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appunti sulla biografia di Gadda e analisi della sua opera "la cognizione del dolore"
Tipologia: Appunti
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Carlo Emilio Gadda Vita: Carlo Emilio Gadda nacque a Milano nel 1893 dove compì gli studi elementari e liceali per iscriversi, poi, alla facoltà di ingegneria che interruppe nel 1915 per partecipare alla prima guerra mondiale. Alla morte del padre, egli, insieme ai suoi fratelli, è costretto a vari sacrifici. Infatti, è costretto a rinunciare agli studi letterari per dedicarsi all’ingegneria. Tutti questi avvenimenti stanno alla base della nevrosi di Gadda che si rifletterà nella sua opera maggiore: Cognizione del dolore, nella quale si ha l’ossessione per la villa (villa di Longone, in Brianza) e il rapporto amore – odio con la madre. Si laureò dopo la guerra, nel 1920. Dell’esperienza bellica e della perdita del fratello Enrico narrò nel Giornale di guerra e di prigionia. Questa morte gli diventa come un mito personale: un esempio di coraggio e coerenza sul quale misurare la propria inutilità. Infatti, vi è l’origine dell’intera rinuncia a vivere che caratterizza tutta l’esistenza di Gadda, con un rifiuto per tutti i rapporti al di fuori della famiglia, come se fosse un misogino. Nel 1931 abbandonò l’ingegneria (che riprese saltuariamente in seguito per necessità economiche) e si dedicò alla letteratura pubblicando articoli su giornali e riviste e i primi romanzi. Nel 1940 si trasferì a Firenze dove collaborò assiduamente alla rivista Solaria. con Eugenio Montale fondò la rivista Il Mondo. Morì a Roma nel 1989. Critica- Rinaldo Rinaldi La cognizione del dolore nasce dal montaggio di frammenti narrativi. I capitoli vengono chiamati Tratti. L’opera inzia ad essere composta a partire dal 1937 subito dopo la morte della madre e i primi tentativi di vendere la casa di Longone: il lavoro giunge alla stampa fra la metà del 1938e l'inizio del 1941, ospitato in 7 puntate (i primi 7 capitoli) sulla rivista fiorentina "Letteratura" di Alessandro Bonsanti. Alcuni temi dell'opera hanno origine antica e compaiono in studi preparatori databili al 1929 (Villa in Brianza) e al 1933 (Viaggi di Gulliver cioè del Gaddus. La stampa della Cognizione si interrompe nel 1941 e Gadda reimpiega parti del romanzo trasformandole in frammenti all'interno di altre opere: nel 1944 2 pezzi nell'Adalgisa, nel 1953 un pezzo nelle Novelle dal Ducato in fiamme, nel 1963 un altro pezzo in Accoppiamenti giudiziosi (quasi tutto il secondo e il terzo atto). Il romanzo esce in volume solo nel 1963 , dopo un decennale periodo di trattative fra 'autore e l'editore Einaudi, quando Gadda è giunto alla notorietà grazie al successo di Quel pasticciaccio de via Merulana nel 1957. Il romanzo è di genere poliziesco-giallo come l’altro romanzo: il Pasticciaccio. In coda alla narrazione Gadda pone la poesia Autunno, già uscita in diversa stesura su "Solaria" nel 1932, premette al romanzo una prefazione in forma di dialogo intitolata L'editore chiede venia del recupero chiamando in causa l'Autore. Solo nella quarta ristampa einaudiana del 1970 compaiono gli ultimi 2 tratti della stesura originaria che conducono il romanzo molto vicino alla sua conclusione.
riassunto del romanzo Il libro si apre con un ampio primo capitolo a carattere storico-ambientale che narra la situazione del Maradagàl , dove un potente Nistitùo de Vigilancia para la Noche assolda i reduci della guerra contro il Parapagàl per vigilare sulle ville dei possidenti (cui vengono dedicate pagine assai gustose). IL discorso cade quindi sul dottore, che un giorno viene chiamato alla villa Pirobutirro per una visita a Gonzalo. Durante l'estate l'ingegner Gonzalo Pirobutirro d'Eltino e la sua vecchia madre risiedono nella villa di campagna, quella casa per la quale i genitori hanno sacrificato la loro fortuna e il benessere dei figli. Il protagonista non entra in scena immediatamente ma è presentato attraverso il punto di vista dei paesani, le donne e il dottore che viene a casa sua x visitarlo. I litigi e le feroci invettive con le quali ogni giorno tormenta sua madre, scacciando le serve e i contadini che giráno x casa, manifestano la sua nevrosi, il rancore profondo e il male oscuro x il quale chiede aiuto al dottore. Il secondo capitolo sviluppa motivi analoghi: il dottore si incammina verso la villa, incontra una contadina, tale Battistina, che descrive la paura della signora nei confronti del figlio che le guarda in modo sinistro gli orecchini di brillanti e ha terribili accessi d'ira, e la minaccia. Giunto alla villa il medico incontra finalmente Gonzalo. Il capitolo terzo è tutto dedicato alla visita (constatata l'assenza di ogni «male visibile», il dottore non comprende che ad affliggere il paziente è un «male invisibile») e ai discorsi del medico, che insiste perché il paziente compia una gita in macchina con lui e sua figlia Pepita, e di Gonzalo che è inorridito dalla proposta e avrebbe invece bisogno, forse, di trovare una parola di conforto e comprensione. Sta di fatto che i discorsi di Gonzalo introducono il suo punto di vista su alcuni motivi (sue manie e fobie) precedentemente affrontati: egli teme per l'incolumità della vecchia madre, che la notte spesso rimane sola in villa, detesta i peones di cui ella si circonda, cova del rancore per la prodigalità di lei, è ossessionato dall'idea della villa e del muro che ne delimita il possesso, ecc. Il capitolo quarto prosegue lo scandaglio dell'animo di Gonzalo: egli appare preoccupato per la solitudine della madre, ma si mostra restio ad accettare l'idea di pagare il Nistitùo perché sorvegli la villa. La seconda parte si apre con un primo capitolo in cui domina la figura della madre, di cui si adotta il punto di vista: anch'ella è in preda all'angoscia, per la solitudine, la vecchiaia, il ricordo del figlio morto in guerra, la presenza inquietante dell'altro figlio, di cui è tracciato un ulteriore, cupo ritratto spirituale. Nel secondo capitolo madre e figlio si incontrano: si approfondiscono i motivi della reciproca incomprensione e dell'incomunicabilità. Poi secondo il punto di vista di Gonzalo si apre un'ampia divagazione sulla società maradagalese, sul disordine del mondo sociale. il figlio si perde fantasie sempre ossessive di rivalsa sul mondo e rivela il tragico groviglio del suo amore
La madre, battuta dalla tempesta e straziata dal ricordo del propri figli (quello morto e quello vivo) diventa una reincarnazione del Re Lear shakesperiano: il volto, in quelle pause, le si pietrificava nell'angoscia: nessun battito dell'anima era + possibile. Lei è come la madre di Faust ma è il simbolo della vecchiaia e del tempo che porta tutto via. L’immagine delle due stelle potrebbe rappresentare il ritorno del figlio morto che veglia su Gonzalo. Al pari del personaggio, nelle pagine gaddiane anche casa diventa un archetipo: la sala coi vecchi ritratti e le orbite sempre uguali delle mosche forse essa non era + la madre... non era + persona ma ombra... ->le mosche segnano lo spazio del ricordo e del passato, dove si cristallizza il dramma familiare, dove destino e il dolore si ripetono sempre uguali. L'intera vicenda del romanzo si svolge tra i muri di quella "casa abitata dal tarlo: la sala, il terrazzo, la vecchia cucina. Nel capitolo 6 la villa, come la madre, diventa il bersaglio privilegiato delle feroci invettive di Gonzalo oscillanti fra il gesto distruttivo dell'iconoclasta e quello amoroso del cultore di reliquie: Gadda aveva già scritto nel 1935- un racconto, La casa, dedicato all'utopica costruzione di una casa: quell'abitazione propria che lo scrittore non volle mai possedere fino a oltre 50 anni di età, vagando x tutta la vita tra le camere di affitto, ma che qui diventa l'immaginario