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giornalismo e società, Appunti di Giornalismo

riassunto del libro giornalismo e società per l'esame di giornalismo schematico

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 01/04/2021

francesca000123
francesca000123 🇮🇹

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GIORNALISMO E SOCIETA’
Cap.1
- le notizie sono la materia prima dell’informazione e del giornalismo, indipendentemente dal
mezzo; possono essere definite come:
1) la comunicazione di un avvenimento recente, destinato ad un pubblico di massa e diffusa
attraverso mezzi di informazione.
2) evento definito dalla relazione tra un’occorrenza e un dato sistema simbolico (occorrenza sta
per accadimento disponibile all’esperienza individuale e collettiva).
3) racconto di un accadimento portato a conoscenza del pubblico di massa.
- nella scelta delle informazioni e nella loro trasformazione in notizia subentrano “giochi di
negoziazione” ossia quei compromessi nella ricerca dell’equilibrio fra i diversi settori ed
influenzate dal contenuto da realizzare (articolo, servizio radio ecc).
- la selezione è il momento più importante Park individua tratti caratteristici delle news:
tempestività ( gli eventi devono essere accaduti da poco) , non sistematicità (assenza di
collegamenti tra gli eventi in quanto spetta al giornalista metterli insieme) ed effimerità (la
limitatezza temporale delle notizia e la loro eccezionalità.)
- la notiziabilità è la capacità di un fatto di diventare notizia e dipende dai requisiti sopra
elencati si articola su tre piani: assiologico (si riferisce ai grandi valori notizia), ideologico
(valori notizia intermedi) ed empirico ( totalità dei criteri di selezione del materiale)
- la scelta delle notizie è la prima fase, perché bisogna scegliere ciò che risulta accattivante per
il lettore una delle metafore più significative è quella del gatekeeper, che si riferisce al
giornalista come selezionatore di fatti destinati a diventare notizia, all’addetto di apertura e
chiusura del cancello dell’info.
Bass ha divisio, agli inizi degli anni 60, l’attività del gatekeeper in due fasi: newsgathering
( attività di selezione iniziale ) e il newsprocessing ( l’attività del giornalista assemblatore
che adatta la notizia per il pubblico).
nella seconda fase entrano in causa fattori riconducibili all’influenza delle fonti, la linea
editoriale e la fruizione da parte dei lettori.
- il digitale ha cambiato il rapporto tra fonti e cittadini, ma la mediazione tra loro rimane
fondamentale.
- si è passati da un gatekeeping tradizionale, in cui il cittadino era il destinatario
dell’informazione con scarsità del suo impegno cognitivo, ad un gatekeeping a rete, che
coinvolge i fruitori nei processi di controllo e produzione di notizie.
- big news values:
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GIORNALISMO E SOCIETA’

Cap.

