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Le tre principali concezioni del Diritto: Istituzionalista, Normativista e Funzionalista. La concezione Istituzionalista vede il Diritto come le istituzioni che lo producono, interpretano e applicano. La Normativista intende il Diritto come l'insieme delle norme di condotta emanate da un'autorità. La Funzionalista invece ha un focus sulla funzione del Diritto, che assicura ordine e coesione sociale. Il testo include anche la discusione sulle origini e lo sviluppo del Diritto, dalla feudalità al moderno Stato di Diritto.
Tipologia: Appunti
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La pace è il massimo fine dell’uomo: pace interna con sé stesso, pace esterna con gli altri. Il Diritto è inteso come scienza giuridica separata dalla teologia morale. Thomasius sostiene la libertà religiosa e di coscienza, è un autore liberale. Secolarizzazione del Diritto penale: un giurista non è un teologo e non si occupa delle pene divine. Le pene umane sono distinte dallo stato di natura (vendetta) e stato civile (punizione emanate da un’autorità). La pena civile serve a migliorare la comunità politica (funzione utilitaristica della pena), con intimidazione ed educazione. Pena medicina. 3 Principi regolativi per cui il Diritto si distingue dalla Teologia: AMBITO FINE PRECETTO ETICA GERARCHIA DEL BENE HONESTU M Regole morali Bontà e pace interiore. Perfezionamento morale Fai a te stesso quello che vuoi gli altri facciano a sè
DECOURM Regole sociali Buona convivenza ed educazione. Benevolenza di tutti. Fai agli altri quello che vuoi facciano a te
JUSTUM Regole del diritto Pace esterna per libero godimento dei beni. Rispetto attivo. Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te
L’Etica predilige il bene interiore, la Gerarchia del bene invece mira al bene sociale. La pena ha un valore di bene comune, bene futuro per la sicurezza e il miglioramento; la pena non può essere la vendetta di un sovrano. Hobbes: esiste solo il Diritto del Sovrano Thomasius: esistono più diritti, ma il Sovrano deve intervenire solo su quello degli uomini 2) Concezioni sistemistiche LEIBNIZ – filosofo/matematico/teologo tedesco 1646- Il Diritto è un insieme di proposizioni vere. Il male deriva dalla libertà che Dio ha dato agli uomini. Dio è perfetto, mentre l’uomo è imperfetto e limitato. Il mondo è volto al bene perché creato da Dio, ma il male esiste perché esiste l’uomo. Quello di Leibniz è un Giusnaturalismo conservatore e tradizionale: il Diritto è eterno e fondato su principi immutabili divini. Non esiste differenza tra Diritto, morale e religione. Il Diritto religioso di Leibniz è fondato sulla teoria delle proposizioni: le verità di ragione sono necessarie , quelle di fatto sono contingenti. Una verità è necessaria quando è riscontrata nell’analisi che si fa esercitando la ragione: l’analisi razionale individua le verità semplici (per capire il predicato si comprende il soggetto, ad esempio il concetto di “triangolo”).
Una verità è contingente quando si basa sul principio di ragione sufficiente, ad esempio una verità di fatto analizzata a posteriori (un fato già accaduto analizzato il girono dopo). Il Diritto ideale deve considerare solo le proposizioni giuridiche vere. Nei casi dubbi c’è sempre una soluzione perché il sistema giuridico è completo. Critica di Marra: la verità universale del concetto giuridico non è individuabile solo con la ragione, ma anche con l’esperienza empirica del quotidiano. Per Leibniz la giustizia è praticata per: Utilità Con fine la prudenza e la tranquillità di non nuocere al prossimo per evitare di essere danneggiati Fare del bene è la giustizia in senso stretto che si applica per comodità. Amore di Dio è la giustizia più alta che si pratica aspirando alla salvezza dell’anima. WOLFF – filosofo/giurista 1679- Cameralismo = pragmatismo della funzione giuridica di protezione, fiscalità e burocrazia. Lo scopo è l’organizzazione sistematica del Diritto. Le leggi fondamentali del Diritto naturale sono uguaglianza e reciprocità. Doveri e Diritti naturali sono uguali per tutti. Il Diritto positivo ha il compito di perfezionare il Diritto naturale, esso stabilisce obbligazioni e genera diritti all’interno della comunità politica. Il Diritto naturale positivista persegue un’idea sociale attraverso la sicurezza ed il benessere dei cittadini. Il Diritto pubblico e quello privato coincidono. I diritti dell’uomo naturale servono ad adempiere degli obblighi. 3) Costruzioni di ordine DOMAT – giurista francese 1625- Esistono delle leggi immutabili (l’amore di Dio e per il prossimo) e delle leggi che si possono modificare (tutte quelle fatte dall’uomo). Il pensiero di Domat è orientato alla netta distinzione tra Diritto pubblico e privato. Attraverso più elaborazioni di ordinamento della materia si individuano i criteri per distinguerli.
