Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Filosofia quarto anno, Appunti di Filosofia

Appunti lezione su argomenti del quarto anno

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 09/04/2026

jhbp4cs9rq
jhbp4cs9rq 🇮🇹

1 documento

1 / 8

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
CARTESIO
Renè Descartes, Renato Cartesio, nasce nel 1596 a La Haye, viene
iscritto al collegio guidato dai Gesuiti alla Flèche. Qui nonostante lui
mantenne un ottimo rapporto con i docenti è molto critico nei
confronti del metodo di studio che apprende in questo collegio
perché è uno studio a suo modo di vedere troppo semplice e senza
nessuna utilità, lui dice che questo studio gli ha fatto solo capire
quanto è ignorante non gli ha dato niente di più di quello che
sapeva. Lui partirà da questa esperienza per elaborare un progetto
che porterà all’elaborazione del suo famosissimo metodo.
L’occasione per interessarsi dell’argomento e approfondire gli studi
gli viene dalla famosa guerra dei 30 anni che scoppia nel 1618, lui
combatte questa guerra e gira un po’ per l’Europa, questa non è
una guerra continua è intervallata anche da alcune pause tra i
combattimenti e lui approfitta di queste pause per conoscere nuove
realtà, nuovi posti, informarsi sulle nuove scoperte. Cartesio opera
nello stesso periodo in cui Galileo fa molte scoperte, infatti Cartesio
è in contatto con Galileo. In questo modo lui, ebbe l’idea di
elaborare una nuova scienza che si basi su un metodo come quello
di Galileo, certo, che possa dimostrare i fenomeni e distinguere il
vero dal falso. Lui racconta che l’idea di questo metodo arriva
durante un sogno nel 1919, una volta fatto questo sogno lui decide
di abbandonare la carriera militare e dedicarsi all’elaborazione di
questo metodo. In questo modo dopo aver abbandonato la carriera
militare ed essersi dedicato allo studio della mente e dei fenomeni,
pubblica la sua prima opera LE REGOLE PER LA DIREZIONE
DELL’INTELLETTO, come usare sapientemente la mente. Un’altra
opera molto importante è il mondo, chiamato anche trattato della
luce, un’opera di carattere scientifico in cui sono riportate
tantissime tesi come quelle di Galileo, in quest’opera viene
sostenuta anche la teoria eliocentrica. La scrive in Olanda, uno dei
paesi più liberi d’Europa, in cui non correvi il rischio di essere
condannato per le tue idee o per la religione. In Olanda era stata
adottata la tolleranza religiosa, era un paese di rifugiati e lui decide
di scrivere e dedicarsi a questi studi in Olanda. Anche lui come
Galileo era religioso ma non si pone limiti alla ricerca, non si fa
problemi a contraddire alcune considerazioni della chiesa cattolica.
Mentre sta per pubblicare il mondo arriva la seconda condanna di
Galileo che spaventa un po’ Cartesio e quindi decide di non
pf3
pf4
pf5
pf8

Anteprima parziale del testo

Scarica Filosofia quarto anno e più Appunti in PDF di Filosofia solo su Docsity!

