Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Maltrattamento e Abuso Infantile: Definizioni, Tipologie e Fattori di Rischio, Schemi e mappe concettuali di Neuropsichiatria infantile

Appunti di lezione di neuropsichiatria infantile sull'abuso e il maltrattamento

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 30/12/2022

Elvira_star98
Elvira_star98 🇮🇹

4.7

(6)

19 documenti

1 / 7

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Abuso e maltrattamento infantile
Definizioni:
1978/1981. Il maltrattamento si concretizza negli atti e nelle carenze che
turbano gravemente il bambino, attenta alla sua integrità corporea, al suo
sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la
trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di
un familiare o di un terzo.
L’abuso sessuale viene definito come il coinvolgimento di bambini e
adolescenti in attività sessuali che essi non comprendono ancora pienamente e
che sono tali da violare i tabù vigenti nella società circa i ruoli familiari. Si
distingue in abuso intrafamiliare, connesso al problema dell’incesto, ed
extrafamiliare, legato al fenomeno della pedofilia. (Consiglio d’Europa
Strasburgo)
Abuso sessuale è il coinvolgimento, intenzionale e interpersonale, di un minore in
esperienze sessuali forzate o comunque inappropriate dal punto di vista dello stadio
di sviluppo. Tali esperienze possono non comportare violenza esplicita o lesioni;
possono avvenire senza contatto fisico e/o essere vissute come osservatori. E’ un
fenomeno diffuso. Si configura sempre e comunque come un attacco confusivo e
destabilizzante alla personalità del minore e al suo percorso evolutivo e può
produrre DSPT (Disturbo da Stress Post Traumatico), acuto e/o cronico, anche con
espressione ritardata e persistente in età adulta.
(CISMAI - Dichiarazione di Consenso in tema di abuso sessuale all’infanzia, 2015)
Maltrattamento: Tipologia
Oggi si utilizza il termine più ampio di: Esperienze Sfavorevoli Infantili (E.S.I.)
comprendono:
l'abuso subito in forma diretta (abuso sessuale, maltrattamento psicologico,
fisico, trascuratezza)
le modalità indirette che rendono il contesto familiare inadeguato (l'alcolismo
o la tossicodipendenza dei genitori, le malattie psichiatriche, la violenza
assistita)
pf3
pf4
pf5

Anteprima parziale del testo

Scarica Maltrattamento e Abuso Infantile: Definizioni, Tipologie e Fattori di Rischio e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Neuropsichiatria infantile solo su Docsity!

Abuso e maltrattamento infantile Definizioni: 1978/1981. Il maltrattamento si concretizza negli atti e nelle carenze che turbano gravemente il bambino, attenta alla sua integrità corporea, al suo sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di un terzo. L’abuso sessuale viene definito come il coinvolgimento di bambini e adolescenti in attività sessuali che essi non comprendono ancora pienamente e che sono tali da violare i tabù vigenti nella società circa i ruoli familiari. Si distingue in abuso intrafamiliare, connesso al problema dell’incesto, ed extrafamiliare, legato al fenomeno della pedofilia. (Consiglio d’Europa Strasburgo) Abuso sessuale è il coinvolgimento, intenzionale e interpersonale, di un minore in esperienze sessuali forzate o comunque inappropriate dal punto di vista dello stadio di sviluppo. Tali esperienze possono non comportare violenza esplicita o lesioni; possono avvenire senza contatto fisico e/o essere vissute come osservatori. E’ un fenomeno diffuso. Si configura sempre e comunque come un attacco confusivo e destabilizzante alla personalità del minore e al suo percorso evolutivo e può produrre DSPT (Disturbo da Stress Post Traumatico), acuto e/o cronico, anche con espressione ritardata e persistente in età adulta. ( CISMAI - Dichiarazione di Consenso in tema di abuso sessuale all’infanzia, 2015) Maltrattamento: Tipologia Oggi si utilizza il termine più ampio di: Esperienze Sfavorevoli Infantili (E.S.I.) comprendono:  l'abuso subito in forma diretta (abuso sessuale, maltrattamento psicologico, fisico, trascuratezza)  le modalità indirette che rendono il contesto familiare inadeguato (l'alcolismo o la tossicodipendenza dei genitori, le malattie psichiatriche, la violenza assistita)

Patologia delle cure L‘ Incuria : omissione di cure nei confronti del bambino. La Discuria : cure distorte (percezione dell'immagine di un figlio diverso o ideale). L‘ Ipercura o Sindrome di Munchausen per Procura , nella quale il figlio è investito del fantasma di una malattia cronica, che porta a sottoporre il minore ad analisi, cure e interventi chirurgici. Il Maltrattamento Fisico: presenza di un danno fisico dovuto ad aggressioni fisiche, maltrattamenti, punizioni corporali o gravi attentati all'integrità fisica e alla vita. Il Maltrattamento Psicologico : una relazione emotiva caratterizzata da ripetute pressioni psicologiche, ricatti affettivi, indifferenza, rifiuto, denigrazione e svalutazioni. Per violenza assistita intrafamiliare si intende l’esperire da parte della/del bambina/o e adolescente qualsiasi forma di maltrattamento compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale, economica e atti persecutori (c.d. stalking) su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative, adulte o minorenni. Di particolare gravità è la condizione degli orfani denominati speciali, vittime di violenza assistita da omicidio, omicidi plurimi, omicidio-suicidio. Il/la bambino/a o l’adolescente può farne esperienza direttamente (quando la violenza/omicidio avviene nel suo campo percettivo), indirettamente (quando il/la minorenne è o viene a conoscenza della violenza/omicidio), e/o percependone gli effetti acuti e cronici, fisici e psicologici. La violenza assistita include l’assistere a violenze di minorenni su altri minorenni e/o su altri membri della famiglia e ad abbandoni e maltrattamenti ai danni degli animali domestici e da allevamento. (CISMAI, 2005) Linee Guida S.I.N.P.I.A Il documento della S.I.N.P.I.A. si riferisce prioritariamente alle competenze specifiche del Neuropsichiatra Infantile nel percorso di rilevazione, diagnosi e trattamento degli abusi in età evolutiva e tiene conto delle indicazioni contenute nel Piano Sanitario Nazionale , nel Progetto Obiettivo Materno Infantile e nel Progetto Obiettivo Salute Mentale.

