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Faust è un personaggio mitico moderno (primo=Don Giovanni/Don Juan) e, intorno a lui, sono raccontate molte storie. Goethe trasforma molto il mito di Faust che è stato, nel ‘500, effettivamente un personaggio storico che combinava capacità mediche e scientifiche con la capacità di essere un mago e saper utilizzare l’alchimia.
Tipologia: Appunti
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costruite diverse storie per esempio : la cattura di Faust da parte del diavolo in un luogo della Germania. La figura dell’alchimista era molto diffusa fin dal ‘400, gli alchimisti dovevano saper leggere l’oroscopo ed essere vicini a ciò che poi diventerà la scienza empirica. Tutte le narrazioni su questo personaggio vengono tramandate oralmente e poi messe in forma scritta una delle prima testimonianze è data dal Volksbuch e cioè un libro popolare, questo tipo di libri rappresentarono una fonte importantissima per Goethe. Nel teatro Elisabettiano erano presenti persone importanti come Shakespeare, Johnson e Christopher Marlowe , quest’ultimo aveva scritto il primo dramma dedicato al Faust dal titolo “The tragical history of the life and Death of Doctor Faust” , Marlowe trasforma una storia tedesca in un dramma inglese. In questo primo dramma (come nel Volksbuch), Faust è rappresentato come un personaggio erudito, prepotente e peccatore di curiositas e cioè un peccatore che va sempre alla ricerca di risposte senza accontentarsi di quelle fornite dalla fede. In questo dramma, il ruolo che la vicenda del Faust assume è quello di un insegnamento morale Faust viene catturato dal diavolo e rifiuta anche la confessione che avrebbe potuto salvare la sua anima. Goethe inizia ad interessarsi a questa storia anche quando legge una lettera di Lessing in cui definisce come modello più vicino a quello tedesco quello di Shakespeare. Lessing gli presenta anche un piccolo frammento. Marlowe elabora materiali della cultura tedesca che riportano le vicende di Faust in Germania, il Faust venne rappresentato anche attraverso le marionette. Goethe si trova a Strasburgo quando ha la possibilità di vedere la tragedia di Marlowe.
Il Faust accompagna Goethe per moltissimo tempo, inizia ad occuparsene nel 1760 e finisce nel 1831.
Durante questi anni scrive ciò che sarà intitolato Urfaust Goethe lasciò dei fogli riguardo l’Urfaust ad un signore di corte a Weimar ed è per questo che è arrivato fino a noi, fu ritrovato un secolo dopo. Goethe teneva sempre con sé questo libro, ma non ci lavorava mai fino a quando compie il viaggio in Italia dal quale riceve nuovi impulsi. Riesce a trasformare scene importanti ed, alcuni anni dopo, esso viene pubblicato come una serie di volumi e nel 1790 pubblica Faust:ein Fragment Quando inizia l’amicizia con Schiller , quest’ultimo lo sprona sempre a continuare e, nel 1797 , riprende i suoi materiali e scrive 3 testi che lui considera necessari per riprendere il dramma stesso. Questi tre testi sono da considerare come paratesti (paratext). Fino al 1801 il primo Faust è finito definitivamente fino al 1803. Per quanto riguarda il contesto storico, c’era la guerra e l’occupazione francese che vincolava e poneva dei limiti anche nell’editoria.
Goethe aveva già pensato ad una continuazione del romanzo, un ostacolo era il confronto con il materiale classico ed il mito di Elena.
Pubblica il piano per il completamento del Faust, ma in seguito non pubblicherà più nulla.
