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La definizione di una città e le sue funzioni, con un focus particolare su quelle economiche, sociali e urbane. Anche del fenomeno dell'urbanesimo e della crescita di megapololi e metropoli. Le tematiche trattate comprendono l'assetto fisico di una città, il suo sviluppo storico e la sua posizione geografica.
Tipologia: Appunti
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Solo una piccola parte delle radiazioni infrarosse riescono ad abbandonare la Terra. Vi è un fenomeno che consiste nell’intrappolamento di queste radiazioni da parte dell’atmosfera: l’ EFFETTO SERRA, che dipende dal VAPORE ACQUEO e da GAS SERRA (costituenti minori) come l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto. L’effetto serra è un fenomeno che esiste già in natura, ed è fondamentale: serve per il BILANCIO ENERGETICO del nostro pianeta. Se non esistesse, la temperatura media su tutta la terra sarebbe di -17 gradi, mentre complessivamente è di +15 gradi. Ciò provocherebbe l’assenza di vita. Le osservazioni hanno messo in evidenza come alcuni dei gas serra presentano una significativa crescita delle concentrazioni in atmosfera a causa dell’attività umana. La concentrazione di CO2 è in progressivo aumento: a questo si aggiunge un altro dato: il GLOBAL WARMING. I dati provengono da migliaia di stazioni, che ci dicono come cambia nel tempo la temperatura di un determinato luogo: questo dimostra come il periodo 1988-2007 sia il ventennio più caldo degli ultimi 150 anni. In questo ventennio ci sono 17 dei 20 anni più caldi degli ultimi 150 anni, e anche l’anno più caldo in assoluto: 1998. I dati del global warming vanno anche più indietro di 150 anni: ma in passato gli strumenti utilizzati erano molto meno precisi, e ci si riferisce a cronache del passato: dipinti, descrizioni di determinati passi montani.
Accanto all’incremento della temperatura(Global Warming) , nel corso degli ultimi decenni si sono osservati anche significativi cambiamenti per altri fenomeni meteorologici: ad esempio le PRECIPITAZIONI, che hanno avuto un debole incremento. Si sta però verificando una tendenza a un maggior numero di eventi precipitativi di forte intensità, e l’Italia ne è protagonista (non ci sono più temporali, ma l’intensità è aumentata molto). Inoltre vi è un notevole aumento di durata degli EVENTI SICCITOSI.
L’ozono (O3) è un costituente naturale dell’atmosfera. Ha una maggior ripartizione nelle regioni polari, e raggiunge il minimo nella zona equatoriale. Dal punto di vista della presenza in quota, è maggiormente presente nella STRATOSFERA INFERIORE (18-30 km di altezza)
Anche la presenza dello strato di ozono è fondamentale per la vita sulla terra, perché questo gas intercetta una buona parte delle radiazioni ultraviolette che provengono dal sole, impedendo che queste raggiungano la Terra. Studi e ricerche dagli anni ’60 fino ai giorni nostri hanno accertato che l’ozono viene distrutto da sostanze chimiche immesse nell’atmosfera da processi industriali, e in particolare i CFC (CloroFluoroCarburi), che giungono a quote elevate e producono cloro, che distrugge l’ozono. Dal 1985 si è notato l’assottigliamento nello strato di ozono nella zona dell’Antartide. Da qui la definizione “buco nell’ozono”. Di anno in anno il buco dell’ozono si allarga su tutta la superficie terrestre. È evidente che se ci fosse una quantità insufficiente di O3 nella stratosfera, una quantità sempre maggiore di radiazioni ultraviolette raggiungerebbe la Terra, che modificherebbero la temperatura terrestre e creerebbero danni alla fauna e alla flora. Aumenterebbero nell’uomo il rischio di una maggior diffusione di tumori della pelle.
PREVISIONE PER IL FUTURO
Prevedere e instradare l’emissione delle sostanze tossiche prodotte dai complessi industriali.
Ciò dipende da fattori sociali, tecnologici, economici.
Le emissioni di inquinamento e la loro ripercussione nell’atmosfera non sono così consequenziali. Si possono fare delle stime. C’è una notevole dose di incertezza da parte degli scienziati circa la previsione del futuro, perché è parziale la capacità umana di comprendere e descrivere il complessissimo sistema climatico. La situazione è preoccupante.
La cartografia è strumento indispensabile per lo studio del geografo perché quando si parla di studio del territorio e delle differenziazioni spaziali, è necessario che lo spazio sia riprodotto in forma facilmente consultabile: questa è opera dei CARTOGRAFI.
Specifichiamo: non è la CARTINA, ma la carta geografica.
Che cos’è una CARTA GEOGRAFICA?
Il piano su cui la superficie terrestre viene rappresentata corrisponde alla superficie matematica del GEOIDE, che è il solido che rappresenta la TERRA.
I punti del geoide vengono trasferiti in piano (sulla carta) per mezzo delle PROIEZIONI GEOGRAFICHE. In questo modo si ottiene un RETICOLATO GEOGRAFICO in piano che corrisponde al reticolato formato dai meridiani e dai paralleli sulla sfera. Le proiezioni geografiche sono dei procedimenti che permettono, in quest’opera di trasposizione in piano di ciò che è nella sfera, di limitare le deformazioni, o comunque di individuarle e calcolarle.
Questo reticolato consente di localizzare luoghi e oggetti geografici nella posizione corrispondente a quella che essi effettivamente occupano sulla Terra, attraverso le COORDINATE geografiche. Quindi la rappresentazione cartografica si distingue da altri tipi di raffigurazione della superficie terrestre perché non è, almeno teoricamente, subordinata a un punto di vista, che invece condiziona l’immagine in altri casi.
Concetto di scala: è il rapporto tra le dimensioni sulla carta e quelle reali. Essa può essere NUMERICA o GRAFICA
Le carte sono classificate in base alla scala numerica:
Un altro nome fondamentale circa le carte geografiche antiche fu quello di TOLOMEO, che nel secondo secolo dopo Cristo elaborò dei veri e propri atlanti, usando un reticolato geografico. Segnò i criteri di longitudine e latitudine per delimitare un determinato luogo, attuando una proiezione geografica.
Dopo l’epoca romana, per tutta la durata del Medioevo, ci fu un periodo di stasi, se non di regresso.
Tutti i mappamondi medievali a noi pervenuti hanno tendenzialmente un qualcosa che li accomuna: la forma circolare e la struttura a croce: questo particolare tipo di mappamondo è detto MAPPAMONDO A T , e vede una circonferenza dentro la quale ci sono il diametro e un raggio ad esso perpendicolare, che richiamano appunto la lettera T.
risulta evidente la modellatura allegorica presente nel disegno del mondo rappresentato cosi: T richiama l’immagine della croce e T sta per Terra.
Uscendo dall’epoca medievale si vide un nuovo sviluppo della cartografia nautica. Numerose sono infatti le carte nautiche a noi pervenute, soprattutto sotto forma di pergamena ,e insieme ad essa interessanti i PORTOLANI NAUTICI: omonimi delle carte nautiche, ma sono in realtà delle descrizioni scritte della costa.
L’Invenzione della stampa aumentò la diffusione della cartografia. Durante il periodo dell’umanesimo e del rinascimento, la riscoperta di Tolomeo portò a una nuova nascita della cartografia, che si sviluppo anche grazie alle scoperte geografiche di fine ‘400, portando alla conoscenza per gli europei di nuovi popoli e nuovi continenti.
LA CARTOGRAFIA DOPO IL 1400
1500 Secolo d’oro per la cartografia per l’abbondante produzione a stampa, che affiancò la produzione manoscritta. Le carte geografiche divennero oggetto di intenso commercio. Cominciarono rivelamenti topografici regolari e le carte, divenute più precise, aumentarono di numero nei vari paesi europei.
La cartografia italiana, che si mantenne a posti di primo piano in assoluto a livello internazionale, sarebbe successivamente soppiantata dalla cartografia tedesca e fiammingo-olandese. In questo periodo le carte geografiche venivano apprezzate come oggetti decorativi, insieme ai GLOBI, che avrebbero avuto grandissima diffusione. Erano spesso a coppia: globo terrestre / globo celeste.
Le carte a stampa contenevano nel ‘500 figure varie, stemmi, eleganti cartigli specialmente agli angoli, contribuendo a una loro incorniciamento. Esse erano a colori, e comparvero carte molto belle in pitture murali (galleria del belvedere nei musei vaticani)
Nacque una vera e propria cartografia ufficiale, di tipo fondamentalmente militare, commissionata dagli stati e destinata ad essere spesso riservata. Iniziarono a comparire grandi atlanti generali, ce ne fu uno elaborato da un fiammingo (Ortelio) nel 1570, che conteneva 70 tavole, ed ebbe una fortuna enorme. Venne richiesto in tutto il mondo e se ne fecero 40 edizioni.
‘600non vide un sostanziale progresso generale nella cartografia. È l’epoca barocca, e i cartografi erano più attenti ad arricchire con cartigli e decorazioni le carte già presenti, piuttosto che elaborarne di nuove. La produzione fu abbondante, troppo adorne, ma senza ulteriori sviluppi.
‘700 epoca in cui la cartografia fa altri passi avanti, per i calcoli che vennero elaborati, fatte determinazioni astronomiche delle coordinate geografiche, e divennero queste sempre più precise. Da sottolineare il progresso nella rappresentazione dei RILIEVI che non erano stati precedentemente considerati. Nel 700 continuano i viaggi di scoperta, e va ricordato James Kook, che nel 17.. scoprì un nuovo continente, l’Oceania.
‘800 tutti gli stati europei cercarono di fornirsi di buone carte topografiche. Strutturarono una regolare cartografia e cominciò lo studio della cartografazione dei territori coloniali: ricordiamo l’India colonizzata dagli inglesi. Descrizioni fatte da enti militari nazionali. Nascita delle CARTE TEMATICHE.
‘900 diverse innovazioni. Rilevamento topografico con il metodo AEROFOTOGRAMMETRICO: con delle fotografie scattate dal cielo. Vennero utilizzate proiezioni geografiche sempre nuove e sempre più precise, vi fu un notevole progresso della cartografia dei territori coloniali. Essa fu molto utile per la descrizione di territori non facilmente accessibili, e le foto da satellite sono l’ultimo progresso in questo senso: prima da aerei in volo, ora da satelliti artificiali.
Cooperazione INTERNAZIONALE volta alla cartografazione. L’ONU fondò nel 1961 l’Associazione Internazionale di Cartografia, che sollecita questa cooperazione, che ha prodotto tra le varie cose la cosiddetta carta BATIMETRICA degli oceani e dei mari. Questa specialissima cartografia ha fatto progressi rapidissimi con l’invenzione dello SCANDAGLIO ACUSTICO, che ha perfezionato di molto la misura della profondità, dando la possibilità di tracciare la cartografia del fondale marino. Vennero creati nuovi atlanti e si giunse nella seconda metà del 900 all’AUTOMAZIONE CARTOGRAFICA: costruzione di carte geografiche con l’ausilio di apparecchiature elettroniche. Nascita della CARTOGRAFIA PLANETARIA: carte della Luna e di Marte, piuttosto precise.
2000 diffusione di sempre più raffinate apparecchiature elettroniche per il disegno automatico. Si utilizzano i computer in cui si introducono dati e programmi specifici. Questi sono molto utili per l’elaborazione stessa dei dati. Le carte stesse che sono elaborate a computer si presentano in forme del tutto inusuali rispetto al passato.
Un altro aspetto tipico della moderna realtà urbana è lo sviluppo vertiginoso della MOBILITà, i cui aspetti pongono problemi sempre nuovi alle città contemporanee. Le città in effetti devono assicurarsi una fluidità di trasporti, proprio perché è questa che consente la vita nelle città. Sempre della mobilità fanno parte gli esami di:
CONFERENZA Con GIUSEPPE GAMBAZZA
Definizione di AMBIENTE e di ECOSISTEMA
Natura epistemologica aspetto fondativo della geografia.
Geografia fisica e umana dicotomia portata all’estremo a partire da Vidal de la Blanche: le problematiche ambientali vanno a inserirsi nel quadro della geografia fisica. Il concetto di ambiente cessa di essere una interrelazione tra uno o più esseri viventi, per diventare una entità irrelata alla società: società e ambiente sono due entità che non comunicano fra di loro. Le cose cambiano nello scorso secolo, con l’introduzione della teoria generale dei sistemi, e con essa la geografia sistemica, che recupera l’importanza delle tematiche ambientali anche per la geografia. E lo recupera utilizzando un concetto usato dall’ecologia: l’ecosistema.
Vari tipi di ecosistema in base alla collocazione spaziale o alla grandezza, un ecosistema può essere di dimensioni varie. La massima estensione dell’ecosistema è il SISTEMA TERRA. Elaborato da scienziati di tutte le discipline ma non geografi.
Sistema terra anni 60 70
In questo periodo tanti volumi diffusi
3 pubblicazioni famose: NON FATTE DA GEOGRAFI
3 conquiste fondamentali
La geografia ambientale si occupa in particolare di problematiche legate al deterioramento dell’ambiente e dell’esaurimento delle risorse ambientali. Tra i dati di ricerca
Inquinamento dell’aria: le cause. Le principali sono antropiche.
La combinazione atmosferica cambia sempre: la temperatura atmosferica sta variando in modo preoccupante. Ciò ha effetti importanti x la salute umana.
si mostra nelle coste: principali fonti di inquinamento: idrocarburi, riversati in mare tramite petroliere o attraverso l’estrazione del petrolio da piattaforme
Usi potabili
Irrigazione pesca
NON NEL SUOLO:
Per facilitare uno smaltimento di rifiuti:
Lo sviluppo economico sostenibile si occupa di mantenere l’integrità dell’ambiente.
Le alternative possibili a carbone, petrolio e gas naturale nella produzione di energia
La città ha origini antiche che hanno visto la nascita e la diffusione di civiltà urbane in contesti culturali e mondiali in luoghi lontani e diversi tra loro. Civiltà urbane sono state quella mediterranea, ma anche in India, in Cina, in America latina, sono fioriti centri urbani particolarmente vivaci molti secoli fa.
Lo sviluppo urbano che caratterizza il mondo attuale della nostra civiltà ha visto la sua origine vera e propria nella fine del Settecento con la RIVOLUZIONE INDUSTRIALE. Da questo secolo si sono create città sempre più grandi, con una maggiore richiesta di manodopera e lavoro: in Gran Bretagna prime città industrializzate. Qual è la definizione di città? ancora non è stata trovata una definizione riconosciuta universalmente dai geografi.
Per distinguere un agglomerato urbano da uno rurale bisogna guardare:
Non sono tutti d’accordo. In Francia una città è tale se supera i 2000 abitanti, in Giappone se supera i 30000
Lo sviluppo che la città attuale ha conseguito ha portato gli specialisti a studiare la cosiddetta REGIONE CITTà.
CONURBAZIONE MEGALOPOLI (Gottman, 1961) Indica un insieme di due o più città vicine che si sono dilatate fino a saldarsi. Le conurbazioni possono fondere i propri nomi (Massa Carrara) o possono assumere un nuovo nome (Oneglia & Porto MaurizioImperia). Da due città che sorgono dalle rive opposte di un fiume (Saint Paul e Minneapolis, due città poste ai due lati del fiume Mississippi, creando la conurbazione: Saint Paul- Minneapolis). Lo sviluppo velocissimo delle città ha dato vita a conurbazioni così vaste da dare riempire un’intera regioneREGIONE CITTA. Esempio RUHR. Ci sono circa 70 città addensate in 8000 km
MEGALOPOLI Vasta regione urbanizzata dove si concentrano una grande quantità di città, di abitanti e di attività economiche
METROPOLI una grande città sviluppata. Una somma di metropoli forma una MEGALOPOLI.
Gottman la prima megalopoli fu individuata da lui su una vasta area statunitense, che si protende per 650 km da nord a sud, lungo la costa atlantica americana, e che comprende città come Boston, New York, Philadelphia, Baltimora Washington BO-WASH, dove su circa 125 km quadrati vivono circa 50 milioni di abitanti. Ne sono trovate altre nel mondo, ricordiamo la megalopoli giapponese Tokio, Yokohama, Nagoya- Osaka- Kyoto- Kobe.
Oltre a queste due importanti megalopoli, ne sono state individuate molte altre: negli anni 70 se n’è voluta individuare una in Italia: megalopoli padana da Torino a Trieste una rete di urbanizzazione che non è paragonabile a quelle delle due megalopoli sopracitate.
Secondo alcuni studiosi lo sviluppo continuo e progressivo delle conurbazioni potrebbe portare alle EPEROPOLI Gigantesche conurbazioni di circa 1 miliardo di abitanti ciascuna, sino ad arrivare alla cosiddetta ECUMENOPOLI urbanizzazione completa della superficie terrestre, oltre che una parte di superficie oceanica.
Questi due fenomeni potrebbero essere la conseguenza di un fenomeno sviluppato con la rivoluzione industriale:
URBANESIMO Concentrazione della popolazione nelle città, i cui abitanti vengono dalle campagne. Nel corso del Novecento circa il 14% della popolazione mondiale abitava in una città. Ora siamo intorno al 50%. Tra le cause principali di questo fenomeno va considerato il desiderio da parte di molti contadini e abitanti delle
montagne di abbandonare il mondo rurale, considerato arretrato e statico, cercando in città un lavoro più remunerato e soddisfacente. Fenomeno favorito dallo sviluppo della MECCANIZZAZIONE DELLE AREE AGRICOLE, che ha aumentato la manodopera, che si è riversata nelle città. Questo fenomeno, soprattutto quando è estremizzato, ha provocato problemi sia nelle campagne, che si sono spopolate, perdendo gli abitanti giovani, e un degrado dei campi; sia nelle città, che si è sovraffollata, subendo problemi economici e sociali.
Negli ultimi decenni l’urbanesimo sta interessando in modo diverso il Nord e il Sud del mondo.
Nei paesi sviluppati occidentali l’urbanesimo ha subito un certo assestamento, se non un rallentamento le maggiori città vedono restare i loro abitanti stazionari se non addirittura diminuire (Milano). Le città medie o medio/piccole sono ancora in crescita: questa tendenza deriva dal fatto che parecchie persone hanno deciso di abbandonare la vita metropolitana, preferendo andare a vivere altrove, magari lavorando nella città metropoli (pendolarismo). Altre persone sono state costrette a questa scelta per il costo degli immobili, proibitivo per la maggior parte delle persone con medio stipendio.
Nei paesi in via di sviluppo le più importanti metropoli continuano a gonfiarsi, spesso in modo incontrollato e caotico. Folle di contadini, di diseredati lasciano la campagna e si riversano nelle BIDONVILLE quartieri baracche, alla ricerca di qualunque mezzo di sopravvivenza. Abbiamo periferie degradatissime abitate da disoccupati emarginati, che costituiscono un problema igienico, sociale ed economico.
AREE di FRANGIA aree semiurbane, periurbane, rururbane. Aree in cui città e campagna si incrociano, e sono quelle in cui si sta assistendo a un notevole cambiamento di vita, perché lo stile di vita è ormai decisamente urbano, poi notiamo pur essendo comunque x certi versi ancora in campagna, la presenza di vari elementi tipicamente urbani: centri commerciali, insediamenti industriali, abitazione plurifamiliari o unifamiliari, nastri stradaliin queste zone si sta asssistendo a un’evoluizoone sociale ed economica funzionale.
Molti abitanti delle aree di frangia non si dedicano più all’agricoltura e, se lo fanno, si occupano del:
Queste sono zone importanti studiate anche dal punto di vista economico perché l’agricoltura praticata è destinata alla città vicina, quindi vi si pratica una coltura intensiva e destinata al mercato.
Possono anche essere zone di svago dalla città e facilmente raggiungibili.
conosciuto in tempi legati allo sviluppo industriale urbano un periodo di declino, al contrario sta conoscendo ora una fase di nuovo sviluppo: RISCOPERTA. Si parla di agricoltura biologica.
localizzazione degli impianti.