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fondamenti di bilancio alessandra tami 8 cfu esame orale e 2 parziali scritti
Tipologia: Dispense
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Lo ias 1 contiene:
le considerazioni di carattere generale per la presentazione dei bilanci; le linee guida per la loro struttura; i criteri che devono essere applicati;
specifica i criteri da utilizzare per la presentazione del bilancio redatto con scopi di carattere generale vale a dire bilanci destinati a fornire informazioni a un ampia serie di utilizzatori; con l’obbiettivo di assicurare la comparabilità tra bilanci di diverse società. Si applica a tutte le imprese, banche e assicurazioni. In base allo ias 1 il bilancio rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa e delle operazioni che ha posto in essere; il bilancio fornisce informazioni su passività, attività, patrimonio netto, ricavi e costi e flussi finanziari. L’informativa contenuta nel bilancio deve essere significativa per il processo decisionale cioè riveste un ruolo primario nel giudicare le scelte economiche, attendibile attraverso una rappresentazione fedele, prevalenza della sostanza sulla forma cioé riflette la sostanza economica degli eventi e non la loro forma legale, neutralità cioè priva di condizionamenti esterni e interni, e completezza. Bisogna applicare i seguenti principi: continuità, competenza economica, coerenza di presentazione del bilancio, rilevanza ed aggregazione, compensazione e comparazione.
Il bilancio si compone di stato patrimoniale secondo il codice civile è a sezioni contrapposte caratterizzato da rigidità e analiticità (lo ias 1 non prescrive uno schema rigido e il redattore può inserire tutte le voci che ritiene necessario per rispettare i principi di redazione), conto economico secondo il codice civile struttura rigida con struttura scalare con classificazione dei costi per natura (secondo lo ias 1 non c’è un contenuto rigido ma una serie di voci minime), prospetto delle variazioni del patrimonio netto, rendiconto finanziario, principi contabili e note esplicative.
Secondo gli ias: il bilancio è composto da stato patrimoniale, conto economico, prospetto con le variazioni delle poste di patrimonio netto, rendiconto finanziario, note esplicative. Secondo il codice civile DAL 2016: stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario, nota integrativa.
Stato patrimoniale: secondo il codice civile l’attivo è classificato per destinazioni in macro classi suddivisi per natura mentre il passivo è classificato per natura delle fonti non esiste una distinzione tra attività e passività correnti e non correnti ma realizzabilità di alcune voci dell’attivo/passivo. Secondo gli ias ogni impresa decide di distinguere gli elementi del proprio bilancio in attività/passività correnti/non correnti.
Conto economico: secondo il codice civile è obbligatoria una relazione sulla gestione relativa a costi ,ricavi e investimenti mentre per gli ias tale relazione sulla gestione non è obbligatoria.
Dlgs. 28 2005: con l’art. 6 vi è il divieto di distribuire utili in maniera equivalente a plusvalenze iscritte a conto economico, a riserve del patrimonio netto costituite e movimentate in contropartita diretta alla valutazione al valore equo di strumenti finanziari e di attività.
IAS 2
Definisce il trattamento contabile delle rimanenze (merci acquistate e possedute per la rivendita, terreni o altri immobili atti alla rivendita semilavorati o prodotti finiti destinati al processo produttivo ma NON commesse di lungo termine o strumenti finanziari o prodotti agricoli), devono essere iscritte al minore tra il costo e il valore netto di realizzo. Il costo è definito come insieme di costi d’acquisto (comprensivi di prezzo, dazi, tasse e costi di trasporto), movimentazione e costi di trasformazione (includono direttamente i costi correlati alle unità prodotte e devono comprendere anche una sistematica ripartizione delle spese generali di produzione fisse e variabili).
Il costo delle rimanenze non fungibili, merci e dei servizi prodotti deve essere attribuito secondo lo ias 2 uno dei metodi convenzionali: FIFO, costo medio ponderato continuo o costo medio ponderato di periodo.
Il valore netto di realizzo applicabile quando le rimanenze sono diventate obsolete o i loro prezzi di vendita siano diminuiti, quindi la svalutazione può essere fatta su beni simili e le stime si devono basare sulla conoscenza più attendibile di cui si dispone al momento in cui vengono fatte, va tenuto presente il motivo per cui il magazzino viene tenuto.
Definisce informazioni sulle variazioni nel tempo delle disponibilità liquide e dei mezzi equivalenti di un impresa attraverso la predisposizione di un rendiconto finanziario che classifichi i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa; tutte le imprese hanno come loro prodotto finale le disponibilità liquide al fine di condurre le loro operazioni, onorare le loro obbligazioni, e produrre utili per gli investitori, quindi tutte le imprese devono tenere un rendiconto finanziario.
Grazie alla redazione del cash flow è possibile analizzare e verificare le capacità dell’impresa nel generare disponibilità liquide e mezzi equivalenti. Per la redazione di un cash flow servono: le disponibilità liquide atte a soddisfare gli impegni di breve termine, i prestiti bancari, mentre dai flussi finanziari sono esclusi i movimenti tra elementi che costituiscono disponibilità liquide perché fanno parte della gestione della liquidità.
Attività operativa: l’ammontare dei flussi finanziari è un indicatore chiave della misura in cui l’attività ha generato flussi finanziari sufficienti a rimborsare prestiti, a mantenere capacità operativa, pagare i dividendi e effettuare nuovi investimenti senza ricorrere a finanziamenti esterni; derivano da incassi della vendita di prodotti e servizi, incassi da royalties, compensi, commissioni, e altri ricavi.
Attività di investimento: costi che sono stati sostenuti per acquisire risorse destinate a produrre futuri proventi e flussi finanziari. Derivano da pagamenti effettuati per acquisto di immobili, impianti, macchinari, beni immateriali e altri beni immobilizzati ecc.
Attività finanziaria: utile nella previsione di richieste sui futuri flussi finanziari da parte di chi fornisce i capitali all’impresa, sono ad esempio gli incassi derivanti dall’emissione di azioni, pagamenti agli azionisti per acquistare o liberare azioni della società, incassi derivanti emissione di obbligazioni prestiti cambiali ecc.
Metodo diretto: indicano le principali categorie di incassi e pagamenti lordi, lo ias 7 ottiene informazioni dalle registrazioni contabili dell’impresa rettificando le vendite, il costo del venduto, e le altre voci nel conto economico. Metodo indiretto: l’utile o la perdita di esercizio sono rettificati dagli effetti delle operazioni di natura non monetaria da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi e pagamenti operativi e da elementi di ricavo o costi connessi con i flussi finanziari derivanti dall’attività di investimento o finanziaria.
OIC 12: dispone il contenuto delle poste dello stato patrimoniale, il contenuto delle poste del conto economico, nota integrativa deve fornire tutte le informazioni complementari per avere una rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria.
Differenza ias 7 oic 10: lo ias 7 considera risorse finanziarie anche i mezzi equivalenti costituiti dagli investimenti finanziari a breve termine e ad alta liquidita che possono essere facilmente convertiti in valore di cassa con un irrilevante rischio di variazione del loro valore come ad esempio gli scoperti bancari che sono rimborsabili a vista formano parte integrante della gestione delle disponibilità liquide di un impresa.
Definisce il trattamento contabile di immobili, impianti e macchinari; le principali problematiche sono la contabilizzazione di immobili macchinari e impianti, la determinazione dei loro valori contabili e degli ammortamenti relativi. Essi sono un attività quando i futuri benefici economici siano goduti dall’impresa; il costo del bene per l’impresa può essere attendibilmente determinato, nel momento della compravendita o nel caso di
I locatari devono rilevare i leasing finanziari come attività (il bene) e passività (il debito), nel loro stato patrimoniale al valore pari del fair value del bene locato; i canoni vanno contabilizzati come costi finanziari e riduzione delle passività residue; l’ ammortamento è coerente a quello adottato per i beni posseduti, se non esiste la certezza che il locatario acquisirà la proprietà al termine del leasing il bene deve essere completamente ammortizzato nella più breve fra durata del leasing e vita utile; anche per i beni in leasing vale la regola della riduzione durevole di valore.
I locatori devono distogliere dal loro stato patrimoniale i beni posseduti oggetto di leasing ed esporli come credito a un valore uguale all’investimento i pagamenti ricevuti vanno trattati come rimborso del capitale e come provento finanziario. La rilevazione dei proventi finanziari deve essere basata su modalità che riflettano un tasso di rendimento periodico costante sull’investimento netto residuo del locatore.
Conduttore: bene iscritto nelle attività tra le immobilizzazioni e nel passivo il debito verso la società di leasing, i pagamenti riducono il debito, il canone di leasing è suddiviso in quota interessi e quota capitale, la quota capitale è dedotta dal debito verso la società di leasing mentre gli oneri finanziari sono imputati a conto economico.
Locatore: deve essere tolto dalle immobilizzazioni il bene, e deve apparire un credito verso il conduttore, devono ridurre il credito in linea capitale e rilevare i proventi finanziari, la quota relativa ai proventi finanziari va imputata a conto economico.
Leasing operativo: in questo caso il conduttore dovrà imputare i pagamenti nel conto economico come costi; i locatari devono fornire le seguenti informazioni per i leasing operativi: totale dei pagamenti minimi dovuti non annullabili, totale dei pagamenti minimi per i leasing futuri che ci si attende di ricevere per sub leasing non annullabili alla data di chiusura di bilancio, pagamenti per leasing e sub leasing rilevati a conto economico dell’esercizio, descrizioni generali di leasing significativi del locatario. I locatari devono esporre i beni oggetti di leasing operativi nei loro stati patrimoniali, mentre i proventi derivati dai contratti devono essere rilevati nel conto economico a quote costanti. L’ ammortamento avviene con criterio di ammortamento normale utilizzato dal locatore per beni simili, e si dovrà fare attenzione al caso in cui il bene subisca una riduzione durevole, ipotesi in cui l’impresa deve rivedere il valore contabile dei suoi beni. I locatori devono fornire: i pagamenti minimi complessivi o per ciascuno dei periodi, il totale dei canoni di locazione, una descrizione generale dei contratti di leasing.
Il conduttore imputa i canoni a conto economico; il locatore iscrive il bene tra le immobilizzazioni, imputa i canoni a conto economico, e deve seguire le regole ordinarie per l’ammortamento.
Definisce le regole per individuare il concetto di influenza per l’investimento in collegate e prevedere i criteri dell’investitore per le partecipazioni in società collegate o joint ventures. Applicato a tutte le partecipazioni in collegate definite come un impresa nella quale la partecipazione ha un influenza notevole e che non è controllata e alle joint ventures.
Le partecipazioni in collegate sono definite come quelle in cui un impresa ha un influenza notevole e alle joint ventures, a meno che l’investitore sia una società di venture capital, un fondo di investimenti un trust o organizzazioni simili. Partecipazioni in collegate e joint ventures classificate come destinate alla vendita sono valutate come previsto dall’IFRS 5, viceversa la partecipazione in collegate in cui la società abbia un influenza significativa e le joint ventures sono valutate con il metodo del patrimonio netto. (influenza notevole è presunta nel caso in cui si possegga almeno il 20%)
Con il metodo del patrimonio netto la rilevazione iniziale è effettuata al costo tale valore contabile è successivamente aumentato o diminuito per rilevare la quota spettante alla partecipazione degli utili o delle perdite realizzate dopo la data di acquisizione. Il conto economico dell’investitore riflette la quota di utili o perdite dopo l’acquisizione. Se il bilancio consolidato non è preparato va utilizzato l’equity method, che non
va presentato se il bilancio viene consegnato separato contabilizzando la partecipazione o al costo o come un investimento in accordo allo IFRS 9 e ias 39. Va eseguito un impirment test secondo lo ias 39, un investimento in una collegata o in una joint venture è considerato come una singola attività per lo scopo di condurre un impirment test. Se un entità interrompe l’applicazione dell’equity method la partecipazione è valutata al suo fair value con utili e perdite riconosciute in conto economico.