1825: Werke. Ausgabe letzer Hand Espressione utilizzata con l’editore che non ha una connotazione positiva. Lui dichiarava la morte e, spesso, la sfidava. Ciò significa che è l’ultima volta che può dedicarsi alla sua opera. Nel 1827 pubblica Helena, klassisch-romantische Phantasmagorie. Zweischenspiel zum Faust quest’ultima parte è importante, poiché definisce le ultime due scene come un intermezzo, ma non resteranno così. Continuerà a lavorare al Faust anche ad 80 anni e riuscirà a completare il secondo libro nel 1831. Quello che aveva definito come intermezzo diventerà il secondo atto del secondo libro. Goethe sigilla la seconda parte perché non voleva che fosse pubblicato e lascia la possibilità ad alcuni collaboratori di pubblicarlo dopo la sua morte che avverrà nel 1832 il Faust sarà pubblicato con il titolo di Faust. Der Tragödie zweiter Te il nella raccolta dal titolo : der Nachgelassenen Werke. L’ultima fase della pubblicazione si trova nel 1834 con il titolo Faust. Eine Tragodie. Beide Teile in einem Bande. Quest’opera doveva essere il suo “Hauptgeschaft” = impresa principale. Nel novembre 1787, scrive una lettera ad un amico, si trovava a Roma edefinisce il Faust e il Tasso come sassi che giacciono davanti a lui e, nominando il mito di Sissifo fa riferimento anche alla liberazione degli impegni. 3 Paratesti 1 paratesto 1797 La data spiega già alcune scelte attuate. Non è presente la rima, aspetto grave poiché Goethe era molto attento alla metrica nel Faust utilizza quasi tutte le possibilità che c’erano sul campo della metrica, anche nelle parole ma anche nella scelta metrica e della tradizione strofica. Sono presenti nella prima strofa della dedica 5 alzamenti, una rima finale, lo schema rimico è ABAB ABCC rima baciata finale, questo schema corrisponde ad una tradizione strofica molto precisa che è la stanza forma rinascimentale italiana e che troviamo anche in Tasso e Ariosto. Per Goethe è un adattamento del Blankvers che prevede i 5 giambi (verso di tradizione tedesca) Il Vorspiel in italiano = può tradursi solo con il termine “Prologo” , ma è una sorta di preludio è presente già una sorta di piccolo dramma, sono presenti 3 personaggi: un drammaturgo, un attore comico , (che come comico occupa e svolge il ruolo di “buffone” proprio come quello che Gottsched ed altri volevano abolire dal teatro neoclassico poiché era considerato un personaggio troppo popolare e da non prendere in considerazione = Lustige Person) Il direktor si interessa al successo e all’incasso. Il poeta rappresenta un poeta che disprezza il pubblico e difende la purezza della poesia. Il poeta spera di entrare nella storia e guadagnare fama (= Ruhm nella Nachwelt – ai posteri). L’attore vive grazie al parere del pubblico e desidera di piacere al pubblico e si interessa alla Mitwelt cioè ai contemporanei. Il direttore insiste sul modo in cui deve essere il dramma, dà delle indicazioni e dice una frase molto importante cioè “Wer vieles Il poeta resta scandalizzato dalle idee del direttore, segue da parte del poeta una vera e propria definizione di quella che dovrebbe essere la poesia Materialismo contrapposto all’idealismo. (pag 15) La difese troverà eco nel documenti storici quando, nel 1813 , il re si rivolge al popolo durante la guerra napoleonica. La discussione continua tra il poeta e il comico, alla fine, il direttore mette insieme i due pensieri dei due ed utilizza un’espressione che diventerà proverbiale (pag 19). Il direttore incoraggi i due. Le scene, secondo il direttore, devono essere veloci ma caute nel loro cambio e questo accadrà è il programma del direttore, ma anche del Faust e ci porta all’ultimo paratesto: Prolog in Himmel.
1 parte della tragedia essa inizia con un lungo monologo di Faust. E’ presente la descrizione del luogo che già ci introduce in un ambiente medievale Goethe ambienta la vicenda nel tardo-medioevo rinascimentale, questo periodo è segnato anche dall’inizio della modernità. Aspetti di alchimismo e stregoneria vengono introdotti nel Gelehrten Tragödie. Liebestragödie/Tragödie die Gretchen (Faust come erudito) Faust si presenta come erudito dell’epoca che non si limita di studiare una sola facoltà, ma spazia e si occupa di molte cose, però riconosce che non sa nulla e che non è diventato saggio e sapiente. Considera ciò che conosce come nullo. Il verso è un Knittelreim che è un verso tipico del periodo storico in cui è ambientata la vicenda, il poeta più importante di questo periodo era Hans Sachs. E’ un verso molto meccanico e, in base alla forma, possiamo capire il periodo storico in cui ci troviamo. Una seconda lamentela è quella che riguarda la mancanza di riconoscimento economico e generale dalla società, ciò che più gli pesa resta però il fatto che lo studio non gli è servito a nulla. Dal dispiacere per le discipline dell’epoca, passa poi alla magia la magia conserva il suo fascino anche se è molto perseguitato dal ‘400 e fino all’illuminismo che porterà ad una considerazione diversa della superstizione. Inizia ad occuparsi di magia attraverso il libro di Nostradamus , leggendolo viene a conoscenza dei concetti di microcosmo e di macrocosmo l’idea che gli uomini si trovino in un microcosmo legato all’universo e quindi ad un macrocosmo. In questo libro osserva con ammirazione schemi molto complicati, ma pensa sia solo fantasia, è geometria, armonia è cioè solo un prodotto della nostra fantasia e non ha a che fare con la natura. Legge più libri che hanno come argomento la magia, poi passa ad altro e cioè alla spirito della terra = principio di movimento o azione che tiene insieme il mondo. Questi studi gli fanno credere di essere più vicino a ciò che sta cercando. Osservando questo spirito della terra, lo evoca ed appare ma non riesce a confrontarsi con esso ci troviamo in assenza di Dio, ma in presenza di superstizioni. v. 494 rievocazione della volontà di Mefistofele che voleva ridurre Faust a serpente. v.514 dietro c’è un lungo percorso della storia dell’umanità, da ritrovare nella genesi dell’uomo. E’ importante il verso dello spirito dove possiamo citare anche un pensiero di Kannt secondo il quale l’uomo comprende del mondo solo ciò che lui ha concepito. Aspetti comici Sono aspetti legati ad una storia tra il mondo degli eroditi e il mondo degli accademici. Goethe presenta un personaggio tipico che è felice di essere considerato uno che sa. Faust, invece, è disperato poiché deve digerire l’incontro con lo spirito della terra e riprende le parole dello spirito al v.652 Faust è convinto che ciò che già disprezzava, adesso, è ancora più terribile = disperazione dell’erudito che vede tutto vano, tutto il suo impegno e questo porta al suicidio. La tragedia potrebbe finire al v. 687 , quando Faust trova un’ampolla contenente del veleno. Faust compie una sorta di elogio all’ampolla, è una cosa inaudita poiché essa è uno strumento che conduce alla morte. E’ nuovamente presente la parole streben. L’elogio è abbastanza lungo. Quando sta per bere il veleno, sente rumori dall’esterno che fino ad ora non era sto preso in considerazione. v.737 molto importante ed il testo tedesco presenta molte assonanze. Ci sono cori rituali e suoni di campane, è il periodo di Pasqua.
Sembra che il canto pasquale sia rivolto a Faust. Faust non era credente, però riesce a capire il messaggio. v. 781 “ Erinnerung halt mich nun mit kindlichen Gefühle von letzten, ernsten Schritt zurück” =Ora la memoria mi trattiene con il sentimento infantile dall’ultimo passo severo (il suicidio) Qui c’è un riferimento anche al Nathan di Lessing , in cui, un sultano chiede a Nathan quale sia la religione più valida (è una trappola). Racconta una parabola che ha come insegnamento il fatto che ognuno per tradizione crede in ciò che vuole e che più gli sembra giusto. Vor dem Tor
In questa parte, Goethe introduce alcune persone del popolo, fa una sorte di panoramica. La gente di ogni condizione esce a passeggio, iniziavano le belle giornate dopo un inverno rigido che terminava verso Pasqua. Differenza nella lingua tedesca tra: Osterspazierung = uscire e passeggiare (breve) Wanderung = centrale nel romanticismo (lunga – pellegrinaggio) Nel clima della primavera ci sono scene importanti che confermano la fama di Faust il popolo si raccoglie intorno a lui e gli porta da bere dedicandogli un brindisi (v.1006). E’ ammirato e venerato dal popolo e questo si contrappone alla considerazione che lui ha di se stesso. Anche in questo caso, Faust sa che il suo aiuto è limitato poiché in alcuni casi nemmeno il suo aiuto può nulla, è il caso della peste che lui non può sconfiggere il medico deve assistere e accompagnare il malato alla morte anche quando non c’è nulla da fare. Faust continua ad essere insoddisfatto. Nella scena successiva, Faust ritorna nel suo studio accompagnata dal barboncino. E’ ancora preso dal clima festivo e con questo spirito positivo si sente un po’ sollevato a livello spirituale. Riprende la Bibbia in lingua originale (nuovo testamento greco) cercando di tradurre nella sua lingua tedesca. E’ il testamento di Giovanni inizia con la parola “logos” che in latino è “verbum” e che, nel volgare di Lutero, è “Am Anfang war das Wort”. Faust è in dubbio su questa traduzione perché non riesce a dare un giusto corrispondente tedesco alla parola “logos”. Pensa di sostituire “das Wort” con la parola “Sinn” (=senso). Pensa ad una cosa più ampia, che in italiano è traducibile con “pensiero”. Ancora una volta è insoddisfatto. In conclusione, sceglie la parola “ Kraft ” (=forza/energia). Questo termine è legato solo a chi la forza la possiede, non lo considera adatto alla creazione e passa alla parola “die Tat” (=l’azione). Questo termine unisce soggetto e oggetto riconducibili al fatto che nella creazione deve esserci il creato e il creatore. (das Wort der Sinn die Kraft die Tat) Faust usa questa parola (die Tat) che sarà centrale anche nel suo destino. Faust vuole fuoriuscire dal suo pensiero ed è per questo che è sempre insoddisfatto, qualità che si rivela poi in questa scelta. Questa sequenza è determinata quindi dal modo di essere di Faust. Incontro con Mefistofele
Durante la contemplazione di Faust sul testo sacro, il cane si agita, inizia ad essere inquieto. Si iniziano a percepire dei fantasmi nello studio che però non irritano Faust dato che era uno che spesso avevo a che fare con il mondo soprannaturale. Egli capisce che nel cane è incorporato uno spirito: fa delle magie sul cane che nell’angolo diventa enorme e si trasforma nel “Fahrender der Scholast” (v. 1324)
v. 1740 Il diavolo insiste su un documento da firmare con il sangue per testimoniare l’avvento di questo patto (trasformato in scommessa). Il sangue è segno dell’intesa, ma anche il sangue è parte solo dell’esistenza terrena, non ha a che fare con l’anima. Mefistofele definisce il sangue come: ein ganz besondrer Saft e cioè un liquido singolare. v. 1768 Faust non vuole restare chiuso nel suo essere erudito, vede il delirio (= Taumel ). Ma già prima sa che non sarà soddisfatto neanche da questo. Si cambierà il costume, abbandonando quello da erudito ci sarà una parodia. Mefistofele si traveste da Faust e incontra uno studente al quale dà dei consigli e fa satira sull’accademia: Mefistofele = prototipo del cattivo prof. L’ex studente tornerà in veste di prof. Con questo Goethe continua la sua critica nei confronti dei professori. Lo studente diventa addirittura peggiore. I luogo del piacere Mefistofele lo porta in una birreria e cioè la taverna di Auerbach a Lipsia. (Auerbachs Keller in Leipzig) In essa ci sono studenti che stanno bevendo e che parlano di cose senza senso. C’è libertà fuori controllo morale, con molte oscenità. Faust in questa scena osserva. Mefistofele fa alcune magie, facendo uscire vini pregiati. Faust si avvicina lo stesso, Mefistofele è perfettamente a suo agio rendendosi conto del suo insuccesso nei confronti di Faust, si congeda facendo uscire fuoco al posto del vino. L’effetto è nullo. TRAMA I PARTE Dopo essere stato nella cantina di Auerbach , Faust passa nella cucina della strega considerata punto di partenza. Qui, Faust, viene trasformato in un uomo attraente e giovane grazie ad un incantesimo. Faust è in una fase in cui non vuole avere rimorsi, perché durante la sua vita ha perso molte esperienze a causa del suo impegno e della sua dedizione allo studio.
Gli appare in uno specchio e se ne innamora immediatamente momento di passaggio alla Lieberstragödie. C’è un avvicinamento a questa ragazza molto credente, lei gestiva la casa dove viveva con la madre. Anche grazie a Mefistofele e ai regali essi cercano di far cedere a fanciulla al corteggiamento di Faust. Lei si trovava in sospeso tra il tradimento e la retrocessione. Ci sono 2 canzoni in cui si capisce che è innamorata. Uscirà incinta di Faust pur non avendolo sposato, infatti, questa cosa la turberà molto perché è molto devota. Goethe non descrive tutti i particolari e lascia spazi vuoti all’immaginazione del lettore. Faust si reca alla festa del diavolo sul Brocken. Qui ci sono molte battute (chiamate Zote ) sui vari tabù della cultura borghese. Mentre continua a divertirsi durante la festa, in un contesto di forte erotismo, gli viene in mente l’immagine di Margherita. Faust non aveva il pieno controllo sul diavolo, non aveva capito che aveva a che fare con lui. Secondo la tradizione, se qualcuno era a conoscenza del nome del diavolo, quest’ultimo gli si sottometteva. Finale della prima parte Margherita è in carcere perché in piena disperazione ha commesso un infanticidio , ha ucciso il bambino avuto con Faust. Faust le propone un aiuto, grazie a Mefistofele, per poter uscire dal carcere. Quando le fa questa proposta si accorge di non amarla a causa della sua incoscienza nell’affrontare la pena. Ritornerà ad avere un punto fermo quando le dirà di affidarsi a Dio. in questo modo Margherita sarà giustiziata nel mondo terreno, ma salva nell’aldilà perché non ha più accettato l’aiuto del diavolo. E’ per questo che non si può definire questa
una tragedia, perché nell’antica tragedia classica c’era sempre un destino dal quale non si ha scampo (Goethe sosteneva che il tragico è superato) Amore tra Faust e Margherita La loro relazione era immorale perché essi non erano sposati. In una scena precedente, il fratello di Margherita (Valentino) si batterà con Faust perché ha saputo l’accaduto. Faust lo uccide grazie all’aiuto di Mefistofele e scappa dopo l’uccisione. Margherita che è diventata Gretchen viene lasciata al suo destino. Quando Gretchen si trova a casa della madre con Faust, arriva ad uccidere la mamma, voleva solo ad dormentarla con una fiala datale da Mefistofele, ma questa è il realtà veleno. Per via del loro amore muoiono quindi Valentino, il bambino e la madre. Infanticidio Goethe si ispira ad un fatto di cronaca dal quale rimase sconvolto e questo dimostra quanto lui si facesse influenzare dalla cronaca. Goethe indagò sul motivo che aveva spinto una ragazza a compire questo gesto e, analizzò la situazione delle ragazzi madri che, a causa di un figlio, andavano incontro al loro isolamento e cadevano nella disperazione totale. Figura di Mefistofele (influenza di Lutero) Per capire Mefistofele bisogna tornare a Lutero ispira la scena dell’opposizione del diavolo nello studio del Faust, questo perché quando Lutero fu convocato a Warms per rinunciare alle critiche sulla Chiesa e sulla vendita delle indulgenze nelle 17 tesi e quindi a non richiedere le riforme, è costretto a scappare. Viene poi nascosto dall’imperatore all’interno di una Torre, dove egli si dedica alla traduzione della Bibbia. Durante la traduzione Lutero afferma che il diavolo lo infastidiva e quest’aneddoto è richiamato nella figura del barboncino. Si racconta che Lutero avrebbe lanciato addirittura il suo calamaio sul muro perché lì gli appariva la figura del diavolo. Dopo tre secoli Samuel Taylor Coleridge studia gli scritti di Lutero dove si parla di quest’aneddoto. Coleridge critica l’immaginazione di Lutero scaricando la colpa all’indigestione che aveva d i pasti. Lutero era nato da una famiglia povera, dall’imperatore mangiava abbondantemente, aveva cambiato vita e quindi aveva delle allucinazioni (Tragtraume) questa spiegazione è dovuta al fatto che, nel mondo moderno, c’è la negazione della presenza del diavolo, cercando di dare spiegazioni razionali. Ad esempio, Kant lo considerava un postulato, anche Feuerbach dirà che è un prodotto dell’uomo. Ciò che spinge l’uomo a desiderare Dio è avere una vita all’insegna della morale. Dio e il diavolo continuano a sopravvivere nella letteratura. Goethe nel prologo ci avverte sul fatto che sia finzione. Kleist nella “ brocca rotta” ( der zerbrochne Krug - 1811) dirà tramite un personaggio che Dio non esiste, ma non c’era nessuna prova sull’inesistenza del diavolo. Nell’ il diavolo diventa sempre più centrale nella letteratura. Egli ha funzione di tentatore dell’erudito, soprattutto dopo la morte del Faust storico. E’ ingannatore e bugiardo ed è visto come oppositore di Dio. Secondo gli attributi canonici esso può solo ricoprire la sua posizione da tentatore e non può avere una personalità. Questa funzione era attribuita al diavolo anche nelle opere di Marlowe , ma ad essa si aggiunge quella di giustificazione e cioè il diavolo è colui che pone nel protagonista la curiositas. Questa tematica è stata accolta anche dalle compagnie teatrali e dal teatro delle marionette che lasceranno la traccia nell’opera di Goethe. Inizialmente, Goethe, non si occupa della figura del diavolo, a differenza di Lessing e degli autori dello Sturm und Drang poiché il diavolo sembrava vicino al loro atteggiamento titanico.
