corpo per poi ricomporlo con gli elementi alchemici del cosmo interiorizzandoli e conoscendo tutti i segreti del mondo manifesto. Si dice che questi spiriti riportino effettivamente nuovi organi con nuove simboliche capacità, quindi il tutto è visto anche dal punto di vista emico. Durante il periodo iniziatico avviene lo spostamento attraverso l’ axis mundi. La dimensione umana o empirica è quella terrena e oltre a questa troviamo una dimensione superiore, uranica, e una inferiore, infera. Queste dimensioni sono accessibili attraverso varchi, un asse che attraversa tutti questi mondi. L’asse può essere