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Faust e Urfaust, riassunto e analisi
Tipologia: Sintesi del corso
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Urfaust: la genesi
difatti parte dalla leggenda —> personaggi poetici del popolo portatori dei problemi più profondi di tutta un’epoca storica (elaborazione originale non della proprio soggettività, ma della vita dell’umanità intera);
un piano unitario , Goethe scriveva singole scene che poi ordinava; tuttavia non manca un’idea di fondo che però è più un’orizzonte che una formulazione concettuale;
tedesca: appartiene all’età della Riforma, ma è una figura storica plastica e viva in cui si manifesta l’anelito di libertà nazionale, politica e ideologica del giovane Goethe —> l’arretratezza della Germania fece sì che al centro della rivoluzione democratico- borghese ci fosse l’unità nazionale (Lenin);
distrugge le forze migliori della nazione —> tuttavia si contrappone (in modo politicamente falso, Lukacs) ai tratti nobili e autentici della piccola nobiltà (schiettezza, onestà, insofferenza per la pseudocultura delle corti borghesi-plebee);
nel “ piccolo ” (vita individuale) che nel “ gran mondo ” (vita pubblica —> vita di corte);
la natura, della conoscenza in generale e del rapporto tra conoscenza e prassi (anche la leggenda li affronta, ma in maniera distorta —> infatti è tramandata da fonti luterane che condannano come peccaminose quelle aspirazioni); 2) il rapporto col male e il suo rapporto contraddittorio nella storia umana —> Goethe è proprio in questi temi che rispecchia lo sviluppo dell’Illuminismo tedesco (primi sviluppi verso la dialettica idealistica) —> emerge la coscienza della contraddizione come fondamento della vita e della conoscenza —> storicizzazione di tutto il processo della vita: lo sviluppo della natura e nella società diventa il problema centrale;
differenza di altri rinnova lo spirito rinascimentale del Faust , l’originale contenuto ideale coperto dalle rielaborazioni luterane —> e in questa trasformazione il ruolo principale è svolto dalla dialettica ;
più diretto da Goethe: il male e la sua funzione contraddittoria nella storia umana —> primi sviluppi verso la dialettica idealistica; —> questo si collega al Rinascimento e al tempo della leggenda (filosofia della natura, scontro con la scolastica, visione unitaria, visione dialettica):
della Terra è nucleo filosofico centrale —> tendenza verso il pensiero dialettico che cozza col pensiero metafisico e scolastico e con le determinazioni analitiche dell’intelletto (come i filosofi della natura del Rinascimento) —> così Goethe porta i più profondi conflitti del suo tempo nell’eroe rinascimentale; la conoscenza reale della contraddittorietà dinamica della vita è
l’aggancio con la leggenda di Faust; il Faust di Goethe è molto più radicale dell’autore , di qui la tragicità della scena dello Spirito della Terra che pure porta con sé le aspirazioni del Goethe ( una filosofia della natura che guidi a una comunione completa con la mobilità della natura stessa che, superando la scissione fra conoscenza della natura e prassi umana, conduca al di là del meramente contemplativo, della morta oggettività ) —> il tragico abisso è aperto quando lo Spirito lo riporta alla sua distanza (“Tu somigli allo spirito che comprendi, non a me!”); 2) col periodo a Weimar e il viaggio in Italia si passa dalla tragicità pura dell’Urfaust (vedi episodio Spirito della Terra) a una tragicità che non è più per Goethe il principio ultimo: egli vede un’evoluzione mondiale che procede vittoriosa attraverso le tragedie individuali (vedi scena Bosco e spelonca , svolta filosofica e umano-drammatica del dramma); se nell’ Urfaust Goethe ha solo delle intuizioni, grazie alle svolte della rivoluzione francese comprende che è iniziata una nuova epoca e comincia a guardare con simpatia la nuova società borghese sorta dalla rivoluzione —> dalla nuova coscienza della nuova filosofia nascente (nonostante non si leghi né a Schelling né ad altri in particolare) costituisce la base ideologica per il compimento della prima parte del Faust (1806, pubblicata nel 1808), Goethe stende i primi grandi dialoghi tra Faust e Mefistofele e la parte di Margherita cessa di essere il centro del poema e diventa una tappa tragica del cammino di Faust, dello sviluppo dell’umanità ; di questo periodo è anche il Prologo in cielo , nel quale la grande lotta tra il bene e il male è portata al di là del destino di un solo uomo —> solo ora il Faust diventa un’opera universale (e solo i rappresentanti della filosofia classica tedesca Fichte, Schelling e Hegel lo accolgono con entusiasmo); 3) dopo una pausa, solo nel 1816 comincia la stesura della seconda parte, che si conclude negli ultimi anni di vita del poeta, qui la concezione e la prospettiva storica sono completamente cambiate: il quadro storico supera l’angusta cornice tedesca (decadenza del feudalesimo tedesco) e Goethe traccia un quadro vasto e profondo della decadenza generale del feudalesimo, del suo corrompersi nella vita di corte e mette in evidenza le forse che lo dissolvono: le forze produttive dello sviluppo del capitalismo. Urfaust, stile: il dramma del genere umano
ha reso il Faust un’opera universale incomparabile: “voglio accogliere in me le gioie destinate all’intera umanità; voglio abbracciare col mio spirito le sue vette e i suoi abissi; ammucchiar nel mio petto tutto il suo bene e tutto il suo male, e così dilatare il mio io sino ai confini del suo io, per poi, com’essa, alla fine, naufragare.” —> al centro c’è un’individuo che con le sue esperienze, il suo destino, i suo sviluppo rappresenta il cammino e la sorte di tutto il genere umano ;
lasciar intravvedere l’universalità, d ’altra parte ogni tentativo pedantesco ed enciclopedico di riprodurre tutto il mondo distrugge la vitalità poetica delle figure e delle situazioni —> l’odissea di Faust dalla dannazione alla redenzione deve essere ed è lo sviluppo condensato dell’umanità stessa, senza smarrire con ciò l’individualità, la concretezza storica e umana del
classico : nel IV atto dal grembo del feudalesimo sorge il suo becchino, il capitalismo ; lo sconvolgimento ideologico ha la sua preistoria economico-reale nell’introduzione della carta moneta da parte di Mefistofele, e il predominio del denaro affretta la rovina del feudalesimo; il IV atto mostra uno strato di disgregazione ancora più avanzato (guerre civili, lotta di tutti contro tutti) all’interno della quale sfolgora la bellezza classica: la prima come fantasma, la seconda come realtà; nella leggenda Elena era una figura diabolica, un momento importante della lotta luterana contro lo spirito del Rinascimento; Goethe capovolge interamente questo rapporto, Elena è la rinascita del mondo antico che smaschera il mondo spettrale del medioevo e disperde con la sua luce sempre più potente il regno delle tenebre (e difatti è sempre Faust a invocarla, Mefistofele non può);
Faust che vede già nell’ombra di lei la nuova realtà del tempo da tanto bramata (il tentativo di afferrare l’ombra termina in una catastrofe, e in Faust vivrà d’ora in poi l’ardente desiderio di ricongiungersi alla Elena reale, alla bellezza classica diventata viva, che la seconda apparizione di Elena rappresenta);
nasce in modo realmente naturale (razionalità estetica); la notte classica di Valpurga non è qui un episodio fantastico- simbolico come la prima, ma è invece la preparazione organica estetico-ideale dell’epifania di Elena; l’episodio esprime nel modo più chiaro la storia “fenomenologica” dello sviluppo del genere umano. Soggettivamente è la via che conduce Faust a Elena, oggettivamente è lo sviluppo della bellezza greca, a partire dai suoi primi inizi, ancora puramente naturali e, in parte, orientali; quando Elena appare nel terzo atto, appare in carne ed ossa e non grazie alla magia, è il processo naturale vissuto nella notte classica di V.; —> è la nascita del mondo nuovo, attraverso l’appropriazione del mondo classico da parte dell’umanità liberata dal medioevo ;
inquietante e spettrale, come irreale; questa atmosfera di irrealtà si manifesta ancora di più all’inizio della scena di Euforione (e Faust sente già con chiarezza che quel mondo di sogno dovrà necessariamente dissolversi); Euforione, a differenza di Elena, non viene solo posto come reale, è empiricamente reale, e difatti la distruggerà con la sua realtà; Euforione si è identificato con Byron, nel quale Goethe vide il rappresentante dell’epoca nuova (non più quella del suo rigoglio poetico) che va al di là del rinnovamento del mondo antico e conduce verso un nuovo avvenire; Byron è l’attualità stessa disse Goethe: il massimo rappresentante di un individualismo anarchico-liberale, il rappresentante ideologico della nascente età capitalistica, che dissolve l’ultimo periodo della rinascita del mondo classico , il periodo di Goethe e di Napoleone, così come la bellezza classica aveva dissolto il mondo spettrale del medioevo;
metodi, per questo nel quadro storico della seconda parte manca l’azione politica e in tutto il Faust l’approvazione di Goethe per i contenuti della rivoluzione si esprime solo in modo indiretto e occasionale (gli emigrati francesi nella Notte di Valpurga vengono derisi con
disprezzo, nella scena di Euforione e nell’ultimo monologo di Faust); la via d’uscita che egli trova, non priva di elementi utopistici, è quella dello sviluppo delle forza produttive attraverso il capitalismo; —> il lato più grandioso della conclusione del Faust è proprio la scoperta di un nuovo eroismo pratico, di un nuovo profondo conflitto tragico al centro della prosa capitalistica ; tuttavia egli crede che lo sviluppo grandioso e non ostacolato delle forze produttive renda superflua la rivoluzione politica; ed è proprio questo suo limite e questa sua unilateralità che lo rende ponte tra Illuminismo e Ottocento;
spirito” poetica si chiude con lo sviluppo reale delle forze produttive, che ci trasporta dall’esistenza fantasmagorica del feudalesimo nel mondo dello sviluppo reale delle capacità umane, nel mondo reale dell’attività umana; il carattere diabolico della forma capitalistica di questo progresso non viene affatto abbellito, ma nello stesso tempo Goethe mostra che qui soltanto si apre il vero campo della prassi umana; Urfaust: Faust e Mefistofele
Faust , che si svolge nella cornice storico-sociale delineata; questa lotta si concentra nel duello tra Faust e Mefistofele ; Mefistofele espone chiaramente il suo programma nel Prologo al cielo, e la sua personalità è delineata in modo molto profondo da Goethe in modo vivo, e mai definibile in una figura; Mefistofele, come nella leggenda, vuole impadronirsi dell’anima di Faust; ma in Goethe non c’è quella separazione netta propria del medievale tra bene e male e Mefistofele, stando anche gerarchicamente più in basso di Satana, è più spirituale e più ricco di spirito; deve diluire la “saggezza satanica” traducendola in una lingua comprensibile da Faust; e molte risposte di Mefistofele sono oggettivamente giuste, anzi esprimono profonde convinzioni di Goethe; —> dalla lotta tra il bene e il male scaturisce un cammino progressivo, anche il male può portare al progresso oggettivo;
importanti della vita umana in una continua altalena;
aiuta ad innestare l’ intermundium capitalistico all’interno del feudalesimo; ed è in Mefistofele che troviamo il significato specificatamente capitalistico del denaro come potere sugli uomini (“Se posso comperarmi sei cavalli non è forse mia la loro forza?”); tuttavia M. non è il rappresentante del capitalismo;
“regno animale dello spirito”;
ortodossa e luterana la sensualità e l’ esistenza naturale dell’uomo è peccaminosa, dunque la natura stessa è dominio del diavolo; per l’Illuminismo e per Goethe, invece, la natura esterna è campo della conoscenza e dell’attività umana, e l’essenza naturale dell’uomo è anch’essa fondamento organico di ogni sviluppo e di ogni grandezza umana;