IFRS 7
Prevedere informative che consentono agli utilizzatori del bilancio di valutare la significatività degli strumenti finanziari della società, natura e dimensione dei rischi relativi e come la società gestisce tali rischi. Il principio richiede l’esposizione di informazioni sul significato degli strumenti finanziari di un entità con riferimento alla sua posizione finanziaria e alla sua performance compreso: informazioni sulla posizione finanziaria, informazioni relative della performance dell’entità del periodo, informazioni sulle politiche contabili e informazione quantitativa sull’esposizione a ciascuna classe di rischio e informativa sulla natura e sulla dimensione dei rischi.
IAS 36 impairment test
Serve per definire i principi che l’impresa deve seguire per assicurarsi che le proprie attività siano iscritte a un valore non superiore a quello recuperabile, deve essere applicato nella contabilizzazione delle perdite durevoli di valore di tutte le attività eccetto che per: rimanenze, attività derivanti da commesse a lungo termine, attività fiscali differite, attività finanziarie. Ogni impresa deve indicare se a ogni data del bilancio se esiste qualche indicazione che dimostri che un attività possa aver subito una perdita di valore laddove il suo valore netto contabile eccede il valore recuperabile. Lo ias 36 fornisce una serie di indicatori interni ed esterni che segnalano quando un attività può aver perso valore.
Indicatore di perdita di valore esterne: diminuzione del valore di mercato, variazioni con effetto negativo nell’ambiente tecnologico di mercato, aumento del mercato dei tassi di interesse, capitalizzazione di mercato delle azioni della società è inferiore al patrimonio netto contabile. Interne: obsolescenza e deterioramento, attività che sono parte di un piano di ristrutturazione e sono disponibili per la vendita, peggioramento della performance economica rispetto a quella attesa.
Il prezzo netto di vendita è facilmente identificabile qualora esista un accordo vincolante stabilito in un operazione tra controparti indipendenti, se no è pari al prezzo di mercato dell’attività dedotti i costi di dismissione e in mancanza anche di questi dati deve essere determinato in base alle migliori informazioni disponibili per riflettere l’ammontare che l’impresa può ottenere dalla dismissione dell’attività in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili dopo che i costi di dismissione sono stati dedotti.
La perdita durevole si verifica quando il valore recuperabile di un attività è inferiore al valore contabile, tale perdita deve essere rilevata come un costo nel conto economico a meno che l’attività non sia iscritta al proprio valore rivalutato. Successivamente alla rivalutazione della perdita la quota di svalutazione deve essere rettificata negli esercizi futuri per poter ripartire il nuovo valore contabile lungo la sua vita utile.
I principi contabili nazionali non contengono indicazioni specifiche relative al calcolo e alla circostanze in presenza delle quali la verifica deve essere effettuata.
NB il valore contabile è l’ammontare determinato come differenza tra il costo storico e gli ammortamenti e le perdite precedentemente accumulate; il valore recuperabile di un’attività è definito come il maggiore tra il fair value e il value in use dell’attività medesima; il fair value è il valore ottenibile dalla vendita, dedotti i costi necessari per effettuare la stessa.
Secondo oic 9: se il valore recuperabile di un’immobilizzazione è inferiore al suo valore netto contabile l'immobilizzazione si iscrive in bilancio a tale minor valore: la differenza è imputata nel conto economico come perdita durevole di valore. Il valore recuperabile di un’attività è il maggiore tra il suo valore d' uso e il suo fair value, al netto dei costi di vendita: il primo è il valore attuale dei flussi di cassa attesi dall'attività, mentre il secondo è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività in una regolare
L’applicazione dell’ IFRS 7 riguarda tutte le imprese, esso richiede obbligatoriamente: la rilevazione degli strumenti finanziari rispetto alla posizione finanziaria della società e ai suoi risultati, informazioni qualitative e quantitative in merito all’esposizione al rischio derivato dall’utilizzo di strumenti finanziari.