l’impresa titanica di voler riconquistare delle nuove terre dal mare. Dopo aver ricevuto un feudo dall’imperatore vuole allargarlo per dare vita ad un popolo libero e cioè un Freies Volks (concetto ripreso dal comunismo) = Freies Volks auf Freien Grund II ATTO II PARTE Addirittura Faust è precursore del capitalismo per aver introdotto il denaro cartaceo per poter affrontare le difficoltà economiche dell’imperatore indebitato con i banchieri per finanziare le guerre. Faust dice che ciò che è presente nel sottosuolo è proprietà dell’imperatore stesso, perché il regno è il suo. Faust introduce il moderno sistema monetario , dando un valore fittizio alla moneta cartacea che è solo carta fondamentalmente. La banconota sostituì la moneta. Avendo guadagnato la gratitudine dell’imperatore gli viene assegnato il territorio che però non gli basta e per questo vuole far retrocedere il mare. Faust sta invecchiando, ha rinunciato all’eterna gioventù ed è diventato cieco. Faust non vede ciò che accade, immagina solo il territorio. E’ presente la casa di quella coppia che, nella tradizione, rappresenta l’amore fino alla vecchiaia. Loro ostacolano i piani di Faust e incaricano Mefistofele di risolvere il problema, senza dire come, includendo qualsiasi azione. Le azioni di Mefistofele avranno sempre un risvolto negativo e l’esempio brutale è la morte della madre di Margherita. Mefistofele utilizza i suoi scagnozzi (bravi) che incendiano la capanna dei due vecchietti che vengono uccisi. Faust non agisce, ma la sua volontà lo rende colpevole. La sua visione è il permesso per il diavolo nel commettere atrocità. Tema di attualità ecologia = L’azione umana è il problema nei confronti della natura, crea danni collaterali non solo alla terra ma all’uomo stesso. Quando Faust si sente sicuro dell’avanzamento della sua volontà, Mefistofele è fiducioso e pensa che Faust presto cadrà. Faust, che ricordiamo è ormai cieco, pensa di sentire i rumori dei lavori di bonifica (riferimento alle pp pontine a Roma), pensa di poter riuscire in questa visione titanica visione ottimista, ciò che sente in realtà sono i rumori della costruzione della sua tomba fatta costruire da Mefistofele. v. 11574 verso di cui ci sono interpretazioni ambigue. C’è lo streben nei confronti della creazione della nuova società che vorrebbe vedere. Faust muore e viene posto sul suolo. Per Mefistofele la scommessa è vinta e lo si deduce dai suoi commenti finali riferiti all’utopia di Faust che sembra essere raggiunta. Faust sembra essere soddisfatto prima di morire, ma la sua felicità è frutto di un presentimento, non sente davvero la gioia richiamo alla scatolo di Pandora. Quando gli si ega la realtà gli rimane la speranza, il presentimento, l’immaginazione. Quello che vive è un attimo di proiezione, è un indirizzo futuro. Mefistofele lo definisce un attimo vuot, ma non si accorge che ciò è in realtà un ostacolo per sua vittoria. Coro v. 11595 si riferisce al tempo e all’aspetto terreno. dice “è passato” che è diverso da quello che dice Mefistofele e cioè “è compiuto” = “er ist vorbei”. FAUST ATTO III- Seconda Parte Abbiamo insolitamente non un monologo di Faust,ma un monologo di Elena. Elena parla di se stessa in terza persona. Dal ruolo di Elena in Omero ,è diventata simbolo della donna più bella del mondo,ma anche simbolo della donna volubile (infedele). Questo monologo occupa il III atto della II parte ,quindi occupa una posizione centrale e si trova in una posizione avanzata rispetto all’intreccio. Inizialmente Goethe non penava di inserire questo atto nella II parte della tragedia ma parlava di “intermezzo”. Nella stesura finale si è espresso sulla storia di Elena come una delle storie su cui meditava da più tempo. Nel 1788 elabora già,insieme a Moritz (che aveva incontrato a Roma) le scene che riguardavano l’incontro tra Elena e