unica via d’uscita reale del genere umano dal caos magico diabolico del medioevo, è minacciata dallo spirito mefistofelico ancor più dell’amore individuale (si pensi al legame tra spirito mefistofelico e capitalismo); qui la colpa di Faust (nell’assassinio di Filemone e Bauci ) non è più individuale come nella tragedia di Margherita); e anche i conflitti interiori che vi seguono non hanno niente del rimorso individuale, morale, vanno molto più a fondo, vertono sul nesso complessivo , sul fondamento umano e sociale di tutta la sua situazione e di tutta la sua condotta, di cui l’assassinio di Filemone e Bauci è conseguenza necessaria;
programma (“Ah se potessi scartare la magia dal mio cammino, dimenticare tutte le formule e i sortilegi, stare solo di fronte a te, Natura, io, un uomo;”); ma non si fa illusioni sulla possibilità di liberarsi dalla magia ; cosa intende Faust con magia? Quando vuole liberarsi dalla magia, Faust anela alla vita di un uomo normale, in cui possa realizzare praticamente con la propria attività, con le proprie forze ciò che ha riconosciuto giusto. Ma questo - Goethe lo Sto arrivando! Bene e Faust lo intuisce - è impossibile; senza l’aiuto di Mefistofele Faust dovrebbe ritornare alla disperata impotenza della scena iniziale;
ideologica a riunire teoria e pratica, a contribuire al progresso pratico eden genere umano - sarebbe oggettivamente impossibile senza l’aiuto determinante di Mefistofele: lo sviluppo delle forze produttive non è possibile nella società borghese senza il capitalismo ; per questo è vano il tentativo di Faust di staccarsi interiormente dalla magia; per questo il suo sogno del luminoso avvenire dell’umanità è solo un sogno; ma il contenuto del sogno è molto importante, Faust è, come Goethe nemico della rivoluzione; qui però mentre si stacca - almeno soggettivamente - dalla magia di Mefistofele, si esprime per la prima volta nel suo tendere verso le mete supreme del genere umano, il desiderio cosciente di lottare per raggiungerle, sul fondamento della libertà , insieme agli altri uomini;
importanza fondamentale proprio perché è l’ espressione più alta e radicale del rifiuto soggettivo del principio diabolico (“Solo chi ogni giorno deve riconquistarsela, merita la libertà, marita la vita”); sappiamo che questo sogno è in contrasto stridente con la realtà, mentre Faust dice queste parole, i Lemuri per ordine di Mefistofele scavano la sua fossa; anche se non può ancora leggere a fondo della vita economico-sociale del capitalismo, Goethe ne rappresenta con intuizione da poeta il ruolo contraddittorio nello sviluppo dell’umanità; queste contraddizioni sono oggettivamente insolubili dal punto di vista di Goethe (il più alto della coscienza borghese); la grandezza poetica di Goethe sta proprio nell’averle rappresentate come insolubili, senza alcuna attenuazione;
dell’avvenire; la contraddizione si approfondisce così anche interiormente: Il fatto che nella lotta di Faust con Mefistofele il “nucleo” umano resti intatto e anzi diventi più chiaro e puro proprio in una situazione in cui la superiorità esteriore di Mefistofele appare completa, fornisce anche oggettivamente la prospettiva e la base reale della fede in un’umanità che - nonostante Mefistofele, nonostante il capitalismo - non è condannata a soccombere alle forze demoniache,
a “mordere la polvere”; per Goethe questa è l’unica speranza “fenomenologicamente” fondata e perciò convincente anche nella rappresentazione artistica, l’unica prospettiva futura che può essere esteticamente accolta; perciò egli ha ragione di vedere nel momento soggettivo - senza cadere nel moralismo soggettivistico di tipo kantiano - la chiave della redenzione di Faust; parlando con Eckermann Goethe afferma che i noti versi della chiusa (“Sì; lo si può redimere, chi sempre tendendo si affatica”) sono la chiave per la comprensione di tutta l’opera; Urfaust: la tragedia di Margherita