emblema di una monade inviolabile e autosufficiente. Finale il finale della Cognizione dolore, racconta precisamente la violazione della casa da parte del mondo esterno, con il suo chiasso e le sue esalazioni che penetrano nel sacrario familiare trasformandolo in un caotico pasticcio. Gli intrusi scoprono infine la vecchia madre ferita nel suo letto, aggredita e quasi uccisa da uno sconosciuto. Su queste su queste ferie e su questo sangue il romanzo si conclude, senza rivelare il nome del colpevole ma facendo aleggiare la possibilità che sia stato Gonzalo a colpire la Signora. Gadda regola cosi i conti col passato, col suo difficile rapporto familiare, con il rimorso straziante alla morte di Adele Lehr, in una sorta di sublimata confessione di colpevolezza:" Questa figura di corpo ferito è legata ai "compagni morti, alle atrocità belliche descritte nel Giornale di guerra e di prigionia, e richiama anche esplicitamente l'immagine del fratello Enrico, morto nell'incidente aereo del 1918. L'incarnazione femminile di questo fantasma funebre torna più spesso nella letteratura di Gadda, fino al culmine della Cognizione. Le accuse di Gadda alla severità materna percorrono tutte le sue pagine e culminano proprio nel capitolo 5 della Cognizione sul disamore o rifiuto di affetto di cui è stato vittima.
Manzotti: il titolo: prima chiave di letture del titolo rimandi extraletterari:
la madre, che anche con gli oggetti. Analizzarli significa ripercorrere l'intero romanzo. Ricordiamo:
della madre. A questo si aggiunge l’invettiva contro i pronomi personali che preludono l’idea di Gonzalo come personaggio antinarcisista.
rimanda per antonomasia a figure diverse: non solo Camõens, ma anche D’Annunzio, il Vate alla cui retorica Gadda stesso confessa di essersi infiammato. Gonzalo si scaglia contro i poeti-profeti attaccandone la (falsa) convinzione di un “atto critico. Nella condanna della figura del Vate si incontrano quindi due differenti polemiche: da una parte l’autore ne misura la pochezza estetica in confronto alla grandezza della poesia antica. In secondo luogo il Vate si contrappone al soldato: mentre il primo canta le guerra per dare voce alla propria “carica narcissica”, il secondo si sacrifica sino a far scomparire l’io e se stesso; tempo: Il romanzo è ambientato negli anni ’20, ’30 di questo secolo. Le note temporali sono molto precise a riguardo. Il racconto non segue per nulla il corso cronologico degli eventi, moltissime sono gli inserimenti nella vicenda, di diversa lunghezza: in alcuni casi, si può parlare di vera storia nella storia: Da notare, sul piano delle strutture temporali, le analessi sull'infanzia di Gonzalo: «una infanzia malata», caratterizzata da «una sensitività morbosa, abnorme», da «un ritardo nello sviluppo», che determina la convinzione «di essere un deficiente», e dalla povertà, dalla carenza d'affetto, da numerose manie e fobie (motivi rievocati soprattutto al capitolo n, 4) Lo spazio
principio manzoniano del dire “di nuora perché di suocera si possa intendere”[49]; se Manzoni sposta la sua vicenda sull’asse temporale, in Gadda lo slittamento è (prevalentemente) sull’asse spaziale. Non a caso, il capolavoro manzoniano appare in filigrana già nella prima pagina della Cognizione: l’elenco dei flagelli – climatici e non – (siccità, tasse, carestia etc.) che affliggono il Maradagál richiama quello del capitolo XXVIII dei Promessi sposi: L'italiano della Cognizione deve molto alla lingua rinascimentale di Machiavelli e Guicciardini, ma anche all'italiano dell'800 e a quello parlato contemporaneo. Questi molteplici materiali sono adibiti dall'autore all'interno di tre registri o toni stilistici principali, che già individuava nel Racconto italiano. Si nota una vera e propria ricchezza lessicale. Rifiuto della parola non rimaneggiata, non ripensata = rifiuto dello stereotipo. Troviamo anche inversioni lessicali, lunghi periodi e paragrafi nel registro sublime e lirico Gadda scrive le pagine centrali del romanzo, dedicate al rapporto fra il figlio e la madre, con una scrittura alla prosa lirica, quasi al codice aulico della poesia Barocchismo di Gadda: consiste nel suo stile e nella sua sintassi che tendono all’eccesso, sono arricchiti da metafore, sinonimi, arcaismi, tecnicismi che cercano di rendere la complessità della realtà esprimendo il caos. Riferimenti a Parini riguardo lo stile. Allo stesso tempo l’analogia con Parini sta nel luogo di bosiso che è il luogo di origine di Parini. Difatti il serruchon- resegone si trova a pochi km da bosiso.
