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appunti su Gadda in accoppiamenti giudiziosi, stile e linguaggio
Tipologia: Appunti
Offerta a tempo limitato
Caricato il 18/01/2019
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(23)23 documenti
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Nasce nel 1893 a Milano. 1899 il padre costruisce “un fottuta casa di campagna a Longone”. Scrittore Milanese, studente modello, abile nelle traduzioni in greco e latino. Crea dei neologismi come imitazioni di termini. Grande inventore. Non era uno scrittore di professione. Si laurea in ingegneria. Partecipa alla prima guerra mondiale convinto di quello che faceva. Dopo la sconfitta di Caporetto diventa prigioniero in Germania e qui scrive delle note autobiografiche che poi usciranno. Morte del fratello in questo periodo che muore in guerra, notizia che però gli viene nascosta dalla famiglia. Dedica tutti i suoi averi nella costruzione della casa di campagna che diventa come un mostro che mangia tutte le finanze della famiglia. Casa che diventa centro delle vicende dei suoi due capolavori.
Romanzo che Gadda inizia a scrivere nel 1946 quando gli muore la madre. Virginia Woolf ci dice che da quando entrano nuovi personaggi si ha un cambio del periodo, un nuovo passaggio.
La sua scrittura è velenosa e prende in giro tanti personaggi della vita borghese. I suoi personaggi appartengono appunto alla borghesia milanese, e ne sottolinea i vizi, l’attaccamento al lavoro e al denaro, a certi oggetti e certe manie (decoro degli appartamenti, cimeli, collezioni). Il suo intento è quello di fare ironia sui suoi personaggi, di prendersene gioco.
C’è sempre una figura femminile nei testi di Gadda mentre il padre compare solo una volta. Una volta si è definito il Robespierre della borghesia milanese e ne sottolinea i vizi, l’attaccamento al lavoro e al denaro, per gli oggetti di decoro. Descrive una folla maleodorante e sporca che gira intorno alla madre. Utilizza un fraseggio molto ampio che a volte può essere ricca di subordinate mentre a volte usa una prosa paratattica con elenchi con molti segni di punteggiatura. Mette nel giro di poche righe elementi diversi tra di loro, sia dal punto di vista di elementi sia dal legame sintattico. Utilizza molto la sinestesia. Chiama in causa l’utilizzo di tutti i sensi. Scene di folla che attraggono l’occhio e respingono. Gadda si differenzia per tutti questi i suoi elenchi che talvolta sono talmente lunghi che fanno perdere il lettore. Gioca molto con le ripetizioni. La prosa infatti è giocata sugli elementi sonori, così come avviene in poesia. Toni rozzi e informali del linguaggio, l’autore fa cozzare tra loro registri alti e bassi. Passaggi lessicali, linguaggio poetico e linguaggio diretto rumoroso sono il biglietto da visita del linguaggio gaddiano. Ossessione della folla, presenza di termini che appartengono a tanti ambiti, gamma intermedia dell’uso della terminologia tecnica inserita in questo romanzo (per esempio quando parla di scuola e usa termini bancari, linguaggio settoriale)
Neologismo dell’autore: “ croconsuelo ” che nasce dal nome di un formaggio (gorgonzola) che egli modifica dandogli un tono spagnoleggiante. Il periodo trascorso in argentina per due anni influenza la sua scrittura, infatti nei suoi testi non mancherà di donare un tono spagnolo alle parole.
Gadda faceva fatica a concludere i suoi racconti.
L’incendio di via Keplero
Keplero è una via periferica di Milano, ci troviamo in un palazzo condominiale per volere di architetti che lui disprezza. È l’episodio di un incendio. Riferimento in apertura è al manifesto del futurismo di Marinetti che sottolinea il potere purificativo del fuoco che spazza via tutto, musei e biblioteche, tutti i manufatti artistici. Vanno rimpiazzati con gli oggetti della modernità che rispecchiano il mondo contemporaneo. Il fuoco invade il palazzo e si ritrovano tutti questi personaggi tutti insieme. Rispettate le unità aristoteliche. Da adesso il palazzo viene scritto dall’esterno. Morularsi, parola inventata da Gadda per definire le nuvole di fumo che si moltiplicano. Foglietti di carta che vanno a sparpagliarsi sulle teste delle persone. Vivente face, ripresa da dante e va a simboleggiare la lingua di fuoco vivente. Dopo l’occhio del narratore ci riporta dentro l’edificio. Scena della bambina con il pappagallo che piange ed è seduta sul seggiolone. Storia del pappagallo.
Besozzo Achille nullafacente, ladruncolo, dorme di giorno e va a rubare la notte. Salva la bambina e l’uccello e un orologio d’oro che si “dimentica di restituire. ”Gadda è ironico, cattivo ma non feroce. Racconta la storia su un piano spaziale, grazie ai movimenti delle persone. Narrazione basata sugli spostamenti di luogo. Sono tutti quadri delimitati da paragrafi queste storie raccontate, le immagini e le storie di questo racconto sono poi osservate con una lente di ingrandimento.
Gadda utilizza gli strumenti futuristi per esprimere i rumori. Gadda usa un impasto di stili linguistici, derivanti da dialetti a volte, con lessico tecnico in alcuni ambiti come il cibo, la medicina. Gadda guardava molto anche la scapigliatura. Lui ha però un’organizzazione molto originale per novità stilistiche. Presenza del dialetto milanese. Per Gadda il dialetto è importantissimo e sostiene che sia un grande serbatoio della lingua italiana, con la scapigliatura abbiamo già un panorama milanese tradizionale a cui Gadda guarda per la stesura delle sue opere. L’organizzazione delle sue frasi è molto complessa, la sua prosa ha andamento orizzontale e quindi paratattica, con avversative, il dettato sintattico e ipotattico caratterizzano le sue opere. I suoi soggetti, in Accoppiamenti giudiziosi, sono muratori, casalinghe che fanno parte della medio-alta borghesia alla quale da certamente importanza e risalto, descrivendola con occhio indulgente e critico.
Passaggio in cui la Maldifassi viene salvata mentre scivola giù dalle scale battendo continuamente il sedere. Gradazione lessicale dei termini culo, osso sacro, coccige. A ogni paragrafo c’è l’introduzione dell’Ermenegildo Balossi.
Ingiovannare termine inventato da Gadda perché gridano Giovanni, Giovanni sulle scale.
Altro aspetto importante degli scritti gaddiani è la TOPONOMASTICA: ossia l’identificazione delle varie zone milanesi, Gadda mescola la realtà geografica e la finzione, quindi l’unione della toponomastica e dell’immaginazione. Utilizza anche una variazione di termini che passano dall’informale al volgare un esempio è la caduta dalle scale della signora fumagalli e ad ogni paragrafo troviamo un’introduzione del personaggio con nome e cognome, successivamente troviamo il racconto della storia del personaggio presentato. Inizia parlando del Giovanni Balossi, di Cinisello, che prende le sembianze di un Dio perché i bindelli dei suoi pantaloni sembrano delle ali d’angelo. Gadda inoltre utilizza gli anacoluti: ovvero soggetti singolari con verbo plurale. Definizione: combinazione di due espressioni linguistiche collegate tra loro per il senso ma non armonizzate sintatticamente. Toponomastica: studio scientifico dei nomi di luogo, considerati nei loro tipi di derivazione, apposizione, composizione, o nei loro strati storici. Ultimo personaggio: cavalier Carlo Garbagnati, che vuole salvare le sue medaglie e i sui ritratti di guerra. Il cavaliere viene portato alla casa del diavolo , luogo non specificato, di libera interpretazione.
Penultima figura è il Zabattari. Sui suoi baffi ci sono le macchie del vino rosso che assomigliano alle stille di sangue dell’addolorata. Errore anacoluto, soggetto e verbo uno singolare e uno plurale. Lo usa dicendo “questo Zabattari esercitavano”.
Pescheria dove sembra di essere nell’antro delle streghe dove vengono pesce che sembrano delle mostruosità marine del nord. Li comprano per risparmiare ma non sanno neanche come cucinarle.
Ultimo quadro penosissimo e irrimediabile il caso del Garbagnati. Cita tutti i luoghi di Gariballi della battaglia dei mille. Garbagnati è un ex garibaldino e vuole salvare le sue foto e ricordi di quell’impresa. Il racconto si chiude con un giro dell’autolettiga della croce rossa che trasportava Garbagnati. Elenca una serie di vie e finisce con “fino a casa del diavolo.” Si chiude con un movimento “discenditivo” (termine inventato da gadda), movimento dall’alto verso il basso delle persone che scendono dal condominio. Ma sta a indicare anche che parte dalla bambina nel seggiolone fino all’anziano Zabattari, ‘unico del palazzo a non riuscire a scappare dall’incendio.
Scritto negli anni 30 e pubblicato nel 40. Figura come “studio 128” nella prima uscita e nel 1963 diventa l’incendio di via keplero negli accoppiamenti giudiziosi. Non consegnerà mai la sua opera a Bompiani.