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Sintesi del libro genetica agraria utilizzato per l'esame di genetica agraria e forestale. sono i primi 10 capitoli utili per l'esame della triennale.
Tipologia: Sintesi del corso
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RICAMBIO: Processo con il quale i viventi prendono dal mondo esterno le sostanze con cui costruiscono il loro corpo e da cui traggono energia per le loro funzioni. EREDITARIETA’: è la caratteristica per la quale il vivente genera discendenze simili sia nelle forme che nelle funzioni. Questi sono i due caratteri che distinguono gli esseri viventi da quelli non viventi. La teoria cellulare dice che la materia vivente è organizzata in cellule, anche se la scoperta dei virus che sono una struttura acellulare basata su una capsula proteica ed un filamento di ac. Nucleico non ha inficiato le basi di questa teoria. Il virus possiede solo un carattere della materia vivente ed è quello di riprodursi e si comporta da vivente solo quando è all’interno della cellula dato che fuori è una sostanza inerte. La cellula è l’unico essere in grado di autoregolarsi e riprodursi e quindi possiede i caratteri del vivente. Qui avvengono tutti i processi capaci di convertire le sostanze inerti in materia vivente. La riproduzione assicura la continuità della vita. Da una generazione ad un’altra si osservano due fattori e cioè eredità perché i figli sono somiglianti ai genitori e tra loro e variabilità perché mostrano differenze più o meno marcate dai genitori e dai fratelli. EREDITA’: negli organismi pluricellulari alcune cellule si staccano dai genitori per creare i nuovi individui.
del nucleo dal citoplasma. Successivamente si scoprì che essi sono associati a delle proteine e vanno a costituire le nucleoproteine. Queste proteine possono essere sia basiche che acide. Una sostanza chimica, per assolvere il compito di materiale ereditario deve:
Ogni nastro è un polinucleotide e cioè il gr. Fosforico di un nucleotide si lega al carbonio 3’ dello zucchero del nucleotide precedente. Le basi sono situate perpendicolarmente all’asse dell’elica e unite con legami ad idrogeno. I legami tra le basi azotate è specifico: adenina con timina (due legami idrogeno) e guanina con citosina (tre legami ad idrogeno). Lo scheletro è la parte della molecola in cui i legami interessano sempre le stesse parti. Non contiene nessuna informazione genetica. Le dimensioni del DNA vengono espresse come n° di paia di basi (bp) o in multipli di di bp. Il multiplo più usato è il kb. REPLICAZIONE: in realtà i nucleotidi si appaiano per mezzo delle loro basi dando origine ad una molecola di DNA che si presenta come un sistema a due filamenti che sono fra loro complementari come una cerniera a lampo. Si ipotizzò che fosse possibile aprire la molecola di DNA con la rottura dei legami ad idrogeno e poi ciascun nastro può servire da stampo. Con la replicazione si ha un’esatta replicazione del DNA e quindi anche una replicazione dell’informazione. Durante la replicazione il DNA assume forme ad Y. Ci sono tre tipi di replicazione:
In questo processo vengono rilasciati due gruppi fosfato del nucleotide che è stato aggiunto nella forma di pirofosfato. CARATTERISTICHE INSOLITE: Non può iniziare la sintesi del DNA problema che viene superato con la sintesi di primer di RNA da parte della primasi. Può legare nucleotidi nella sola direzione 5’ 3’ problema che viene superato sintetizzando il filamento 3’ 5’ in brevi frammenti. REPLICAZIONE DEL DNA: 1) denaturazione: proteine specifiche si associano in modo sequenziale e formano il complesso di pre-innesco che determina la denaturazione di una piccola porzione di DNA.
copie denaturate, di una sequenza marcata, detta sonda. Se tra i frammenti sono presenti pezzi identici alle sonde, i due filamenti potranno ibridarsi. PCR: Permette di copiare un gran numero di volte, tramite l’enzima polimerasi I, uno specifico frammento di DNA (target). La reazione viene innescata da due oligonucleotidi(primer) di lunghezza compresa tra 10 e 25 nucleotidi che hanno, una sequenza identica all’estremità 5’ di uno dei due filamenti che costituiscono il frammento target. Per rendere possibile l’appaiamento dei primer nei siti complementari è necessario denaturare i filamenti del DNA mediante riscaldamento a 95°C; la temperatura viene quindi ridotta per consentire l’ibridazione, infine ha luogo la reazione di polimerizzazione ad opera del DNA polimerasi che aggiungendo il nucleotide complementare all’estremità 3’ di ciascun primer, porta il suo allungamento con la formazione del filamento complementare allo stampo. Cicli ripetuti di 1)denaturazione 2)appaiamento dei primer con le sequenze complementari 3) estensione dei primer ad opera della DNA polimerasi. Tutti i nuovi frammenti che si formano da esso nei cicli successivi di PCR riprodurranno esattamente la sequenza target. Anche se ad ogni ciclo si formano filamenti che iniziano con il target e con lunghezza maggiore del target, la loro proporzione diminuirà rapidamente. Il prodotto della reazione di PCR viene espresso come amplicone. SEQUENZIAMENTO DNA: significa determinare l’esatta successione delle basi azotate tramite metodo Sanger o metodo dei dideossiribonucleotidi perché richiede l’impiego di nucleotidi che contengono di deossiribosio (mancano due atomi di ossigeno) anziché deossiribosio. Il punto di partenza per il sequenziamento è un frammento di DNA di sequenza nota al quale è legato il frammento di cui si vuole conoscere la sequenza. Il frammento di sequenza nota consente di mettere a punto un primer per copiare, grazie alla polimerasi I, la parte incognita. Quando il metodo è stato inventato, prevedeva quattro differenti reazioni di polimerizzazione che impiegano, oltre al DNA stampo ed al primer, i deossiribonucleosidi trifosfati e la DNA polimerasi. IL GENE E LA SUA ESPRESSIONE: RNA E SINTESI PROTEICA (CAPITOLO 3) 4 conclusioni fondamentali:
Il filamento di DNA che viene trascritto nel corrispondente RNA è detto filamento stampo. Quello complementare viene detto filamento senso perché la sua sequenza è quella che si ritrova nell’RNA messaggero che codifica la proteina. TIPI DI RNA: ci sono vari tipi di RNA che vengono sintetizzati sullo stampo del DNA. L’RNA di trasferimento ed il ribosomale rappresentano il 98% dell’RNA presente in una cellula e per la loro sintesi viene usato meno dell’1% di DNA totale. Viene trascritta anche quella parte di DNA non contenenti geni codificanti proteine e definito “DNA spazzatura”. RNA ribosomale: la maggior parte dell’RNA presente va a costituire i ribosomi che sono costituiti da 2 subunità di cui la sub unità più grossa è circa il doppio della più piccola ed entrambe contengono RNA e proteine nel rapporto 2:1 con coefficiente di sedimentazione di 50S (costituita da due molecole con coefficiente di sedimentazione 5S e 23S e 31 proteine specifiche)e di 30S (costituita da una molecola 16S e 21 proteine specifiche). Il ribosoma è il sito della sintesi proteica. Un gene – un ribosoma – una proteina sbagliato perché:
dal poli-U è la fenilalanina. Una tripletta perché se inserivamo uno o due nucleotidi c’era uno sfasamento del messaggio, mentre se ne inseriamo tre, allora consente il ritorno in fase. IL GENE: il segmento della molecola del DNA che codifica per una catena polipeptidica completa o per una molecola di RNA prende il nome di gene. Alle triplette del DNA chiamate codogeni, corrispondono codoni nell’mRNA, anticodoni nel tRNA e amminoacidi specifici nella catena polipeptidica. Per potersi esprimere, il gene, deve essere prima trascritto nel corrispondente mRNA il quale va poi tradotto nel polipeptide. I PROMOTORI:il promotore dirige la RNA polimerasi sul punto esatto per l’inizio della trascrizione. Differiscono per la capacità di legame con la polimerasi. A valle del promotore si trova il sito di legame della RNA polimerasi. Il segnale d’inizio è dato da una corta sequenza di basi che si trova nella regione del promotore. Nei procarioti è formata da 6 nucleotidi. Negli eucarioti troviamo invece la sequenza TATA detta TATA box. Nei batteri, la possibilità che la RNA polimerasi riconosce specifiche sequenze del promotore è conferita dal fattore σ che è una sub unità della RNA polimerasi. Negli eucarioti sono necessari i fattori di trascrizione, proteine che riconoscono sequenze specifiche del promotore e attivano la trascrizione. Al termine della trascrizione, l’informazione codificata, risulta trasferita in una sequenza complementare di nucleotidi nell’mRNA. Il segmento nella regione codificante inizia sempre con la tripletta AUG e termina con una delle triplette UAA, UAG, UGA. Ha un codone “start” fino a quando non è interrotta da un codone “STOP”. Il processo di trascrizione avviene sul filamento stampo. GENI DISCONTINUI:La maggior parte del DNA presente nella cellula non viene espresso in proteine. Nei procarioti, trascrizione e traduzione avvengono contemporaneamente e nello stesso luogo, mentre negli eucarioti sono separati spazialmente e temporalmente il DNA viene trascritto nel nucleo dove dà origine a molecole di mRNA dove viene ulteriormente elaborato nel nucleo, in modo da ridurre le molecole più primitive; si forma mRNA “maturo” che viene portato nel citoplasma e tradotto in proteine. Le parti del gene che trovavano un corrispettivo nell’RNA messaggero vennero chiamate esoni (porzione di un gene che viene trascritto dalle RNA polimerasi durante la trascrizione. Si ritrovano negli RNA maturi.) le atre introni (porzione di gene che viene trascritto dalle RNA polimerasi. Vengono rimossi per formare mRNA.). durante la fase di maturazione, l’RNA subisce dei tagli; le parti trascritte sugli introni vengono perse e le estremità delle parti trascritte sugli esoni vengono legate insieme splicing. Lo splicing può avvenire in modo diverso (splicing alternativo) che consiste nella variazione della lunghezza delle regioni rimosse o la mancata rimozione di introni che porta ad ottenere da uno stesso gene, messaggeri e proteine diverse. Gli introni non sono solo negli mRNA nucleari degli eucarioti, ma anche nei geni dei mitocondri e plastidi ecc… sono di natura diversa: il loro splicing non richiede l’intervento dello spliceosoma (apparato costituito da proteine ed RNA) perché hanno capacità di escissione autonomaRNA catalitici. Hanno struttura tridimensionale. Vengono classificati come introni di gruppo I, II, III a seconda del tipo di organismo e/o organulo, della struttura e di differenze nel meccanismo di splicing. REGOLAZIONE DELL’ESPRESSIONE GENICA: Gli organismi pluricellulari derivano da un’unica cellula che per successive divisioni mitotiche dà luogo ad un individuo le cui cellule contengono tutte lo stesso patrimonio genetico. Nel caso di organismi unicellulari da una cellula singola si può ottenere una colonia di individui con lo stesso patrimonio genetico. Una certa proteina viene prodotta solo quando è necessaria per la vita della cellula. La sintesi di questa proteina dipende sia dal controllo genetico che dai fattori ambientali. Negli organismi pluricellulari, per successive divisioni mitotiche si formano cellule nervose ecc… gruppi di cellule che possiedono un alto grado di specializzazione certi geni sono attivi ed altri no. REGOLAZIONE GENICA NEI PROCARIOTI: E.coli può moltiplicarsi in un terreno di coltura pur avendo pochi Sali inorganici ed uno zucchero come fonte di energia e carbonio (es lattosio). Quando cresce in presenza di lattosio, il batterio cresce più velocemente rispetto alla presenza di glucosio. I substrati come il lattosio vengono chiamati induttori e gli enzimi corrispondenti sono detti inducibili. Gli enzimi vengono detti enzimi reprimibili ed i metaboliti terminali corepressori. La produzione di mRNA relativo ad enzimi inducibili e reprimibili è sotto il controllo di un gruppo di molecole proteiche che agiscono da repressori. I geni che codificano le proteine sono chiamati geni regolatori gene che codifica per un prodotto la cui funzione è quella di esercitare un controllo sull’attività di sintesi proteica di altri geni. I repressori arrestano la sintesi dell’mRNA perché sono in grado di legarsi a specifiche sequenze nucleotidiche del DNA che costituiscono l’operatore. I repressori possono esistere sia in forma attiva che inattiva a seconda che siano o meno combinati con molecole specifiche di induttori e corepressori. Nel caso di enzimi reprimibili, il repressore è sempre inattivo, solo l’aggiunta del corepressore dà luogo alla formazione di un complesso attivo repressore-corepressore in grado di legarsi all’operatore e di impedire la
sintesi dell’mRNA. l’unione avviene tramite legami deboli in modo che si possono formare e rompere rapidamente. Il repressore può impedire la sintesi di una proteina o di più proteine contemporaneamente. REGOLAZIONE GENICA NEGLI EUCARIOTI: E’ controllata a livello trascrizionale, post-trascrizionale, traduzionale e post-traduzionale. Stato della cromatina: Il DNA è organizzato in modo per garantire il suo funzionamento, integrità e trasmissione alle progenie. Si realizza attraverso il complesso DNA-proteine detto cromatina. La trascrizione è influenzata dalla capacità di RNA polimerasi di legarsi al promotore. Un altro fattore in gioco è la metilazione del DNA legami di gruppo metile alle citosine ed è regolata da enzimi specifici: il legame del DNA alle proteine che attivano la trascrizione può essere impedito dalla presenza di citosine metilate. Può essere riprodotto nelle molecole figlie nel momento della replicazione del DNA e può essere trasmesso via mitosi/meiosi. epigenetica di cui parleremo solo di:1) paramaturazione che non è un fenomeno di mutazione anche se ha effetti simili, ma è l’interazione tra due forme diverse di uno stesso gene che porta ad un cambiamento di espressione ereditabile. L’allele che induce il cambiamento è detto paramutagenico, mentre quello che cambia è detto paramutabile.
