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Formulario sugli Integrali, Formulari di Analisi Matematica I

Questo documento verte sull'analisi di integrali indefiniti ed impropri. Vengono quindi riportati la risoluzioni di alcuni integrali elementale e la spiegazione di come sfruttare i criteri di convergenza per comprendere il carattere degli integrali improri.

Tipologia: Formulari

2017/2018

Caricato il 11/11/2021

AlbeCarra
AlbeCarra 🇮🇹

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BREVE FORMULARIO SUGLI INTEGRALI
Alberto Carraro
11 novembre 2021
Calcolo delle primitive di funzioni elementari
Funzioni esponenziali:
Zxαdx =xα+1
α+ 1 +c, Zexdx =ex+c, Zaxdx =ax
ln a+c
Funzioni logaritmiche:
Z1
xdx = ln|x|+c, Zln xdx =1
x+c
Funzioni armoniche:
Zsin xdx = cos x+c, Zcos xdx = sin x+c, Ztan xdx =ln|cos x|+c
Zcos2xdx =1
2cos xsin x+x
2+c, Zsin2xdx =x
21
2cos xsin x+c
Funzioni armoniche inverse:
Z1
1 + x2dx = arctan x+c, Z1
1x2dx = arcsin x+c, Z1
1 + x2dx = arccos x+c
Zdx
(ax +b)2+c2=1
bc arctan(ax +b
c) + k
Integrali impropri
Un integrale si definisce di Riemann se e solo se la differenza tra le somme superiori e inferiori è minore di un
determinato valore di > 0. In altre parole è esprimibile l’integrabilità di una funzione come la limitatezza
di tale funzione su un intervallo di Riemann.
In conclusione una funzione si dice integrabile se è limitata in un intervallo in cui è definita.
Generalizzando questa definizione negli integrali impropri è possibile affermare che una funzione è Riemann-
integrabile quando questa è continua nell’intervallo che si vuole studiare
f: [a, b]Rcontinua Riemann-integrabile Zb
a
f(x)dx
Quindi le prime cose da fare per studiare un integrale improprio sono appunto:
Verificare il dominio della funzione integranda per vedere dove è continua e quindi Riemann-integrabile.
Nei punti di discontinuità che si trovano nel dominio spezzare l’integrale e studiare ogni termine della
somma che lo compone.
Studiare il carattere degli integrali.
Quando l’integrale esiste ed è finito la funzione integranda si dirà che è integrabile in senso improrio
l’integrale converge, nel caso invece l’integrale esista ma non è finito l’integrale diverge. Per aiutarsi
nel determinare l’andamento dell’integrale esistono i criteri di convergenza cioè:
Condizione necessaria, ma non sufficiente, di convergenza. Sia f: [a, +)[0,+)una funzione
continua e positiva se:
lim
x+
f(x)=0Z+
a
f(x)dx converge
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BREVE FORMULARIO SUGLI INTEGRALI

Alberto Carraro

11 novembre 2021

Calcolo delle primitive di funzioni elementari

  • Funzioni esponenziali: ∫ xαdx =

xα+ α + 1

  • c,

exdx = ex^ + c,

axdx =

ax ln a

  • c
  • Funzioni logaritmiche: (^) ∫ 1 x

dx = ln|x| + c,

ln xdx =

x

  • c
  • Funzioni armoniche: ∫ − sin xdx = cos x + c,

cos xdx = sin x + c,

tan xdx = − ln|cos x| + c

∫ cos^2 xdx =

cos x sin x +

x 2

  • c,

sin^2 xdx =

x 2

cos x sin x + c

  • Funzioni armoniche inverse: ∫ 1 1 + x^2

dx = arctan x + c,

1 − x^2

dx = arcsin x + c,

1 + x^2

dx = arccos x + c

∫ dx (ax + b)^2 + c^2

bc arctan(

ax + b c ) + k

Integrali impropri

Un integrale si definisce di Riemann se e solo se la differenza tra le somme superiori e inferiori è minore di un determinato valore di  > 0. In altre parole è esprimibile l’integrabilità di una funzione come la limitatezza di tale funzione su un intervallo di Riemann. In conclusione una funzione si dice integrabile se è limitata in un intervallo in cui è definita. Generalizzando questa definizione negli integrali impropri è possibile affermare che una funzione è Riemann- integrabile quando questa è continua nell’intervallo che si vuole studiare

f : [a, b] → R continua ⇒ Riemann-integrabile →

∫ (^) b

a

f (x)dx

Quindi le prime cose da fare per studiare un integrale improprio sono appunto:

  • Verificare il dominio della funzione integranda per vedere dove è continua e quindi Riemann-integrabile.
  • Nei punti di discontinuità che si trovano nel dominio spezzare l’integrale e studiare ogni termine della somma che lo compone.
  • Studiare il carattere degli integrali.

Quando l’integrale esiste ed è finito la funzione integranda si dirà che è integrabile in senso improrio ⇒ l’integrale converge, nel caso invece l’integrale esista ma non è finito ⇒ l’integrale diverge. Per aiutarsi nel determinare l’andamento dell’integrale esistono i criteri di convergenza cioè:

Condizione necessaria, ma non sufficiente, di convergenza. Sia f : [a, +∞) → [0, +∞) una funzione continua e positiva se:

lim x→+∞ f (x) = 0 ⇒

a

f (x)dx converge

Criterio 1 (del confronto). Avendo due funzioni positive continue f (x) ≥ g(x) ≥ 0 avrò che:

se

E

f (x)dx < +∞ ⇒

E

g(x)dx < +∞ (convergenza)

se

E

g(x)dx = +∞ ⇒

E

f (x)dx = +∞ (divergenza)

Criterio 2 (del confronto asintotico). Avendo due funzioni positive continue f (x) ≥ 0 e g(x) ≥ 0 avrò che se il limite del loro rapporto tende all’unità esse avranno lo stesso andamento asintotico in quel punto x 0. Se invece è diverso da 1 ma invece è compreso in un intervallo avremo che:

se lim x→x 0

f (x) g(x) = L con L ∈ (0, +∞)

⇒ i due integrali convergeranno o divergeranno solo se uno dei due converge o diverge

Criterio 3 (di convergenza assoluto). Se prima si parlava di funzioni positive adesso si parla di funzioni con qualsiasi segno. Ponendo il valore assoluto si ottiene una funzione positiva e quindi è possibile utilizzare i criteri precedenti per studiarne il comportamento, inoltre è valido dedurre che:

se

E

|f (x)|dx converge ⇒

E

f (x)dx converge

se

E

|f (x)|dx diverge ⇒ integrale indefinito

se quindi |f | è integrabile in senso improprio (ovvero, come detto prima, l’integrale converge) possiamo affermare che: (^) ∣ ∣ ∣ ∣ ∣

∫ (^) b

a

f (x)dx

∫ (^) b

a

|f (x)|dx < +∞

Criterio 4 (collegamento tra serie e integrali impropri). Sia f : [1, +∞) una funzione decrescente e non negativa e si abbia ak = f (k), allora avremo che:

∑^ +∞

k=

ak converge ⇐⇒

1

f (x)dx converge

In questo modo si semplifica lo studio dell’integrale studiando la serie con tutti i vantaggi e tutti i criteri di convergenza che ad essa sono applicabili.

Criterio 5 (integrali impropri notevoli). Ricondursi, tramite il confronto o confronto asintotico, ad uno dei casi notevoli:

Integrale di potenza: ∫ (^) b

a

(x − α)β^

dx −→

se β < 1 converge se β ≥ 1 diverge Se invece b → +∞ abbiamo che: ∫ (^) +∞

a

xβ^

dx −→

se β > 1 converge se β ≤ 1 diverge

Integrale con logaritmo: ∫ (^) a

1

lnβ^ (x)

dx −→

se β < 1 converge se β ≥ 1 diverge

Integrale con potenza e logaritmo:

a

xα^ lnβ^ (x)

dx −→

se α > 1 e ∀β ∈ R converge se α = 1 e β < 1 converge se α < 1 e ∀β ∈ R diverge se α = 1 e β > 1 diverge

Integrale con potenza e logaritmo con 0 < a < 1 :

∫ (^) a

0

xα|ln x|β^ dx −→

se α < 1 e ∀β ∈ R converge se α = 1 e β > 1 converge se α > 1 e ∀β ∈ R diverge se α = 1 e β < 1 diverge