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sbobinature ginecologia
Tipologia: Dispense
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La branca uroginecologica è una branca ultraspecialistica, a cavallo fra competenze ginecologiche e competenze urologiche. Si interessa dei problemi della paziente “anziana”, in genere donne dopo la menopausa che hanno superato i 50 anni e qualche volta anche pazienti al di sotto dei 50 anni, con flusso mestruale in corso. Sono problemi collegati prevalentemente alla mancanza di estrogeni che la menopausa comporta, quindi riduzione del tono muscolare e l’elasticità dei tessuti. In genere pazienti che hanno problemi anche di prolasso e che quindi possono avere disturbi della minzione, cioè hanno dei problemi di incontinenza che noi andiamo a studiare attraverso un percorso diagnostico. Per quanto riguarda il problema dell’incontinenza nella donna in menopausa si fa un po’ di confusione fra:
Incontinenza da urgenza: Un altro tipo di incontinenza, normalmente viene meno considerata come patologia che però invece è estremamente importante, è l’incontinenza da urgenza minzionale. Molte donne, non soltanto in menopausa, anche prima del periodo menopausale, però in genere pazienti che hanno almeno una
decina – quindicina di anni di mancanza di stimolazione ormonale estrogenica, vanno incontro a quello che viene chiamato dagli americani “BOA” cioè bladder overactive ; è una sindrome da iperattività del muscolo detrusore che è il muscolo della parete vescicale. Questa iperattività viene poi a trasformarsi in un aumento di pressione della vescica indipendente dalla pressione addominale che causa la perdita di urina perché l’uretra, che ha un meccanismo di chiusura, non riesce a compensare questo aumento di pressione.
Per poter capire se una paziente che viene a dirmi che perde le urine ed è costretta a mettere il pannetto, ha un’incontinenza da sforzo o da urgenza, deve fare delle attente anamnesi. L’anamnesi è il momento clinico più importante perché prima di passare alle indagini cliniche, alla visita e alle prove urodinamiche, io devo fondamentalmente capire:
Al momento diagnostico in ambulatorio faccio un’anamnesi, guardo la situazione dei suoi flussi. L’elemento più importante è indagare se ha avuto problemi di chirurgia, soprattutto se ha interessato la pelvi perché possono esserci dei problemi se è una paziente che è già stata sottoposta ad interventi chirurgici, un prolasso può essere anche causa di precedenti parti spontanei o feti molto pesanti che si aggirano sui 3- kg; già un feto di 4 kg comporta problematiche di possibile lacerazione dei ligamenti e del pavimento pelvico. Nel tempo poi, quando mancano estrogeni ed elasticità dei tessuti, si può trasformare in un prolasso per causa del passaggio, dello sfiancamento delle strutture muscolo-tendinee di supporto del pavimento pelvico.
Storia clinica della paziente:
pressione del detrusore, cioè del muscolo vescicale e posso in questa maniera fare diagnosi di iperattività detrusoriale, perché se ho delle onde di iperattività del detrusore già a 200 cc di riempimento vuol dire che questa paziente soffre di incontinenza da urgenza.
Incontinenza mista: alcune volte nella stessa paziente possiamo avere entrambe le tipologie di incontinenza; cioè può essere dovuta per buona parte ad un prolasso (vescicale, uretrale, uterino) ma contemporaneamente ci può essere una incontinenza da urgenza, cioè contemporaneamente ci abbiamo anche la valutazione clinica che ci dice che comunque questo muscolo entra anche in contrazione. Di fronte ad una incontinenza di tipo misto devo sempre cercare di capire quale delle due è dominante rispetto all’altra e questo meccanismo lo posso capire soltanto facendo le prove uroginecologiche. Con la fase di riempimento: Enuresi, perdita di urina involontaria durante la notte (un altro sintomo che vi potrebbe per esempio indirizzare verso l’idea che la donna abbia una iperattività del detrusore, contrazioni della vescica involontarie addirittura fuori dalla consapevolezza).
Ancora sintomi dopo la minzione: