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Forme e strutture del potere, Appunti di Storia Moderna

Riassunto dal manuale di Criscuolo

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 28/01/2025

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massiandfamily 🇮🇹

7 documenti

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Le forme e le strutture del potere (4 pagine)
si può parlare di Stato moderno solo dal 19 secolo -> lo STATO MODERNO è una forma di
organizzazione della vita collettiva e dell’esercizio del potere che si è sviluppata in Europa
all’inizio del 19 secolo e si caratterizza per il fatto di detenere il monopolio legittimo
dell’uso della forza sia all’interno sia all’esterno del territorio dello Stato -> è uno stato di
diritto che regola la vita della società attraverso un ordinamento giuridico uniforme fondato
su norme astratte e generali e assume la forma di un ente che persegue i suoi scopi
secondo la legge in modo neutrale e imparziale
Dal 19 secolo lo Stato moderno ha anche assunto il carattere di Stato nazionale, in quanto
organizzazione politica di una popolazione che si identifica sulla base di una lingua
comune e di caratteri storico-culturali ed etnici condivisi -> questo diede l’impulso
decisivo alla nascita della moderna idea di nazione (intesa come coscienza di una
comunità di costituire una individualità storicamente determinata)
Verso la metà del 15 secolo si fece strada in molti Stati dell’Europa occidentale un
processo di rafforzamento del governo centrale volto a limitare le prerogative della nobiltà
feudale, della chiesa e delle autorità periferiche e a formare un apparato amministrativo e
finanziario più solido ed efficiente -> la stessa parola Stato cominciò ad affermarsi nel
significato attuale rappresentando insieme l’autorità e l’ambito territoriale umano su cui
essa si esercita
Nell’età moderna la sovranità diventa “assoluta”: contribuì in tal senso la rinascita nell’11
secolo del diritto romano, che impose alla cultura del tempo il concetto di imperium, inteso
come potere a cui è connaturato il comando, espressione di una assoluta supremazia ->
principale caratteristica della sovranità è il potere di dare leggi ai sudditi senza il loro
consenso: la legge prevale sul diritto in quanto espressione della volontà del sovrano, che
è al di sopra delle leggi di cui lui stesso è artefice
Le decisioni del monarca però devono essere giuste e rispettose dei precetti del
diritto naturale e della legge divina -> non è quindi un potere illimitato
Ancora nel 500 era viva la concezione per cui l’autorità del sovrano si basava in
larga parte sulla nozione privatistica di dominio, inteso come possesso di un certo
territorio da parte di una dinastia
Nel 19 secolo il concetto di Stato si impose come punto di riferimento centrale della
riflessione politica -> decisiva fu l’elaborazione della nozione di società civile come entità
autonoma distinta rispetto al piano politico (prima erano visti come sinonimi)
Hegel definisce la società civile come la sfera dell’economia, nella quale ciascuno
persegue il proprio particolare vantaggio per interesse personale
Distinta da questo mondo in cui domina la concorrenza è la sfera statale che Hegel
pone al culmine della storia come espressione più alta della razionalità e come la
piena realizzazione della libertà
Nella società civile gli individui concorrono al bene comune indirettamente in quanto
mossi dal proprio egoismo, mentre lo Stato si pone come supremo regolatore
neutrale dei contrasti di interesse e quindi come istanza etica nella quale tutti gli
individui formano un tutto organico, trovando la piena realizzazione della loro libertà
Marx rovescia questa tesi affermando che lo Stato non può essere concepito come
un organo che persegue il bene comune componendo gli interessi particolari della
società civile ma al contrario sono i rapporti di forza che maturano nella sfera
economico-sociale a determinare la forma dello Stato, che quindi rappresenta
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Le forme e le strutture del potere (4 pagine)

si può parlare di Stato moderno solo dal 19 secolo -> lo STATO MODERNO è una forma di organizzazione della vita collettiva e dell’esercizio del potere che si è sviluppata in Europa all’inizio del 19 secolo e si caratterizza per il fatto di detenere il monopolio legittimo dell’uso della forza sia all’interno sia all’esterno del territorio dello Stato -> è uno stato di diritto che regola la vita della società attraverso un ordinamento giuridico uniforme fondato su norme astratte e generali e assume la forma di un ente che persegue i suoi scopi secondo la legge in modo neutrale e imparziale Dal 19 secolo lo Stato moderno ha anche assunto il carattere di Stato nazionale, in quanto organizzazione politica di una popolazione che si identifica sulla base di una lingua comune e di caratteri storico-culturali ed etnici condivisi -> questo diede l’impulso decisivo alla nascita della moderna idea di nazione (intesa come coscienza di una comunità di costituire una individualità storicamente determinata) Verso la metà del 15 secolo si fece strada in molti Stati dell’Europa occidentale un processo di rafforzamento del governo centrale volto a limitare le prerogative della nobiltà feudale, della chiesa e delle autorità periferiche e a formare un apparato amministrativo e finanziario più solido ed efficiente -> la stessa parola Stato cominciò ad affermarsi nel significato attuale rappresentando insieme l’autorità e l’ambito territoriale umano su cui essa si esercita Nell’età moderna la sovranità diventa “assoluta”: contribuì in tal senso la rinascita nell’ secolo del diritto romano, che impose alla cultura del tempo il concetto di imperium, inteso come potere a cui è connaturato il comando, espressione di una assoluta supremazia -> principale caratteristica della sovranità è il potere di dare leggi ai sudditi senza il loro consenso: la legge prevale sul diritto in quanto espressione della volontà del sovrano, che è al di sopra delle leggi di cui lui stesso è artefice Le decisioni del monarca però devono essere giuste e rispettose dei precetti del diritto naturale e della legge divina -> non è quindi un potere illimitato Ancora nel 500 era viva la concezione per cui l’autorità del sovrano si basava in larga parte sulla nozione privatistica di dominio, inteso come possesso di un certo territorio da parte di una dinastia Nel 19 secolo il concetto di Stato si impose come punto di riferimento centrale della riflessione politica -> decisiva fu l’elaborazione della nozione di società civile come entità autonoma distinta rispetto al piano politico (prima erano visti come sinonimi) Hegel definisce la società civile come la sfera dell’economia, nella quale ciascuno persegue il proprio particolare vantaggio per interesse personale Distinta da questo mondo in cui domina la concorrenza è la sfera statale che Hegel pone al culmine della storia come espressione più alta della razionalità e come la piena realizzazione della libertà Nella società civile gli individui concorrono al bene comune indirettamente in quanto mossi dal proprio egoismo, mentre lo Stato si pone come supremo regolatore neutrale dei contrasti di interesse e quindi come istanza etica nella quale tutti gli individui formano un tutto organico, trovando la piena realizzazione della loro libertà Marx rovescia questa tesi affermando che lo Stato non può essere concepito come un organo che persegue il bene comune componendo gli interessi particolari della società civile ma al contrario sono i rapporti di forza che maturano nella sfera economico-sociale a determinare la forma dello Stato, che quindi rappresenta

l’espressione di questi rapporti di forza e cioè l’organizzazione giuridica del potere della classe dominante Gli stati italiani, sia quelli che mantennero un forma di governo repubblicana sia quelli che si trasformarono in signorie e poi in principati, rimasero legati alla civiltà comunale da cui avevano preso origine e per la loro natura di Stati cittadini non riuscirono a creare una struttura amministrativa efficiente e moderna La monarchia aveva un carattere sacro -> il re di Francia veniva consacrato a Reims attraverso la cerimonia del sacre, in cui veniva unto dell’arcivescovo in nove punti con l’olio della santa ampolla e in cui prendeva la comunione sotto le due specie (come gli ecclesiastici) a sottolineare il carattere non laico della sua persona -> questa cerimonia si svolse per l’ultima volta nel 1824 alla salita al trono di Carlo 10 Fondamentale era il carattere ereditario della monarchia: il carattere elettivo era visto come una debolezza, mentre la continuità dinastica esprimeva il permanere dello Stato al di là della persona fisica del re La teoria della regalità si fondava sul principio dell’origine divina di ogni potere (tradizione medievale) + si aggiungeva ora l’idea che questo potere fosse attribuito tramite la mediazione del popolo Solo nel 700 si fece strada, attraverso le affermazioni di alcuni sovrani illuminati come Federico 2 di Prussia e Giuseppe 2 di Austria, una concezione laica della monarchia come funzione al servizio del benessere della collettività I regimi monocratici di età moderna sono caratterizzati da un DUALISMO ISTITUZIONALE, cioè un sistema di governo che prevedeva la presenza accanto al sovrano di organismi rappresentativi a base cetuale (gli Stati generali in Francia, le Cortes in Spagna, il Parlamento in Inghilterra, la Dieta in Polonia) -> era un sistema di governo in cui si sviluppavano rapporti di collaborazione fra il sovrano e i tre ordini (clero, nobiltà e terzo Stato), che avevano il compito di assisterlo nei momenti di difficoltà e di sostenerlo dal punto di vista finanziario approvando le imposte che egli proponeva di stabilire Il processo di rafforzamento del potere monarchico passò attraverso il ridimensionamento del ruolo di queste assemblee che costituivano un grave limite per l’esercizio della sua autorità -> nei paesi dell’Europa centrale e orientale invece questi organismi mantennero il diritto di riunirsi con regolarità nell’età moderna si affermò la tendenza dei sovrani, prima itineranti tra i vari castelli del regno, a stabilire la propria dimora in un luogo che diveniva centro della vita politica dello Stato -> nasce così la CORTE, in cui il sovrano era circondato dagli esponenti delle principali famiglie della nobiltà (i cortigiani), da dignitari, ministri e funzionari e da una schiera di artisti e letterati nell’età moderna i sovrani europei cercarono di realizzare un modello di governo assolutistico -> il sovrano si affidava per consigli di politica estera a organi collegiali ristretti (il consiglio privato in Inghilterra, il consiglio di Stato in Spagna, l’alto consiglio in Francia, il consiglio segreto in molti Stati tedeschi), all’interno dei quali si formavano gruppi ancora più stretti (consiglio di gabinetto) composti da poche persone scelte dal sovrano a lui fedeli con cui il sovrano prendeva le decisioni più importanti Il segretariato di Stato aveva un forte potere perché era al vertice della macchina burocratica I poteri locali (a cui spettava il controllo del territorio) non vennero eliminati ma spesso governatori e ufficiali provinciali imposti dal sovrano si sovrapposero alle

catasti che consentivano di dare una base oggettiva all’imposta fondiaria -> tuttavia solo con la rivoluzione francese si posero le basi per un apparato finanziario uniforme, efficiente e razionale Gli stati italiani dell’età umanistico-rinascimentale posero le basi della diplomazia moderna, prevedendo l’invio di un rappresentante permanente presso i governi stranieri -> questo sviluppo precoce delle relazioni diplomatiche fu reso necessario dal sistema di equilibrio instauratosi fra i principali Stati della penisola dopo la pace di Lodi del 1454 -> agli inizi del 500 questo esempio fu seguito da tutti i principali paesi europei e anche dallo Stato della chiesa La pace di Vestfalia del 1648 pose le premesse per il riconoscimento di una comunità internazionale di Stati considerati in via di principio eguali per dignità e prerogative Il mestiere del soldato con quello dei mercenari professionisti, accompagnato da progressi nella tecnica militare, caratterizzò l’età moderna In età moderna ci fu un notevole sviluppo delle tecniche militari: La polvere da sparo (conosciuta in Occidente già dal 14 secolo) si diffonde maggiormente Si sviluppa l’esercito “interarmi”, ossia un esercito in cui accanto alla cavalleria pesante c’erano balestrieri, arcieri a piedi o a cavallo e fanti La fanteria si presentava come una fitta muraglia di picche portate da uomini che si muovevano in formazioni compatte a forma di quadrato (sul modello della falange greco-macedone), protetti ai lati da arcieri e balestrieri e da tiratori dotati di armi da fuoco portatili (archibugi e moschetti) Dalla seconda metà del 400 si sviluppa l’artiglieria pesante con cannoni più robusti (ma leggeri) e precisi che diventano decisivi nell’assalto alle fortificazioni + si trasformano le fortificazioni di difesa: il castello medievale si trasformò in una residenza di campagna priva di valore strategico, poi vennero costruite fortezze bastionate di forma poligonale, con mura più basse ma più spesse e resistenti e torrioni sporgenti per controllare i nemici ed evitare attacchi a sorpresa -> si ebbe una progressiva transizione verso una guerra statica/di posizione I progressi della tecnica militare determinarono la formazione di eserciti permanenti di grandi dimensioni Per trasformazioni negli scontri navali bisogna guardare allo sviluppo delle navi a vela e all’uso della artiglieria -> il Galeone era una fortezza galleggiante, stabile e con aperture nelle fiancate per i cannoni