TRIPARTIZIONE DEI POTERI “Il potere controlla il potere” è la formula per la giusta libertà Potere legislativo. Fare le leggi spetta al parlamento (eletto dal popolo per rappresentarlo). Meglio che le leggi siano fatte da molti che da uno solo. Potere esecutivo. Il sovrano regola le relazioni esterne e si occupa della sicurezza. È necessaria la tempestività della scelta di una sola persona. Potere giudiziario. I magistrati giudicano e puniscono. La magistratura non dovrebbe essere una carica a vita, il suo potere anzi dovrebbe essere invisibile e nullo per garantire un totale costituzionalismo democratico. Secondo Montesquie il giudice dovrebbe solo dar voce alla legge, limitandosi a citare la legge già scritta dal parlamento, questo limita al massimo l’arbitrarietà del giudice. Per Tarello invece l’attività di interpretazione del giudice non può essere un’operazione solo meccanica, interpretare significa anche creare il Diritto. VOLTAIRE – filosofo francese 1694- Esiste una legge universale e naturale; i principi del Diritto universale naturale sono: Ogni uomo nasce libero. Non fare agli altri ciò che non vuoi ti sia fatto. Violenza, furto e omicidio non sono azioni lecite. Le leggi positive dovrebbero essere azzerate e riscritte perché sono lontane dal Diritto universale naturale. L’uomo è libero solo quando dipende dalla legge e non da chi la interpreta (arbitrarietà dei giudici), il potere giuridico è arbitrario. La libertà personale è il valore supremo del Diritto borghese, libero dai ceti e dal clero. La classe borghese deve essere al potere perché unisce libertà e Diritto. È necessario abolire i privilegi di clero e nobiltà e la distinzione in ceti. Trattato sulla tolleranza del 1763: Disprezzo delle religioni storiche intolleranti. Tutte le religioni devono essere sottoposte allo Stato. Nella società ci devono essere più religioni, affinché nessuna prevarichi le altre. Lo scandalo dei diritti feudali del clero deve essere eliminato. RUSSEAU – ILLUMINISMO POLITICO – filosofo svizzero 1712- Rapporto tra libertà e uguaglianza: l’uomo si deve annullare nella società tramite un contratto sociale che elimini la proprietà privata con l’ambizione di una società naturale primitiva. Per Russeau la natura è il regno della felicità e della libertà dell’uomo, al contrario di Hobbes. Le difficoltà della vita portano l’uomo alla necessità di associarsi, da qui nascono i sentimenti di egoismo individuale e sospetto. L’uomo viene corrotto dalla società la proprietà privata origina la disuguaglianza degli uomini ed oscura la felicità. La proprietà è un atto violento, ogni individuo per essere veramente libero ha la sola possibilità di donarsi completamente agli altri.