Faust. E’ inoltre l’unica parte che Goethe considera talmente importante che la pubblica come intermezzo : Helena, Klassich-romantische Phatasmagorie Zwinschenspiel zum Faust 1827. Goethe sottolinea il fatto che si tratta di una combinazione di elementi classici e romantici. Utilizza vari filtri per la lettura che vuole offrire ai suoi contemporanei. Prima del II atto,Goethe inserisce una “festa” indirizzata al mondo del male, al mondo di Mefistofele, nel contesto della tradizione classica antica. (non il mondo delle streghe della mitologia del nord). Attraverso questa scena prepara il terreno per l’apparizione di Elena .(v. 8479) eros= principio di tutto. Goethe lotta con difficoltà e con cautela il materiale di Elena in quanto sa che combinare elementi classici e romantici è difficile, azzardato. Nel Faust di Marlowe, Faust discute con altri accademici su chi sia stata la donna più bella del mondo e decidono che sia stata Elena.Quindi gli accademici chiedono al Faust di far apparire il fantasma di Elena. Questo stesso aspetto, magico e legato all’alchimia di Faust appare anche nei libri popolari,ma un questo caso sono studenti che assistono all’apparizione di Elena e che appaiono turbati (gli studenti non riescono a dormire in quanto agitati dal desiderio amoroso di Elena). Il Volkbuch aggiunge poi anche l’aspetto EROTICO alla figura di Elena. Elena quindi fa parte di questo mondo del male, è un mezzo della tentazione. Elena è un mezzo utilizzato da Mefistofele per trascinare Faust nel mondo del male. Nell’opera di Marlowe nasce un desiderio di pentimento in Faust; a quel punto Mefistofele fa di nuovo apparire Elena in modo da eliminare ogni sentimento di rimorso di Faust,legato alla sua coscienza quindi nell’opera di Marlowe Faust comunque ricade nel mondo del male di Mefistofele. Questo avviene anche nel TEATRO DELLE MARIONETTE ,dove questo momento di pentimento viene ulteriormente accentuato ,là Faust chiede a Mefistofele se la sua anima è già perduta o se vi sia ancora una possibilità di essere salvata. Mefistofele ,non potendo mentire, dice che può essere salvata e che l’unico modo per poter essere salvato è l’amore. Ma sbirciando nuovamente Elena,viene preso dalla sua bellezza ed è dunque nuovamente preda del diavolo. Arriva quindi abiurare a Dio per poter stare con Elena ma quando la abbraccia, Faust è perduta. Il ruolo di Elena nella tradizione è però più quello di essere MEZZO DEL DIAVOLO per condurre Faust alla malvagità. Questa tradizione sarà ripresa da Goethe, in particolare nel Primo Faust in realtà la storia di Elena inizia già con la scena d’amore nel I Faust.Quando si trova a casa della strega, Faust si pone di fronte ad uno specchio magico dove vede l’immagine di una donna bellissima, ovvero Elena. Mefistofele deve essere considerato come l’alter ego di Faust, è la mano che esegue ciò che sta nei pensieri e nei piani di Faust (brutalità di Faust). Nel I Faust Goethe elabora e supera la tradizione nordica,per quanto riguarda la figura di Margherita. Margherita può salvarsi come donna che ha commesso misfatti ma che è consapevole di ciò in quanto sono stati commessi per vero amore; quindi può salvarsi. L’unico amore sincero che Faust ricevo è quello di Margherita, ma non riuscirà a coglierlo. 1808 pubblicazione Faust I parte ;la parte più nota ancora oggi e che ha confermato l’idolatria dei romantici per Goethe ( è considerato una storia romantica anche perché riprende una leggenda del mito nordico). Lo stesso Goethe consacra il Faust come MITO MODERNO , legato alla mitologia nordica. ATTO I, SCENA NEL PALAZZO IMPERIALE ( del II Faust) Faust , con l’aiuto di Mefistofele , organizza una festa nel palazzo imperiale (la notte di Valpurga). Durante questa festa, Faust organizza l’apparizione di Elena (in quanto è un mago) ma riesce anche, insieme a lei, a far apparire il suo amante Paride (modello di bellezza femminile + modello di bellezza maschile). Il pubblico si divide: gli uomini fanno commenti denigranti su Paride e le donne su Elena. (Elemento che Goethe prende ancora dalla tradizione). In quanto ammirato dalla sua bellezza, Faust vuole abbracciare Elena ma rompe