casi di prepotenza del feudalesimo in dissoluzione, dal punto di vista della rappresentazione poetica essa offre grandi risorse, e non a caso è il tema drammatico principale dell’illuminismo tedesco; in esso si concentrano i tratti più ripugnanti dell’oppressione, ed esso permette di rappresentare la costrizione tipica dell’ambiente sociale , e di trattare in modo efficace il contrasto di fondo che emerge sempre più in primo piano: quello fra le due morali, fra la depravazione e il nichilismo morale della nobiltà e i sentimenti sani e onesti della borghesia; infine esso permette di rappresentare con fedeltà la debolezza, l’impotenza del borghese davanti all’aristocrazia, il suo eroismo passivo ma autentico;
rapporto d’amore nella società borghese (nelle classi dominanti della società borghese è rara l’unione fra amore individuale e matrimonio, per precise ragioni economico-sociali, che si impongono al destino individuale… Engels);
attuale di amore individuale, è il frutto più alto e raffinato della civiltà, la passione d’amore è il compimento più autentico della personalità umana, se il suo sviluppo viene considerato, “microcosmicamente”, fine a se stesso;
della personalità, è sorto sul terreno della società borghese, ma la sua realizzazione è ostacolata dallo stesso essere sociale che lo ha prodotto (il compimento della personalità è impossibile senza l’amore, ma questo compimento esige nella società classista uno sviluppo solitario e incentrato sul proprio io; un’unione prematura, anche se fondata sull’amore più autentico, può generare nella società conflitti insolubili; —> se le resta fedele, il giovane diventa la vittima; se la rompe, sospinto dal bisogno di liberarsi da quanto ostacola il suo sviluppo, sacrifica la ragazza); questa è la trama delle tragedie d’amore del giovane Goethe;
soltanto la passione d’amore ma tutti i gradi del suo sviluppo, dagli inizi leggeri e quasi inconsapevoli fino alla tragicità più profonda; nella persona di Faust sono concentrate tutte le grandi tendenze di sviluppo (tende verso Margherita dopo il patto con M., e subito già si accorge di voler volgere ancora più in alto; —> impulso incessante verso la perfezione);
manifesta con la massima chiarezza in ciò: l’impulso di Faust a procedere oltre e il suo attaccamento a Margherita si rafforzano interiormente e al tempo stesso si distruggono l’un
realizzabilità del suo ideale, uomini di innato valore valore interiore che non hanno avuto modo di sviluppare al massimo le proprie capacità intellettuali ma che le riescono ad armonizzare spontaneamente; spesso anche i personaggi femminili prevalgono, estensivamente più limitati ma intensivamente più armonici;
per la prima volta è sulla giusta via, soccombendo, Faust salva il nucleo più intimo della personalità umana, aprendo la via alla salvezza - ultraterrena e utopistica - del genere umano; Urfaust: problemi di stile, la fine del “periodo artistico”
fondamentali che distinguono l’ epica dal dramma ; la differenza decisiva è per loro questa: nel poema epico tutto è rappresentato come passato, nel dramma tutto è presente; il Faust può dunque essere detto un dramma; ma la situazione è più sfumata; Schiller individua come caratteristica fondamentale del poema epico l’ indipendenza delle parti ; Goethe concepisce i gradi tipici dello sviluppo umano come una catena di tragedie che nel suo nesso complessivo, tuttavia, non è tragica; da questa concezione del mondo, se il poeta doveva rappresentarla in modo sia estensivamente che intensivamente universale, nasce così una forma epico- drammatica : una forma in cui né l’uno né l’altro principio prevale, ma la reciproca compenetrazione dialettica di entrambi crea un’unita sui generis , in continuo bilanciamento dinamico;
dell’evoluzione dell’umanità) si decide sotto i nostri occhi in base alla dialettica immanente delle sue interne contraddizioni; al tempo stesso, ogni singola parte è epica, poiché per dare in poche scene la necessaria autenticità al personaggio tipico, e con esso allo stadio corrispondente dell’evoluzione dell’umanità, l’ambiente sociale che sta attorno ai conflitti e persino il contesto statico degli oggetti sociali deve risaltare con una completezza che va ben oltre le esigenze del genere drammatico; per questo le singole parti diventano piccoli mondi a sé, acquistando un’autonomia incompatibile con il dramma vero e proprio;
dell’azione su un solo protagonista (Faust);
compimento dell’Illuminismo e allo stesso tempo preparazione intellettuale ed estetica all’opera di Byron, Balzac e Stendhal; il predominio della bellezza e dell’armonia nella prospettiva poetica non è mai, per Goethe, un fatto meramente estetico: è la posizione che discende dall’essere sociale, e dalla coscienza progressiva che necessariamente vi corrisponde (nella poesia posteriore non ci sarà una base sociale che ne fondi la necessità storica —> formalismo estetizzante); la bellezza di Goethe è una lotta contro il suo tempo, contro le tendenze ostili all’arte e all’uomo stesso, contro le tendenze alla parcellizzazione dell’uomo del capitalismo in ascesa;
francese e dalla sua preparazione ideologica attraverso l’illuminismo; il posto centrale dell’arte
e dell’estetica nella teoria e nella prassi del “ periodo artistico ” discende dunque da questo altissimo significato dell’ uomo , dall’imperiosa esigenza di un suo sviluppo universale e armonico come meta dell’evoluzione della specie e dell’individuo, della lotta contro ogni tendenza che, nel vecchio come nel nuoco, oscuri o confonda questo alto concetto dell’uomo; —> Goethe può così scoprire nella vita del suo tempo un’umanità degna della grandiosa stilizzazione classica, e può rappresentarla senza ricorrere a forme di stilizzazione artistica;
stesso; il Faust è un problema a sé: il tema stesso - la salvezza del nucleo dell’uomo, la salvezza del genere umano grazie al tragico sacrificio dell’individuo - esclude una perfezione plasticamente classica, un’unità immediata dell’elemento esteriore e interiore, della morale e dell’atto, dello spirito e della forma sensibile; la netta separazione fra “piccolo mondo” (borghese) e “gran mondo” (assolutistico-feudale) basta già a dimostrarlo (il mondo classico non conosce questa separazione);
ma al tempo stesso di scoprire in essa gli elementi di bellezza che ancora vi si nascondono; egli rappresenta gli elementi della vita capitalistica senza tacerne, velarne o falsificarne l’essenza , e senza abbellimenti estetici, ma considera tutto dal punto vista dell’essenza umana, dal nculeo più vero nascosto in fondo all’uomo: questo nucleo appare così alla luce, con evidenza sensibile, e l’intera composizione si sottomette alle leggi della bellezza classica, umana ; la bellezza a cui aspira non può essere la pura bellezza classica; bellezza significa lotta - e parziale vittoria - contro le barbarie;
(come armonia, ragione); non si tratta, dunque, di un principio estraneo alla realtà ma di qualcosa che scaturisce dalla sua totalità dinamica: perciò essa deve riverberarsi (sia pure in modo complicato, indiretto, commisto di elementi barbarici) su ogni singolo fenomeno;
“periodo artistico”, crea grazie ad esse un’arte grande e conclusiva, mentre i grandi realisti che lo seguiranno si getteranno eroicamente a capofitto della nuova realtà;
(posizione sempre più difensiva di Goethe);
periodo dello Sturm und Drang; vi si realizza una forma drammatica altissima; l’azione si risolve in una serie di scene, più o meno brevi ma sempre stringate, ciascuna in sé drammatica e quasi tutte pervase dall’atmosfera di ballata così tipica di gran parte della lirica goethiana; questa s’incentra per lo più su un momento di drammaticità interiore, di tensione interiore, e sulla sua risoluzione; lo sforzo si laconicità è uno dei tratti fondamentali caratteristici della poesia goethiana: esso si manifesta nella forma più pura, perfetta, nella prima parte del Faust (scene concise di Margherita: con tutta la forza di sintesi della lirica, tutta la stringatezza della canzone popolare );
richiesti dalla concezione complessiva del Faust ;