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Fondamenti Archivistica, Schemi e mappe concettuali di Archivistica

Fondamenti Archivistica, riassunto

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 09/10/2024

dominga-valenzano-2
dominga-valenzano-2 🇮🇹

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Archivistica
23 ottobre
Le fasi dell’archivio
Archivio corrente
FASCICOLO: i documenti che costituiscono una pratica formano un fascicolo.
Il fascicolo è l’unità organica, l’unità di base indivisibile di un archivio: unità archivistica (non il
documento!).
Più fascicoli con caratteristiche omogenee (natura e oggetto dei documenti) formano una SERIE.
COPERTINA: i documenti sono collocati all’interno di una copertina, detta anche camicia, secondo
l’ordine di archiviazione: in questo modo il documento più recente è il primo aprendo la camicia,
mentre il più vecchio è l’ultimo. Sulla camicia sono riportate alcune indicazioni: data, oggetto,
numero.
Più fascicoli sono riuniti in un contenitore di cartone, chiamato BUSTA (faldone) chiuso da tre lacci
sui lati. La busta è l’unità di conservazione e permette di indicare la consistenza quantitativa
dell’archivio.
Il TITOLARIO è un quadro di classificazione costituito da un determinato numero di categorie
contrassegnate da un numero romano o una lettera, e articolato in sottopartizioni che si chiamano
classi.
Per titolario si intende un quadro alfanumerico di riferimento per l’archiviazione, la conservazione
e l’individuazione dei documenti. Svolge diverse funzioni:
Individuare ogni documento, attribuendogli un preciso inquadramento nel contesto
archivistico;
Riorganizzare l’archivio, già dalla fase di deposito;
Creare il collegamento tra i vari elementi della memoria
Il titolario è deciso con decreto dal direttore amministrativo.
Il repertorio è lo strumento per facilitare il reperimento dei fascicoli e orientarci nell’archivio. È un
registro in cui vengono annotati con un numero progressivo i fascicoli secondo l’ordine cronologico
in cui si costituiscono all’interno del titolario (permette di riprodurre le suddivisioni del titolario). È
una sorta di indice. Diventa funzionale anche nella fase successiva, nel passaggio alla fase di
deposito al termine dell’anno solare.
Protocollo: la registrazione dei documenti prevede l’inserimento di dati identificativi in appositi
spazi (colonne di un registro). Il fine della registrazione non è la compilazione di uno strumento di
ricerca, ma di testimonianza dell’esistenza del documento, quindi è un fine rigorosamente
giuridico-amministrativo. Avviene attraverso il registro di protocollo:
- Attesta l’esistenza dell’atto
- Certifica le date di acquisizione e produzione dei documenti
- Offre elementi di veridicità dell’esistenza, della data, del contenuto di un documento
andato smarrito
- È elemento probante (oltre all’esistenza, ne sancisce anche l’autenticità).
Un ente può dar vita al protocollo analitico, in cui si registra ogni documento in arrivo e in
partenza, o ad un protocollo sintetico, in cui il numero assegnato al primo documento di una
pratica contrassegnerà tutti i documenti relativi a quella pratica.
Il registro di protocollo è annuale. Si compone di due parti: quella a sinistra è destinata ai
documenti in arrivo, quella a destra invece ai documenti di partenza. La registrazione conta degli
elementi obbligatori:
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Archivistica 23 ottobre Le fasi dell’archivio Archivio corrente FASCICOLO: i documenti che costituiscono una pratica formano un fascicolo. Il fascicolo è l’unità organica, l’unità di base indivisibile di un archivio: unità archivistica (non il documento!). Più fascicoli con caratteristiche omogenee (natura e oggetto dei documenti) formano una SERIE. COPERTINA : i documenti sono collocati all’interno di una copertina, detta anche camicia, secondo l’ordine di archiviazione: in questo modo il documento più recente è il primo aprendo la camicia, mentre il più vecchio è l’ultimo. Sulla camicia sono riportate alcune indicazioni: data, oggetto, numero. Più fascicoli sono riuniti in un contenitore di cartone, chiamato BUSTA (faldone) chiuso da tre lacci sui lati. La busta è l’unità di conservazione e permette di indicare la consistenza quantitativa dell’archivio. Il TITOLARIO è un quadro di classificazione costituito da un determinato numero di categorie contrassegnate da un numero romano o una lettera, e articolato in sottopartizioni che si chiamano classi. Per titolario si intende un quadro alfanumerico di riferimento per l’archiviazione, la conservazione e l’individuazione dei documenti. Svolge diverse funzioni:  Individuare ogni documento, attribuendogli un preciso inquadramento nel contesto archivistico;  Riorganizzare l’archivio, già dalla fase di deposito;  Creare il collegamento tra i vari elementi della memoria Il titolario è deciso con decreto dal direttore amministrativo. Il repertorio è lo strumento per facilitare il reperimento dei fascicoli e orientarci nell’archivio. È un registro in cui vengono annotati con un numero progressivo i fascicoli secondo l’ordine cronologico in cui si costituiscono all’interno del titolario (permette di riprodurre le suddivisioni del titolario). È una sorta di indice. Diventa funzionale anche nella fase successiva, nel passaggio alla fase di deposito al termine dell’anno solare. Protocollo: la registrazione dei documenti prevede l’inserimento di dati identificativi in appositi spazi (colonne di un registro). Il fine della registrazione non è la compilazione di uno strumento di ricerca, ma di testimonianza dell’esistenza del documento, quindi è un fine rigorosamente giuridico-amministrativo. Avviene attraverso il registro di protocollo:

