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Etò Giulio-Claudio con Fedro e Seneca, Schemi e mappe concettuali di Latino

- successione degli imperatori dalla morte di Augusto fino a Nerone - la favola di Fedro - Seneca: introduzione

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2016/2017

Caricato il 24/12/2017

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L’ETA GIULIO-CLAUDIA
Augusto morì nel 14 d.C.
con Tiberio
(appartenente alla
gens Claudia) ed adottato alla gens Iulia, ebbe origine alla dinastia giulio-claudia
Tiberio
alla sua morte il Senato designò come successore Caligola (37-41) :
i congiurati proclamarono princeps Claudio (41-54)
Nerone
Tiberio fu designato suo predecessore (Augusto lo adottò, era il figlio
della seconda moglie) ed aveva fatto conferire la potestas tribunicia
(garantiva il diritto di veto su qualsiasi decreto del Senato) e
l’imperium proconsulare maius et infinitum (è il supremo potere
militare sulle forze armate nel teritorio dell’Impero)
cercò il consenso del Senato ma la sua politica di risparmio e le
azioni di repressione di congiure lo resero molto impopolare
era una persona pazza e crudele, tentò di
instaurare una monarchia di tipo
orientale ma fu vittima di un complotto
(zio di Caligola) seppe governare con accortezza:
ampliò il dominio romano, favorì la
romanizzazione delle province, realizzò opere
pubbliche ecc
morì forse avvelenato dalla moglie Agrippina che
gli aveva fatto adottare il figlio Nerone,
preparandolo alla successione
divenne imperatore a soli 17 anni
egli governò sotto la guida della madre, del prefetto del pretorio A. Burro e del
filosofo Seneca (suo precettore)
dal 59 il governo mutò orientamento assomigliando ad un assolutismo dispotico
dopo aver fatto assassinare il fratellastro si liberò della madre, di Burro (morì in
circostanze non chiare) e Seneca fu allontanato dalla corte
nel 64 a Roma scoppiò un incendio che devastò la città, Nerone fu sospettato e per
scagionarsi fu costretto a trovare dei colpevoli: ne conseguì la prima persecuzione
contro i cristiani
il suo assolutismo non fu ben visto dall’aristocrazia senatoria la quale tentò un colpo di
Stato: ci fu una rivolta militare che pose fine al principato neroniano (68)
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L’ETA’ GIULIO-CLAUDIA

Augusto morì nel 14 d.C.

con Tiberio (appartenente alla gens Claudia) ed adottato alla gens Iulia, ebbe origine alla dinastia giulio-claudia

Tiberio

alla sua morte il Senato designò come successore Caligola (37-41) :

i congiurati proclamarono princeps Claudio (41-54)

Nerone

Tiberio fu designato suo predecessore (Augusto lo adottò, era il figlio della seconda moglie) ed aveva fatto conferire la potestas tribunicia (garantiva il diritto di veto su qualsiasi decreto del Senato) e l’imperium proconsulare maius et infinitum (è il supremo potere militare sulle forze armate nel teritorio dell’Impero)

cercò il consenso del Senato ma la sua politica di risparmio e le azioni di repressione di congiure lo resero molto impopolare

era una persona pazza e crudele, tentò di instaurare una monarchia di tipo orientale ma fu vittima di un complotto

(zio di Caligola) seppe governare con accortezza: ampliò il dominio romano, favorì la romanizzazione delle province, realizzò opere pubbliche ecc

morì forse avvelenato dalla moglie Agrippina che gli aveva fatto adottare il figlio Nerone, preparandolo alla successione

■ divenne imperatore a soli 17 anni

■ egli governò sotto la guida della madre , del prefetto del pretorio A. Burro e del filosofo Seneca (suo precettore)

■ dal 59 il governo mutò orientamento assomigliando ad un assolutismo dispotico

■ dopo aver fatto assassinare il fratellastro si liberò della madre, di Burro (morì in circostanze non chiare) e Seneca fu allontanato dalla corte

■ nel 64 a Roma scoppiò un incendio che devastò la città, Nerone fu sospettato e per scagionarsi fu costretto a trovare dei colpevoli: ne conseguì la prima persecuzione contro i cristiani

il suo assolutismo non fu ben visto dall’aristocrazia senatoria la quale tentò un colpo di Stato: ci fu una rivolta militare che pose fine al principato neroniano (68)

la varietas

SENECA

I DIALOGHI

opera più antica: Consolazio ad Marciam , scritta prima dell’esilio

al periodo dell’esilio in Corsica appartengono le altre due Consolationes:

■ veniva da una ricca famiglia di rango equestre

■ nacque in Spagna nel 4 a.C.

■ condotto molto presto a Roma dove studiò retorica e filosofia (egli stesso ricorda i maestri della sua giovinezza)

■ pur avendo scelto una vita contemplativa (dedita allo studio9 presto l’abbandonò per non dare dispiacere al padre) intraprese il cursus honorum e rivestì la questura

■ le sue qualità di oratore furono riconosciute ed ammirate tuttavia i suoi rapporti con gli imperatori furono sempre difficili

■ le ostilità con l’imperatore Claudio furono tali che lo accusò di adulterio (con la sorella di Caligola) condannandolo all’esilio in Corsica (41 d.C.) vi rimase fino a quando non fu chiamato da Agrippina che lo volle come precettore per Nerone

■ alla morte di Claudio, Seneca si trovò ad essere consigliere di un ragazzino e praticamente ebbe in mano il potere dell’Impero

■ la speranza di Seneca di fare del giovane principe un sovrano esemplare si rivelò un’ illusione

10 opere di argomento filosofico (nove sono in un libro solo, una il De ira è in tre libri)

✓ non sono come quelli di Platone e Cicerone (in cui la discussione si svolge tra due o più personaggi) l’autore parla sempre in prima persona avendo come interlocutore in dedicatario dell’opera

✓ l’impianto non corrisponde a quello dei dialoghi veri e propri ma risentono dell’ influsso della diatriba cinico-stoica : condivide l’impostazione discorsiva e la tendenza a rivolgersi direttamente al destinatario, immaginando di avere con lui una discussione con frequente introduzioni di domande ed obiezioni di un interlocutore fittizio (non sempre si identifica col destinatario)

il testo s’inserisce nella tradizione della ‘consolazione’ filosofica

Seneca riprende il repertorio tipico per consolare chi ha subito un lutto dimostrando che la morte non è un male (ma è un passaggio ad una vita migliore)

  1. destinata alla madre dell’autore la quale soffre per l’esilio (temi caratteristici della tradizione filos. greca riguardo l’esilio)

  2. destinata all’imperatore Claudio in occasione della morte di un fratello ( consolatio mortis )