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Inclusione Scolastica: Studio su Alunno con Difficoltà Comportamentali, Slide di Teorie e tecniche della comunicazione multimediale

Il caso di giovanni, un alunno con difficoltà comportamentali e sociali, e propone strategie di intervento per favorire la sua inclusione scolastica. Vengono descritte le caratteristiche del bambino, le sue difficoltà e i suoi punti di forza, nonchè le strategie educative adottate in classe e a casa. Il documento si concentra sull'importanza della collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti per supportare l'alunno nel suo percorso di crescita e apprendimento. Vengono inoltre presentati strumenti e attività per promuovere la consapevolezza emotiva, l'autocontrollo e la risoluzione pacifica dei conflitti. L'obiettivo è quello di aiutare giovanni a sviluppare abilità sociali e comportamentali positive, migliorando la sua interazione con i compagni e favorendo un clima di classe inclusivo e accogliente. Spunti di riflessione e suggerimenti pratici per insegnanti, educatori e genitori che si trovano ad affrontare situazioni simili.

Tipologia: Slide

2022/2023

Caricato il 23/07/2025

erika-iannicca-2
erika-iannicca-2 🇮🇹

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Indice
•Presentazione del caso
•Presentazione del Contesto
•Punti di forza e di debolezza: finalità
•Obiettivi specifici
•Strumenti e metodologie
•Attività
•Valutazione
•Conclusione
Cognome e nome: _____________________________________________________________________
Ordine/grado di scuola: ______________________________________________________________
Titolo del progetto: ___________________________________________________________________
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Scarica Inclusione Scolastica: Studio su Alunno con Difficoltà Comportamentali e più Slide in PDF di Teorie e tecniche della comunicazione multimediale solo su Docsity!

Indice

•Presentazione del caso

•Presentazione del Contesto

•Punti di forza e di debolezza: finalità

•Obiettivi specifici

•Strumenti e metodologie

•Attività

•Valutazione

•Conclusione

Cognome e nome: _____________________________________________________________________

Ordine/grado di scuola: ______________________________________________________________

Titolo del progetto: ___________________________________________________________________

Esempio studio di Caso 1:

Giovanni, alunno di 8 anni con disturbo

oppositivo-provocatorio (DOP)

Giovanni ha 8 anni e frequenta la terza classe della scuola primaria. Gli è stato diagnosticato un disturbo oppositivo- provocatorio (DOP), che si manifesta attraverso comportamenti oppositivi, provocatori e aggressivi, specialmente in situazioni di frustrazione o quando si sente sotto pressione. Giovanni fatica a rispettare le regole e a relazionarsi in modo positivo con i compagni. Nonostante le difficoltà, è un bambino intelligente e curioso, e quando si sente a suo agio, partecipa attivamente alle lezioni.

Nelle prime fasi di osservazione, è emersa una forte oppositività da parte di Giovanni verso l’autorità del docente e le regole della classe. Questo comportamento era accompagnato da episodi di aggressività fisica e verbale nei confronti dei compagni. Durante le attività di gruppo, Giovanni mostrava scarsa partecipazione e tendeva a disturbare il lavoro altrui. In sintesi, il disturbo di Giovanni incide notevolmente sulla sua capacità di rispettare le dinamiche sociali della classe. Le sue difficoltà si riflettono soprattutto nelle attività che richiedono cooperazione e rispetto di turni, poiché tende a prevalere il suo comportamento oppositivo e provocatorio.

La classe di Giovanni è composta da 23 alunni, ed è

organizzata in gruppi di quattro banchi disposti ad isole

per facilitare la cooperazione tra i pari.

L’aula è fornita di materiali didattici manipolativi, giochi

educativi e una lavagna interattiva multimediale (LIM).

Giovanni è seduto in una posizione vicina alla cattedra,

in modo che il docente possa supervisionare più

facilmente i suoi comportamenti, ma senza isolarlo dai

compagni.

Durante le lezioni vengono utilizzati strumenti visivi per

supportare le spiegazioni.

Il gruppo classe è generalmente coeso e vi è una

buona collaborazione tra gli alunni; tuttavia, Giovanni

presenta difficoltà ad inserirsi nelle dinamiche sociali.

Spesso tende a sfidare i compagni, specialmente

quando si sente messo in difficoltà.

La maestra organizza frequenti attività di gruppo, in cui

però Giovanni tende a mostrarsi oppositivo, rifiutando

di collaborare e cercando di disturbare il lavoro degli

altri.

Il rapporto tra Giovanni e l’insegnante è altalenante.

Giovanni tende a sfidare l’autorità del docente,

rifiutando di seguire le indicazioni o facendo l’opposto di

quanto richiesto.

Quando viene rimproverato, risponde con

atteggiamenti provocatori, come sbattere oggetti o

alzare la voce.

Tuttavia, l'insegnante ha adottato un approccio basato

sul rinforzo positivo: ogni volta che Giovanni riesce a

controllare il proprio comportamento, riceve

complimenti o piccole ricompense.

Questo metodo ha iniziato a mostrare segni di

miglioramento.

L'insegnante adotta un approccio collaborativo con

l’intero gruppo classe, incoraggiando la partecipazione

e il rispetto reciproco.

Tuttavia, quando Giovanni mostra comportamenti

problematici, l’attenzione si sposta inevitabilmente su di

lui, il che talvolta genera frustrazione negli altri alunni,

che percepiscono Giovanni come un "disturbo" al fluido

svolgimento della lezione.

Nonostante ciò, il docente cerca di coinvolgere tutti gli

alunni, proponendo attività di gruppo che favoriscono il

dialogo e il confronto.

  1. Buone competenze cognitive Giovanni possiede un funzionamento cognitivo nella norma. Mostra buone capacità logico-deduttive, memoria a lungo termine e attenzione selettiva, soprattutto in contesti che lo interessano. È in grado di apprendere concetti complessi, soprattutto se presentati in modo visivo e strutturato.
  2. Interessi specifici intensi Giovanni ha un forte interesse per i treni, i numeri e la geografia. Questi interessi, se ben valorizzati, possono diventare una leva motivazionale per l'apprendimento e l'integrazione didattica. Ad esempio, può mostrare entusiasmo e competenza in attività legate a mappe, orari ferroviari, grafici o atlanti.
  3. Adesione alle routine Una volta interiorizzate, Giovanni aderisce con precisione alle routine quotidiane, il che favorisce la sua organizzazione personale e la prevedibilità del contesto. Questa caratteristica è utile per lo sviluppo dell’autonomia e può diventare un punto di riferimento anche per altri alunni.
  4. Competenze in ambiti strutturati Giovanni rende al meglio in attività con regole chiare, sequenze ben definite e finalità esplicite. Si impegna in compiti in cui sa esattamente cosa ci si aspetta da lui e dove può lavorare in autonomia con materiali noti.
  5. Risposta positiva a contesti rassicuranti In un ambiente accogliente, poco ansiogeno e privo di pressioni eccessive, Giovanni riesce a partecipare con serenità, mostrando apertura alla relazione e alla collaborazione, se guidata.
  1. Compromissione delle competenze sociali Giovanni fatica a leggere le intenzioni, le emozioni e i segnali sociali impliciti (espressioni del volto, tono di voce, linguaggio del corpo). Tende a non rispettare le regole implicite della conversazione (es. turno di parola, contatto oculare, modulazione della voce), il che può generare fraintendimenti o momenti di isolamento.
  2. Comunicazione poco funzionale in situazioni nuove Pur essendo verbale, Giovanni utilizza il linguaggio in modo atipico: a volte si esprime con frasi molto tecniche o rigide, oppure fatica a sostenere una conversazione a due vie. In situazioni non strutturate o nuove, può avere difficoltà a comunicare richieste o bisogni.
  3. Rigidezza cognitiva e comportamentale Giovanni mostra una forte difficoltà nell'accettare cambiamenti improvvisi di orario, attività o insegnanti. La sua adesione alle routine può diventare un limite quando il contesto richiede flessibilità. Di fronte a cambiamenti non preannunciati può andare in crisi (blocco, agitazione, rifiuto del compito, pianto).
  4. Iperselettività degli interessi I suoi interessi specifici, se non canalizzati, possono diventare un ostacolo alla partecipazione. Giovanni tende a riportare continuamente l’attenzione su ciò che gli piace, anche quando il tema trattato in classe è diverso. Questo comportamento può essere percepito come fuori luogo o disturbante dai compagni.
  5. Difficoltà di autoregolazione emotiva e sensoriale Giovanni può manifestare stress o disagio in ambienti rumorosi, affollati o imprevedibili (es. l’intervallo, la mensa, le uscite didattiche). In queste situazioni, può avere crisi emotive o reagire in modo disorganizzato. Inoltre, ha bisogno di tempo per recuperare la calma e spesso non riesce a spiegare a parole cosa lo ha turbato.
  • Riconoscere le proprie emozioni

(soprattutto rabbia e frustrazione) e

apprendere tecniche per gestirle.

  • Rispondere in modo adeguato alle

regole e alle richieste degli adulti

senza provocazioni.

  • Sviluppare abilità sociali per

migliorare la qualità delle interazioni

con i compagni e favorire la

collaborazione.

  • Promuovere l'autocontrollo e la

capacità di prendere decisioni

positive in situazioni di conflitto.

  • Uso del rinforzo positivo: Giovanni

riceve un riconoscimento ogni volta

che rispetta una regola o si

comporta in modo adeguato.

  • Gruppi collaborativi: Sono stati

creati gruppi eterogenei che

permettano a Giovanni di lavorare

con compagni pazienti e

collaborativi.

  • Attività di problem solving: Vengono

proposte attività in cui gli alunni

devono risolvere situazioni

problematiche in modo

collaborativo, aiutando Giovanni a

sviluppare abilità di negoziazione e

autocontrollo.

Il piano di intervento si è focalizzato sulla promozione di comportamenti positivi attraverso un sistema di rinforzo. Sono stati stabiliti piccoli obiettivi giornalieri per Giovanni, come il rispetto delle regole durante le attività di gruppo e il controllo degli scatti di rabbia.