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Genoma: Virus, Procarioti ed Eucarioti, Appunti di Biologia Molecolare

La struttura e la composizione del genoma in virus, procarioti e eucarioti. Il genoma virale è organizzato all'interno del capside e può essere a doppio o a singolo filamento, mentre i genomi batterici mostrano una notevole variabilità di dimensioni e possono subire eventi di trasferimento genico laterale. Il documento inoltre tratta della struttura della cromatina, composta da nucleosomi, e della struttura del dna a livello dei telomeri.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 22/11/2021

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GENOMA: VIRUS, PROCARIOTI ED EUCARIOTI
GENOMA VIRALE (dimensione: 104)
Il genoma dei virus è organizzato all’interno del capside protettivo, e questo può essere costituito da DNA o
RNA, e questi possono essere a doppio o a singolo filamento. I capsidi protettivi dei virus sono costituiti da
subunità più o meno numerose di una sola o di poche proteine. Ci sono due modi in cui il materiale
genetico può organizzarsi:
1. Nei virus filamentosi il rivestimento proteico si assembla intorno all’acido nucleico organizzandolo in una
struttura elicoidale.
2. Nei virus icosaedrici viene prima assemblato un involucro vuoto nel quale, successivamente, viene
introdotto il genoma con un processo che viene chiamato di impacchettamento (packaging).
GENOMA BATTERICO (dimensioni: 106)
I genomi procariotici sono costituiti da un singolo cromosoma, costituito da un’unica molecola circolare di
DNA a doppia elica che è altamente ripiegata, organizzata in un centinaio di anse. Ciascuna ansa è ancorata
alla base a una struttura non ben definita, costituendo un dominio indipendente.
Le dimensioni della molecola sono 1000 volte maggiori rispetto alla cellula, per cui è necessario che il DNA
si impacchetti sotto forma di nucleoide, che si trova all’interno del citoplasma, in uno stato superavvolto,
ancorati in un punto alla superficie interna della membrana cellulare, cioè il mesosoma
Il superavvolgimento può essere negativo (DNA più rilassato) o positivo (DNA più compatto); questi
superavvolgimenti sono determinati dalle DNA topoisomerasi, generando numerose torsioni.
Il nucleoide di E. coli è composto per l’80% di DNA, essendo il restante 20% costituito da proteine e RNA.
Inoltre, sono state isolate varie proteine che si trovano legate al DNA di E. coli, e che presentano una
I genomi batterici mostrano una notevole variabilità delle dimensioni, correlata al loro stile di vita. La
componente genomica comune è denominata endogenoma, mentre la frazione variabile è estremamente
diversa da ceppo a ceppo.
I genomi procariotici mostrano una “plasticità” molto elevata, che è correlata alla possibilità di eventi di
trasferimento genico laterale, nei quali del materiale genetico viene trasferito da un individuo a un altro
questo può avvenire attraverso tre meccanismi principali:
(1) trasformazione in cui il batterio ricevente può acquisire DNA esogeno nella condizione in cui sia reso
“competente” per questo trasferimento;
(2) coniugazione i cui il trasferimento avviene attraverso il contatto fisico cellula-cellula (simile ad una
riproduzione);
(3) trasduzione in cui il trasferimento di materiale genetico è mediato da un’infezione fagica.
Gli eventi di trasferimento genico laterale possono conferire al batterio ricevente particolari proprietà,
come la resistenza ad antibiotici. In questo caso il tratto genico che conferisce le proprietà patogene viene
denominato isola di patogenicità.
GENOMA EUCARIOTICO (dimensioni: 109)
I genomi eucariotici presentano le seguenti caratteristiche:
- è di dimensioni più grandi di quelle dei procarioti
- è organizzato in cromosomi
- possiede telomeri
- possiede molti geni interrotti
- trascrizione e sintesi proteica avvengono in ambienti separati.
Nei nuclei delle cellule eucariotiche il materiale genetico è organizzato sottoforma di cromatina.
La struttura della cromatina è organizzata in nucleosomi, costituiti da un tratto di DNA associato con un
ottamero di proteine istoniche. Queste sono proteine basiche che interagiscono con le cariche negative dei
gruppi fosfato del DNA, la restante parte proteica è costituita da proteine basiche non istoniche
denominate High-Mobility Group (HMG).
L’ottamero consiste di due copie di ciascuno degli istoni H2A, H2B, H3 e H4 e rappresenta la struttura
centrale del nucleosoma, il core, intorno al quale la doppia elica di DNA compie quasi due giri.
Gli istoni presentano una struttura costituita da 3 regioni ad α-elica denominata histone-fold e da una
regione (coda) N-terminale.
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GENOMA: VIRUS, PROCARIOTI ED EUCARIOTI

GENOMA VIRALE (dimensione: 10^4 ) Il genoma dei virus è organizzato all’interno del capside protettivo , e questo può essere costituito da DNA o RNA, e questi possono essere a doppio o a singolo filamento. I capsidi protettivi dei virus sono costituiti da subunità più o meno numerose di una sola o di poche proteine. Ci sono due modi in cui il materiale genetico può organizzarsi:

  1. Nei virus filamentosi il rivestimento proteico si assembla intorno all’acido nucleico organizzandolo in una struttura elicoidale.
  2. Nei virus icosaedrici viene prima assemblato un involucro vuoto nel quale, successivamente, viene introdotto il genoma con un processo che viene chiamato di impacchettamento ( packaging ). GENOMA BATTERICO (dimensioni: 10^6 ) I genomi procariotici sono costituiti da un singolo cromosoma , costituito da un’unica molecola circolare di DNA a doppia elica che è altamente ripiegata, organizzata in un centinaio di anse. Ciascuna ansa è ancorata alla base a una struttura non ben definita, costituendo un dominio indipendente. Le dimensioni della molecola sono 1000 volte maggiori rispetto alla cellula, per cui è necessario che il DNA si impacchetti sotto forma di nucleoide , che si trova all’interno del citoplasma, in uno stato superavvolto, ancorati in un punto alla superficie interna della membrana cellulare, cioè il mesosoma Il superavvolgimento può essere negativo (DNA più rilassato) o positivo (DNA più compatto); questi superavvolgimenti sono determinati dalle DNA topoisomerasi, generando numerose torsioni. Il nucleoide di E. coli è composto per l’80% di DNA, essendo il restante 20% costituito da proteine e RNA. Inoltre, sono state isolate varie proteine che si trovano legate al DNA di E. coli, e che presentano una I genomi batterici mostrano una notevole variabilità delle dimensioni, correlata al loro stile di vita. La componente genomica comune è denominata endogenoma , mentre la frazione variabile è estremamente diversa da ceppo a ceppo. I genomi procariotici mostrano una “plasticità” molto elevata, che è correlata alla possibilità di eventi di trasferimento genico laterale, nei quali del materiale genetico viene trasferito da un individuo a un altro questo può avvenire attraverso tre meccanismi principali: (1) trasformazione in cui il batterio ricevente può acquisire DNA esogeno nella condizione in cui sia reso “competente” per questo trasferimento; (2) coniugazione i cui il trasferimento avviene attraverso il contatto fisico cellula-cellula (simile ad una riproduzione); (3) trasduzione in cui il trasferimento di materiale genetico è mediato da un’infezione fagica. Gli eventi di trasferimento genico laterale possono conferire al batterio ricevente particolari proprietà, come la resistenza ad antibiotici. In questo caso il tratto genico che conferisce le proprietà patogene viene denominato isola di patogenicità. GENOMA EUCARIOTICO (dimensioni: 10^9 ) I genomi eucariotici presentano le seguenti caratteristiche:
  • è di dimensioni più grandi di quelle dei procarioti
  • è organizzato in cromosomi
  • possiede telomeri
  • possiede molti geni interrotti
  • trascrizione e sintesi proteica avvengono in ambienti separati. Nei nuclei delle cellule eucariotiche il materiale genetico è organizzato sottoforma di cromatina. La struttura della cromatina è organizzata in nucleosomi , costituiti da un tratto di DNA associato con un ottamero di proteine istoniche. Queste sono proteine basiche che interagiscono con le cariche negative dei gruppi fosfato del DNA, la restante parte proteica è costituita da proteine basiche non istoniche denominate High-Mobility Group ( HMG ). L’ottamero consiste di due copie di ciascuno degli istoni H2A, H2B, H3 e H4 e rappresenta la struttura centrale del nucleosoma, il core , intorno al quale la doppia elica di DNA compie quasi due giri. Gli istoni presentano una struttura costituita da 3 regioni ad’ α-elica denominata histone-fold e da una regione (coda) N-terminale.

La struttura histone-fold permette la formazione delle coppie eterodimeriche di H2A con H2B e di H3 con H4. Le code N-terminali degli istoni sporgono all’esterno del nucleosoma, e sono particolarmente ricche di residui di arginina e lisina, rendendo gli istoni molto basici. Queste non sono necessarie per la formazione e il mantenimento della struttura dell’ottamero istonico, ma sono regioni bersaglio di una serie di modificazioni chimiche (post-traduzionali). Al core del nucleosoma, ma all’esterno, si trova associata una molecola dell’ istone H1 (istone linker). L’istone H1 contribuisce alla struttura della cromatina, poichè interagisce con il DNA linker , producendo una maggiore adesione del DNA all’ottamero istonico. L’interazione tra DNA e core istonico è mediata da circa 140 legami a idrogeno; quasi tutti i legami si instaurano con gli atomi di ossigeno dei legami fosfodiesterici vicini al solco minore; solo 7 legami vengono formati tra le proteine e le basi attraverso il solco maggiore. In condizioni di bassa forza ionica e in assenza dell’istone H1 si osserva la struttura meno condensata della cromatina, la collana di perle. Se analizziamo la cromatina in condizioni più fisiologiche, essa appare come una struttura chiamata anche solenoide , in cui i nucleosomi appaiono organizzati in una struttura elicoidale con sei nucleosomi per giro. Le code N-terminali degli istoni contribuiscono alla formazione della fibra da 30 nm mediando interazioni sotto forma di legami idrogeno tra nucleosomi adiacenti. Il posizionamento di un nucleosoma può essere:

  • intrinseco quando, per qualche motivo strutturale, la sequenza del DNA tende a “catturare” un ottamero in una precisa posizione. Poiché l’assemblaggio del nucleosoma comporta un avvolgimento del DNA intorno all’ottamero di istoni e poiché questo avvolgimento richiede energia, esso tenderà a posizionarsi preferibilmente nelle regioni del DNA che si presentano intrinsecamente curve.
  • estrinseco quando questo è indotto da qualche altro fattore. Per esempio, la presenza di una proteina legata a una specifica sequenza del DNA impedirà che su questa si assembli un nucleosoma, che sarà quindi spinto ad assemblarsi in posizione adiacente. Anche gli stessi nucleosomi possono determinare un posizionamento estrinseco dei nucleosomi adiacenti. Un nucleosoma può assumere diverse posizioni spostandosi lungo la molecola di DNA:
  • posizionamento traslazionale il contatto ottamero/DNA avviene sempre sulla stessa faccia del DNA
  • posizionamento rotazionale , il contatto ottamero/DNA si sposta comportando una rotazione del DNA rispetto all’ottamero.
  • Le molecole di DNA sono organizzate in numerose anse ancorate alla base su una struttura filamentosa chiamata matrice nucleare (la topoisomerasi II e le proteine SMC sono componenti essenziali di queste strutture proteiche). Nel DNA esistono delle sequenze specifiche per l’ancoraggio alla matrice nucleare chiamate MAR e all’impalcatura cromosomica, chiamate SAR. CROMATINA La fibra cromatinica può presentarsi, nel corso del ciclo cellulare, sottoforma di:
  • eucromatina , cioè la cromatina si trova dispersa nel nucleo (durante l’interfase);
  • eterocromatina , cioè masse di cromatina più compatta (durante la breve fase mitotica, cioè quando il DNA ormai replicato deve essere segregato nelle due cellule figlie). L’eterocromatina interfasica può essere distinta in due tipi:
  1. l’eterocromatina costitutiva resta sempre compatta e rappresenta regioni del genoma che, non avendo capacità codificante, non vengono mai espresse e che potrebbero avere un ruolo strutturale nel cromosoma.
  2. l’eterocromatina facoltativa , che è tale solo in alcune situazioni, rappresenta regioni che hanno capacità codificante che si esplica però solo in alcune condizioni. Ogni cromosoma contiene un’unica molecola di DNA a doppia elica, in genere molto lunga, che corre da un estremo all’altro. Ogni cromosoma mitotico appare come due filamenti ( cromatidi fratelli ) tenuti insieme nella regione del centromero. Il centromero è costituito da un complesso proteico assemblato su una specifica sequenza di DNA. A esso si lega l’estremità di un microtubulo, mentre l’altra estremità è connessa a un polo del fuso mitotico permettendo la migrazione dei cromosomi durante l’anafase del processo

PSEUDOGENI

Gli pseudogeni , presenti nel genoma eucariotico, sono geni inattivi non funzionali, incapaci di esprimere proteine. Gli pseudogeni possono essere riconosciuti come tali sia per la presenza di mutazioni, sia per l’assenza di un promotore funzionale che ne impedisce la trascrizione. Gli pseudogeni possono avere origine attraverso due principali meccanismi:

  • duplicazione può originare una nuova copia del gene che, originariamente, conserva la struttura in esoni e introni del gene originario e può rimanere inattiva se non viene integrata a valle di un promotore funzionale.
  • retrotrasposizione , gli pseudogeni sono riconoscibili per il fatto che sono privi di introni, poiché originati da una retrotrascrizione del RNA. A seconda di come si integrano vengono classificati in:
  • pseudogeni duplicati si trovano inizialmente vicini ai geni di origine, anche se poi possono traslocare in altre parti del genoma
  • pseudogeni processati vanno a integrarsi a caso in qualsiasi parte del genoma. L’inattivazione di un gene, attraverso la degenerazione in pseudogene, può anche essere indipendente dall’evento di duplicazione o retrotrasposizione. Può infatti essere dovuta a mutamenti su determinati caratteri. Anche se gli pseudogeni sono per definizione geni inattivi, non è detto che siano del tutto privi di funzione. Infatti, una piccola parte di essi risulta essere trascritta, e l’RNA prodotto, anche se non codificante per proteine, potrebbe svolgere qualche ruolo funzionale. Alcuni pseudogeni possono essere riattivati nel corso del processo evolutivo. In questo modo potrebbero costituire una riserva di nuovi geni potenziali da riattivare in risposta a specifiche condizioni.

Paradosso del valore C

La mancanza di correlazione tra la complessità del genoma e la complessità morfologica di un organismo e le dimensioni del suo genoma è definita Paradosso del valore C. Il Paradosso del valore C è spiegato considerando:

  • le dimensioni dei geni discontinui (numero - grandezza introni).
  • La quantità di DNA ripetitivo, che rappresenta il componente più abbondante della porzione di DNA non codificante dei genomi eucariotici.

Organizzazione genoma umano

Il Genoma umano è costituito da circa 3 miliardi di bp e contiene un numero di geni (ancora imprecisato) pari a circa 25,000. Nel genomaumano le sequenze codificanti per proteine (esoni) sono < 5%.

  • sequenze ripetute in tandem
  • Ripetizioni di corte sequenze
  • DNA satellite, micro e mini satelliti.
  • clusters di geni rRNAe tRNA
  • sequenze ripetute disperse nel genoma
  • Sequenze derivate da retrotrasposoni, retrovirus-like elements, pseudogeni, introni e regioni intergeniche Gli elementi ripetuti interspersi costituiscono circa il 45% del genoma umano.
  • Sequenze derivate da elementi trasponibili (retrotrasposoni): 43% del genoma.
  • LINE (Long Interspersed nuclear elements) (21%) Trascritte-funzione sconosciuta (850.000 copie).
  • SINE, (Short Interspersed nuclear elements es. Alu) (1.500.000 copie) Trascritte - funzione sconosciuta (13% genoma).
  • Elementi LTR (Long Terminal Repeats) (8 %del genoma) 450.000 copie.
  • Trasposoni a DNA.
  • Altre sequenze → Copie di geni trasposti e inattivi o parzialmente attivi (PSEUDOGENI).
  • Duplicazioni di segmenti(10-300 kbp)in uno o più punti del genoma.
  • introni, regioni intergeniche.