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Fattori di rischio gestazioni, Appunti di Neuropsichiatria infantile

appunti sui fattori di rischio gestazioni

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 09/09/2023

vivianacifalaa
vivianacifalaa 🇮🇹

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FATTORI DI RISCHIO GESTAZIONALI, PERINATALI E POSTNATALI
PRECOCI.
Il percorso di maturazione e sviluppo che l’individuo compie durante la vita
intrauterina rappresenta uno dei momenti più critici e determinanti dell’esistenza
umana.
La nascita rappresenta il momento di passaggio dalla vita intrauterina a quella
extrauterina e, implica la messa in atto di fini processi di adattamento respiratorio,
cardiocircolatorio e metabolico.
Sono necessari programmi di intervento precoce, in caso di problemi, applicabili fin
dalle fasi di pre-dimissione, che agiscono sulla neuroplasticità.
EVENTI CRITICI DEL NEUROSVILUPPO:
Il neurosviluppo è un processo dinamico, finemente regolato dall’interazione tra
genetica e ambiente. I geni e l’ambiente, dunque, sono reciprocamente legati, e
operano in modo indipendente nel determinare lo sviluppo, con maggiore espressività
in periodi specifici detti “periodi critici”.
Un periodo critico è definito come quel momento specifico della vita post-natale, nel
quale lo sviluppo e la maturazione funzionale di determinati network cerebrali, la
cosiddetta plasticità, risultano indissolubilmente correlati all’esperienza e alle
influenze ambientali.
La plasticità cerebrale è molto elevata nell’assimilare una determinata competenza, e
l’esperienza sensoriale durante questi periodi è in grado di indurre modifiche
permanenti.
La plasticità neuronale si articola in 3 distinte fasi maturative: periodo pre-critico
(formazioni di circuiti neuronali indipendente dalle esperienze), periodo critico
(plasticità in risposta alle esperienze), chiusura del periodo critico (dopo la quale, la
stessa esperienza non induce più lo stesso grado di plasticità, le esperienze dunque
sono in grado di indurre modificazioni plastiche ma non riescono più a modificare in
modo permanente i circuiti neuronali).
Fattori ambientali intercorrenti in epoche precocissime dello sviluppo, prenatale o
nell’immediato post-natale, possono svolgere un ruolo critico nel determinismo di
modifiche del cervello.
FATTORI DI RISCHIO GESTAZIONALI:
I fattori di rischio gestazionali possono svolgere un ruolo etiopatogenetico (insorgenza
di patologie).
Fattori antepartum:
Fattori demografici e clinici pre-concepimento: studi dimostrano come
l’età materna superiore ai 40 anni o, adolescenziale, possa costituire un fattore
di rischio per encefalopatia neonatale e paralisi cerebrale. Anche la storia
familiare di epilessia o malattie neurologiche, e un pregresso trattamento per
infertilità possono essere considerati dei rischi per l’insorgenza di patologie nel
nascituro;
Patologie ostetrico-ginecologiche: patologie della madre localizzate
nell’apparato uro-genitale sono associate a rischio per la salute del nascituro
(ex. vaginosi batterica, incremento rischio parto pretermine).
Le patologie strutturali uterine incrementano il rischio di parte pretermine e
costituiscono un fattore di rischio gestazionale.
Costituiscono rischio anche le neoformazioni uterine benigne non trattate prima
del concepimento, la placenta previa (anomalia in cui questa si colloca in
corrispondenza alla porzione inferiore della cavità uterina fino, a volte, a
bloccarne l’orifizio), e un distacco parziale o completo di essa;
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FATTORI DI RISCHIO GESTAZIONALI, PERINATALI E POSTNATALI

PRECOCI.

Il percorso di maturazione e sviluppo che l’individuo compie durante la vita intrauterina rappresenta uno dei momenti più critici e determinanti dell’esistenza umana. La nascita rappresenta il momento di passaggio dalla vita intrauterina a quella extrauterina e, implica la messa in atto di fini processi di adattamento respiratorio, cardiocircolatorio e metabolico. Sono necessari programmi di intervento precoce, in caso di problemi, applicabili fin dalle fasi di pre-dimissione, che agiscono sulla neuroplasticità.

EVENTI CRITICI DEL NEUROSVILUPPO:

Il neurosviluppo è un processo dinamico, finemente regolato dall’interazione tra genetica e ambiente. I geni e l’ambiente, dunque, sono reciprocamente legati, e operano in modo indipendente nel determinare lo sviluppo, con maggiore espressività in periodi specifici detti “periodi critici”. Un periodo critico è definito come quel momento specifico della vita post-natale, nel quale lo sviluppo e la maturazione funzionale di determinati network cerebrali, la cosiddetta plasticità, risultano indissolubilmente correlati all’esperienza e alle influenze ambientali. La plasticità cerebrale è molto elevata nell’assimilare una determinata competenza, e l’esperienza sensoriale durante questi periodi è in grado di indurre modifiche permanenti. La plasticità neuronale si articola in 3 distinte fasi maturative: periodo pre-critico (formazioni di circuiti neuronali indipendente dalle esperienze), periodo critico (plasticità in risposta alle esperienze), chiusura del periodo critico (dopo la quale, la stessa esperienza non induce più lo stesso grado di plasticità, le esperienze dunque sono in grado di indurre modificazioni plastiche ma non riescono più a modificare in modo permanente i circuiti neuronali). Fattori ambientali intercorrenti in epoche precocissime dello sviluppo, prenatale o nell’immediato post-natale, possono svolgere un ruolo critico nel determinismo di modifiche del cervello.

FATTORI DI RISCHIO GESTAZIONALI:

I fattori di rischio gestazionali possono svolgere un ruolo etiopatogenetico (insorgenza di patologie). Fattori antepartum:  Fattori demografici e clinici pre-concepimento : studi dimostrano come l’età materna superiore ai 40 anni o, adolescenziale, possa costituire un fattore di rischio per encefalopatia neonatale e paralisi cerebrale. Anche la storia familiare di epilessia o malattie neurologiche, e un pregresso trattamento per infertilità possono essere considerati dei rischi per l’insorgenza di patologie nel nascituro;  Patologie ostetrico-ginecologiche : patologie della madre localizzate nell’apparato uro-genitale sono associate a rischio per la salute del nascituro (ex. vaginosi batterica, incremento rischio parto pretermine). Le patologie strutturali uterine incrementano il rischio di parte pretermine e costituiscono un fattore di rischio gestazionale. Costituiscono rischio anche le neoformazioni uterine benigne non trattate prima del concepimento, la placenta previa (anomalia in cui questa si colloca in corrispondenza alla porzione inferiore della cavità uterina fino, a volte, a bloccarne l’orifizio), e un distacco parziale o completo di essa;

Patologie sistemiche : la sindrome pre-eclamptica è un’urgenza ostetrica caratterizzata dalla presenza di edemi (accumulo di liquido) o ipertensione. Si tratta di un processo tossico probabilmente di origine autoimmunitaria, indotto dal feto. L’unico trattamento per tale patologia è costituito dall’espulsione del feto e della placenta, con l’avvio di successive terapie farmacologiche. Altre malattie pericolose della madre possono essere il diabete, le cardiopatie, obesità ecc… abuso di fumo, alcool, droghe ecc…  Malattie neurologiche o psichiatriche : le madri affette da epilessia o altri disturbi neurologici presentano un incremento del rischio di diverse complicanze ante e intrapartum, rischio di emorragie e difetti di crescita fetale;  Patologie fetali : riduzione dei movimenti attivi fetali, del battito cardiaco, difetti di accrescimento, patologie malformative, cromosomopatie, ecc… rappresentano un gruppo di nascituri con un maggior rischio di danno cerebrale. Dal tracciato cardiotocografico si può valutare l’attività cardiaca fetale in termini di frequenza e ritmo.

FATTORI INTRAPARTUM.

Numerose condizioni intrapartum configurano un alto rischio in termini neuroevolutivi. Il rischio di encefalopatia neonatale risulta maggiormente elevato nelle epoche gestazionali più precoci, soprattutto nei gravi prematuri nati sotto la 28° settimana di vita intrauterina, e nei nati post-termine dopo la 42° settimana di età gestazionale. Una gravidanza è considerata prolungata dopo 41(+0) settimane, mentre si definisce gravidanza post-termine quando supera le 42(+0) settimane. L’avvio di un monitoraggio accurato antepartum e l’induzione del travaglio sono state valutate come strategie tali da ridurre il rischio di morbidità e mortalità perinatale, ed evita danni sia al nascituro che alla madre. L’intervento preventivo incentrato sulla precoce identificazione del ritardo di crescita o l’iperaccrescimento intrauterino tramite biometria fetale, aiutano una diagnosi tempestiva. Vi sono indicatori di sofferenza fetale ben noti, come la presenza di liquido amniotico tinto di meconio (feci del neonato), può essere causa di compromissione respiratoria da aspirazione. La presenza di febbre in corso di travaglio rappresenta un rischio specifico per encefalopatie neonatale e per tachicardia fetale. L’improvvisa rottura del sacco amniotico, con emorragia rappresentano un ulteriore rischio, anche le alterazioni di lunghezza del collo uterino. Per identificare lo stato di salute di un neonato di fa riferimento all’indice di Apgar. Le convulsioni neonatali rappresentano un fattore di rischio indipendente associato ad encefalopatia neonatale e paralisi cerebrale come evidenziato in diversi studi. Tali fattori di rischio sono molteplici e possono verificarsi isolatamente o in associazione.

FATTORI AMBIENTALI:

Accanto agli eventi più strettamente legati al momento della nascita, il neonato pretermine si trova a dover trascorrere le prime settimane di vita in un ambiente caratterizzato da stimoli neurosensoriali, con deprivazione da parte del contatto con la madre rispetto alla vita intrauterina, e un’ iperstimolazione determinata dalle luci e dai rumori ambientali. Queste prime esperienze di vita possono essere considerate un vero e proprio rischio in termini neuroevolutivi. Numerosi fattori stressogeni luminosi, sonori e tattili- dolorifici possono essere un fattore di rischio, per questo motivo oggi si presta attenzione alla “care” neonatale. Questo metodo promuove l’alchimia tra madre e neonato, formulando un piano di assistenza che mira a migliorare le aree di sensibilità