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l'eurtoanaan
Tipologia: Tesi di laurea
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29 Gennaio Prof: Helzel
Che cos’è l’Eutanasia? Innanzitutto Eutanasia deriva dal greco: EU + THANATOS
Buona Morte = Morte senza dolore
Per Eutanasia ,quindi dobbiamo intendere la soppressione indolore o per pietà di chi soffre o si ritiene possa soffrire in futuro in maniera insopportabile. Questa definizione ha suscitato non poche polemiche soprattutto dal mondo cattolico,poiché quest’ultimo ritiene che nessun essere umano può sovrapporsi a Dio e quindi decidere quando togliere il bene vita che l’altissimo ci ha donato. Il termine Eutanasia,acquista nel corso del tempo varie accezioni:
Perché la scelta di evidenziare tutti questi significati di Eutanasia? Perché sostanzialmente tutte queste accezioni convergono in un unico problema: “Il Testamento Biologico” Che cos’è Il testamento biologico? Il testamento biologico (detto anche: testamento di vita , dichiarazione anticipata di trattamento ) è l'espressione della volontà da parte di una persona,fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.
…ritornando all’eutanasia dobbiamo distinguere:
Il grande problema che sottende all’eutanasia è quindi la legalizzazione della stessa,che in Italia non è ancora stata accordata.
Oggi la scienza ci ha portato,grazie alle nuove tecnologie,ad allontanare dalla nostra mente il pensiero “Morte” in quanto fenomeni come la clonazione,come la manipolazione genetica, ci hanno illuso di poter essere immortali. È proprio per queste ragioni che bisogna recuperare il rapporto con la morte perché non bisogna dimenticare che non si muore se non si nasce.
Il problema dell’eutanasia,apre anche una questione sulla correttezza morale della somministrazione della morte che è un tema controverso sin dagli albori della medicina. Ad esempio, nel Giuramento di Ippocrate si legge: Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo. Oggi,poiché,in Italia non esiste una legge sull’eutanasia non è possibile praticarla,però ciò non esclude che molto spesso la cura eutanasica viene praticata senza renderla manifesta.
A questo punto non possiamo prescindere dall’analizzare la legge olandese N°137 del 2001 sull’eutanasia.
Al primo articolo ,la legge chiarisce chi sono i soggetti sottoponibili alla cura eutanasica e chi possono praticarla. Il termine “Cura” è inteso anche come accompagnamento alla morte. Secondo la legge olandese,non tutti i medici possono effettuare la cura eutanasica,ma solo coloro che sono iscritti in appositi albi. Al secondo articolo ,vengono sanciti i requisiti che devono sussistere affinché possa essere praticata la cura. Questi requisiti sono: a. Piena convinzione che la richiesta del paziente è volontaria e ben ponderata; b. Che le sofferenze del paziente sono resistenti alle terapie e insuperabili; c. Che il paziente sia informato sulla situazione circa clinica circa le sue prospettive; d. Che il paziente ha la convinzione che non c’è altra ragionevole soluzione circa la propria situazione; e. Che ha consultato un altro medico indipendente che ha visitato al paziente è ha dato la sua opinione scritta sui requisiti del trattamento dovuto. f. Che ha posto fine alla vita o ha assistito ad un suicidio con le dovute attenzioni.
Perché questa legge in Italia non potrà trovare mai accoglimento? Per diverse ragioni: