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Riassunto Genesi e forme del documento medievale - Pratesi, Sintesi del corso di Storia Medievale

Riassunto del libro Genesi e forme del documento medievale - Pratesi

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

In vendita dal 12/06/2014

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GENESI E FORME DEL DOCUMENTO MEDIEVALE – A. Pratesi
1. Principii generali e definizioni
“Il documento è una testimonianza scritta di una fatto di natura giuridica, compilata, coll'osservanza
di certe determinate forme, le quali sono destinate a procurarle fede e a darle forza di prova”
(Cesare Paoli).
La diplomatica è la scienza che ha per oggetto lo studio critico del documento al fine di
determinarne il valore come testimonianza storica.
2. Cenni di storia della diplomatica
Come scienza la diplomatica è sorta nel Seicento, frutto del criticismo erudito (Van Pepenbroeck,
1675).
Mabillon distingue varie categorie di documenti e prende in considerazione elementi intrinseci ed
estrinseci: metodo scientifico.
Nuoveau traité de diplomatique, René Tassin e Charles Toustain, 1765 (eccessivamente schematico;
Gatterer arriverà a proporre di applicare il sistema classificatorio di Linneo).
3. Nozioni fondamentali: azione giuridica e documentazione; diplomatica generale e
speciale; documento pubblico e privato
Il documento può essere probatorio (ovvero traccia di un rapporto giuridico indipendente dalla
scrittura) oppure dispositivo (ovvero strettamente legato all'esistenza stessa dell'atto giuridico).
Brunner chiama i documenti probatori notitia (redazione oggettiva) e i documenti dispositivi charta
(redazione soggettiva).
Nell'accezione comune, sono documenti pubblici quelli emanati da una pubblica autorità, e privati
quelli che rappresentano una dichiarazione di volontà di persone private.
L'unico criterio diplomaticamente valido per distinguerli è la forma: sono documenti pubblici quelli
che, rilasciati da una cancelleria, presentano le forme solenni tipiche; sono documenti privati quelli
redatti fuori di cancelleria e privi di ogni carattere specifico di solennità. Esistono infine i
documenti semipubblici, emanati da autorità minori che ricorrono a scrittori privati ma assumendoli
al proprio servizio o facendo loro seguire alcuni canoni particolari che conferiscono al documento
una solennità, per quanto ridotta.
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GENESI E FORME DEL DOCUMENTO MEDIEVALE – A. Pratesi

1. Principii generali e definizioni “Il documento è una testimonianza scritta di una fatto di natura giuridica, compilata, coll'osservanza di certe determinate forme, le quali sono destinate a procurarle fede e a darle forza di prova” (Cesare Paoli). La diplomatica è la scienza che ha per oggetto lo studio critico del documento al fine di determinarne il valore come testimonianza storica. 2. Cenni di storia della diplomatica Come scienza la diplomatica è sorta nel Seicento, frutto del criticismo erudito (Van Pepenbroeck, 1675). Mabillon distingue varie categorie di documenti e prende in considerazione elementi intrinseci ed estrinseci: metodo scientifico. Nuoveau traité de diplomatique, René Tassin e Charles Toustain, 1765 (eccessivamente schematico; Gatterer arriverà a proporre di applicare il sistema classificatorio di Linneo). 3. Nozioni fondamentali: azione giuridica e documentazione; diplomatica generale e speciale; documento pubblico e privato Il documento può essere probatorio (ovvero traccia di un rapporto giuridico indipendente dalla scrittura) oppure dispositivo (ovvero strettamente legato all'esistenza stessa dell'atto giuridico). Brunner chiama i documenti probatori notitia (redazione oggettiva) e i documenti dispositivi charta (redazione soggettiva). Nell'accezione comune, sono documenti pubblici quelli emanati da una pubblica autorità, e privati quelli che rappresentano una dichiarazione di volontà di persone private. L'unico criterio diplomaticamente valido per distinguerli è la forma: sono documenti pubblici quelli che, rilasciati da una cancelleria, presentano le forme solenni tipiche; sono documenti privati quelli redatti fuori di cancelleria e privi di ogni carattere specifico di solennità. Esistono infine i documenti semipubblici , emanati da autorità minori che ricorrono a scrittori privati ma assumendoli al proprio servizio o facendo loro seguire alcuni canoni particolari che conferiscono al documento una solennità, per quanto ridotta.

4. Le persone Per la nascita di un documento, sono necessarie tre persone: autore, destinatario e scrittore. Autore è chi compie l'azione giuridica, destinatario è colui verso il quale l'azione giuridica è diretta e scrittore è che provvede alla stesura del documento. 5. La genesi del documento pubblico La cancelleria è l'ufficio in cui si svolgono tutte le pratiche inerenti all'emanazione dei documenti di pubbliche autorità. Organizzazione ideale del processo in cancelleria: 1) Petitio : presente solo nei documenti sollecitati dai sudditi. Chi attendeva il beneficio produceva una petizione che veniva registrata in cancelleria e presentata poi in udienza all'autorità (non indispensabile) 2) Intercessio: intervento propiziatorio di persone vicine all'autorità (non indispensabile) 3) Iussio: l'ordine impartito dall'autorità di redigere il documento 4) Redazione: stilare il documento in forma di minuta (talvolta funge come tale la petizione), poi riportata in bella copia da uno scrittore. La minuta tiene conto delle caratteristiche interne, la bella copia di quelle esterne. 5) Registrazione: trascrizione in un apposito registro di ogni documento spedito (non indispensabile) 6) Roboratio: convalida del documento tramite intervento dell'autore che lo sottoscrive; recognitio cancelleresca; sottoscrizioni dei testimoni; apposizione del sigillo 6. La genesi del documento privato Le linee d'azione sono ancora più arbitrarie di quelle del documento pubblico. Acquista particolare importanza la prassi della conservazione delle minute preso i rogatari. 1) Rogatio: corrisponde alla iussio del documento pubblico: uno o entrambi i contraenti si presentano allo scrittore e gli forniscono la materia scrittoria per la redazione, esprimendo i termini del negozio e richiedendone la documentazione **2) Minuta

  1. Redactio in mundum** 4) Sottoscirzioni: delle parti, dei testimoni e del rogatario. In origine i testimoni hanno un valore costitutivo della giuridicità dell'atto 7. I caratteri estrinseci del documento Sono quelli che si riferiscono alla fattura materiale del documento e ne costituiscono l'apparenza esteriore.
  • Materia scrittoria: papiro dall'antichità classica all'alto medioevo; pergamena dalla tarda antichità alla fine del medioevo (prende il sopravvento nel VIII secolo); poi carta. Si valutano il formato e la tecnica di predisposizione a ricevere la scrittura (rigatura, marginatura...)
  • Scrittura: tipo, disposizione rispetto al formato, mani e scritture diverse, capoversi, punteggiatura, sistema abbreviativo, inchiostri, segni di cancellatura, correzioni
  • Segni speciali: segni del rogatario e dei sottoscrittori, segni di cancelleria. La croce (piana, latina, greca, decussata, pomellata, potenziata, ancorata) è il segno più comune dei sottoscrittori, il rogatario ha solitamente un emblema personale
  • Sigilli: impronta positiva su una materia plastica (cera o metallo fuso) di una matrice incisa in negativo su una pietra o metallo. Si valutano forma, dimensioni, tipologia, leggenda, modo di apposizione. Sono pendenti quando sono uniti al foglio, e aderenti quando sono attaccati direttamente alla materia scrittoria (solo quelli di cera). Gli aderenti possono essere incassati se sono tenuti fermi sul foglio mediante contatto e impressi se sono applicati direttamente sul foglio con l'ausilio di una striscia di pergamena
  • Note di cancelleria

autentica quando ha ricevuto elementi di convalida (cancelleresca, d'autorità, notarile, giudiziaria) oppure semplice quando non ha elementi di autenticità. Un documento diplomatisticamente falso può contenere tutti dati storici veri, così come un documento genuino può avere errori di date, nomi e fatti. I tedeschi distinguono tra falso (scrittura creata fraudolentemente) e falsificato (genuino all'origine, ma con aggiunta, soppressione o sostituzione di un passo).

12. L'edizione delle fonti documentarie Compito primo dell'editore è la trascrizione scrupolosa del testo: la punteggiatura va modificata secondo i criteri moderni, così come le maiuscole; la presenza di caratteri particolari va evidenziata sottolineando due volte; le abbreviazioni vanno sciolte; gli spazi bianchi vanno contrassegnati da una serie di asterischi; le integrazioni vanno tra parentesi quadre (se non è possibile integrare, vanno messi i puntini); croci e sigle convenzionali per raffigurare i segni speciali e i sigilli; monogrammi segnalati nelle note; nessi sciolti; ortografia fedele all'uso del tempo; virgolette per le citazioni. Solo le forme che con assoluta certezza sono frutto di lapsus possono essere emendate. Viene considerata la lectio difficilior. Il documento va presentato senza capoversi tranne che per le sottoscrizioni. Le note sono critiche (con lettere dell'alfabeto: lezioni divergenti, lezioni di maggiore autorità, correzioni apportate, aggiunte interlineari o marginali, presenza di segni abbreviativi di lettere lasciate in sospeso, interpretazioni possibili, conferma di lezioni inusitate) o di commento. 13. Gli usi cronologici nei documenti latini medievali

  • Era del postconsolato: numero degli anni dall'ultimo console eletto (formula pressochè costante dal 541)
  • Era dell'impero, del papato, del regno, del principato: trae origine dal decreto giustinianeo
  • Era di Spagna: legata al dominio visigotico, gli anni si contano a partire dal 38 a.C.
  • Era “ab origine mundi”: propria dei documenti greci (e Italia meridionale), fissa la creazione del mondo al 5508 a.C.
  • Era cristiana : introdotta alla metà del secolo VI da un monaco scita, Dionigi il piccolo. Segue stili diversi (dell'incarnazione, della natività, bizantino, veneto, francese o della pasqua, della circoncisione o moderno)
  • Era della passione : soprattutto francese, inizia dal 33 d.C. Si usa inoltre l'indizione, ovvero un numero d'ordine progressivo che un determinato anno occupa in un ciclo quindicennale. Mese e giorno possono seguire il calendario giuliano (kalendae, nonae, idus), il sistema in uso ancora oggi oppure il riferimento a pratiche liturgiche.