Alienazione totale dell’individuo: se tutti si danno a tutti, sarà come se nessuno avesse perso la sua libertà. La volontà generale non è la volontà di tutti, o la somma di tutte le volontà particolari, ma è la volontà dell’interesse comune. Tutti quelli che vivono il patto sociale riconoscono come propria la volontà comune. Il bene comune supera gli interessi particolari: accetto di pagare più tasse se mi tornano indietro più servizi. I diritti naturali dell’individuo vengono alienati nella volontà generale e sono restituiti all’individuo come diritti civili. La legge è espressione della volontà generale: il popolo è sovrano e suddito allo stesso tempo. MORELLY E MABLY Sono proto-socialisti. Criticano la proprietà privata sul piano economico, in quanto corrompe la natura dell’uomo e gli fa perdere il concetto di giusto. Diritto all’insurrezione violenta contro il tiranno come forma di Diritto della resistenza. SCUOLA FISIOCRATICA Composta da economisti, esalta la proprietà privata ed il concetto del Laissez-Faire. I diritti soggettivi naturali sono la libertà e la proprietà privata, intesa come libera disposizione e circolazione dei beni. Quesnay : la ricchezza viene dal settore primaria, da chi produce, dalla terra. ILLUMINISMO GIURIDICO PENALE Ideologia utilitaristica : vanno sanzionate solo le condotte che è utile punire secondo alcuni fattori (sicurezza sociale, costi, ecc…). Ideologia umanitarista : le pene devono essere umane, miti e favorire il rispetto dell’uomo senza violare i valori morali. Ideologia retributiva : la sanzione deve essere in relazione alla condotta da punire secondo una precisa scala di proporzione e abbinamento. La pena guarda al passato. Il delitto chiama il castigo come azione per pareggiare l’ordine sociale. MONTESQUIEU Reati e pene devono essere legalizzati e non soggetti all’arbitrio del sovrano. I poteri sono separati: la magistratura (potere giudiziario) è indipendente dal sovrano. Le pene devono essere modeste e non violente: utilitarismo e umanismo del diritto penale. VOLTAIRE Il diritto penale deve essere totalmente secolarizzato. Occorre de-penalizzare i delitti religiosi (eresia). Al centro della critica c’è il processo inquisitorio: carcerazione preventiva, tortura, arbitrio del giudice, isolamento civico dell’imputato. Il processo accusatorio prevede invece il diritto di libertà del cittadino contrapposto all’autorità dello Stato, si è innocenti fino a prova contraria.
JEREMY BENTHAN – giurista inglese 1748- È a favore del positivismo giuridico e contrario al giusnaturalismo e al diritto naturale (ritenuto fantasioso). La funzione preventiva (rivolta al futuro) della pena è meglio di quella retributiva (rivolta al passato). Il principio di utilità della pena è al centro della sua filosofia; l’obiettivo del Diritto è massimizzare la felicità per più persone possibili. Le pene producono sofferenza, e per questo possono essere utilizzate solo per evitare mali peggiori; la pena di per sé non cancella il male fatto. Aritmetica morale : le pene non devono produrre sofferenze inutili, ma essere orientate verso la felicità della comunità. Evitare i crimini è la priorità, funzione di prevenzione positiva per educare i devianti e limitare la recidività. Prevenzione speciale rivolta all’individuo: la sanzione non deve agire solo per inibire il corpo del reo (la prevenzione negativa è l’incarcerazione), ma nel modificare la sua volontà e creare un effetto di risocializzazione (prevenzione positiva). PANOPTICON : Centro di detenzione circolare dove uno controlla perennemente molti. Chi si sente perennemente controllato modifica il suo agire anche quando torna in libertà. La pena deve essere leggermente superiore al vantaggio procurato dal crimine. Il potenziale reo calcola il rapporto e non agisce criminosamente. Occorre distogliere l’attenzione dai crimini con politiche di prevenzione generale positiva (no vendita armi, gioco d’azzardo, prostituzione, ecc…). Lo Stato deve coinvolgere anche le classi inferiori con politiche di lavoro pubblico. La concezione retributiva della pena ( Beccaria ) è orientata all’espiazione del reato, una funzione sattisfattoria della pena. Il castigo agisce sui devianti, ma anche sugli onesti che osservano i valori cittadini violati. In Benthan invece abbiamo una funzione preventiva della pena: Prevenzione generale negativa : intimidazione dei devianti Prevenzione generale positiva : azione sulla cultura sociale e sui valori etici della comunità politica Prevenzione speciale (individuale) positiva : risocializzazione del criminale Prevenzione speciale (individuale) negativa : impedimento della recidività con la carcerazione CENTRALITA’ DELLA PENA DETENTIVA Durkhein (1901): la tesi è carcere e diritti. Il carcere è affermazione dei diritti della società. Il reato è considerato uno strumento utile per la coesione sociale perché scatena la reazione della società a difesa della morale e dei valori sociali. La pena non ha funzione di retribuzione o espiazione del male, né prevenzione generale negativa (intimidazione), ma ha lo scopo di confermare e soddisfare i valori collettivi, cioè fare prevenzione generale positiva.
Legge dell’evoluzione penale: