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Il Giornalismo: Notizie, Newsmaking e Sociologia dell'Informazione, Sintesi del corso di Giornalismo

Giornalismi e società - Giorgino per esame di giornalismo

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

In vendita dal 19/06/2019

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GIORNALISMI E SOCIETA
GIORNALISMI, NOTIZIA, NOTIZIABILITA.
Il termine notizia ha un valore semantico molto esteso ma si può definire come la materia prima
dell’informazione e quindi del giornalismo. Si potrebbe sostenere che la notizia è il racconto di un
accadimento portato a conoscenza del pubblico di massa perché non ha lasciato indifferente il giornalista. È
importante sottolineare che quando si parla di notizia si fa riferimento al racconto e non al fatto in sé.
Le caratteristiche delle news sono:
- La tempestività: gli eventi devono essere accaduti da poco;
- La non sistematicità: riferimento all’assenza di collegamenti tra gli eventi. Spetta al giornalista metterli
insieme nella ricostruzione della realtà che diventa notizia;
- Leffimerità: riferimento alla limitatezza temporale delle notizie e la loro eccezionalità.
La notiziabilità di un fatto, cioè la sua capacità di diventare notizia, dipende dall’insieme di questi requisiti.
Il pubblico del giornalismo si trova circondato da un’ampia gamma di contenuti e dispone di diversi mezzi di
fruizione, questo porta alla distinzione fra:
-hard news: notizie vere e proprie come fatti di cronaca, politica, economia ecc.
-soft news: notizie di alleggerimento che riguardano aree tematiche di minore impatto. Se ben utilizzate,
queste possono assolvere anche la funzione di esca, e quindi catturare l’attenzione del pubblico per poi
condurlo ad hard news.
Risulta evidente la prassi di classificare le notizie a seconda delle tematiche affrontate e quindi del loro
genere.
Il newsmaking, la produzione di notizie, si articola sostanzialmente in quattro fasi:
1. Selezione: la fase più importante è sicuramente quella della scelta delle notizie, attività affidata al
giornalista che in nome e per conto del proprio pubblico opera delle scelte precise e sottopone all’attenzione
della collettività i fatti che egli stesso e la redazione ritengono interessanti. La sua figura viene definita
gatekeeper e lo studioso A. Bass ha diviso la sua attività in newsgathering (attività di selezionare fatti
notiziabili) e newprocessing (attività del giornalista che deve adattare la notizia da presentare al consumatore
finale. In questa seconda attività entra in causa l’influenza di fonti anche non ufficiali. Con internet il
rapporto tra giornalista e fonti è cambiato e si è passati da un gatekeeper tradizionale, nel quale il cittadino
ricopriva il solo ruolo di destinatario, a un gatekeeper a rete che coinvolge i fruitori nei processi di controllo
e produzione delle notizie.
Ogni notizia deve contenere le risposte alle 5W nelle prime dieci righe del pezzo. I tre elementi costanti
della notizia sono:
- La singolarità: originalità, novità, capacità di suscitare stupore.
- L’attualità: capacità di un accadimento di essere al centro dell’attenzione e rimanerci.
- L’interesse: si suddivide in interesse soggettivo che può essere condiviso in un gruppo ristretto, e
importanza che invece ha bisogno di una legittimazione molto più ampia.
Alcuni studiosi hanno parlato di alcuni valori notizia collocabili in uno stato intermedio:
- Semplificazione: tendenza a far diventare notizia ciò che può essere effettivamente reso accessibile ai più.
- Identificazione: procedere nella selezione e nel trattamento delle notizie in prospettiva del pubblico.
- Sensazionalismo: ricerca d’interlocuzione con la sfera emozionale degli esseri umani.
Il contesto di fruizione porta a risultati significativi per cui è utile affrontare gli intermediate news values:
- frequenza: fatti che sono accaduti da poco;
- soglia: un ostacolo che deve essere superato prima di diventare notizia (numero di persone coinvolte);
- non ambiguità: significato chiaro del fatto.
- significatività: il fatto deve essere interno ai riferimenti culturali del pubblico.
- consonanza: più le informazioni sono consonanti alle aspettative del pubblico più il fatto è notiziabile;
- novità: opposto della consonanza;
- continuità: ci sono notizie che seguono un flusso narrativo.
- composizione tematica: bilanciamento degli argomenti.
Ci sono poi quattro fattori notizia:
- riferimento a nazioni d’élite: ciò che accade nei paesi più importanti è destinato a fare più notizia rispetto a
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GIORNALISMI E SOCIETA

GIORNALISMI, NOTIZIA, NOTIZIABILITA.

Il termine notizia ha un valore semantico molto esteso ma si può definire come la materia prima dell’informazione e quindi del giornalismo. Si potrebbe sostenere che la notizia è il racconto di un accadimento portato a conoscenza del pubblico di massa perché non ha lasciato indifferente il giornalista. È importante sottolineare che quando si parla di notizia si fa riferimento al racconto e non al fatto in sé. Le caratteristiche delle news sono:

  • La tempestività : gli eventi devono essere accaduti da poco;
  • La non sistematicità : riferimento all’assenza di collegamenti tra gli eventi. Spetta al giornalista metterli insieme nella ricostruzione della realtà che diventa notizia;
  • L’ effimerità : riferimento alla limitatezza temporale delle notizie e la loro eccezionalità. La notiziabilità di un fatto, cioè la sua capacità di diventare notizia, dipende dall’insieme di questi requisiti.

Il pubblico del giornalismo si trova circondato da un’ampia gamma di contenuti e dispone di diversi mezzi di fruizione, questo porta alla distinzione fra: -hard news : notizie vere e proprie come fatti di cronaca, politica, economia ecc. -soft news : notizie di alleggerimento che riguardano aree tematiche di minore impatto. Se ben utilizzate, queste possono assolvere anche la funzione di esca, e quindi catturare l’attenzione del pubblico per poi condurlo ad hard news. Risulta evidente la prassi di classificare le notizie a seconda delle tematiche affrontate e quindi del loro genere. Il newsmaking , la produzione di notizie, si articola sostanzialmente in quattro fasi:

1. Selezione: la fase più importante è sicuramente quella della scelta delle notizie, attività affidata al giornalista che in nome e per conto del proprio pubblico opera delle scelte precise e sottopone all’attenzione della collettività i fatti che egli stesso e la redazione ritengono interessanti. La sua figura viene definita gatekeeper e lo studioso A. Bass ha diviso la sua attività in newsgathering (attività di selezionare fatti notiziabili) e newprocessing (attività del giornalista che deve adattare la notizia da presentare al consumatore finale. In questa seconda attività entra in causa l’influenza di fonti anche non ufficiali. Con internet il rapporto tra giornalista e fonti è cambiato e si è passati da un gatekeeper tradizionale, nel quale il cittadino ricopriva il solo ruolo di destinatario, a un gatekeeper a rete che coinvolge i fruitori nei processi di controllo e produzione delle notizie. Ogni notizia deve contenere le risposte alle 5W nelle prime dieci righe del pezzo. I tre elementi costanti della notizia sono:

  • La singolarità : originalità, novità, capacità di suscitare stupore.
  • L’attualità : capacità di un accadimento di essere al centro dell’attenzione e rimanerci.
  • L’interesse : si suddivide in interesse soggettivo che può essere condiviso in un gruppo ristretto, e importanza che invece ha bisogno di una legittimazione molto più ampia. Alcuni studiosi hanno parlato di alcuni valori notizia collocabili in uno stato intermedio:
  • Semplificazione : tendenza a far diventare notizia ciò che può essere effettivamente reso accessibile ai più.
  • Identificazione : procedere nella selezione e nel trattamento delle notizie in prospettiva del pubblico.
  • Sensazionalismo : ricerca d’interlocuzione con la sfera emozionale degli esseri umani. Il contesto di fruizione porta a risultati significativi per cui è utile affrontare gli intermediate news values :
  • frequenza : fatti che sono accaduti da poco;
  • soglia : un ostacolo che deve essere superato prima di diventare notizia (numero di persone coinvolte);
  • non ambiguità : significato chiaro del fatto.
  • significatività : il fatto deve essere interno ai riferimenti culturali del pubblico.
  • consonanza : più le informazioni sono consonanti alle aspettative del pubblico più il fatto è notiziabile;
  • novità : opposto della consonanza;
  • continuità : ci sono notizie che seguono un flusso narrativo.
  • composizione tematica : bilanciamento degli argomenti. Ci sono poi quattro fattori notizia :
  • riferimento a nazioni d’élite : ciò che accade nei paesi più importanti è destinato a fare più notizia rispetto a

ciò che accade nei paesi in via di sviluppo;

  • riferimento a persone d’élite : le azioni di personaggi noti sono più notiziabili di quelle di altri;
  • personificazione : l’individuo deve essere al centro dell’attenzione;
  • negatività delle conseguenze : uno scandalo fa più notizia di una buona azione. Altri autori hanno fatto riferimento a ulteriori possibili conseguenze di questi principi nelle varie fasi del newsmaking:
  • contrazione geografica : si favoriscono alcuni paesi anziché altri;
  • contrazione tematica : richiama la specificità degli elementi tecnologici;
  • contrazione personale : maggiore attenzione verso l’élite.

Criterio relativo al luogo : un fatto che non ha una localizzazione verificabile, finisce per diventare un non evento poiché non appartiene alla realtà rappresentabile. Un primo approccio al criterio relativo al luogo è quello della prossimità geografica , più un evento è vicino all’organizzazione mediale e al pubblico destinatario, più quel fatto ha possibilità di finire in prima pagina. Il secondo approccio è quello relativo alla prossimità culturale e sociale , per esempio l’Albania e la Tunisia sono molto più vicine al Sud Italia rispetto alla Francia, ma è molto più probabile che trovino spazio notizie riguardanti la Francia a causa della vicinanza culturale con il nostro paese. I fattori spaziali sono molto importanti e incidono anche su altri fattori dell’organizzazione mediale come il contenuto. Criterio relativo al tempo : la finalità principale è accorciare il più possibile le distanze cronologiche fra il momento in cui il fatto si verifica e il momento in cui esso viene reso noto. Le nuove tecnologie hanno agevolato moltissimo questa operazione. In riferimento al criterio tempo sono state individuate diverse tipologie di notizie. Una prima distinzione è quella tra hard e soft news , mentre le altre categorie sono le notizie in via di sviluppo e le notizie continuative. Le prime corrispondono a quei fatti o eventi che hanno bisogno di tempo per essere conosciuti, mentre le seconde sono quelle che si ripetono e rappresentano un appuntamento fisso come ad esempio le notizie di borsa e il meteo. Criterio relativo alla persona : con questo criterio si parte dal presupposto che è la persona a essere considerata evento notiziabile. Gli eventi spesso vengono raccontati come fossero storie di eroi e di simboli del bene o del male. La cronaca politica e la logica dello star system sono i generi giornalistici che più si adattano a questo criterio. Criteri sostantivi e relativi al prodotto : i criteri sostantivi riguardano nello specifico l’evento da trasformare in notizia. Secondo lo studioso Mauro Wolf l’importanza del criterio di notiziabilità dipende da quattro variabili. Il livello gerarchico dei soggetti coinvolti, l’impatto della notizia sulla nazione, la quantità di persone coinvolte e infine la significatività dell’evento in base ai suoi possibili sviluppi futuri. I criteri relativi al prodotto riguardano soprattutto la brevità, la novità, la qualità e il bilanciamento (se la notizia fa parte di una categoria che non è già abbondantemente presente nel prodotto informativo). Criterio relativo al mezzo : il tempo che viene dedicato a una notizia dipende anche dalla modalità con cui essa viene presentata al pubblico. Non tutte le notizie sono spendibili in tutti i mezzi di informazione. Criterio relativo al pubblico : è di fondamentale importanza per i giornalisti individuare e conoscere il proprio pubblico. Fra i molti sistemi a disposizione dei giornalisti che assolvono bene questa funzione di acquisizione del feedback da parte del pubblico come l’Auditel. Questo nasce con l’intento di dare agli inserzionisti pubblicitari e alle emittenti un criterio non discrezionale nella valutazione del valore dei singoli segmenti di programmazione televisiva, ma poi è diventato il criterio guida attraverso il quale considerare il successo o l’insuccesso di qualunque scelta di palinsesto. Ogni mezzo ha il suo e il giornale può servirsi dell’Audipress che consiste in un questionario strutturato che viene somministrato a un campione diviso in base alla fruizione di contenuti prodotti dai quotidiani e dai periodici. I giornalisti hanno bisogno di conoscere il pubblico per evitare costruzioni giornalistiche senza alcuna utilità. Sta acquisendo sempre maggiore importanza il concetto di pubblico target soprattutto con i nuovi media in cui il fruitore si costruisce una programmazione quasi personalizzata. Criterio relativo alla concorrenza : agire in situazioni di monopolio o di oligopolio è importante e determina una serie di scelte che dipendono da quelle fatte da altri soggetti. Le strade che è possibile prendere sono due, la prima può essere definita concorrenza omologante dove ci si adegua al concorrente mentre la seconda può essere definita concorrenza diversificante dove si fa esattamente l’opposto. Il criterio relativo alla concorrenza produce in particolare due effetti legati alla distorsione: quello della sovrapposizione e quello della semplificazione della realtà. Carlo sorrentino distingue la concorrenza in tre

La crisi del giornalismo è stata spiegata più volte sulla base della capacità di mettersi e restare al passo con le nuove tecnologie. Schudson ha elaborato tre modelli:

1. Market model : tendenza del giornalista ad assecondare il pubblico. Prevale la logica del mercato; 2. Advocacy model : giornalismo schierato in cui l’informazione difende e diffonde un ideologia; 3. Trustee model : il giornalista diventa paladino della verità e fornisce al pubblico le notizie necessarie per una consapevole e piena partecipazione. Gli altri quattro modelli tradizionali di giornalismo sono: 1. New journalism : iper-soggettività del giornalista, analisi dei problemi, attenzione ai particolari; 2. Giornalismo interpretativo : l’informazione è market oriented; 3. Public journalism : non solo indicazione dei problemi ma anche delle possibili soluzioni. L’analisi diacronica e sincronica ha portato all’elaborazione di altri modelli: 1. Modello mediterraneo o pluralista-polarizzato : presenza di una stampa d’élite con una diffusione abbastanza limitata e centralità dei media elettronici. 2. Modello dell’Europa centro-settentrionale o democratico-corporativo : precoce avvento della libertà di stampa e quindi dello sviluppo dell’editoria. Lo Stato è molto presente e regola il tutto. 3. Modello liberale o nord-atlantico : prevalgono giornali commerciali, il ruolo dello Stato è contenuto.

I nuovi modelli di giornalismo devono fare i conti con la rivoluzione digitale che porta alla flessibilità e alla adattabilità di questo prodotto. Mentre il ventesimo secolo è stato della massa, il ventunesimo sarà degli individui come dimostrano soprattutto i Big Data. Uno dei terreni in cui si è verificato questo cambio è il Citizen journalism , una forma di giornalismo praticato da semplici cittadini che ha preso il nome di giornalismo partecipato. I rischi della trasformazione del giornalismo partecipativo al giornalismo personale sono molto elevati. Trovarsi nel posto giusto per documentare un fatto di cronaca, dare la svolta, comunicare per primi sui social una notizia, significa diventare braccio operativo del giornalismo professionale, ma in altri casi significa generare confusione e far circolare informazioni non del tutto verificabili. Tuttavia, il fatto che l’attendibilità del giornalismo partecipativo sia più bassa di quello professionale non legittima nessuno a considerare l’informazione mainstream inutile. Il secondo dei nuovi modelli di giornalismo è il data journalism , una pratica giornalistica che produce storie incentrare sui dati e il cui punto di partenza è rappresentato dalla rete. Il fenomeno nasce negli Stati Uniti ed ha portato a nuovi fenomeni come open source e open data , il cui obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla necessità di potenziare l’accesso ai dati pubblici. L’origine del data journalism viene fatta coincidere con l’affermazione del computer assisted reporting , il primo approccio all’uso del computer per analizzare dati e trasformarli in notizia. Il blogger inglese Paul Bradshaw ha creato una sistematizzazione di questa materia con una piramide rovesciata e una ordinaria.

Fanno parte della piramide rovesciata le seguenti attività:

  • raccolta : acquisizione di tutti i dati necessari per rispondere agli interrogativi posti;
  • pulizia : rimozione degli errori umani;
  • contestualizzazione : mettere i dati in relazione al contesto a cui si riferiscono;
  • incrocio e comunicazione dei dati : incrociare diversi tipi di data base e comunicare i dati.

Della piramide ordinaria fanno parte le seguenti modalità di presentazione al pubblico:

  • visualizzazione : la soluzione adottata fa la differenza in quanto l’infografica attribuisce al lettore la libertà di scegliere le informazioni nell’ordine che preferisce;
  • narrazione : il dato viene trasformato in elemento narrativo più compatibile con le esigenze;
  • comunicazione sociale : creare una community intorno alla pluralità di dati;
  • umanizzazione : coinvolgere un soggetto specifico nella comunicazione dei dati;
  • personalizzazione : l’utente può controllare l’informazione che gli viene proposta in base ad input diversi;
  • utilizzo : fase finale dove l’utente utilizza i dati.
  • comunicazione dei dati.

Altro modello da prendere in considerazione è quello del brand journalism. Il rapporto fra marketing e giornalismo ha consentito la formazione di questo nuovo modello che non inganna il lettore nemmeno quando parla direttamente del brand. Si parte dal presupposto che scrivere per un brand non significa

vendere un prodotto anche se la vendita è la conseguenza di un buon lavoro del giornalista. Fra i nuovi modelli sta assumendo un ruolo sempre più importante il modello televisivo all news. La filosofia della televisione è cambiata con il passaggio ad una televisione che deve saper vendere il proprio prodotto. Nella prima metà degli anni Novanta, il linguaggio televisivo si fa sempre più diretto e si afferma la tv realtà. Si apre una nuova fase in cui il pubblico diventa produttore e consumatore insieme. Le conseguenze di questo scenario vengono definite digital newsmaking dove le novità più significative sono le fasi di raccolta e il trattamento della notizia. Altra questione è la cosiddetta social tv , ovvero l’insieme di azioni e interazioni generate sui social network sulla base della programmazione televisiva. Anche il telegiornale è un testo mediale, che però si presta difficilmente a un’unica lettura. Genera punti di vista alternativi e così come in altri show televisivi, è presente l’immagine di sì proiettata dal pubblico. Oltre le immagini anche le parole, gli effetti, le inquadrature sono importanti. Un telecineoperatore può rappresentare la realtà con un totale , inserendo l’oggetto o il soggetto all’interno del contesto, o con un primissimo piano dove il soggetto costituisce l’unico strumento per l’attribuzione di senso. C’è poi la panoramica che tende a visualizzare l’insieme, e la zoomata che è più accentuata. In televisione la parola è concepita al servizio delle immagini, spesso si utilizza una lingua italiana media accessibile ai più, o una terza lingua, con l’utilizzo di termini di moda, neologismi ecc. Fra i linguaggi del telegiornale un ruolo importante lo giocano le forme di comunicazione non verbale come la postura, le espressioni facciali e i gesti. ancora più eloquente è il linguaggio dello sguardo, ad esempio inarcare le sopracciglia dopo un servizio può significare dissenso. È una forma di scrittura anche il timing della tv e l’editing nella stampa di massa.

INFORMAZIONE E POLITICA.

I quattro interrogativi più rilevanti della sociologia del giornalismo sono:

1. Crisi di credibilità dell’informazione , finalizzato a comprendere quali sono i motivi della mancata sintonia fra giornalismo e cittadini; 2. Funzione sociale dell’informazione come bene pubblico, basti pensare all’uso dello streaming da parte di molte istituzioni politiche e di molti partiti o movimenti; 3. Nesso di casualità fra un atteggiamento cinico del giornalismo nei confronti di chi detiene il potere; 4. Riflessione sul cambiamento , se questo ci sarà e soprattutto se sarà radicale. L’informazione giornalistica ricopre sicuramente un ruolo di primaria importanza nella politica. Alcune ricerche, infatti, hanno messo in stretta correlazione la quantità della partecipazione e il grado di conoscenza dei problemi e temi di discussione politica da parte dei cittadini al giornalismo. Quando si parla del rapporto fra informazione e politica diventa indispensabile sottolineare che il concetto di politica è profondamente cambiato nel corso degli ultimi decenni. Nel suo significato più generale, con la parola potere si intende la capacità di un individuo di produrre effetti e determinare la condotta altrui. Nella sua struttura ontologica c’è la capacità di indirizzare o di ostacolare il corso o le azioni future di gruppi o individui. Il potere quindi ha una funzione sociale perché organizza la società. Weber individuò tre tipologie di potere: 1. Potere legale , dove la fonte è la legge a cui sottostanno coloro che esercitano e subiscono il potere; 2. Potere tradizionale , dove la fonte è appunto la tradizione; 3. Potere carismatico , dove la fonte è rappresentata dalle qualità extra-quotidiane di alcuni soggetti. Ferrarotti suggerisce di affiancare a queste tipologie una quarta: 4. Potere massmediatico , cioè la vittoria dell’immagine.

I quattro meccanismi del potere sono:

1. La forza : escludere possibili alternative riducendo la decisione sulle scelte a una sola opzione; 2. La coercizione : assicurarsi che gli altri si conformino al nostro volere ponendoli di fronte ad una scelta che altrimenti non avrebbero mai voluto fare; 3. La manipolazione : condizionare le scelte altrui, inducendo le persone ad avere determinate aspettative; 4. Autorità : si distingue avere autorità dall’essere un’autorità. L’informazione ha fatto leva soprattutto sul meccanismo della manipolazione.

Quattro sono anche le relazioni fra gli attori sociali in presenza di dinamiche di potere:

1. Ineguaglianza : distribuzione di opportunità e rischi;

I tre modelli principali di democrazia sono:

1. Modello di democrazia presidenziale : elezione diretta del Capo dello Stato come avviene negli USA; 2. Modello di democrazia semipresidenziale : fiducia del Parlamento con il governo (Francia e Portogallo); 3. Modello di democrazia parlamentare : fiducia del Parlamento e il Capo dello Stato ha poteri circoscritti, un esempio è rappresentato proprio dall’Italia.

Parlando del rapporto tra informazione e democrazia si deve riconoscere l’importanza al ruolo svolto dall’ agenda setting , una teoria elaborata negli Stati Uniti che ipotizza l’influenza dei mass-media. Si tratta di intrecciare tre tipologie di agende:

1. Agenda della politica : stabilisce le urgenze non solo relative alle materie sui cui decidere e deliberare ma anche la piattaforma tematica; 2. Agenda dei media : suggerisce uno spirito di critica propositivo o semplice segnalazione dei problemi; 3. Agenda del pubblico : assolve la funzione di interprete delle proprie priorità e preferenze.

La comunicazione di massa fa convivere il modello dell’allocuzione , centrale nei vecchi media e che prevede un flusso dal centro alla periferia con scarso feedback, con quello della conversazione , un flusso da molti a uno in cui gli individui interagiscono direttamente. Vi sono poi il modello della consultazione in cui l’individuo cerca informazioni in una memoria centrale ma fruisce anche contenuti sul web, e il modello della registrazione dove un centro si limita a chiede informazioni a un utente periferico. Quando si parla di produzione dei messaggi politici si fa riferimento soprattutto alle campagne elettorali e alle modalità con le quali i politici interloquiscono con i propri elettori alla ricerca del consenso. La ricezione dei messaggi politici riguarda sostanzialmente il tema degli effetti della comunicazione politica. Si deve certamente a Beppe Grillo e al suo movimento politico l’idea di sfruttare a pieno le opportunità della rete ai fini politici. Egli si è messo in una duplice direzione di marcia elaborando un linguaggio dello spettacolo concepito a fini politici e, contemporaneamente, ha cominciato a usare un linguaggio politico contaminato dai codici dello spettacolo. Questo viene definito dal termine politainment. La diretta streaming è stata la sua arma migliore. Nell’informazione giudiziaria occorre prestare attenzione a quali notizie vengono selezionati e ai meccanismi che sono alla base della loro scelta da parte dei giornalisti. Fra il giornalismo e la magistratura ci sono non pochi elementi in comune, a partire dal compito principale di entrambi di ricostruire la verità dei fatti. Entrambi però, devono farlo con le leggi e gli strumenti a loro disposizione. Un altro tema è la differenza fra il processo ordinario e processo mediatico. Il primo ha un luogo e un tempo deputato e finisce con un giudicato. Il procedimento è basato su regole e norme ben definite. Il processo mediatico invece non ha un ordine e non finisce mai, lavora in modo bulimico. Questo porta alla conseguenza differenza tra giustizia reale e giustizia percepita. Il genere che ha maggiormente caratterizzato il giornalismo italiano è quello dell’informazione politica. Le tre possibili tipologie di interazione fra il sistema politico e quello mediale sono:

  • interazione di tipo conflittuale;
  • interazione di dipendenza (informazione schierata);
  • interazione di tipo simbiotico (reciproca necessità);

INFORMAZIONE ED ECONOMIA.

Nell’ultimo decennio la politica è stata prevalentemente politica economica. È noto che la politica tenda a rassicurare, anche quando non ha motivo per farlo. L’obiettivo è quello di non far perdere la fiducia dei cittadini verso le istituzioni. In Italia, questa operazione è stata portata avanti dai quotidiani e dai tg. L’economia divenne genere autonomo sulle pagine dei quotidiani generalisti verso gli anni Cinquanta, sviluppando un modello di produzione editoriale che ha portato alla realtà dell’informazione economica che conosciamo oggi. L’informazione economica e finanziaria di oggi è fortemente legata all’attualità. Si può dividere il campione rappresentativo dei fruitori dell’informazione economica e finanziaria in due grandi gruppi:

**1. Pubblico specialista;

  1. Pubblico generalista**. A cui consegue la divisione in:

1. Quotidiani specialisti : l’informazione specialista trova spazio nei quotidiani e settimanali con una connotazione molto più tecnica, come ad esempio il Wall Street Journal. 2. Quotidiani generalisti : l’informazione generalista trova piena cittadinanza nelle pagine economiche dei quotidiani d’opinione, nelle edizioni di massimo ascolto dei telegiornali e nei giornali radio. La figura del giornalista economico e finanziario deve saper consultare la totalità delle agenzie e agire in sintonia con un team di esperti che lo aiutino ad interpretare e capire fino in fondo cosa sta avvenendo. Inoltre, deve saper raccontare l’economia e la finanza con un linguaggio non banale e scontato. Nell’era della globalizzazione quasi tutte le notizie sono economicamente sfruttabili e a tal proposito Galimberti le classifica in

  • notizie economiche ;
  • notizie economicamente utili.

INFORMAZIONE E CULTURA

L’approccio degli usi e gratificazioni consente di registrare la conoscenza della realtà con l’intento di monitorarla, sorvegliarla, governarla e persino direzionarla in molti dei suoi possibili esiti. Ci informiamo e comunichiamo perché vogliamo uscire dal silenzio. La comunicazione e l’informazione sono dunque il mezzo per la conoscenza. Gli italiani hanno usato internet per informarsi, per prenotare viaggi e per acquistare beni e servizi. Secondo il Censis è cresciuto il potere individuale di disintermediazione degli italiani. Fino al 2011 i telegiornali tradizionali rappresentavano un punto di riferimento per l’acquisizione delle informazioni per l’80% degli italiani, mentre nel 2016 è sceso al 63% e Facebook al 35.5%. L’informazione, insomma, è sempre più fruibile attraverso le tecnologie mobili. Il problema è quello di vedere in che modo la cultura mediale si differenzia per la presenza di contenuti culturali sui media. Il concetto di cultura si può declinare in tanti modi prendendo corpo e forma definitivi: cultura alta e bassa, cultura di un popolo o di una classe, di un ambiente, cultura come complesso di istituzioni di una società, di un momento storico o di un’etnia. In Italia il giornalismo culturale si affermò con l’istituzione della Terza Pagina , una pagina intera dedicata esclusivamente ai temi della cultura. Fra i prodotti più significativi di questo periodo ci fu l’ elzeviro , un articolo di fondo dedicato ad argomenti di carattere letterario, artistico, storico ed erudito, spesso con taglio critico. Uno degli autori più attivi di questo genere fu Eugenio Montale ma nel 1956 l’allora direttore del Corriere della Sera Gaetano Baldacci pubblicò il giornale senza la soluzione della pagina singola da dedicare ai temi culturali, ma inserendo i contenuti culturali all’interno delle diverse sezioni in base agli argomenti. In questo periodo la televisione diventa paradigma, conquistando grande spazio nella carta stampata facendo convivere ciò che Eco chiamava cultura alta e cultura bassa. Informazione e scienza La scienza produce continuamente materiale, ricorrendo a strategie diverse per evitare la paura più grande, ovvero la fine dell’esistenza. Le logiche che vengono seguite dai mezzi di comunicazione di massa sono tre:

1. La logica dell’assicurazione con cui viene fornita una garanzia per la gestione del rischio stesso; 2. La logica del calcolo del rischio; 3. La logica della gestione della singola criticità. Nell’operazione transfert delle scoperte scientifiche da parte della comunità di esperti verso il pubblico, si ricorre a due dinamiche. Nella produzione scientifica i fatti sono duri mentre nella comunicazione della scienza al pubblico di massa i fatti diventano morbidi. Le asserzioni scientifiche vengono dunque trasformate e adattate alle esigenze cognitive di tutti. La sfida è quella di alfabetizzare scientificamente i media e mediatizzare la scienza. È un processo avviato nella seconda metà dell’Ottocento quando si inizia a parlare di comunicazione della scienza su larga scala con la stampa quotidiana e i fogliettoni scientifici. Il giornalismo scientifico è stato affiancato dalle logiche del sensazionalismo che ha finito per creare false speranze. La sanità è un terreno fertile per l’analisi di questa tipologia di distorsione, soprattutto perché di salute parlano tutti nonostante la complessità della materia. Il sistema mediatico ha consacrato come star scienziati che non necessariamente erano autorità riconosciute dalla comunità scientifica. Il giornalismo scientifico invece segue alcune regole e alcuni criteri:

  • correttezza dei contenuti scientifici portati all’attenzione del pubblico di massa;
  • affidabilità delle fonti scientifiche;
  • effettiva utilità delle informazioni pubblicate;