scena del luna park. gonzalo risale alle immagini di un doloroso carnevale della sua infanzia, -> una immagine atrocemente deformata dal dolore e dal rifiuto. nella scena del luna park, lui vede donne quasi nude, clown che salutano, -> gli rimane impresso come qualcosa di disgustoso. Il tema è la misantopia. a questo si aggiunge il senso dell’olfatto, disgustato dagli odori carnevaleschi, che riutorna anche da adulto-> è disgustato dall servitù della villa perché fanno odore di formaggio stantio Scena della tempesta : la madre un pomeriggio vagava per la casa piena di dolore dopo la notizia della morte del figlio in guerra (l’unico figlio che l’avesse mai amata e accarezzata). Gonzalo è andato a pastrufazo. In questo pomeriggio scoppia un temporale e la madre cerca un luogo di raccoglimento che è il sottoscala. Qui si interroga sul suo essere madre, sul suo avere partorito e allattato e si chiede dove fosse adesso quel tempo. Dentro di se prova angoscia e terrore. Poi ci sarà la quiete dopo la tempesta e la presenza confortante del contadino questione mi vendicherò : tra il 1899 e il 1900 il padre di Gadda fa costruire questa villa di campagna e le condizioni economiche della famiglia si aggravarono. La villa diventa una fonte di problemi e pensa di vendicarsi, lui fa una parodia della famiglia del 1800 dei valori e delle ideologie del tempo. non è solo una parodia critica ma anche un discorso amoroso sula famiglia. la stesura del romanzo è una vendetta contro quella famiglia che l’ha privato dell’affetto e la villa è il simbolo della privazione.
Nel dialogo con il medico, Gonzalo non ha alcuna patologia e il dottore gli consiglia di fare un giro in auto con le sue figlie, in quanto vuole che lui sposi una di loro Perché Palumbo ha motivo di vendicarsi e uccidere la madre di Gonzalo? Forse perché Gonzalo si era rifiutato di abbonarsi. È un romanzo incompleto. Può esser stato Gonzalo stesso ad avere ucciso la madre oppure si pensa che Palumbo era un doppio di Gonzalo perché gli somigliava. Il popolo fa puzza di foraggio perché è simbolo dei lavoratori e indica la misantropa del personaggio Gonzalo maltratta gli animali Gadda non rinuncia al motivo della violenza sulla donna e alla struttura del romanzo romanzesco, terrorizzati già in Racconto di ignoto italiano del Novecento e si ripetono nel Pasticcaccio. Dialogo immaginario tra Gadda e L’editore. Nell’edizione definitiva precede la poesia Autunno Corrispondenze tra Gadda e Gonzalo : la nevrosi, Gonzalo è un ingegnere come Gadda, ha la sua stessa situazione familiare, la madre e il padre hanno speso tutto sulla casa e hanno fatto patire ai figli la miseria e la severità. Gadda ha un fratello che è morto in guerra ed era visto come il figlio perfetto Scandalo di lukones deriva da Pedro mahagones che si chiamava Gaetano Palumbo. Il falso nome era dello zio che era morto. Palumbo, Gode dal 1925 di un’alta pensione a causa di due colpi di cannone potenti che lo hanno lasciato sordo di due orecchie, ma poi si venne a sapere, dalla sua ex, che la sordità non c’era più e la notizia venne diffusa da un commerciante e da altre tre paesane. aveva ottenuto la pensione di sesta categoria, cioè quasi la massima, perché era rimasto sordo a causa dello scoppio di una granata nell’azione 131 Domande più importanti: