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Nietzsche scrive principalmente degli aforismi e usa molto la simbologia , uno scrivere a volte ambiguo. Egli muove una critica verso una famosa frase della filosofia, attribuita ad Aristotele: “ Gli uomini hanno iniziato a filosofare a causa della meraviglia ”. Egli si accorge però, che la parola greca usata da Aristotele e che noi interpretiamo come “meraviglia”, in realtà è “ Thauma ”, ovvero “ terrore, angoscia ” e il terrore a cui si fa riferimento, è il terrore della realtà perché in effetti, essa spaventa. Nietzsche afferma che la filosofia è il tentativo di dare un senso alla realtà, per farla risultare più sopportabile. Esempio : “Il picco di una puntura genera angoscia, ma se quella puntura è un cura ad una malattia, allora noi la accettiamo, quindi se le cose hanno un senso, diventano meno dolorose e più sopportabili.” La realtà dunque, adesso che la filosofia ha provato a darle un senso, è sopportabile , il male e l’angoscia sono stati “curati”, ma la filosofia, di quello che voleva curare, è stata peggiore del male in sé, poiché l’uomo adesso, tolto dal divenire perché ha trovato un senso, ha smesso di vivere, “ l’uomo è un morto che cammina ”. “ Menzogne millenarie ”: Ogni verità che sottrae l’uomo al divenire (a vivere) deve essere distrutta. Socrate viene definito da Nietzsche “ il dittatore logico ”, perché ha introdotto nella filosofia “ l’infinità dello sfondo ”, una verità che non si raggiunge mai, una vita di ricerca infinita che non arriva mai, che non fa più vivere l’uomo, Socrate infatti è felice di morire, perché crede che con la morte, la sua anima va a conoscere quello che ha sempre cercato. Per Nietzsche la filosofia non è una medicina, ma un veleno.
Inizialmente il giovane Nietzsche fu entusiasta de “il mondo come volontà e rappresentazione” di Schopenhauer, che parlava di una volontà cieca ed irrazionale; dopodiché ne rimarrà deluso, perché anche lui cerca e poi trova una cura, l’ascesi.