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Secondo anno università, appunti di Contabilità e bilancio
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Abbiamo diverse tipologie di bilancio: In relazione ai raggruppamenti d’impresa-> società controllante e almeno una controllata Ho l’obbligo di bilancio consolidato (pubblico) In relazione al periodo di riferimento -> norme che impongono bilanci intermedi -> in occasione di operazioni straordinarie (trasferimenti, scissioni, cessioni…) Es. società quotate In relazione alla dimensione aziendale -> noi abbiamo il bilancio d’esercizio 8ordinario) -> bilancio predisposto a fine esercizio di una società in funzionamento, sussiste la prospettiva della continuità aziendale detta going concer. Abbiamo bilanci per società che non superano determinati limiti:
Gruppi di modeste dimensioni -> gruppi che 2 anni consecutivi non superano: o Attività 25 milioni o Ricavi 50 milioni o Dipendenti 250 Posso esonerare le … dal consolidato se la controllante predisponga il consolidato in un paese UE e se si tratta di un’impresa controllata più del 95%. NB. La società non deve essere d’interesse pubblico Ogni volta che la norma deve essere interpretata abbiamo l’assistenza dei principi contabili nazionali o OIC non sono norma di legge (no forza di legge) a differenza dei principi contabili internazionali Abbiamo dei principi generali che regolano tutta la predisposizione del bilancio: IOC 11 IOC 12 Abbiamo i principi contabili specifici che ci aiutano nelle specifiche voci (-> derivano dai principi più generali, come una gerarchia) di bilancio: OIC 13 OIC 14 OIC 15 OIC 16 PROCESSO DECISIONALE ALLA LUCE DEI PRINCIPI GENERALI DI BILANCIO Dobbiamo prendere decisioni in base ad alcuni elementi
Aggettivi e non opinabili Credibilità: stime soggettive devono essere credibili -> correttezza del processo logico-decisionale PRINCIPIO DELLA CORRETEZZA La correttezza prevede: o Precisione contabile: esatta rilevazione in contabilità dei valori o Ordinamento logico del processo decisionale Le due voci più critiche del bilancio sono i crediti e le rimanenze PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO
Tramite l’articolo 2423 del c.c abbiamo: o Struttura obbligatoria o Sezione contrapposte o Liquidità crescente dell’attivo o Esigibilità crescente del passivo (non del tutto vero) o Classificazione dei valori attivi per destinazione e passivi per natura o Definizione temporali e valori correnti o Conti d’ordine in nota integrativa Struttura più sostanziale con meno forma: Invece secondo l’IAS 1: o Elencazioni delle voci che come minimo devono essere esposte o Obbligo di aggregazione delle poste in
Mancanza di tangibilità (non si può toccare) Sono costi o diritti che generano benefici economici (maggior ricavi o minor costi) per la società per più anni Divise in 3 gruppi:
se così non è, significa aver fatti un “cattivo affare” che non posso scrivere nell’attivo
Di solito questo avviene quando viene trasferita la proprietà, ma attenzione: o Se il contratto prevede che i rischi e benefici passino prima o dopo il trasferimento del titolo di di proprietà -> prevale il momento di trasferimento dei rischi e dei benefici, non quello formale del passaggio di proprietà o È necessario valutare tutte le clausule contrattuali Le immobilizzazioni materiali si registrano al costo di acquisto o di produzione -> anche costi accessori Dopo la rilevazione iniziale, i beni sono soggetti ad ammortamento, se hanno una vita utile limitata nel tempo. Non si ammortizzano solo quei beni la cui utilità non si esaurisce nel tempo: terreni e opere d’arte. L’ammortamento è calcolato anche sui cespiti temporaneamente non utilizzati -> l’ammortamento non è legato all’utilizzo. La residua possibilità di utilizzazione di un’immobilizzazione materiale non dipende dalla sua durata fisica ma dalla sua durata economica -> periodo in cui si prevede che il bene sarà effettivamente utile. È di solito più breve della durata fisica. SVALUTAZIONE IMMOBILIZZAZIONE MATERIALI E IMMATERIALI Se il valore recuperabile di un’immobilizzazione diventa inferiore al suo valore iscritto a bilancio (valore contabile), l’azienda deve ridurre il valore del bene -> detta svalutazione per perdita durevole di valore e viene registrata nel conto economico come costo -> perdita non recuperabile a breve termine(non irrecuperabile) Alla data di chiusura del bilancio, la società deve verificare cje un bene possa aver perso valore. -> (indicatori di perdita durevole di valore) -> Se c’è un indicatore -> 1. Si stima il valore recuperabile del bene, 2. Si svaluta solo se il : valore recuperabile < valore contabile Il valore recuperabile è il maggiore tra: o Il fair value (valore equo) -> prezzo che si otterrebbe vendendo il bene o Valore d’uso -> il valore attuale dei flussi finanziari futuri che il bene genererà durante la sua vita utile Se negli anni successivi vengono meno le ragioni che avevano portato alla svalutazione, questa può essere eliminata -> il ripristino può essere fatto solo fino al valore che il bene avrebbe voluto se non fosse mai stato svalutato -> non si può superare il valore originario 1/ Le perdite durevoli di valore si iscrivono nel costo complessivo degli oneri accessori ed è poi previsto l’ammortamento sulla residua possibilità di utilizzazione (vita utile) -> (in senso economico) -> ad ogni data utile del bilancio è necessario fare il test relativo alla probabile perdita di valore del bene -> svalutazione -> per effettuare la svalutazione devono sussistere degli indicatori -> se ci sono si procede con: ->
“impairment test” -> il suo obbiettivo è verificare che il valore recuperabile del bene (maggiore fra “fair value“ e valore d’uso) sia superiore al valore contabile. Se il valore recuperabile > valore contabile la perdita non sussiste e quindi no svalutazione. Valore d’uso: Sommatori a dei flussi di cassa attesa dal valore delle immobilizzazioni attualizzati ad un tasso Esiste il ripristino di valore o Non valore per l’avviamento o Avviene nel limite del valore recuperabile tenendo conto del valore che l’immobilizzazione avrebbe avuto laddove non avessimo fatto una svalutazione (massimo ripristinabile) AVVIAMENTO L’avviamento che noi scriviamo nell’attivo è quello che paghiamo a titolo oneroso -> pago perché mi aspetto di aver degli utili. Svaluto l’avviamento quando l’azienda questi utili non li fa più Il ripristino è vietato perché è un’operazione interna legata a stime soggettive IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE Si dividono in 3 gruppi: o Partecipazioni o Titoli o Crediti Partecipazioni Investimenti nel capitale di altre imprese. Sono divise in base al tipo di società in cui avvengono tali investimenti: Società controllate Società collegate Società controllanti Società sottoposte al controllo delle controllanti
L’art. 2359 stabilisce 3 tipologie di controllo:
NB. Aggio e disaggio indicano il guadagno (aggio) e la perdita (disaggio) derivante la differenza tra il valore nominale e il valore di mercato di un titolo o di una valuta. Aggio= guadagno derivante da un prezzo di mercato > valore nominale Disaggio= perdita derivante da prezzo di mercato < valore nominale Tutte queste componenti comportano una differenza tra il tasso d’interesse effettivo e quello nominale, questo generale l’ammortamento cumulato: nel caso non ci fosse tale differenza il costo ammortizzato c’è ma è zero. La differenza tra i tioli scritti nelle immobilizzazioni e quelle nell’attivo circolante: immobilizzazioni -> se sussistono perdite durevoli di valori si registra una svalutazione, con il tempo se le condizioni migliorano avviene il ripristino Attivo circolante -> sono valutati al minore tra il costo d’acquisto e valore di realizzo desumibile dal mercato RIMANENZE (OIC 13) Prima voce dell’attivo circolante Le rimanenze di magazzino sono i beni che un’impresa possiede per venderli o utilizzarli nella produzione, vengono registrate in bilancio quando si trasferiscono i rischi e i benefici del bene legati all’acquisto. In generale questo avviene quando si trasferisci la proprietà. Si iscrivono al costo di acquisto o di produzione o se inferiore al valore desumibile dell’andamento di mercato NB. Il minor valore è il criterio che trascina tutto l’attivo circolante. Metodo di calcolo del costo: costo specifico= si applica a bene unici, per cui si possono identificare e attribuire i costi sostenuti per ciascun bene Beni unici (es. opere d’arte, lavori su ordinazione) -> costo specifico Beni fungibili (sostituibili) -> LIFO (L’ultimo bene acquistato è il primo a essere venduto), FIFO (primo bene acquistato è il primo a essere venduto o utilizzato), metodo ponderato LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE Disciplinati dall’OIC 13 Si riferisce a un contratto, di lunga durata, per la realizzazione di un bene o combinazione di beni o per la fornitura di bene o servizi personalizzati. Sono eseguiti su richiesta che fornisce specifiche tecniche del progetto. I prodotti sono sostanzialmente già venduti e non ho il rischio di lasciarli in magazzino -> questo comporta una grande variazione nell’iscrizione in bilancio. Possono essere iscritti grazie a 2 criteri:
I lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi contrattuali (ricavo) maturati con ragionevole certezza Percentuale di completamento, si scrive la commessa sulla base del corrispettivo contrattuale -> “metodo di costo di costo”. Ci sono delle condizioni affinché questo metodo venga utilizzato:
Tra le società del gruppo si stipula un contratto dove abbiamo una pooler: Ha l’incarico di dare risorse finanziarie a società che vanno sotto un certo limite Ricevere risorse Le operazioni di cash pooling non sono disponibilità liquide ma crediti o debiti Quando si verifica un credito o di un debito tra le società per la gestione della tesoreria, il credito è registrato come: “attività finanziarie per la gestione della tesoreria”, Se si tratta di un credito a breve termine, “immobilizzazioni finanziarie” se di lungo termine. RATEI E RISCONTI Ratei= quote di proventi o costi che appartengono all’esercizio per cui si sta redigendo il bilancio, ma avranno impatto finanziario in esercizi futuri. Risconti= quote di costi o ricavi che sono già stati registrati nel bilancio d’esercizio corrente, ma che in realtà appartengono a esercizi futuri. PASSIVO PATRIMONIO NETTO -> differenza tra le attività e le passività di bilancio Attenzione! No differenza tra attivo e passivo che è uguale a 0 Contenuto delle voci (che vengono distinte dai numeri romani) A. I Capitale sociale: Importo iniziale del capitale sociale di costituzione della società, ovvero la somma che i soci si impegnano a versare per finanziare l’impresa, prevede quindi anche quella non ancora versata. A. II Riserva da sovraprezzo delle azioni Comprende la parte eccedente il valore nominale delle azioni (riserva del patrimonio netto che si crea quando una società emette nuove azioni a un prezzo più alto del loro valore nominale). Sovraprezzo delle azioni= differenza tra il prezzo di emissione e il valore nominale, se positiva. A. III Riserve di rivalutazione Rivalutazione di attività previste da leggi speciali A. VI Riserva legale 5% dell’utile annuo fino a quando la riserva non raggiunga un importo pari al quinto del capitale sociale. Se la riserva scende sotto il limite, bisogna reintegrare. A. V Riserve statutarie A. VI Altre riserve A. VII Riserve per operazioni di copertura Derivato di copertura sono di due tipologie: del frair value e flussi finanziari
A. VIII Utili portati a nuovo Risultati netti di esercizi precedenti che non sono stati distribuiti ai soci Perdite non? A. IX Utile (perdita) dell’esercizio Qui viene iscritto l’utile o la perdita risultante dal conto economico dell’esercizio corrente A. X Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio Si riferisce al costo di acquisto delle azioni proprie detenute dalla società, “riserva negativa per azioni proprie” 12/ Le riserve si possono dividere in due grandi gruppi: Riserve di capitale Riserve di utili La riserve generalmente è costituita tramite l’accantonamento di utili, es. riserva legale -> Riserva da utili Riserva di capitale - > Le riserve di capitale dipendono dai conferimenti dei soci: A “titolo di capitale” che va direttamente a sottoscrivere il capitale sociale Versamento a fondo perduto -> che non garantisce al socio il diritto al rimborso Es. riserva da sovraprezzo delle azioni Le riserve si possono ulteriormente dividere in: Disponibili = possiamo disporre, che si possono dividere in
la parte di “utili su cambi” non realizzata richiede l’accantonamento di una riserva indisponibile di patrimonio netto Es. La riserva da sovraprezzo delle azioni diventa disponibile se la riserve legale raggiunge 1/5 del capitale sociale Riserve di rivalutazione-> rivaluto le mie immobilizzazioni: questo lo faccio quando una legge lo prevede o lo consente; quando ho un valore di mercato del cespite che supera quello contabile. Aumentare il costo storico-> aumenta l’ammortamento annuale Riduco il fondo ammortamento -> la quota di ammortamento NON cambia Leasing -> un contratto con cui un’impresa:
L’obbligo è certo La natura dell’onere è determinata Ma non conosce con precisione l’importo finale né quando verrà pagato L’importo da pagare dipende da: Dalla durata del rapporto di lavoro Da altre condizioni previste dal contratto I fondi per il trattamento di quiescenza coprono obblighi certi verso i lavoratori alla cessazione del rapporto, diversi dal TFR, il cui importo è incerto perché dipende dalla durata del rapporto e altre condizioni. FONDO TFR “Trattamento di fine rapporto” Macro classe C del passivo dello stato patrimoniale Prestazione a cui il lavoratore subordinato ha diritto in ogni caso alla cessazione del rapporto ai sensi dell’art.2120 del c.c. I fondi rischi ed oneri accolgono accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti che, alla data di chiusura del bilancio, hanno le seguenti caratteristiche: Natura determinata Esistenza certa o probabile Importo o data di manifestazione incerti Importo stimabile in modo attendibile I fondi sono iscritti nel rispetto del principio di competenza -> sono iscritti nell’esercizio in cui nasce l’obbligazione anche se il pagamento verrà in futuro. Alla fine di ogni esercizio, l’azienda deve verificare se i fondi rischi ed oneri già iscritti sono ancora congrui rispetto alla situazione reale. I fondi accantonati negli esercizi precedenti devono essere riesaminati e aggiornati in base alle nuove informazioni, poiché la loro valutazione è fondata su stime. (vedo slide 12) DEBITI Sono passività di: Natura determinata Esistenza certa Obbligo a pagare importi fissi o determinabili Pagamento in denaro o in beni/servizi (entro una data stabilita I debiti sono verso finanziatori, fornitori e altri soggetti I debiti differiscono dai fondi rischi ed oneri che invece accolgono gli accantonamenti destinati a coprire perdite Debiti -> importo a scadenza certi
Fondi rischi ed oneri -> importo e/o data incerti I debiti sono valutati in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato , tenendo conto del fattore temporale. (vedo slide 15-16) RICAVI “OIC 34” I ricavi e proventi devono essere indicati al netto di: Resi Sconti, abbuoni, premi Imposte direttamente collegate alla vendita di prodotti o servizi
Quando sono di fronte a contratti complessi devo individuare l’unità elementare di contabilizzazione -> in contratto può contenere più obbligazioni Caso classico: “contratto di manutenzione” -> valutare separatamente quanto è la vendita e quanto la manutenzione Vendita -> ricavo di competenza Manutenzione -> prestazione di servizi, denaro che imputerai a ricavo nell’ambito del contratto secondo il principio di competenza (avanzamento) Ricavi da prestazioni di servizi-> si rilevano in base allo stato di avanzamento se: L’accordo prevede che il diritto al pagamento matura man mano che il servizio viene eseguito L’importo del ricavo può essere misurato attendibilmente 15/ ANALISI ECONOMICO-FINANZIARIA DI BILANCIO Gli indici di bilancio sono una delle 2 parti in cui si divide l’analisi economica di bilancio: o ANALISI STATICA -> analisi degli indici Andremo a costruire una serie di indici e margini che servono per formulare giudici su alcuni aspetti della situazione economico, finanziaria e patrimoniale. Si dice statica perché fornisce una “fotografia” del bilancio a fine esercizio. o ANALISI DINAMICA -> analisi dei flussi È più articolata e richiede in ultima nalisi la costruizione del rendiconto finanziario, un documento obbligatorio di bilancio che ci dà i flussi e come si sono formati. Vogliamo misurare 3 grandezze: Reddito -> conto economico Capitale -> stato patrimoniale Cash flow -> rendiconto finanziario