Vengono distinti: Problemi legati all’abuso fisico che implica lesioni fisiche non accidentali del minore. Problemi legati all’abuso sessuale che implica atti sessuali in cui è coinvolto un bambino. Problemi legati all’abuso psicologico che si riferisce a comportamenti non accidentali degli adulti che causano danni psicologici al bambino. La trascuratezza psicologica che implica atti offensivi oppure omissioni e carenze gravi da parte degli adulti nella cura dei figli e che determinano una grave compromissione dello sviluppo infantile Nel caso del Disturbo da Stress Post-Traumatico in Età Evolutiva viene messo in luce che le manifestazioni post-traumatiche possono comparire anche nei primi anni di vita e possono assumere una particolare configurazione sintomatologica che ricalca, tuttavia, la fenomenologia negli adulti. Nei bambini con età inferiore 6 anni, il quadro clinico è sostanzialmente sovrapponibile ; tuttavia, le manifestazioni traumatiche compaiono tipicamente nel gioco e i sintomi intrusivi legati ai ricordi traumatici non suscitano necessariamente stati di disagio. Va tenuto presente che nei bambini è difficile mettere in luce stati soggettivi anche perché le capacità di verbalizzazione e di insight non sono ancora adeguatamente sviluppate. Nel nuovo DSM-5 la diagnosi dei Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti è l’unica a tenere in considerazione fra i criteri diagnostici l’aspetto eziologico, il trauma. Tra questi:

**- il Disturbo reattivo dell’attaccamento,

  • il Disturbo da impegno sociale disinibito,
  • il Disturbo da stress post-traumatico (PTSD),
  • il Disturbo da stress acuto,
  • i Disturbi dell’adattamento e altri due disturbi con altra o senza** **specificazione.
  • il Disturbo da stress post-traumatico (PTSD),**

Per lo sviluppo di un PTSD (DSM-5; APA, 2013) è necessario che :

- La persona sia stata esposta a un trauma , quale la morte reale o una minaccia di morte, grave lesione, oppure violenza sessuale (criterio a). - Sintomi intrusivi correlati all’evento traumatico insorgano dopo l’evento traumatico,(criterio b):ricordi, sogni, flashback.

  • Può esserci intensa o prolungata sofferenza psicologica e reattività fisiologica in risposta a trigger che simboleggiano o assomigliano al trauma.
  • Evitamento persistente degli stimoli associati all’evento traumatico (criterio c).
  • Alterazioni negative di pensieri ed emozioni associate all’evento traumatico si manifestano dopo l’evento traumatico.(criterio d)
  • Marcate alterazioni dell’arousal e della reattività associati all’evento traumatico si manifestano dopo l’evento traumatico (criterio e). (comportamento spericolato autodistruttivo, ipervigilanza, esagerate risposte di allarme, problemi di concentrazione, difficoltà relative al sonno)
  • La durata delle alterazioni descritte è superiore ad 1 mese (criterio f).
  • Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti (criterio g).
  • Il disturbo non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza come ad esempio farmaci o alcol o a un’altra condizione medica (criterio h). - A seguito di un evento stressante, oltre a sviluppare un PTSD, si possono manifestare: SINTOMI DISSOCIATIVI di DEPERSONALIZZAZIONE (sentirsi distaccati dai propri processi mentali come se si fosse un osservatore esterno al proprio corpo) DEREALIZZAZIONE (persistenti o ricorrenti esperienze di irrealtà dell’ambiente ).

Esiti psico-comportamentali a breve-medio termine: fino ai 6 anni di eta‘

  • Disturbi del sonno
  • Disturbo delle condotte alimentari
  • Lamentele e preoccupazioni insolite, paure immotivate
  • Rifiuto nel mostrare il corpo nudo
  • Esplosioni emotive improvvise
  • Aggressività contro adulti/coetanei
  • Atti di autolesionismo
  • Interessi sessuali e comportamentali sessualizzati inappropriati Dai 6 anni : - Disturbi del sonno- Disturbo della condotta alimentare - Lamentele somatiche
  • Rifiuto o compiacenza nel mostrare il corpo nudo anche in situazioni mediche
  • Esplosioni emotive improvvise
  • Etero-Aggressività
  • Autolesionismo, Tentativi di suicidio
  • Interessi sessuali inappropriati all'età
  • Depressione, isolamento
  • Difficoltà scolastiche
  • Comportamenti immaturi, regressione fasi evolutive precedenti