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Ludwig Feuerbach: Critica della religione e Umanesimo, Appunti di Filosofia

Scolaro di Hegel a Berlino (1804-1872), è il maggior esponente della sinistra hegeliana. Fu autore di numerose opere tra cui: Critica alla filosofia hegeliana e L’essenza della religione. Il suo nome è legato alla critica del fenomeno dell’alienazione religiosa che ebbe grande influenza sulla formazione del pensiero di Marx.

Tipologia: Appunti

2012/2013

Caricato il 05/01/2013

micaciccionazza
micaciccionazza 🇮🇹

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FEUERBACH
Scolaro di Hegel a Berlino (1804-1872), è il maggior esponente della sinistra
hegeliana. Fu autore di numerose opere tra cui: Critica alla losoa hegeliana e
L’essenza della religione. Il suo nome è legato alla critica del fenomeno
dell’alienazione religiosa che ebbe grande inuenza sulla formazione del pensiero
di Marx.
Adoperando i concetti tipici della concezione materialistica, Feuerbach sostiene
che non Dio ha creato l’uomo ma che l’uomo ha creato Dio argomentando, nel
libro intitolato l’Essenza del Cristianesimo, nel modo seguente: tutti gli attributi
divini (sapienza, amore, bontà) non sono altro che qualità dell’uomo “espropriato”
delle sue qualità migliori; le religioni pertanto sono eetto della minorità
dell’uomo ossia della sua infantile sudditanza verso un padre considerato forte e
perfetto. In Dio l’uomo adora se stesso, senza saperlo. Nelle religioni c’è, secondo
Feuerbach, una tendenza all’idolatria, ossia una tendenza a formarsi un feticcio
( materiale e animato come nei popoli antichi o spirituale come nel cristianesimo).
La religione è dunque una forma di ALIENAZIONE ossia un errore in virtù del quale
l’uomo toglie a se stesso il meglio che ha per attribuirlo a una potenza superiore
a cui si sottomette. Da questa analisi scaturisce l’ATEISMO di Feuerbach che si
congura come un atto di onestà intellettuale grazie al quale l’uomo torna ad
appropriarsi del suo vero essere. Innito non è Dio ma l’uomo che l’ha concepito
nella sua mente e l’ha creato.
La losoa si ridenisce come UMANISMO cioè recupero ed esaltazione della
centralità dell’uomo. Perciò la riessione di Feuerbach si concentra sull’uomo,
visto non nell’astratta spiritualità dell’idealismo che partiva dall’Innito per
arrivare appunto al nito, ma come essere concreto, inserito in una comunità
sociale e con bisogni materiali e sensibili, tra cui il cibo. A Feuerbach si attribuisce
la famosa espressione “L’uomo è ciò che mangia” intendendo dire non che l’uomo
è ridotto alla sua alimentazione ma sottolineando piuttosto come la fame e la sete
deprimano non solo il sico ma anche lo spirito umano. Una condizione veramente
degna dell’uomo non può tollerare la miseria e l’indigenza. In conclusione emerge
una posizione di grande amore per l’uomo (FILANTROPISMO).
Marx apprezzerà molto queste idee ma le giudicherà insucienti in quanto per lui
non basta criticare la religione: bisogna incidere sulle condizioni economiche e
sociali che producono ogni forma di alienazione, in primis quella economica, di
asservimento dell’uomo, non solo a Dio, ma anche e soprattutto all’altro uomo,
nelle vesti del padrone o capitalista.
Dal punto di vista teorico- concettuale, Marx desume il MATERIALISMO da
Feuerbach fondendolo con la concezione dialettica del divenire storico (Hegel): la
dialettica astratta speculativa dell’Idea hegeliana (nei suoi tre gradi: Idea, Natura,
Spirito),diventerà dialettica materialistica (materialismo storico dialettico), calata
nel processo di produzione materiale (economia) congurandosi come dialettica
dello scontro di classe (es: borghesia capitalistica/proletariato)
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FEUERBACH

Scolaro di Hegel a Berlino (1804-1872), è il maggior esponente della sinistra hegeliana. Fu autore di numerose opere tra cui: Critica alla filosofia hegeliana e L’essenza della religione. Il suo nome è legato alla critica del fenomeno dell’alienazione religiosa che ebbe grande influenza sulla formazione del pensiero di Marx.

Adoperando i concetti tipici della concezione materialistica, Feuerbach sostiene che non Dio ha creato l’uomo ma che l’uomo ha creato Dio argomentando, nel libro intitolato l’Essenza del Cristianesimo , nel modo seguente: tutti gli attributi divini (sapienza, amore, bontà) non sono altro che qualità dell’uomo “espropriato” delle sue qualità migliori; le religioni pertanto sono effetto della minorità dell’uomo ossia della sua infantile sudditanza verso un padre considerato forte e perfetto. In Dio l’uomo adora se stesso, senza saperlo. Nelle religioni c’è, secondo Feuerbach, una tendenza all’i dolatria, ossia una tendenza a formarsi un feticcio ( materiale e animato come nei popoli antichi o spirituale come nel cristianesimo). La religione è dunque una forma di ALIENAZIONE ossia un errore in virtù del quale l’uomo toglie a se stesso il meglio che ha per attribuirlo a una potenza superiore a cui si sottomette. Da questa analisi scaturisce l’ATEISMO di Feuerbach che si configura come un atto di onestà intellettuale grazie al quale l’uomo torna ad appropriarsi del suo vero essere. Infinito non è Dio ma l’uomo che l’ha concepito nella sua mente e l’ha creato.

La filosofia si ridefinisce come UMANISMO cioè recupero ed esaltazione della centralità dell’uomo. Perciò la riflessione di Feuerbach si concentra sull’uomo, visto non nell’astratta spiritualità dell’idealismo che partiva dall’Infinito per arrivare appunto al finito, ma come essere concreto, inserito in una comunità sociale e con bisogni materiali e sensibili, tra cui il cibo. A Feuerbach si attribuisce la famosa espressione “L’uomo è ciò che mangia” intendendo dire non che l’uomo è ridotto alla sua alimentazione ma sottolineando piuttosto come la fame e la sete deprimano non solo il fisico ma anche lo spirito umano. Una condizione veramente degna dell’uomo non può tollerare la miseria e l’indigenza. In conclusione emerge una posizione di grande amore per l’uomo (FILANTROPISMO).

Marx apprezzerà molto queste idee ma le giudicherà insufficienti in quanto per lui non basta criticare la religione: bisogna incidere sulle condizioni economiche e sociali che producono ogni forma di alienazione, in primis quella economica, di asservimento dell’uomo, non solo a Dio, ma anche e soprattutto all’altro uomo, nelle vesti del padrone o capitalista.

Dal punto di vista teorico- concettuale, Marx desume il MATERIALISMO da Feuerbach fondendolo con la concezione dialettica del divenire storico (Hegel): la dialettica astratta speculativa dell’Idea hegeliana (nei suoi tre gradi: Idea, Natura, Spirito),diventerà dialettica materialistica (materialismo storico dialettico), calata nel processo di produzione materiale (economia) configurandosi come dialettica

dello scontro di classe (es: borghesia capitalistica/proletariato )