CARTESIO

Renè Descartes, Renato Cartesio, nasce nel 1596 a La Haye, viene iscritto al collegio guidato dai Gesuiti alla Flèche. Qui nonostante lui mantenne un ottimo rapporto con i docenti è molto critico nei confronti del metodo di studio che apprende in questo collegio perché è uno studio a suo modo di vedere troppo semplice e senza nessuna utilità, lui dice che questo studio gli ha fatto solo capire quanto è ignorante non gli ha dato niente di più di quello che sapeva. Lui partirà da questa esperienza per elaborare un progetto che porterà all’elaborazione del suo famosissimo metodo. L’occasione per interessarsi dell’argomento e approfondire gli studi gli viene dalla famosa guerra dei 30 anni che scoppia nel 1618, lui combatte questa guerra e gira un po’ per l’Europa, questa non è una guerra continua è intervallata anche da alcune pause tra i combattimenti e lui approfitta di queste pause per conoscere nuove realtà, nuovi posti, informarsi sulle nuove scoperte. Cartesio opera nello stesso periodo in cui Galileo fa molte scoperte, infatti Cartesio è in contatto con Galileo. In questo modo lui, ebbe l’idea di elaborare una nuova scienza che si basi su un metodo come quello di Galileo, certo, che possa dimostrare i fenomeni e distinguere il vero dal falso. Lui racconta che l’idea di questo metodo arriva durante un sogno nel 1919, una volta fatto questo sogno lui decide di abbandonare la carriera militare e dedicarsi all’elaborazione di questo metodo. In questo modo dopo aver abbandonato la carriera militare ed essersi dedicato allo studio della mente e dei fenomeni, pubblica la sua prima opera LE REGOLE PER LA DIREZIONE DELL’INTELLETTO , come usare sapientemente la mente. Un’altra opera molto importante è il mondo , chiamato anche trattato della luce, un’opera di carattere scientifico in cui sono riportate tantissime tesi come quelle di Galileo, in quest’opera viene sostenuta anche la teoria eliocentrica. La scrive in Olanda, uno dei paesi più liberi d’Europa, in cui non correvi il rischio di essere condannato per le tue idee o per la religione. In Olanda era stata adottata la tolleranza religiosa, era un paese di rifugiati e lui decide di scrivere e dedicarsi a questi studi in Olanda. Anche lui come Galileo era religioso ma non si pone limiti alla ricerca, non si fa problemi a contraddire alcune considerazioni della chiesa cattolica. Mentre sta per pubblicare il mondo arriva la seconda condanna di Galileo che spaventa un po’ Cartesio e quindi decide di non

pubblicare quest’opera spaventato dalla reazione della chiesa nonostante lui non si trovi in Italia e quindi decide di vivere una vita molto nascosta, tranquilla e non farsi notare eccessivamente come invece aveva fatto Galileo. Successivamente scrive il suo capolavoro, il discorso sul metodo, una sorta di introduzione, lui rielabora l’opera il mondo dividendola in tre grandi trattati che si occupano di diversi argomenti:

  • Diottrica
  • Meteora
  • Geometria (Cartesio inventa il piano cartesiano) In questo discorso sul metodo lui introduce il suo famoso metodo Cartesiano con cui bisognerebbe partire per ogni riflessione scientifica. Dopo aver elaborato questo suo metodo, Cartesio si occupa di altri argomenti, ad esempio nelle meditazioni Metafisiche egli dimostra l’esistenza di Dio e l’immortalità dell’anima. Cartesio fu uno dei primi a portare alcune prove dell’esistenza di Dio, tra le sue ultime opere ricordiamo i Principi di filosofia e le passioni dell’anima. Nonostante lui voglia rimanere più nascosto possibile viene comunque notato dagli intellettuali e anche molti potenti cercano di invitarlo verso le loro corti e alla fine Cartesio nel 1649 accetterà l’invito della regina di Svezia, Cristina di Svezia, che lo inviterà ufficialmente nella sua corte a Stoccolma e lo vorrà come suo maestro, lui accetterà questo invito ma tuttavia non è abituato al clima svedese e lo segnerà parecchio. L’anno successivo si ammalerà di polmonite e morirà nel 1650 all’età di 54 anni. Anch’egli nel suo metodo, prima introduce una pars destruens e poi una pars costruens. Per quanto riguarda la pars destruens lui la applica al cosiddetto sapere tradizionale, il modo in cui si conosce, si indaga tradizionale. Egli dice che ci sono alcune discipline che hanno grande notorietà ma sono applicate in maniera sbagliata, un esempio riguarda la metafisica e la matematica. Per Quanto riguarda la metafisica e la filosofia in generale, la filosofia si occupa secondo Cartesio di grandi problemi reali che riguardano l’uomo, la scienza, non si basa su premesse certe viene fatta in maniera molto libera. La matematica ha un metodo valido, certo, ma secondo lui fino a quel periodo è stata astratta, non si è occupata di problemi reali. L’obiettivo di Cartesio è quello di rendere queste