Elena capisce chi ha di fronte. Si vede in trappola e vede il castello come un luogo di salvezza. Mefistofele cita i suoi peccati per indurla alla disperazione, tanto che lei arriva ad avere una crisi d’identità e svien. v. 9180 Arriva al castello nel quale arriva Faust con un corteo come nel Medioevo (descritto chiaramente nelle didascalie di Goethe). Faust si scusa per non averla aspettata ed essersi presentato in maniera diplomatica e di questo incolpa la guardia sulla torre. Rimane talmente abbagliato che dimentica di dare il segnale. Questo comportamento viene punito con la cattura della guardia chiamato Lenceo. v. 9247 – v. 9257 E’ a questo punto che Elena fa il discorso sulla riduzione della donna come oggetto di desiderio, nega il fatto che abbia avuto una volontà propria, non ha potuto evitare quegli atti imputi che portavano a guerre, gli uomini ne rimanevano abbagliati e non potevano far a meno di compiere quegli atti. Faust non l’accoglie come fuggiasca, ma come la sua regina. Faust era già stato preso dalle sua bellezza all’inizio del dramma. Azioni simboliche Faust si inginocchia, lei non lo accetta e lo fa sedere vicino a lui sul trono. Vuole stare con lui alla pari. Unione tra antico e barbaro. L’unione tra antico e barbaro sarà espressa, da un punto di vista linguistico, poiché Faust usa la rima, non conosciuta nel verso antico. Elena si esprime in un verso antichizzante diverso da quello dei Barbari, ma è curiosa del loro modo di parlare. La lingua nordica straniera aumenta uno degli elementi centrali per l’unione del classico e del medioevo nordico. v. 9337 Il pubblico assiste ad una lezione linguistica. Elena chiede come si fa, vuole sapere del canto, della rima e Faust lo spiega. Elena si immischia in ciò che dice Faust, utilizzando delle rime. Elena si cimenta nell’uso del parlato moderno, ciò porta all’unione fisica. Ciò che non era fallito prima, avviene ora. Non sono più fantasmi. incontro reale e Faust è arrivato a ciò che desiderava. A proposito di parlato moderno ad un certo punto cita le parole di Faust “Ich bin da” – queste parole rimandano a “Ich bin hier” di Faust quando cerca di afferrare il fantasma. Utilizza da al posto di hier non casualmente, sottolinea del suo arrivo da lontano. v. 9417 Quest’esperienza è troppo forte. Faust vive il presente, un momento duraturo di piacere. Siamo in una realtà comunque terrena, gestita da Mefistofele. Arcadia Faust ed Elena vivono il loro amore, dal quale nasce un figlio (già esistente nella leggenda). Il figlio è Euforione = frutto di un amore terreste fisico però destinato a vita breve per via della straordinarietà di quest’unione. Avrà una fine tragica. Romanticismo in Faust Goethe non sapeva come strutturare la fine di Euforione. Si ispirerà a Byron , autore molto studiato da Goethe. Aveva pubblicato un poema e si era recato in Grecia per partecipare alla rivolta contro il regime ottomano. Byron non riuscì ad entrare. Muore per una terribile febbre nel 1824.
Questa notizia di cronaca colpì molto Goethe, questa morte simbolica in nome della libertà, che avviene ancora prima di agire per un motivo futile ispirò Goethe. Euforione viene ucciso in battaglia, crea un’utopia rappresentava ciò che doveva accadere a Byron. Questa fine sarà decisiva per la fine dell’amore tra Elena e Faust. v. 9940 Elena scompare. Dopo la realizzazione materiale dell’unione Elena torna ad essere fantasma, ma prima lo abbraccia per l’ultimissima volta si materializza. Questa fine è stata interpretata in vari modi. Secondo uno di questi, Goethe voleva rappresentare il mondo classico che non può tornare in vita idealmente ma solo materialmente.