IFRS 9
Sostituisce in parte lo ias 39, lasciando inalterato: ambito di applicazione del principio, regole sulla misurazione iniziale, regole sulla cancellazione di attività e passività. Sostituisce le 4 classi dello ias 39 con: la classe residuale non è più rappresentata dalle attività disponibili per la vendita ma è costituita dalla classe delle attività valutate al fair value con contropartita in conto economico, c’è solo una classe al costo ammortizzato (ex loans and receivables) che accoglie attività con caratteristiche contrattuali di basilari strumenti di debito quando detenute con finalità di percepire i flussi contrattuali, esiste una categoria che ha uno schema contabile simile alla attuale categoria delle attività destinate alla vendita (misurazione al fair value con contropartita una riserva nel patrimonio netto) che accoglie attività detenute con finalità mista sia per percepire i flussi contrattuali sino a scadenza sia vendere le attività stesse, è introdotto l’opzionalità per valutare al fair value con contropartita patrimonio netto selezionati strumenti di capitale non detenuti con finalità di negoziazione.
Differenze con ias 39: secondo lo ias 39 gli strumenti finanziari sono classificati al fair value o costo ammortizzato, nessuna attività di test è prevista, scorporo dei derivati impliciti su strumenti finanziari dell’attivo e del passivo. Per l’IFRS 7 gli strumenti finanziari sono classificati al fair value o al costo ammortizzato sulla base di modello di business o caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali, non è previsto lo scorporo dei derivati impliciti per gli strumenti all’attivo. NB i derivati sono valutati al fair value.
Lo IFRS 9 sostituisce le regole su cui si basava lo IAS 39 con un approccio per la classificazione e valutazione delle attività finanziare basato sul modello di business dell’entità e sui flussi finanziari associati a ciascuna attività finanziaria. Per quanto riguarda l’impairment, l’IFRS 9 stabilisce un nuovo modello di “expected loss” che sostituisce il modello dell’incurred loss dello IAS 39 e si applica ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, investimenti di debito valutati al fair value, contratti che prevedono impegni a finanziare o garanzie.
IRES
Sono assoggettati al ires i soggetti possessori di redditi in denaro o in natura, commisurata al reddito complessivo netto con aliquota del 27.5% a partire dal 2017 24%; il reddito complessivo è determinato apportando all’utile o perdita le variazioni in aumento o diminuzione conseguenti all’applicazione dei criteri stabiliti dalle norme tributarie. Le variazioni apportate all’utile o alla perditi si distinguono in temporanee e permanenti; quelle permanenti sono costitute da il risultato contabile prima delle imposte ed il reddito imponibile di un dato esercizio, tali variazioni non verranno mai annullate negli esercizi successivi; quelle temporanee sono costituite dalla differenza tra il risultato contabile prima delle imposte ed il reddito imponibile in un determinato esercizio destinate a essere riassorbite negli esercizi futuri. L’articolo 84 dispone che la perdita di un periodo di imposta può essere computata in diminuzione del reddito dei periodi di imposta successivi in misura non maggiore al 80% del reddito imponibile di ciascuno di essi.