4- La lunghezza del cromosoma metafasico è circa 1/10.000 della lunghezza della molecola di DNA. Questo livello di compattamento è avvenuto mediante avvolgimenti e ripiegamenti delle fibre di cromatina attraverso meccanismo non noto. Struttura e morfologia del cromosoma eucariotico: E’ possibile contare i cromosomi. Il n° e la morfologiacariotipo sono costanti. Il cariogramma si costruisce fotografando i cromosomi metafasici e raggruppandoli poi in tante coppie di cromosomi omologhi. Il n° cromosomico si indica con 2n che indica il n° somatico n° di cromosomi che sono contenuti nelle cellule somatiche di un organismo. Contiene n materna ed n paterna; n n° gametico: numero di cromosomi presenti negli spermi e nelle uova. I cromosomi omologhi hanno le stesse dimensioni, la stessa morfologia e gli stessi geni nella stessa posizionelocus. Il cromosoma è un’entità indipendente dal punto di vista strutturale ma non funzionale. E’ parte integrante di un complesso di cromosomi che costituisce il genoma nucleare in cui sono presenti tutti i geni responsabili e indispensabili per la vita e lo sviluppo. Complemento di base insieme dei cromosomi che forma un genoma. Le caratteristiche strutturali del cromosoma sono: Centromero : detto anche costrizione primaria, svolge la funzione importante durante le divisioni mitotiche e meiotiche dato che interagisce con i microtubuli del fuso così da formare un allineamento metafasico e regolare separazione dei cromosomi durante l’anafase. Viene indicato anche come cinetocoro. I frammenti centrici e cioè con il centromero, si comportano come cromosomi interi, mentre i frammenti acentrici e cioè senza centromero, vengono eliminati dalla cellula durante la divisione. Quando i cromosomi vengono colorati si presenta come zona chiara ed è ricca di eterocromatina. Il centromero divide il cromosoma in due bracci ed in base alla posizione possiamo trovare: cromosomi metacentrici: centromero in posizione mediana con bracci lunghi uguali. Cromosomi sub-metacentrici: centromero spostato verso un’estremità, quindi un braccio più lungo ed uno più corto. Cromosomi acrocentrici : centromero in posizione sub-terminale, quindi uno dei due bracci ha dimensioni ridotte. Cromosomi telocentrici: centromero in posizione terminale, quindi sembra che uno dei due bracci non ci siano anche se in realtà c’è ed è ridottissimo. Organizzatore nucleolare: in tutti i genomi esiste almeno un cromosoma dotato di organizzatore nucleolare il cui compito è quello di provvedere alla formazione del nucleolo ed alla sintesi dell’RNA ribosomale. Il DNA di questa regione è detto rDNA ed è formato da sequenze ripetute in serie centinaia di volte. Costrizione secondaria, Satellite: il segmento cromosomico che segue la costrizione secondaria prende il nome di satellite. Cromomeri: ispessimento delle zone del filamento cromosomico che nei primi stadi della divisione cellulare non è uniforme e presenta zone più e meno ispessite. Si possono osservare nella profase meiotica, ma se i cromosomi sono molto grandi anche nella profase mitotica. Telomeri: sono le parti terminali del cromosoma ed impediscono che le estremità cromosomiche si saldino tra di loro o che si unisca ad un segmento cromosomico prodotto a seguito di una rottura. Questo viene mantenuto dall’enzima telomerasi ad ogni ciclo di replicazione del DNA. Eterocromatina: Nel cromosoma si succedono zone in cui la compattazione della cromatina è limitata alle fasi di divisione cellulareeucromatiche. Ci sono zone in cui la cromatina resta condensata anche durante l’interfaseeterocromiche si divide in costitutiva e cioè si trova sempre allo stato condensato o facoltativa se la condensazione ha carattere transitorio. La differenza tra eucromatiche ed eterocromatiche dipende dal carattere fisico (≠ grado di spiralizzazione e condensazione) carattere chimico e genetico. Cromosomi particolari : ci sono casi particolari in cui il DNA va incontro a diversi cicli di replicazione senza che ci sia divisione cellulare. Politenia catene di DNA neoformate che non si staccano dalla catena originale e vanno a formare i cromosomi politenici che sono di grosse dimensioni ed i più conosciuti sono i cromosomi giganti con un volume di circa 1000 volte più grande dei cromosomi normali, dimensioni raggiunta dopo 9/10 cicli di replicazione. Sono molto despiralizzati e distesi. In certe bande si ha l’insorgenza di rigonfiamenti “puffs” dove viene sintetizzato mRNA di geni attivi nella trascrizione. Quando non sono più utili, i puffs regrediscono fino a sparire; cromosomi spazzola: nome dato in base alla forma che assumono. L’asse del cromosoma è costituito da una serie di cromomeri strettamente avvolti ad elica ed uniti da un sottile filamento. Dall’asse dipartono delle espansioni laterali sotto forma di anse dove avviene la sintesi di mRNA presenti a coppia costituite da un filamento di DNA ricoperto da uno strato di RNA e di proteina sottoforma di granuli. Le anse non sono permanenti in quanto degenerano finita la trascrizione di RNA.
LE COMPONENTI NON NUCLEARI DEL GENOMA EUCARIOTICO: oltre al DNA nucleare esiste anche il DNA ubicato nei mitocondri e nei plastidi raggiungendo insieme, il 30%. Il genoma mitocondriale: ha una dimensione inferiore a 20 kb negli animali e nelle piante arriva a 2500 kb e non esiste alcuna correlazione tra grandezza mitocondrio e genoma. Può essere organizzato in una sola molecola o in più molecole circolari. Il n° di prodotti è pari a 20 proteine sia negli animali che nelle piante. Alcune proteine codificate sono importanti per la cellula che alcune mutazioni possono essere letali per essa. Il DNA mitocondriale codifica RNA ribosomale e tRNA. Il sistema genetico è procariotico. Un carattere dovuto alle mutazioni è la maschiosterilità. Il genoma plastidiale: la dimensione del genoma plastidiale oscilla tra i 50 ed i 400 kb ma più spesso tra i 120 ed i 150 kb. E’ organizzato in molecole circolari di dimensioni che variano per la ricombinazione spontanea. Il plastoma è stato sequenziato in un gran numero di specie, contiene 120-140 geni e codifica per 60 proteine rRNA e tRNA. I plastidi derivano da un ciano batterio che ha stabilito una endosimbiosi. Il genoma è molto più piccolo. Molte proteine vengono prodotte da geni nucleari e poi trasferite dentro i plastidi. Le proteine prodotte dai plastidi rimangono al loro interno. LA TRASMISSIONE DEL MATERIALE EREDITARIO NEGLI EUCARIOTI: Lo zigote (2n) è formato dalla fusione di due cellule aploidi (n). lo zigote poi andrà incontro a divisioni cellulari in modo da ottenere un nuovo individuo perché le cellule contengono lo stesso patrimonio genetico. mitosi Meiosi: formazione dei gameti dagli individui diploidi maschili e femminili. MITOSI: Interfase: dove si ha la duplicazione del DNA e dei cromosomi che passano da 2n a 4n. questa duplicazione avviene a metà interfase, nel corso della fase S. prima di questa fase abbiamo la fase G1 dove la cellula si accresce e si prepara alla sintesi di DNA e dopo la fase S abbiamo la fase G2 dove la cellula continua ad accrescersi e si prepara ad entrare in mitosi. Profase: i cromosomi si rendono visibili all’interno della membrana nucleare. Si divide in profase iniziale dove ciascun cromosoma consiste di due filamenti adiacenticromatidi fratelli con strozzatura al centro detta centromero. I cromosomi sono fortemente despiralizzati e sono distribuiti senza ordine apparente nel nucleo. Poi abbiamo la profase intermedia dove i cromosomi si accorciano e si ispessiscono per un processo di spiralizzazione e poi abbiamo la profase terminale dove i cromosomi hanno una lunghezza che è circa 1/10 di quella iniziale. Nella prometafase il nucleo scompare. Metafase: i centrioli si sdoppiano e migrano in direzione opposta, formando un fascio di fibre che assume la forma di un “fuso”fuso mitotico. Le coppie di cromatidi si muovono su un piano immaginario che taglia a metà la cellulapiano equatoriale. Anafase: i due cromatidi di ciascun cromosoma si separano e si spostano uno verso un polo della cellula e l’altro verso il polo opposto. In questo modo ciascuna metà cellula riceve un numero uguale di cromatidi. Telofase: ciascun gruppo di cromatidi viene circondato da una membrana nucleare, quindi i cromatidi iniziano a de condensarsi ed a formare i nuclei figli. Ciascuna cellula figlia avrà una copia di ciascun cromosoma ed un patrimonio cromosomico completo. Citodieresi: il citoplasma si divide ed il contenuto della cellula viene suddiviso in due cellule separate. MEIOSI: E’ un processo caratteristico delle cellule eucarioti, riguarda la produzione delle cellule sessuali o gameti degli organismi pluricellulari. Profase I: Si divide in 5 sottofasi: leptotene dove i cromosomi appaiono come filamenti più lunghi e sottili. Ogni cromosoma è costituito da due cromatidi. Zigotene appaiamento dei cromosomi omologhi sinapsi. I due cromosomi vengono a stretto contatto grazie al complesso sinaptimetico. A sinapsi avvenuta, i due omologhi risultano appaiati. Pachitene in questa fase, ogni coppia di omologhi è costituita da 4 filamenti (tetrade). Si verifica il crossing-over. Diplotene I filamenti cominciano a separarsi e si osservano le formazioni a croce dette chiasmi. Nel chiasma, i due cromatidi interessati, si toccano in un punto mentre per il resto risultano separati. Alla fine di questa fase, i cromosomi sono più corti ed ispessiti. Diacinesi i nucleoli e la membrana nucleare scompaiono. Metafase I :le coppie di cromosomi si muovono verso la zona mediana del fuso e come avviene nella mitosi, si dispongono sul piano equatoriale. Nella metafase della mitosi i centromeri sono disposti nel piano equatoriale, mentre nella meiosi, le coppie di omologhi sono disposte sul piano equatoriale in modo che le coppie siano fronteggiate sul piano. Anafase I: i due centromeri si allontano ed ogni cromosoma si separa dall’omologo: i membri di ogni coppia migrano verso poli opposti. A questo punto si ha la separazione del centromero materno da quello paterno (assortiti). Centromeri e non cromosomi perché nella metafase I con il crossing over c’è stata mescolanza.
informazioni per produrre proteine. Questi possono assumere forme alternative o forme alleliche o alleli forme alternative dello stesso gene che si trovano nella stessa porzione di cromosoma. Questi sono responsabili di un particolare carattere. I gameti possiedono per ciascun carattere un solo allele, mentre per le cellule somatiche che derivano dallo zigote ne contengono due. Gli individui che hanno cellule somatiche con alleli uguali sono detti omozigoti mentre se hanno alleli diversi allora sono detti eterozigoti. Per indicare un gene si una la lettera maiuscola se l’allele è dominante, la lettera minuscola se l’allele è recessivo. 3°LEGGE: segregazione indipendente: Mendel fece incrociare linee pure che differivano per due coppie alleliche, cioè per due caratteri: forma e colore del seme. Es. liscio-giallo (doppio dominante) X rugoso- verde (doppio recessivo) LLGG X llgg, ottenne una F1 con semi lisci e gialli (LlGg) per effetto della dominanza. L’autofecondazione del diibrido da il seguente risultato: semi lisci-gialli 315; semi lisci-verdi 101; semi rugosi-gialli 108; semi rugosi-verdi 32 in modo tale da avere per il carattere liscio-rugoso 3:1 e per il carattere giallo-verde 3:1. Quando si effettua la classifica in base al colore ed alla forma, si ha un rapporto di 9:3:3:1. 9/16 sono dominanti; i due gruppi formati da 3/16 manifestano un dominante ed un recessivo e 1/16 è recessivo. LE BASI CROMOSOMICHE DELLA SEGREGAZIONE INDIPENDENTE: i geni sono ubicati nei cromosomi. Supponiamo che le due coppie alleliche abbiano i locus in due diverse coppie di cromosomi omologhi. I diversi orientamenti delle coppie di cromosomi omologhi alla metafase I consentono di ottenere 4 tipi di gameti in proporzioni uguali. Se tra i centromeri ed i loci non è avvenuto nessun crossing over i gameti che si ottengono da ciascuna meiosi sono due. Se invece tra un centromero ed il locus è avvenuto un crossing over si avranno 4 tipi di gameti con proporzioni uguali. Ciò è valido solo quando i geni che si considerano sono ubicati su coppie diverse di cromosomi omologhi. Gli stessi risultati si otterrebbero anche quando l’incrocio iniziale è GGll X ggLL che formerebbero una F1 GgLl che formerebbero 4 tipi di gameti in proporzioni uguali. La segregazione che si osserva nella F2 di ibridi è indipendente dai genotipi dei genitori dell’ibrido F1. Anche la segregazione indipendente può essere verificata mediante re incrocio tra il diibrido ed il doppio recessivo omozigote e si ottiene una F1 con gameti in proporzioni tutti uguali 1:1:1:1. SEGREGAZIONE E RICOMBINAZIONE DI GENI INDIPENDENTI: Ricombinazione formazione di combinazioni geniche nuove rispetto ai parentali o il fenomeno per il quale i geni presenti nei gameti dei figli sono in parte di origine paterna e di origine materna. Dall’incrocio LLGG X llgg si ottiene F1 LlGg che produce 4 tipi di gameti (LG, lg, Lg, lG) in proporzioni uguali LG e lg sono detti parentali perché uguali alle linee pure mentre Lg e lG sono detti ricombinanti. Questi termini non indicano una caratteristica intrinseca del gamete, ma acquistano significato solo quando posti in relazione con i tipi di gameti prodotti dai genitori dell’ibrido. Infatti LlGg può essere ottenuto da llGG X LLgg dove in questo caso i parentali sono lG ed Lg ed i ricombinati LG ed lg. In metafase I non è più possibile parlare di cromosomi materni e paterni, ma di centromeri materni e paterni perché in profase I è avvenuto il crossing over, quindi i cromatidi che costituiscono i cromosomi sono in parte materni ed in parte paterni, mentre i centromeri rimangono materni e paterni. LA SEGREGAZIONE DEL DIIBRIDO IN ASSENZA DI DOMINANZA: In assenza di dominanza, i rapporti di segregazione del diibrido diventano più complessi, infatti gli F2 possono essere raggruppati in 9 classi fenotipiche corrispondenti alle combinazioni genotipiche previste per il diibrido. Quindi da 9:3:3:1 si passa a 1:2:1:2:4:2:1:2:1. POLIIBRIDI: Prendendo come esempio il triibrido AaBbCc si ha:
Se diagnosticata precocemente, gli individui possono essere nutriti con una dieta priva di fenilalanina e non presentare i sintomi della malattia. Dominanza incompleta: Nel caso della dominanza incompleta l’eterozigote mostra un fenotipo intermedio a quello dei due omozigoti. Esempio di dominanza incompleta ↓ Per esempio: Il colore del fiore nella bella di notte ( Mirabilis jalapa ) Due alleli CR = allele per il colore rosso; CW = allele per il colore bianco Sovradominanza: La sovradominanza è il fenomeno che conferisce un maggiore vigore all’eterozigote rispetto ai due omozigoti di solito determinata dalla presenza di due alleli che producono proteine con piccole differenze nelle loro sequenze aminoacidiche. Viene definita anche vantaggio dell’eterozigote. La sovradominanza è correlata a una strategia comunemente usata da agricoltori e allevatori: Incrociando due varietà differenti e altamente inincrociate, Gli ibridi possono mostrare caratteristiche superiori a quelle di entrambe le linee parentali. Questo fenomeno si definisce vigore dell’ibrido o eterosi. L’eterosi serve a migliorare caratteri quantitativi come la dimensione, il peso e il tasso di crescita. L’eterosi tipicamente coinvolge molti geni. I suoi effetti vantaggiosi possono essere attribuiti alla sovradominanza in uno o più loci eterozigoti. Può però essere anche il risultato del mascheramento di alleli recessivi dannosi che tendono ad accumularsi nelle linee caratterizzate da alta consanguineità. ASSOCIAZIONE, SCAMBIO E MAPPE GENETICHE (CAPITOLO 6) ASSOCIAZIONE: Es. incrocio tra piante di pisello a fiore violaceo e polline allungato (CCRR) con piante di pisello a fiore rosso e polline rotondo (ccrr) F1 CcRr auto fecondate e si ottenne una F2 che presentava fenotipi troppi fenotipi uguali ai genitori dell’ibrido dell’F1 e troppo pochi ricombinanti rispetto ai rapporti attesi con la segregazione indipendente del diibrido e videro che la proporzione dei due tipi parentali è superiore all’attesa osservati: 296 fiori violacei e polline allungato, 19 fiori violacei e polline rotondo, 27 fiori rossi e polline allungato, 85 a fiore rosso e polline rotondo in percentuale 69,32%, 4,44%, 6,32% e 19,90% con degli attesi che dovrebbero essere: 240 fiori violacei e polline allungato, 80 fiori violacei e polline rotondo, 80 fiori rossi e polline allungato, 27 a fiore rosso e polline rotondo. I fenotipi doppi recessivi con frequenza del 19,90% è prodotto da gameti maschili e femminili che hanno le stesse frequenze ed il loro prodotto vale come il quadrato della frequenza dei gameti maschili e femminili; la frequenza cr sarà quindi √0,1990= 0,446= 44,6%. I gameti GR si formano allo stesso modo quindi hanno la stessa percentuale. I gameti Cr e cR si trovano per differenza da 100 44,6+44,6 = 89,2%-->100%-89,2% = 10,8/2 = 5,4%. Si rileva un eccesso di gameti parentali e un deficit di gameti ricombinati. Eseguirono l’esperimento con gli stessi caratteri, ma in combinazioni diverse: piante omozigoti con fiore violaceo e polline rotondo (CCrr) con fiore rosso e polline allungato (ccRR)F1 (CcRr) ed autofecondate si ottenne una generazione F2 in cui le combinazioni parentali erano ancora in eccesso, mentre i ricombinanti erano in proporzioni più basse rispetto alle attese. Coupling situazione in cui tendono a rimanere insieme, in un gamete, i due dominanti e nell’altro gamete, i due recessivi (CR e cr) Repulsion per indicare il caso in cui il dominante tende a rimanere insieme ad un recessivo dell’altro carattere nello stesso gamete e viceversa. (Cr e cR). Questi due termini sono ancora in uso anche se si preferisce usare il termine cis per coupling e trans per il termine repulsion. LA RICOMBINAZIONE DEI GENI ASSOCIATI: Si pensava che i geni da loro considerati si trovassero sullo stesso cromosoma e che la loro tendenza a rimanere insieme nello stesso cromosoma non fosse assoluta perché altrimenti in F1 si sarebbero prodotti solo gameti parentalie invece in F2 si sono prodotte 46 (19+27) piante su 427 da gameti ricombinati. La ricombinazione si spiega con il crossing-over. Quando i geni appartengono allo stesso linkage i cromosomi tra i due loci che si hanno alla meiosi delle piante F1, fanno ottenere cromosomi di tipo parentale
e di tipo ricombinato (che si sono scambiati parti paterne e materne). I cromosomi non interessati da crossing over vengono detti non crossover, mentre quelli interessati da crossing over vengono detti crossover. In I vediamo i due cromosomi omologhi appaiati; uno con una linea rossa che porta gli alleli a e b, l’altro con una linea nera che porta A e B. i cerchietti rappresentano i centromeri. In II sono duplicati, in III si nota che si è formato un chiasma tra A e B con conseguente scambio materiale di segmenti equivalenti tra due cromatidi dei due cromosomi omologhi. IV le diadi dopo la prima divisione meiotica. Il cromatidio in alto contiene AB senza crossing over ed un cromatidio Ab crossover, il nucleo in basso contiene un cromatidio crossover in alto aB e quello più in basso non crossover ab. In V notiamo 4 nuclei aploidi formatisi dopo la seconda divisione meiotica che ha comportato la duplicazione dei centromeri 50% gameti parentali e 50% gameti ricombinati. Nel caso dell’associazione però la percentuale dei gameti ricombinati è inferiore al 50% perché il crossing over non avviene in tutte le meiosi. E’ bene chiarire che il termine “ricombinazione”, non è sinonimo di crossing over. Il meccanismo chiave della ricombinazione è la disposizione casuale dei centromeri materni e paterni rispetto al piano equatoriale alla metafase I. ricombinazione significa produzione di combinazioni di alleli nuove rispetto a quelle parentali sia nei gameti che nelle progenie di un individuo eterozigote. CROSSING OVER E MAPPE GENETICHE NEGLI ORGANISMI DIPLOIDI: IL TEST A 2 PUNTI: Se i geni sono disposti linearmente lungo il cromosoma, la frequenza con cui il crossing over si verifica tra due geni dovrebbe essere funzione della loro distanza. Per calcolare la loro distanza relativa, i rapporti fenotipici che si ottengono nel reincrocio esprimono fedelmente i rapporti tra i gameti prodotti dall’ibrido. Nel reincrocio del diibrido si ottengono due fenotipi parentali e due ricombinanti, questi ultimi, quando ci si trova in presenza di associazione, sono riconoscibili perché sempre presenti in una misura complessiva inferiore al 50%. La percentuale di gameti ricombinati viene utilizzata per misurare la distanza tra geni lungo il cromosoma. La distanza tra i geni si esprime in unità di ricombinazione o centrimorgan o unità di mappa. La relazione tra distanza fisica e distanza espressa in unità di mappa è analoga a quella che esiste, per esempio, tra i km che separano due stazioni ferroviarie ed il tempo necessario per percorrere con il treno la distanza. Una serie numerosa di test a due punti consente di individuare i gruppi di associazione e di assegnare a ciascun gene la sua posizione in relazione agli altri geni dello stesso gruppo: la rappresentazione schematica di un gruppo di associazione con i geni nella loro posizione relativa prende il nome di mappa genetica o mappa di associazione. EFFETTO DI CROSSING OVER MULTIPLI SUL CALCOLO DELLE DISTANZE DI MAPPA:TEST A 3 PUNTI: I cromatidi di un cromosoma possono subire più crossing over nello stesso tempo ed è evidente che tale situazione influenza profondamente i tipi di gameti che si formano. Nel caso del crossing over doppio a due filamenti, che si ha quando il crossing over interessa gli stessi due cromatidi, si hanno due non crossover e due crossover doppi. Nei crossover doppi i due geni estremi che si considerano, non manifestano ricombinazione. Varia soltanto la posizione del gene centrale rispetto ai geni laterali. ANALISI DELLE TETRADI E COSTRUZIONE DELLE MAPPE GENETICHE NEGLI APLOIDI: L’analisi delle tetradi viene condotta in modo differente a seconda che si tratti di tetradi non ordinate o di tetradi ordinate. Analisi di tetradi non ordinate: il metodo che consente di calcolare la distanza di mappa tra due o più geni si basa sugli stessi principi descritti per i diploidi. Troviamo i ditipi parentali (DP), i ditipi non parentali (DNP) ed i tetratipi (T). per stabilire se due geni segregano indipendentemente o sono associati è necessario anzitutto confrontare la frequenza dei ditipi parentali con la frequenza dei ditipi non parentali. Nel caso di segregazione indipendente, i DP e i DNP , formandosi come conseguenza della disposizione casuale dei cromosomi alla metafase I della meiosi sono attesi essere in numero uguale. Nel caso di associazione i DP sono frutto di meiosi senza crossing over mentre i DNP sono frutto di meiosi con doppio crossing over a quattro filamenti per cui i DP sono attesi con una frequenza molto superiore alla frequenza dei DNP. Analisi di tetradi ordinate: può essere fatta anche seguendo i procedimenti visti per le tetradi non ordinate; le tetradi ordinate possono servire per calcolare la distanza tra un gene ed il centromero e calcolare la distanza tra due geni. Quando un gene è tanto distante dal centromero che in tutte le meiosi si verifica un crossing over tra il centromero ed il locus ci si aspetta di osservare il 100% di aschi con segregazione in seconda divisione: in tal caso però diventa molto probabile che in alcune meiosi si verifichino anche dei doppi crossing over. Per questo motivo quando le distanze di mappa determinate sulla base della % di aschi che mostrano segregazione in seconda divisione, risultano notevoli. In questo caso, la distanza può essere calcolata con grande precisione.