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Filosofie ellenistiche, Appunti di Filosofia

il testo spiega come la filosofia passi dalla teoria alla ricerca della felicità individuale e della serenità interiore.

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 10/04/2026

sissi-sacca
sissi-sacca 🇮🇹

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FILOSOFIE ELLENISTICHE
1. Morale, Etica e Politica in Aristotele
Aristotele fonda la sua riflessione morale, etica e politica sulla visione finalistico-teologica: ogni
essere vivente e ogni azione tendono a un fine, e il fine ultimo dell’uomo è il Bene. Allo stesso modo,
anche l’uomo possiede un fine proprio che rappresenta il suo pieno compimento. Questo fine ultimo
è il Bene, che coincide con la felicità.
Il bene, quindi, non si propone come mezzo ma come fine e diventa l’obiettivo supremo dell’uomo e
non riguarda soltanto l’individuo, ma assume un valore collettivo, ovvero bene sommo
LA FELICITÀ: è il fine ultimo dell'attività umana, un bene che si raggiunge vivendo secondo virtù e
ragione, e che non è solo un obiettivo individuale ma anche politico e etico.
Secondo Aristotele, qualsiasi attività si compia se eseguita bene, è assicurata la felicità.
2. La Ragione e le Virtù
L’attività più specifica all’uomo è la ragione, ovvero il ragionare. La virtù umana per eccellenza
diventa perciò il vivere secondo ragione, che allo stesso tempo coincide anche con il piacere.
L’uomo aristotelico è libero di scegliere tra il bene e il male. Ovvero vi è la
libera scelta dei mezzi (azioni, decisioni e comportamenti) per il
raggiungimento del fine supremo.
1) la scelta morale corrisponde alle virtù etiche, ovvero la capacità di
scegliere il giusto mezzo evitando gli eccessi e non arrivare mai agli
estremi né del buono né del male.
2) la scelta etica invece corrisponde alle virtù diano etiche, ovvero la
capacità di utilizzare la ragione. Non si limita a decidere cosa fare, ma
implica applicare correttamente la ragione: capire i principi primi,
distinguere il vero dal falso, scegliere in base a conoscenza e sapienza.
Scelta morale = azione pratica → come comportarsi nel concreto (giusto mezzo).
Scelta etica = scelta razionale → come pensare e comprendere in modo corretto, guidati dalla
sapienza.
La più importante tra le virtù etiche e morali è la giustizia
le virtù diano etiche si suddividono in diversi gradi:
L’arte: capacità di creare
La saggezza: capacità di scegliere il giusto mezzo
L’intelligenza: capacità di cogliere i principi primi di tutte le scienze
Scienza: capacità dimostrativa
Sapienza: capacità di avere in sé contemporaneamente intelligenza più
scienza. Si tratta anche della virtù più alta che di tipo teoretico, ovvero la
felicità massima.
Per Aristotele, la vita teoretica era la condizione assoluta di superiorità
dell’uomo, dove realizza pienamente se stesso e arriva alla massima felicità.
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FILOSOFIE ELLENISTICHE

1. Morale, Etica e Politica in Aristotele Aristotele fonda la sua riflessione morale, etica e politica sulla visione finalistico-teologica : ogni essere vivente e ogni azione tendono a un fine, e il fine ultimo dell’uomo è il Bene. Allo stesso modo, anche l’uomo possiede un fine proprio che rappresenta il suo pieno compimento. Questo fine ultimo è il Bene , che coincide con la felicità. Il bene, quindi, non si propone come mezzo ma come fine e diventa l’obiettivo supremo dell’uomo e non riguarda soltanto l’individuo, ma assume un valore collettivo, ovvero bene sommo LA FELICITÀ: è il fine ultimo dell'attività umana, un bene che si raggiunge vivendo secondo virtù e ragione, e che non è solo un obiettivo individuale ma anche politico e etico. Secondo Aristotele, qualsiasi attività si compia se eseguita bene, è assicurata la felicità.  2. La Ragione e le Virtù L’attività più specifica all’uomo è la ragione , ovvero il ragionare. La virtù umana per eccellenza diventa perciò il vivere secondo ragione , che allo stesso tempo coincide anche con il piacere. L’uomo aristotelico è libero di scegliere tra il bene e il male. Ovvero vi è la libera scelta dei mezzi (azioni, decisioni e comportamenti) per il raggiungimento del fine supremo.

  1. la scelta morale corrisponde alle virtù etiche , ovvero la capacità di scegliere il giusto mezzo evitando gli eccessi e non arrivare mai agli estremi né del buono né del male.
  2. la scelta etica invece corrisponde alle virtù diano etiche , ovvero la capacità di utilizzare la ragione. Non si limita a decidere cosa fare, ma implica applicare correttamente la ragione: capire i principi primi, distinguere il vero dal falso, scegliere in base a conoscenza e sapienza.  Scelta morale = azione pratica → come comportarsi nel concreto (giusto mezzo).  Scelta etica = scelta razionale → come pensare e comprendere in modo corretto, guidati dalla sapienza. La più importante tra le virtù etiche e morali è la giustizia le virtù diano etiche si suddividono in diversi gradi: L’arte: capacità di creare La saggezza: capacità di scegliere il giusto mezzo L’intelligenza: capacità di cogliere i principi primi di tutte le scienze Scienza: capacità dimostrativa Sapienza: capacità di avere in sé contemporaneamente intelligenza più scienza. Si tratta anche della virtù più alta che di tipo teoretico, ovvero la felicità massima. Per Aristotele, la vita teoretica era la condizione assoluta di superiorità dell’uomo, dove realizza pienamente se stesso e arriva alla massima felicità.

 3. La Politica

La politica corrisponde al bene sommo di tipo collettivo.

  1. GOVERNO Aristotele aveva una sua idea per ogni tipo di governo La monarchia poteva degenerare in tirannide se perde di vista il bene collettivo. L’aristocrazia può diventare oligarchia anche qua, se si perde di vista il bene collettivo a causa del governo dei più ricchi. La politia poteva invece diventare demagogia, ovvero a favore dei più deboli. Nonostante tutto, però, considera il governo migliore la polizia, in quanto la percepisce come una forma mista tra l’oligarchia era democrazia, ovvero come il governo della moltitudine a agiata. Questa per funzionare deve garantire prosperità materiale e una vita virtuosa e felice.
  2. AMICIZIA Suddivide anche l’amicizia in tre categorie: L’amicizia di utilità L’amicizia di piacere L’amicizia di virtù  4. Le SCUOLE ELLENISTICHE Il nuovo Stato, ormai più grande e organizzato creò le condizioni per lo sviluppo della cultura, sia attraverso istituzioni come le biblioteche, sia grazie a persone esperte nello studio e nella diffusione del sapere, come gli eruditi. Nascono così anche nuove filosofie che non mirano più a formare il buon cittadino al servizio della Polis, ma a fornire all’individuo una guida per la sua vita. Sì passa da un fine teorico a un fine pratico. Per Aristotele, infatti il fine della filosofia era la conoscenza. Nelle nuove scuole ellenistiche il fine della filosofia è fornire una guida per la vita dell’individuo, ovvero la ricerca della salvezza, non più la ricerca della verità. Nascono nuove scuole ellenistiche e tra di queste vi era una divisione netta. I maestri infatti, all’interno di esse insegnavano soltanto la loro filosofia e si aspettavano dai loro seguaci, un’adesione incondizionata e piena. L’adesione a una setta filosofica diventa così come una conversione. Assumono anche dei caratteri dogmatici, ovvero l’insieme di opinioni l’insegnamento di fondamentali non dovevano essere messi in discussione. Inoltre, l’etica diventa la parte più importante della filosofia, era fondamentale la coerenza morale, ovvero la coincidenza tra principi teorici e la condotta pratica. In questo periodo, assume molta importanza anche la figura del fondatore della scuola. Inoltre, i destinatari della filosofia diventano anche schiavi, donne e stranieri. A differenza del periodo classico in cui la filosofia era legata alla Polis e al governo, con l’ellenismo non è più uno strumento per governare ed educare, ma diventa una guida pratica per tutti e per situazioni quotidiane.

 Il bene corrisponde al piacere , ovvero l’assenza del dolore e i piaceri possono essere di tre tipi:

  1. naturali necessari
  2. naturali non necessari
  3. non naturali e non necessari, che sono da evitare. L'etica epicurea è quindi anche ascetica: i piaceri superflui vanno rifiutati.  Il male invece corrispondeva al dolore , ovvero il turbamento. I dolori potevano essere di due tipi fisici o morali La via alla felicità è riassunta nel quadrifarmaco :
  1. Non temere gli dei e l'aldilà.
  2. Non temere la morte, perché se ci sono io non c’è la morte e viceversa
  3. Il piacere è accessibile a tutti.
  4. Il male è di breve durata, o se dura lungo è sopportabile Nell’epicureismo ci sono alcuni dogmi, ovvero: La realtà è perfettamente per entrambi conoscibile dall’intelligenza dell’uomo (che l’uomo può comprendere il mondo usando la ragione e i sensi) Nel mondo c’è spazio per la felicità dell’uomo La felicità e mancanza di dolore e turbamento, pace dello spirito Per raggiungere questa vegeta, l’uomo ha bisogno di se stesso Non ha quindi bisogno della Polis dello Stato delle ricchezze della fama e nemmeno degli dei Il Giardino ( scuola di epicureo ad Atene) non vuole formare i cittadini, ma individui La politica non viene vista come complementare all’etica, ma come fonte di affanno e turbamento da cui fuggire.

 7. Lo Scetticismo

Lo Scetticismo nasce come reazione al dogmatismo di Stoici ed Epicurei che sostenevano dottrine facilmente criticabili, dogmi opposti, generatrici di sfiducia nella possibilità di raggiungere la verità. Scettico significa pensoso e riflessivo Gli scettici cercano imperturbabilità , ovvero l’assenza di passioni (atarassia e apatia) non aderendo a nessun dogma, ma praticando la sospensione del giudizio : rinunciare a dire cosa è vero o falso, bene o male, porta inevitabilmente alla tranquillità dell'animo.