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feedback fenomenologico, Schemi e mappe concettuali di Psicologia Della Formazione E Dell'orientamento

Riassunto libro clinica esistenziale paragrafo su feedback fenomenologico per esame scienze dell'educazione università urbino

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 07/06/2022

giadabertozzi
giadabertozzi 🇮🇹

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1. AUTORIVELARSI: IL FEEDBACK FENOMENOLOGICO
Il compito più difficile del counselor è quello di far transitare dalla maschera al vero sé per
poter diventare sempre più veri ed autentici.
La pratica dell'autenticità si avvale soprattutto del feedback fenomenologico (feedback di
espressione di sé, IO messaggio o risposta rappresentativa).
è una modalità di risposta basata sull’autorivelazione nell’autenticità e nella verità di se
stessi allo scopo di aiutarsi e aiutare l’interlocutore a diventare sempre più consapevole delle
proprie emozioni, dei propri bisogni e del proprio modo di relazionarsi.
feedback fenomenologico→ messaggio di pace, apertura del dialogo autentico come
superamento di ogni lotta di potere. ( entra in contatto con le proprie emozioni→ prendersi le
responsabilità del proprio comportamento)
Si concentra su quanto uno prova o senta in termini emozionali, sempre orientato
all’autorivelazione e mai al potere o controllo.
il feedback fenomenologico aiuta il cliente a trovare uno stato di maggiore sintonia
emozionale ed empatia con il proprio counselor e svela sempre qualcosa di significativo di
se stessi senza sentirsi mai giudicato, destituendo la propria tendenza alla
catastrofizzazione ( o al dramma).
Si basa sui seguenti livelli:
La comunicazione descrittiva o constatativa o fenomenologica
Descrizione dell’azione dell’altro senza che i fenomeni descritti vengano commentati
o valutati in alcun modo.
Descriviamo ciò che percepiamo fuori di noi.
Osservazione descrittiva senza giudizi permette di porsi il più possibile vicino alla
realtà consentendoci di entrare più velocemente in contatto con le nostre emozioni e
quelle altrui.
La differenza tra descrivere e giudicare è sostanziale: descrivere rispecchia ciò che
percepisco dentro e fuori di me; giudicare invece presuppone una pretesa di sapere,
si entra in concorrenza con l’altro e con il mondo, si condanna l’altro con la pretesa
che sia diverso da quello che è ( l’altro spesso poi si mette sulla difensiva).
Ogni volta che un giudizio emerge all’interno di una osservazione descrittiva, l’altro si
sente criticato.
La comunicazione espressiva o emotiva o di autorivelazione:
Il soggetto esprime ciò che prova in termini emozionali , il soggetto descrive ciò che
prova dentro di sé senza pensare che l'altro sia cattivo o abbia cattive intenzioni.
Si va verso una formulazione in prima persona di ciò che il soggetto sente o prova a
livello di stati d’animo.
Il soggetto si assume la responsabilità di ciò che sente senza giudicare o
colpevolizzare l’altro.
Il feedback fenomenologico è un processo di alfabetizzazione emotiva , la persona
diventa più competente in termini emotivi, impara a riconoscere le emozioni per
decidere l 'opportunità di manifestarle.
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1. AUTORIVELARSI: IL FEEDBACK FENOMENOLOGICO

Il compito più difficile del counselor è quello di far transitare dalla maschera al vero sé per poter diventare sempre più veri ed autentici. La pratica dell'autenticità si avvale soprattutto del feedback fenomenologico (feedback di espressione di sé, IO messaggio o risposta rappresentativa). è una modalità di risposta basata sull’autorivelazione nell’autenticità e nella verità di se stessi allo scopo di aiutarsi e aiutare l’interlocutore a diventare sempre più consapevole delle proprie emozioni, dei propri bisogni e del proprio modo di relazionarsi. feedback fenomenologico→ messaggio di pace, apertura del dialogo autentico come superamento di ogni lotta di potere. ( entra in contatto con le proprie emozioni→ prendersi le responsabilità del proprio comportamento) Si concentra su quanto uno prova o senta in termini emozionali, sempre orientato all’autorivelazione e mai al potere o controllo. il feedback fenomenologico aiuta il cliente a trovare uno stato di maggiore sintonia emozionale ed empatia con il proprio counselor e svela sempre qualcosa di significativo di se stessi senza sentirsi mai giudicato, destituendo la propria tendenza alla catastrofizzazione ( o al dramma). Si basa sui seguenti livelli: ● La comunicazione descrittiva o constatativa o fenomenologica Descrizione dell’azione dell’altro senza che i fenomeni descritti vengano commentati o valutati in alcun modo. Descriviamo ciò che percepiamo fuori di noi. Osservazione descrittiva senza giudizi permette di porsi il più possibile vicino alla realtà consentendoci di entrare più velocemente in contatto con le nostre emozioni e quelle altrui. La differenza tra descrivere e giudicare è sostanziale: descrivere rispecchia ciò che percepisco dentro e fuori di me; giudicare invece presuppone una pretesa di sapere, si entra in concorrenza con l’altro e con il mondo, si condanna l’altro con la pretesa che sia diverso da quello che è ( l’altro spesso poi si mette sulla difensiva). Ogni volta che un giudizio emerge all’interno di una osservazione descrittiva, l’altro si sente criticato. ● La comunicazione espressiva o emotiva o di autorivelazione: Il soggetto esprime ciò che prova in termini emozionali , il soggetto descrive ciò che prova dentro di sé senza pensare che l'altro sia cattivo o abbia cattive intenzioni. Si va verso una formulazione in prima persona di ciò che il soggetto sente o prova a livello di stati d’animo. Il soggetto si assume la responsabilità di ciò che sente senza giudicare o colpevolizzare l’altro. Il feedback fenomenologico è un processo di alfabetizzazione emotiva , la persona diventa più competente in termini emotivi, impara a riconoscere le emozioni per decidere l 'opportunità di manifestarle.

La comunicazione espressiva crea un clima di maggiore coesione e intimità emotiva, fiducia e autenticità, di superamento di barriere paranoiche volte a proteggere le proprie difficoltà. ● La comunicazione riflessiva o immaginativa: Il soggetto in termini cognitivi riferisce il proprio punto di vista in merito agli stati d’animo percepiti senza entrare nella dimensione accusatoria. Serve a motivare in termini cognitivi la propria risposta emotiva in riferimento a se stessi. Occorre che l’interlocutore sia sempre attento a marcare la propria posizione di assoluta soggettività. ogni valutazione riferibile all’altro è utile soltanto se si pone come condizione di riflettere esclusivamente sul proprio sistema di credenze. La comunicazione riflessiva è utile per dare informazioni dal punto di vista etico o valoriale di chiunque dichiara il proprio punto di vista a patto che il giudizio espresso non venga sancito come verità assoluta ma come un proprio modo di vedere le cose. Occorre ricordare che ogni riflessione viene offerta solo su richiesta dell’interlocutore. Bisogna comunque ricordare che qualsiasi giudizio venga dato non bisogna mai imporsi, non si deve mai replicare ad un dissenso dell’interlocutore. ● La comunicazione intenzionale o teleologica: Il soggetto riconosce e definisce l’effettivo bisogno insoddisfatto che lo porta a vivere uno stato di personale disagio. In questa fase diventa profondamente consapevole dei propri bisogni e coglie il proprio senso di malessere nella mancata risposta dell’altro al potenziale disfacimento dei propri bisogni. ● La comunicazione assertiva o di appello diretto: Il soggetto si rivolge all’interlocutore con una richiesta chiara espressa in positivo in riferimento al bisogno che desidera venga soddisfatto. Chiedere in maniera esplicita significa esprimere ciò che si desidera che l’altro faccia, senza nulla pretendere, significa rivolgere una richiesta lasciando l’altro libero di decidere sì o no. Per poterlo fare bisogna essere forti di se stesso, intimamente liberi e non soggiogati dalla paura. Ogni volta che esprimiamo una richiesta facciamo presente all’altro che può rispondere come meglio desidera, che non è obbligato a nessun cambiamento e che è libero di fare ciò che desidera e di cui è convinto. ● La comunicazione spirituale: Il soggetto nel silenzio del cuore ristruttura in positivo il proprio copione di vita attraverso il perdonare ed il perdonarsi. Cerchiamo di comprendere le motivazioni profonde che hanno portato l’altro a ferirci.