Presupposto per assoggettamento al irap è l’esercizio abituale di un attività organizzata in modo autonomo diretta alla produzione o scambi di beni e servizi. L’imposta commisurata al valore della produzione netta con aliquota 3.9%; se l’attività è solta in più regioni il valore della produzione complessivo deve essere oggetto di ripartizione tra le regioni in cui si crede sia stato prodotto. La base imponibile per società di capitale, eccetto banche imprese di assicurazione, è determinata è determinata dalla differenza tra il valore e i costi della produzione; i componenti negativi non si considerano in deduzione (spese per il personale, spese per prestazioni occasionali, quota interessi dei cannoni di locazione, perdite sui crediti, imu). La determinazione e rilevazione delle imposte deve sottostare i principi di prudenza e competenza; in bilancio saranno rilevate le imposte di competenza e che pertanto devono essere neutralizzate gli effetti sul risultato di bilancio delle imposte differite e anticipate. L’articolo 83 del tuir dispone che il reddito complessivo è dato apportando alla perdita o all’utile le variazioni negative o positive conseguenti
dall’applicazione di norme tributarie. Variazioni permanenti: risultato prima delle imposte meno base imponibile fiscale, mai riassorbite in esercizi futuri e costituite da costi non deducibili o ricavi non imponibili; variazioni temporanee: risultato prima delle imposte meno base imponibile fiscale, riassorbite in esercizi futuri. Le variazioni temporanee sono positive se il risultato prima delle imposte è maggiore alla base imponibile, viceversa sono negative. Imposte anticipate: imposte che pur essendo di competenza di esercizi futuri sono esigibili nell’esercizio in corso, possono derivare dal riporto di perdite fiscali ad esercizio diverso da quello considerato (per il principio di prudenza vengono contabilizzate solo se c’è certezza che verranno recuperate). Imposte differite: esigibili in esercizi futuri, non si contabilizzano quando ci sono poche possibilità che il debito sorga.
Definisce il trattamento contabile delle attività immateriali non specificatamente trattate in altri principi, sono escluse le attività finanziarie, diritti minerari e attività immateriali delle compagnie assicuratrici. Un attività immateriale è non monetaria, priva di consistenza fisica, utilizzata per la produzione o fornitura di beni e servizi; è un attività posseduta dall’impresa dalla quale ci si aspetta di ottenere benefici futuri. Caratteri principali sono: identificabilità, controllo e attesa di benefici futuri.
Le attività immateriali sono valutate inizialmente al costo, le spese successive sono sempre imputate a conto economico, mentre i costi di sviluppo devono essere capitalizzati come immobilizzazioni immateriali se si ha la capacità di usare o vendere l’attività immateriale e ci si aspetta dei benefici futuri.
Secondo l’ oic 24 le immobilizzazioni immateriali sono caratterizzate dalla mancanza di tangibilità, sono costituite da costi che si esauriscono nell’esercizio e manifestano la capacità di produrre benefici economici in più esercizi; presenta diverse voci come: costi di impianto e ampliamento, marchi, avviamento… Costi di ricerca e sviluppo sono capitalizzabili se si riferiscono a un progetto per la realizzazione di un prodotto, se sono identificabili o misurabili, se il progetto ha utilità pluriennale. I marchi sono capitalizzabili se sono acquistati a titolo oneroso, sono realizzati internamente e i costi sono stimabili. L’avviamento è iscrivibile se acquistato a titolo oneroso mediante un operazione di acquisizione, conferimento o fusione (per lo ias 38 l’avviamento generato internamente non è mai iscrivibile).
Disciplina la redazione del bilancio consolidato e l’applicazione del metodo del patrimonio netto; il rendiconto finanziario prevede: eliminazione dei flussi finanziari infragruppo, nel caso di acquisto o cessione di società controllata il flusso derivante dal corrispettivo pagato o incassato per acquisizione o cessione sia presentato distintamente nell’attività di investimento, i flussi finanziari di acquisizione e cessione di un'altra società controllata non si possono compensare. Obbligo della redazione del bilancio consolidato: quando il gruppo non supera determinati limiti dimensionali, quando esiste un bilancio consolidato a livello superiore nel quale la controllante è esonerata e le sue controllate inserite, quando le imprese controllate sono irrilevanti, e quando le imprese controllate hanno i requisiti per essere escluse dall’area di consolidamento. Il metodo del patrimonio netto è un metodo di consolidamento e che deve portare agli stessi risultati che si avrebbero consolidando il bilancio.