assolutamente indubitabile assolutamente vero perciò lui fa una prova, cerca qualcosa di indubitabile per dimostrare che il suo metodo può essere valido e per cercare qualcosa di assolutamente vero e indubitabile lui deve dubitare di tutto fino a quando non troverà qualcosa di assolutamente indubitabile. Noi dobbiamo partire da ciò che è indubitabile, per trovare qualcosa di assolutamente evidente, indubitabile, certo, vero che non sia falso, ingannevole? Lui afferma che per trovare qualcosa di evidente e indubitabile dobbiamo ragionare all’opposto e cioè dubitare di tutto finché non troviamo qualcosa di assolutamente indubitabile. Questo procedimento lui lo chiama dubbio metodico e rappresenta la pars destruens della filosofia di Cartesio. Noi possiamo dubitare anche dell’esistenza delle cose. Una cosa che è uguale sia nel sogno che nella realtà è la matematica, qui Cartesio però esagera, dice ok noi abbiamo a che fare con la matematica che vale sia nel sogno che nella realtà, Cartesio dice ok abbiamo questi calcoli matematici, questi teoremi matematici ma chi ci dà la conferma assoluta che non esista un dio malvagio che lui chiama genio maligno che ci inganni facendoci credere vero ciò che è falso, un genio maligno che ci inganni anche sulla matematica e che in realtà ce la faccia interpretare in maniera sbagliata. Di fronte a queste ipotesi del genio maligno, teoricamente non abbiamo soluzioni e quindi il dubbio da metodico diventa iperbolico. Cartesio trova la soluzione al suo problema, egli dice, se c’è questo genio maligno che ci inganna per ingannarmi io devo necessariamente esistere, il genio deve ingannare qualcuno e quel qualcuno sono io, per essere ingannato io devo pensare, quindi se penso io devo esistere. La soluzione arriva con il cosiddetto cogito. Il cogito è la soluzione al problema del dubbio iperbolico, cogico significa penso. La frase più famosa di Cartesio da cui parte il suo metodo è cogito ergo sum, penso dunque sono. Questa è l’evidenza da cui parte Cartesio. Si conclude con il cogito la parte destruens e inizia quella costruttiva, anche perché ora con il cogito, con la mia autocoscienza, la mia consapevolezza di esistere. Cartesio non ha dimostrato l’esistenza di me come essere umano come persona ma solo l’esistenza della mia mente, del mio pensiero, ma non ha dimostrato l’esistenza del

mio corpo o delle cose. Cartesio ha dimostrato l’esistenza della mia mente, del pensiero. Cartesio capisce quindi che io esisto. Ma cos’è questo io, questo essere? Cartesio non ha dimostrato l’esistenza di me ma del mio pensiero ecco perché lui inizialmente parla di res cogitans cioè sostanza pensante, Cartesio ha solo dimostrato l’esistenza di una sostanza pensante che io autodefinisco io, del mio pensero, ma io non ho la certezza che il mio pensiero si esplichi anche in un corpo e in una realtà, quindi ora io ho dimostrato solo l’esistenza del mio pensiero, tuttavia è importante per quanto riguarda lo studio di Cartesio, andare avanti, dimostrare anche l’esistenza di me stesso, del mio corpo, ma degli altri corpi del mondo in generale. Cartesio deve dimostrare anche l’esistenza delle cose, del mondo. Noi non siamo solo pensiero abbiamo anche altro nella mente, questo qualcos’altro sono le idee. Cosa sono le idee per Cartesio? Le idee di Cartesio non sono come le idee di Platone, per Cartesio le idee esistono solo nella mente. Cartesio le distingue in 3 grandi ordini:

  1. Le idee innate che sono quelle già presenti nella nostra mente, nel nostro pensiero (idea di Dio, di anima, di infinito)
  2. Le idee avventizie , non sono quelle già presenti in noi ma derivano dall’esterno, dall’esperienza (studio, violenza)
  3. Le idee fattizie , sono quelle che creiamo noi combinando le altre idee, per esempio l’idea di unicorno noi la combiniamo mischiando l’idea di cavallo che l’idea di corno Perché queste differenze, le idee innate per esempio perché sono tali, possono essere avventizie le idee innate? Perché non provengono dall’esterno le idee innate? Noi abbiamo avuto esperienza di Dio? No. Ecco perché ci sono queste differenze. Le idee innate derivano da Dio, perché derivano da Dio? Innanzitutto perché non derivano da noi poiché noi non possiamo avere esperienza delle idee innate. Attraverso le idee innate, Cartesio dimostra l’esistenza di dio. Fondamentalmente lui porta tre grandi prove dell’esistenza di dio partendo proprio dalle idee. L’idea di Dio è l’idea di perfezione, eternità, infinità, un’idea di cui noi non abbiamo potuto fare esperienza. Noi non possiamo essere ideatori dell’idea di Dio perché non abbiamo questa esperienza, nella

l’evidenza dell’esistenza, poi quella di Dio, poi quella della matematica e ora sta pian piano passando a tutto il resto. Quindi può anche il mondo che ci circonda, anche tutti quegli oggetti matematicamente indagabili possono essere dimostrati come veri, possono essere studiati e il metodo Cartesiano può essere applicato a tutte queste realtà, abbiamo quindi dimostrato l’esistenza del mondo esterno. Ma questa esistenza del mondo esterno non può essere paragonata all’esistenza della res cogitans perché sono cose diverse e quindi Cartesio chiamerà tutti gli oggetti del mondo esterno, compreso il mio corpo con il nome di sostanza estesa ( res extensa ) che controbilancia la sostanza pensante ( res cogitans ). La res cogitans, non ha un’estensione non ha una spazialità, la res extensa invece è materiale, è misurabile e quantificabile e dimostrabile attraverso la matematica. Abbiamo quindi dimostrato l’esistenza di tre sostanze: la prima DIO , che è anche il creatore delle altre due sostanze, cioè la res cogitans e la res extensa. Ci sono quindi tre sostanze, la più importante è Dio, la sostanza Divina. Sorge però un problema, queste due sostanze sono completamente diverse tra loro perché una è immateriale, libera, spirituale; l’altra invece è estesa, soggetta alle leggi della natura. Cioè queste due sostanze tra di loro sono completamente diverse, all’opposto e quindi nasce quello che Cartesio chiama Dualismo , il Dualismo cartesiano tra le due sostanze, queste sostanze sono completamente diverse tra di loro però queste due sostanze devono necessariamente comunicare e collaborare tra loro, altrimenti noi non esisteremmo. Secondo Cartesio, l’uomo ha una peculiarità, è l’unico essere in cui convivono res cogitans e res extensa, anima e corpo. Secondo Cartesio, l’intero regno animale, la natura non è dotata di res cogitans, la res cogitans che si può identificare con l’anima, con l’io è una proprietà esclusiva dell’uomo. Di conseguenza gli animali, le piante… non possiedono un’anima, non possiedono una parte razionale ma vivono semplicemente per reazione passiva, l’unico essere in grado di ragionare, l’unico essere che possiede un’anima pensante e razionale è l’essere umano. Del resto Cartesio afferma che l’essere umano ha delle caratteristiche uniche, la più importante di queste è il linguaggio, noi possiamo rendere i nostri pensieri parole e

possiamo comunicare concetti e idee anche ai nostri simili, cosa tipicamente umana. Qualcuno potrebbe dire, ma anche alcuni animali emettono versi o possono ripetere parole come i pappagalli, Cartesio si limita a dire che questa è pura reazione passiva, è una ripetizione di qualcosa che per esempio abbiamo fatto noi. Quindi l’unico essere dotato di pensiero razionale, di anima, di res cogitans è l’uomo. Del resto Cartesio dice, noi influenziamo a vicenda corpo e anima, se succede qualcosa al nostro corpo ne risente la nostra anima; se succede qualcosa alla nostra anima ne risente il nostro corpo. Quindi abbiamo capito che l’uomo è l’unico essere in cui sono presenti res cogitans e res extensa, ma queste due sostanze completamente diverse come comunicano? Qual è il punto dove si incontrano? Secondo Cartesio questo punto è la Ghiandola Pineale, un organo che esiste nel nostro corpo, corrisponde all’epifisi. Secondo Cartesio l’epifisi è quell’organo che fa si che res cogitans e res extensa si incontrino e collaborino.