  • Attesta l’esistenza dell’atto
  • Certifica le date di acquisizione e produzione dei documenti
  • Offre elementi di veridicità dell’esistenza, della data, del contenuto di un documento andato smarrito
  • È elemento probante (oltre all’esistenza, ne sancisce anche l’autenticità). Un ente può dar vita al protocollo analitico, in cui si registra ogni documento in arrivo e in partenza, o ad un protocollo sintetico, in cui il numero assegnato al primo documento di una pratica contrassegnerà tutti i documenti relativi a quella pratica. Il registro di protocollo è annuale. Si compone di due parti: quella a sinistra è destinata ai documenti in arrivo, quella a destra invece ai documenti di partenza. La registrazione conta degli elementi obbligatori:
  • Numero progressivo
  • Data di registrazione
  • Mittente/destinatario
  • Oggetto
  • Codice di classificazione. Archivio di deposito. È destinato a gestire i fascicoli che non sono più attivi presso gli uffici che li hanno prodotti. Il documento è semiattivo, perché non ha ancora perso la sua valenza giuridico-amministrativa. Conserva la documentazione dell’ultimo quarantennio. Rimane in loco, ma in posizione diversa. La sua conversazione può essere conpromessa dalle solite cantine o piani bassi. Non è funzionale, invece, avere un deposito dislocato. In questo lasso di tempo i documenti possono essere richiesti dall’ufficio. I documenti custoditi non hanno ancora assunto quel valore storico-culturale che sarà prerogativa della terza fase di vita dell’archivio, dopo i 40 anni. I documenti sono di proprietà dell’ente. Sono nella fase storica saranno versati negli archivi di Stato. Occorre mantenere l’ordine di ricezione dei documenti, per facilitare la ricerca. Il trasferimento dei documenti nell’archivio di deposito presuppone la compilazione di un elenco di trasferimento: modulo con i dati dell’ente, il codice di classificazione della serie di appartenenza, gli estremi cronologici. Operazioni che si effettuano dal passaggio dall’archivio corrente a quello di deposito:
  1. prima risistemazione dei fascicoli, con la ricostruzione dell’ordine cronologico
  2. eliminazione delle carte (copie delle stesse carte, stampati e moduli non utilizzati, fotocopie di testi di legge)
  3. conservazione delle minute, anche manoscritte, per permettere di ricostituire l’iter della pratica Stato dell’archivio di deposito
  4. conserva l’ordine in cui si è formato
  5. presenta un ordine dato da successivi rimaneggiamenti
  6. è suddiviso in vari versamenti eseguiti da uno stesso ente
  7. risulta suddiviso in fondi diversi formati da enti diversi
  8. è in disordine (cronologico all’interno di un fascicolo, o scompaginamento totale dell’intero fondo)
  9. ingloba archivi che contengono documentazione di uffici con competenze analoghe oppure archivi di enti diversi. I documenti vengono posti in forma di documenti sciolti o di registri: possono essere raccolti in buste, in filze, in pacchi legati con spago, rilegati in volume. RIORDINAMENTO: consiste nell’organizzazione sistematica delle unità archivistiche che compongono l’archivio in modo da ricostituire secondo il principio di provenienza, l’ordinamento originale dato dall’ente produttore. Ultima fase: trascorsi i 40 anni. Nel passaggio dall’archivio di deposito all’archivio storico, è fondamentale la selezione del materiale da conservare e il conseguente SCARTO.

c) sostituzione dei vecchi faldoni con buste nuove, riportando anche le vecchie segnature archivistiche (operazione chiamata condizionatura). Qualora non fosse possibile ricostituire l’ordine delle serie si seguirà un ordine di massima:

  • Le disposizioni di carattere generale
  • Le decisioni degli organi deliberanti
  • Gli atti amministrativi
  • Il complesso delle pratiche che costituiscono l’attività istituzionale dell’ente
  • La documentazione di natura finanziaria, fiscale o contabili
  • I fascicoli del personale
  • I registri di protocollo e le rubriche
  • Le serie complete procedono gli spezzoni e le miscellanee.