  • le notizie sono la materia prima dell’informazione e del giornalismo, indipendentemente dal mezzo; possono essere definite come:
  1. la comunicazione di un avvenimento recente, destinato ad un pubblico di massa e diffusa attraverso mezzi di informazione.
  2. evento definito dalla relazione tra un’occorrenza e un dato sistema simbolico (occorrenza sta per accadimento disponibile all’esperienza individuale e collettiva).
  3. racconto di un accadimento portato a conoscenza del pubblico di massa. - nella scelta delle informazioni e nella loro trasformazione in notizia subentrano “ giochi di negoziazione ” ossia quei compromessi nella ricerca dell’equilibrio fra i diversi settori ed influenzate dal contenuto da realizzare (articolo, servizio radio ecc).
  • la selezione è il momento più importante  Park individua tratti caratteristici delle news: tempestività ( gli eventi devono essere accaduti da poco) , non sistematicità (assenza di collegamenti tra gli eventi in quanto spetta al giornalista metterli insieme) ed effimerità (la limitatezza temporale delle notizia e la loro eccezionalità.)
  • la notiziabilità è la capacità di un fatto di diventare notizia e dipende dai requisiti sopra elencati  si articola su tre piani: assiologico (si riferisce ai grandi valori notizia), ideologico (valori notizia intermedi) ed empirico ( totalità dei criteri di selezione del materiale)
  • la scelta delle notizie è la prima fase, perché bisogna scegliere ciò che risulta accattivante per il lettore  una delle metafore più significative è quella del gatekeeper , che si riferisce al giornalista come selezionatore di fatti destinati a diventare notizia, all’addetto di apertura e chiusura del cancello dell’info. Bass ha divisio, agli inizi degli anni 60, l’attività del gatekeeper in due fasi: newsgathering ( attività di selezione iniziale ) e il newsprocessing ( l’attività del giornalista assemblatore che adatta la notizia per il pubblico). nella seconda fase entrano in causa fattori riconducibili all’influenza delle fonti, la linea editoriale e la fruizione da parte dei lettori.
  • il digitale ha cambiato il rapporto tra fonti e cittadini, ma la mediazione tra loro rimane fondamentale.
  • si è passati da un gatekeeping tradizionale, in cui il cittadino era il destinatario dell’informazione con scarsità del suo impegno cognitivo, ad un gatekeeping a rete , che coinvolge i fruitori nei processi di controllo e produzione di notizie.
  • big news values:
  1. singolarità : ossia particolarità, originalità (celebre il limite del paradosso con l’esempio del cane)
  2. attualità : ossia l’essere al centro dell’attenzione e di rimanerci.
  3. interesse del pubblico: è un fatto soggettivo ben diverso dall’importanza che necessita di una condivisione piena che si fonda su un processo sociale.
  4. rilevanza : capacità delle news di suscitare interesse.
  • valori notizia intermedi (individuati da Ostgaard): a) semplificazione : la notizia deve esser resa accessibile a tutti, senza banalizzare ed esponendo concetti essenziali ( criticata perché causa di ridimensionamento o della cancellazione del pensiero astratto). b) identificazione : esigenza di ricercare sintonia con il pubblico, le sue aspettative, ansie e paure. c) sensazionalismo : ricerca dell’interlocuzione con la sfera emozionale degli altri. valori notizia intermedi individuati da Galtung e Ruge :
  1. frequenza : si fonda sulla tempestività.
  2. soglia : un ostacolo che va superato e si riferisce al numero e tipologia di persone coinvolte nella vicenda.
  3. non ambiguità : un evento deve essere chiaro
  4. significatività : deve essere un avvenimento non ambiguo, comprensibile oggettivamente.
  5. consonanza : più una notizia è consonante alle aspettative del pubblico e più sara un fatto notiziabile.
  6. novità : opposto della consonanza.
  7. continuità : ci sono notizie che vengono scelte per proseguire nel tempo anche se perdono il fattore di novità.
  8. composizione tematica : esigenza di un bilanciamento di argomenti nella composizione del prodotto editoriale.
  • ci sono poi 4 fattori notizia: riferimento a nazioni d’élite (ciò che succede nei Paesi più grandi tende a far notizia), riferimento a persone d’élite, personificazione (l’individuo è al centro dell’attenzione e non la massa) e negatività delle conseguenze (uno scandalo fa più notizia).
  • Boone ha parlato di contrazione della realtà, individuandone 3 tipi: geografica ( si favoriscono alcuni Paesi rispetto ad altri) tematica ( specificità di elementi tecnologici, culturali e contenutistici ) e personale ( maggior attenzione verso l’élite).
  • per valori notizia sono qualità degli eventi la cui assenza o presenza si raccomanda per un prodotto informativo  devono trovare applicazione concreta, essere flessibili ed universali, utilizzabili sempre. quelli che influenzano di più sono: quelli ideologici (ci si riferisce a fattori culturali, sociali e valoriali che nascono nel contesto in cui si produce attività giornalistica) ed organizzativi ( legati alla presena di routine burocratiche e all’impostazione del lavoro redazonale).
  • secondo McQuail i criteri di selezione delle notizie sono 3:
  • esiste poi un criterio relativo alla concorrenza  uno dei rischi di oggi è l’omologazione di contenuti e una riduzione della diversificazione e quindi della concorrenza e ce ne sono di due tipi: omologante (una testata si adegua al concorrente per evitare di differenziare la sua scelta) oppure diversificante. questo criterio produce due effetti: quello della sovraesposizione di alcuni eventi e quello della semplificazione della realtà.
  • Sorrentino distingue la concorrenza in 3 categorie: 1- cognitiva  interessa l’industria della conoscenza e quella culturale. 2- inter-media  è quella tra media diversi (stampa e tv) quando competono tra loro. 3- intra-media  è quella che sussiste tra media dello stesso tipo.
  • si assiste sempre di più al fenomeno della distorsione della realtà (volontaria o non)  in letteratura ne esistono diverse variabili: distorsione involontaria strutturale ( dettata da vincoli organizzativi, dalla cultura del giornalista, possibilità tecniche e contesto), dist. involontaria produttiva ( dettata dai vincoli del mercato, processi selettivi). la distorsione può anche essere totale o parziale, isolata o generalizzata ( in base ai soggetti protagonisti della deviazione).
  • una forma di distorsione è rappresentata dall’ autoreferenzialità dell’informazione, ossia rischia di prevalere non ciò che si aspetta il pubblico ma quello che gli altri media o il sistema si aspettando da esso.
  • c’è anche la questione dell’ oggettività del giornalismo  questa evoca un riferimento all’oggetto su cui si incentra la capacità e volontà rappresentativa del giornalista ( più l’oggetto è fedele a se stesso e più avremo oggettività) =/ soggettività del giornalista =/ obiettività che consiste in adozione di procedure atte a garantire la conformità dell’attività giornalistica a una serie di regole.

FONTI:

  • ufficiali : riceve la piena legittimazione.
  • ufficiosa : rappresenta la sorgente dell’informazione non sul piano formale ma sostanziale (es. Quirinale, Palazzo Chigi)
  • specializzata : interna al sistema d’informazione (es. agente di stampa).
  • attive o passive : in riferimento al diverso uso che se ne fa e al rapporto con il giornalista
  • credibili e non credibili : affidabilità della fonte nella sua autorevolezza.
  • primo livello : hanno una competenza specifica su un fatto
  • secondo livello : necessitano verifica. per Gans abbiamo fonti:
  • agreeble (consenzienti), * recalcitrant (non consenzienti) e * eager (ansiose di apparire in scena)

NOTIZIA:

  • notizie forti : arrivano improvvise, immediate
  • hard news : attirano la totalità di persone. ***** notizie atemporali
  • soft news : il fattore tempo incide poco, non di impatto immediato.
  • in via di sviluppo : fatti che necessitano di tempo per essere conosciuti (es. processi giudiziari).
  • continuative : si ripetono ciclicamente

questa si distingue in: “obiettività orientata allo scopo” (separazione di fatti dalle opinioni, indicazione di prove a sostegno della propria tesi, dichiarazione dei propri orientamenti politici o culturali per non ingannare) ed “obiettività orientata al valore”.

  • Sorrentino ha individuato 4 forme di obiettività come competenza: a) tematica  non tutti possono occuparsi di tutto e ognuno deve basarsi sulle proprie competenze. b) interpretativa  liberarsi dal proprio punto di vista c) espressiva  capacità tecnica e nel saper usare gli strumenti (conoscenza linguistica, tecnologie ecc) d) relazionale  rapporto di fiducia con le fonti. DIVERSI TIPI DI:

dall’alto verso il basso.

  • poi vi è la spalla : nei quotidiani è l’articolo/argomento in alto a destra mentre nei telegiornali o giornali radio è il secondo blocco tematico dopo l’apertura.
  • il taglio centrale : le notizie che occupano lo spazio mediano nei quotidiani oppure il terzo blocco in telegiornali o giornali radio (media importanza). NB: non tutti i quotidiani usano il metodo apertura-spalla-taglio ma alcuni adottano la soluzione della finta apertura , ossia si riconosce a una notizia la dignità dell’apertura, ma se ne sceglie un’altra.
  • nei periodici il concetto apertura-spalla-taglio sono stravolti dalla logica della copertina : si concentra la rappresentazione delle maggiori specificità della testata, anche con scelta di foto.
  • la terza e quarta fase del newsmaking sono quella del trattamento e tematizzazione della notizia  il trattamento risponde alla necessità di raccontare al pubblico ciò che il giornalismo ha il privilegio di conoscere e sapere prima degli altri. prima di decidere il trattamento occorre accettare i rischi di una doppia operazione di decontestualizzazione degli eventi dalla cornice sociale, storica, economica e politica e di ricontestualizzazione dentro formati editoriali.
  • frame significa “cornice” e ce ne sono di 2 tipi: quella dei giornalisti e quella del pubblico (possono anche coincidere)  secondo Graber il frame è una “struttura cognitiva consistente nella conoscenza organizzata di situazioni e individui, desunta da esperienze passate e usate per elaborare nuove info e richiamare quelle memorizzate”  nel momento in cui i giornalisti tematizzano la notizia la collocano in una realtà che vogliono raccontare all’interno di cornici cognitive individuate sulla base delle loro esperienze (e trasmesse al pubblico tramite la notizia).
  • importante è l’impaginazione , che segue regole specifiche: nei quotidiani ogni tema ha il suo spazio mentre il telegiornale ha format meno rigidi.
  • 2 sono i filoni di ricerca applicati alla fase del trattamento: editing (relativo alla stampa e all’online ) e timing ( telegiornale e radio).  in ogni caso la questione principale del trattamento, dopo aver risolto il fatto della tematizzazione, riguarda il garantire sintesi ed efficacia narrativa (ossia brevità e completezza espositiva). Gans ha parlato di highlighting  operazione di selezione dei tratti salienti di un evento destinato a diventare notizia.
  • concetto di mediazione giornalistica: è l’interazione tra individui attraverso simboli condivisi alla base di un atto comunicativo ( interazionismo simbolico ) e il giornalista è riconosciuto come “uomo narrante”  Mead ha proposto la tesi della centralità dei simboli condivisi che vede il linguaggio come strumento chiave che favorisce il “looking glass self” (comportamento del sé riflesso). gli attori sociali si sentono sottoposti allo sguardo dell’altro e agiscono tenendo conto di ciò che gli altri pensano.
  • Garfinkel sostiene che è attraverso le singole produzioni linguistiche che gli individui forniscono descrizioni, resoconti comprensibili solo in connessione all’interazione sociale.
  • è la costruzione dell’ambiente simbolico in opposizione all’ambiente reale (frutto dell’esperienza diretta e reale) alla base dell’attività giornalistica  la sfida sta nel farli coincidere.
  • l’aspetto problematico del newsmaking è la funzione sociale dei media.
  • secondo Hall abbiamo 3 tipi di lettura : quella dominante (decodifica del messaggio coincide con la codifica dell’emittente), negoziata (significato sottoposto a trattativa) ed oppositiva ( il ricevente si oppone all’emittente).
  • 4 fasi: osservazione della realtà (sistematica, organizzata e strutturata oppure casuale), lettura ( comprendere la realtà), interpretazione ( analizzarla e renderla intellegibile) e narrazione (racconto chiaro).
  • un altro problema è il significato da attribuire non solo al testo ma anche al contesto  i testi possono essere aperti ( non vincola il pubblico a un significato, non lo costringe ad un’unica interpretazione ) oppure chiusi (presente il vincolo).
  • fin dalla nascita della stampa di massa ( primi decenni dell’800) il sistema dell’informazione era contraddistinto da un profondo ritualismo con conseguenze nel tessuto sociale  secondo il principio di accumulazione i mezzi di comunicazione sono andati sedimentandosi e sviluppandosi nel tessuto sociale, convivendo  la radio è subentrata alla stampa, aggiungendo un nuovo linguaggio, la tv ha fatto lo stesso con il cinema la crisi del giornalismo fu dovuta all’incapacità dell’informazione di stare al passo con l’innovazione tecnologica  si necessita un’operazione di congiunzione tra vecchio e nuovo.
  • 3 modelli elaborati da Schudson: a) market model  tendenza del giornalismo ad assecondare il pubblico, prevale quindi la logica del mercato. b) advocacy model  un giornalismo schierato, portavoce di una posizione culturale e ideologica. c) trustee model  giornalismo paladino della verità, al servizio dell’opinione pubblica.

transmedialità, indelebilità, nuovo concetto di democrazia. il nuovo valore notizia è quello della flessibilità e della adattabilità che sta per la capacità del prodotto di adeguarsi ai diversi formati multimediali ( come nel caso del “reading based”).

  • abbiamo assistito ad una mediamorfosi  ha portato all’elaborazione di nuovi formati multimediali, alla sovrapposizione di 3 settori quali editoria, informatica e broadcasting. gli esiti di questa mediamorfosi sono: sviluppo del web e dei prodotti dell’editoria elettronica in base al formato “documento”, tv digitale interattiva, passaggio da broadcasting in narrowcasting, messaggistica integrata, ibridazione ed osmosi dei linguaggi, processo di de- massificazione e frammentazione dei pubblici.
  • grazie ad internet il “mercato di massa” si è evoluto in “massa di mercati” in cui produttore e cliente dialogano ed hanno una relazione simmetrica.
  • il 2015 è stato l’anno di crescita di internet ( Italia agli ultimi posti in merito alla diffusione del medium): 6/7 ore al giorno, 2,5 sui social e con fascia anagrafica 15/24. questo ha portato ad un tipo di giornalismo praticato non solo da professionisti ma anche da cittadini, che secondo la teoria del flusso di attività crescente , è passato da iperpassivo ad interattivo  il valore notizia che lo esprime è quello di partecipazione.
  • Carpini e Keeter hanno collocato questa opportunità di trasformazione nei 3 diversi livelli di conoscenza politica da parte del pubblico: conoscenza a piramide ( al vertice solo poche persone, quelle informate), conoscenza a piramide rovesciata (la maggioranza è informata, partecipa) e conoscenza a diamante (il cittadino medio è a bassa razionalità informativa, si limita ma non in modo approfondito).
  • l’espressione “particitainment” sta per partecipazione che diventa divertimento, la cui rappresentazione più rilevante è “egosurfing” ossia la “navigazione del sé” (atto di inserire il proprio nome in un motore di ricerca).
  • il giornalismo partecipativo può essere causa di confusione, della circolazione di informazioni sbagliate.
  • la teoria dell’irreversibilità della modifica all’unidirezionalità dell’informazione  entrano in collisione interessi personali con le norme deontologiche a tutela del pubblico, l’informazione “fai da te” con selezioni rigorose, la scarsa attendibilità con credibilità di meccanismi per la selezione di materiale, amatorialità, talento, curiosità versus professionismo, obiettività. sono i contenuti a fare la differenza perché ciò che conta non è chi produce cosa, ma la qualità di ciò che viene creato. il data journalism è quella pratica giornalistica che produce storie incentrate sui dati  nasce negli USA per poi svilupparsi in altri Paesi grazie al mutato assetto legislativo che ha garantito

l’accesso dei cittadini ai dati pubblici e la messa in rete di info relative alla pubblica amministrazione. ne sono nate forme organizzate come “Open Data” il cui obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di potenziare l’accesso ai dati pubblici e si è posta alla ricerca di nuove forme di collaborazione tra giornalisti e cittadini fruitori.

  • nel data journalism si va oltre il sentito dire, l’opinione pubblica ma si costruiscono prove inconfutabili, validate dalla quantità di dati  l’elemento di novità è il nuovo valore notizia del rigore e dell’interdisciplinarietà.
  • Bradshow ha elaborato sul suo blog due piramidi: quella rovesciata (di cui fanno parte operazioni di raccolta, pulizia e contestualizzazione, incrocio e comunicazione dei dati) e la seconda è quella ordinaria (operazioni di visualizzazione, narrazione, comunicazione sociale, umanizzazione, personalizzazione, utilizzo).
    1. comunicazione sociale : crea community intorno ai dati che raccontano la storia.
      1. narrazione : il dato viene trasformato in elemento narrativo.
  1. umanizzazione : capacità di coinvolgere un soggetto nella comunicazione dei dati.
  2. comunicazione : applicare diverse soluzioni narrative.
  3. incrocio : incrociare dati diversi tramite “mash up” con le mappe
  4. contestualizzazione : porre i dati in correlazione con il contesto di riferimento.
  5. pulizia : rimossi errori umani
  6. raccolta: è quella di acquisizione dei dati necessari a rispondere a quesiti, e possono essere presi da organizzazioni, recuperati con tecniche avanzate, presi da documenti e convertiti in informazioni utilizzabili, oppure frutto di sondaggi.
  7. visualizzazione : rappresentazione visuale di una notizia che tiene conto del valore notizia della linearità (l’infografica aiuta il lettore nella scelta delle informazioni, e un impulso importante in questo settore fu dato dal giornalismo di guerra, dalle informazioni sul meteo con mappe cartacee, dalla cronaca giudiziaria, dall’economia.

nascita di forme ibride (infotainment, edutainment …)  nella fase della paleotelevisione è l’istituzionalità dell’informazione il tratto saliente, nella fase della neotelevisione è invece la concorrenza tra sistema televisivo pubblico e privato. INNOVAZIONI  linguaggio più diretto ed incalzante, teatralizzazione della politica (talk show), la “tv realtà” che indaga la vita privata, narrowcasting con ipertematicità dei canali pensati per i pubblici, il pubblico come produttore e consumatore, le dirette, maggior numero di notizie da mettere in onda, coincidenza tra tempo reale e televisivo, architettura di flusso ecc. paleotelevisione  neotelevisione  post televisione

  • le cose sono cambiate con l’avvento del digitale che ha portato effetti sulla multimedialità, l’aumento di canali, la personalizzazione della fruizione e maggiore interattività, senza dimenticare immagini e suoni migliori. -altra questione è la social tv  insieme di azioni e interazioni generate sui social network sulla base della programmazione televisiva.
  • il telegiornale è un insieme testuale nel quale convivono più significanti che concorrono a determinare uno o più significati  l’immagine è il significante principale, ci sono poi le parole, effetti, il linguaggio del corpo, scenografia, spazio, videografia e fotografia. nel telegiornale si fa uso del condizionale, le foto poi sono una forma di comunicazione non verbale che subisce molti condizionamenti a seconda del modo di osservare ed interpretare la realtà di chi le immagini le produce; il tele-cineoperatore può usare un primissimo piano, un totale, una panoramica e la zoomata per far emergere un dettaglio.
  • la parola è indispensabile per legare le immagini alla vicenda, per descrivere meglio ed enfatizzare (o non).  viene usata la lingua italiana media, accessibile ai molti. il linguaggio va diviso in 3 categorie: lessico, sintassi e fonetica  il problema sussiste quando si trattano argomenti tecnici di economia, politica, sanità perché si rischia di ipersemplificare. la fonetica si occupa sia problema della dizione (rinunciando alle pronunce regionalistiche) che del ritmo, che cambia a seconda dei titoli, servizi e della notizia. la sintassi è semplice (soggetto, predicato e compl. oggetto con poco uso di subordinate e numero moderato di coordinate); la punteggiatura è ricorrente. il lessico cambia anche a seconda della soluzione narrativa usata (se è un servizio registrato è più un lessico scritto che parlato, nel caso della diretta è il contrario). il lessico cambia anche a seconda della soluzione narrativa usata (se è un servizio registrato è più un lessico scritto che parlato, nel caso della diretta è il contrario).

Cap.

  • viviamo in un’epoca di transizione continua: politica ed economia sono passata dalla logica del “più Stato meno mercato” a quella opposta; economia e finanza si sono sovrapposte ed infine politica ed economia da un lato e cultura e informazione dell’altro hanno finito per condizionarsi ed intrecciarsi.
  • per transizione si intende il passaggio da una condizione a un’altra in cui si altera l’equilibrio raggiunto precedentemente per arrivare ad una situazione nuova.
  • il giornalismo creò l’etichetta di Seconda Repubblica ma le aspettative dell’opinione pubblica furono tradite  il 2016 è l’anno del referendum del 4 dicembre sulle modifiche alla Costituzione proposte da Renzi, con la vittoria del No.
  • l’elettorato italiano va diviso in 5 segmenti: quelli del SI perché c’era Renzi (processo di identificazione con il leader), il SI nonostante Renzi, il NO perché Renzi, il NO nonostante Renzi e infine chi non è andato a votare.  la campagna verrà ricordata per il dibattito tra Renzi e Grillo e per il commento di De Luca su Rosy Bindi.
  • contributo enorme dato da Orsina e Tarquinio con i loro 5 motivi per il rigetto della proposta di Renzi: il primo è il “profluvio dell’ottimismo” negli annunci di politica, il secondo è che ad una conferenza stampa si può parlare all’uditorio con le slide ma agli elettori no, il terzo è la mancanza di posizioni critiche vere, il quarto la politica dei bonus e l’ultimo il fatto che Renzi sia stato percepito come murato in una posizione chiusa. nasce in Italia l’esigenza di una democrazia proporzionata, con al centro il cittadino e i suo problemi piuttosto che un eletto.  l’Economist ha sottolineato la tesi che il Paese necessiti di riforme vere e non quelle proposte da Renzi (notizia usata dai suoi oppositori che lo hanno spinto a dimettersi dopo la sconfitta). A favore del NO : costituzionalisti, Movimento 5 stelle, la Lega di Salvini, Forza Italia, la Sinistra. a favore del SI : Renzi, Boschi, Napolitano, Confindustria, Pd, Alfano e Verdini.
  • Nye ha fatto una distinzione tra hard power e soft power.
  • dicotomia “pubblico” e “privato”  lo sviluppo del capitalismo mercantile e il mutare di forme istituzionali del potere politico hanno portato alla nascita di un nuovo tipo di sfera pubblica: emerge la “società civile” ossia quell’ambito delle relazioni economiche private intrecciate sotto il controllo statale. -l’informazione ha aiutato la sfera pubblica ad evolversi tanto che è diventato labile il confine tra pubblico e privato  per pubblico si intende quelle attività legate allo Stato e per privato ciò che ne veniva escluso. Thompson chiamerà sfera pubblica mediata in cui “pubblico” è tutto ciò che è accessibile a tutti mentre “privato” ciò che viene nascosto.
  • bisogna fare una distinzione tra pubblicità tradizionale della compresenza (caratteristiche dell’interazione faccia a faccia) e pubblicità mediata ( non più affidata alla condivisione dello stesso luogo)  la seconda ha spesso sostituito la prima.
  • la tv ha creato un tipo di pubblicità terza.
  • teoria del “parafulmine ”  se le notizie non sono buone si mandano avanti altre persone in modo da proteggere il presidente (Nixon è stato il primo a sfruttare la tv, mezzo importante anche nella campagna presidenziale del 2016 tra Trump e Clinton che ha portato alla vittoria di un imprenditore estraneo alla politica, un voto contro l’establishment, contro le élite e il conformismo, un voto a favore del protezionismo da lui sostenuto.)
  • Thompson ha stilato una casistica dei casi più frequenti: gaffe, partecipazione a un programma tv di effetto negativo, fuga di notizie e scandali  tutte cose che portano all’insuccesso. 3 tipi di scandali: sessuale, questione di denaro e relativi al potere. (NB: gestire bene la propria visibilità).
  • “opinione pubblica”  per Grossi è un Democrazia parlamentare : l’esecutivo dipende dalla fiducia del Parlamento e il Capo dello Stato ha poteri circoscritti ( Germania, Italia). Semipresidenziale : elezione diretta del Capo dello Stato, del Parlamento ma con il governo (es in Francia e Portogallo). Presidenziale : come negli USA, con elezione diretta del Capo dello Stato e autonomia dell’esecutivo dal legislativo. Tipologie polari : due modelli di riferimento, quello di Westminister ( concentrazione del potere esecutivo in governi formati da un partito e con maggioranza risicate, fusione legislativo con esecutivo, Camera con più poteri, sistema maggioritario, Costituzione flessibile, sovranità parlamentare) e il modello consensuale (governi con più partiti, separazione formale e informale del potere legislativo ed esecutivo) bicameratismo simmetrico, sistema elettorale proporzionale, Tipologie multiple : presentano 2 variabili, quella del parlamentarismo e quella del presidenzialismo.

processo di interazione e comunicazione collettiva in un ambito sociale, caratterizzato dalla presenza di numerosi individui, gruppi, organizzazioni, sistemi cognitivi (valori, giudizi, preferenze) che si confrontano  le finalità sono: creazione di fiducia, promozione del consenso e dissenso. Rousseau vede nell’opinione pubblica “la vera costruzione dello Stato”, e Kant fa coincidere questo concetto con “uso pubblico della ragione”.

  • Habermas distingue 4 tipi di opinione pubblica: quella borghese, quella ricettiva, la quasi opinione pubblica e l’opinione pubblica disintermediata (vedi libro pg 237).
  • DEMOCRAZIA  (etimologicamente significa “potere del popolo”) Morlino ha diviso le definizioni relative alla parole in 5 macrocategorie:
  1. definizione generale : ci si riferisce alla garanzia reale di partecipazione politica e alla possibilità di dissenso.
  2. def. procedurale : enfatizza la forma, il metodo e la procedura in situazioni di antagonismo.
  3. def. genetica : insieme di norme e procedure che risultano da un accordo/compromesso per la risoluzione pacifica dei conflitti.
  4. def. minima : suffragio universale maschile e femminile, elezioni libere, competitive, ricorrenti e corrette, presenza di più partiti, diverse fonti di informazione.
  5. def. massima : i principi di uguaglianza e libertà definiscono in linea di massima la democrazia; per uguaglianza si intende l’accettazione delle diversità degli individui mentre per libertà quella di associazione, organizzazione, di voto e manifestazione del pensiero.
  • è nelle ultime due definizioni che si riesce a considerare la sua qualità, operazione che richiede 5 variabili : rule of law (inteso come rispetto della legge, principio di legalità), accountability (senso di responsabilità), responsiveness (senso di responsività ossia capacità dei governanti di rispondere alle domande dei governati), rispetto dei diritti e infine maggiore uguaglianza politica, economica e sociale.
  • i 3 modelli di democrazia sono:
  • 4 sono le dinamiche principali: a) dagli autoritarismi alla democrazia b) dalla democrazia alla pseudo-democrazia (garantiti solo alcuni aspetti formali, no i diritti) c) dalla democrazia agli autoritarismi d) dalla democrazia al totalitarismo ( l’informazione si affievolisce)
  • si possono aggiungere altre definizioni di democrazia: paritaria (necessità di superare gli squilibri di genere), rappresentativa diretta (disponibilità di fonti alternative nella difesa dell’uguaglianza), della maggioranza, post-democrazia (uso di 3 contropoteri, ossia sorveglianza, interdizione, giudizio), partecipativa, associativa, deliberativa, digitale, dialogica, ibrida.
  • molto importante è il lavoro svolto dall’ agenda setting  teoria elaborata negli USA il cui obiettivo è stabilire quanto le priorità della politica coincidano con quelle indicate al pubblico dai media  3 tipi:
  • la comunicazione di massa si preoccupa del fatto che i prodotti mediali siano accessibili a più destinatari e si sviluppa lungo un’asse che cerca di far convivere il modello dell’allocuzione con quello della conversazione, della consultazione e registrazione. il modello dell’allocuzione (centrale nei vecchi mezzi di comunicazione) prevede un flusso dal centro alla periferia, unidirezionale con scarsi feedback  gradualmente sostituito da Modello pubblicistico e dialogico: che vede i media come attori dei processi politici (tanto quanto lo sono i partiti, i movimenti, gli elettori) e prende forma dall’interazione tra questi. Modello mediatico: media come cornici in cui i cittadini e la politica parlano tra loro hanno diverse variabili a disposizione agenda dei media : suggerisce le questioni di cui chi ha responsabilità pubblica deve occuparsi. agenda del pubblico : interprete delle sue preferenze. agenda della politica : stabilisce le urgenze relative alle materie su cui decidere e la piattaforma tematica su cui costruire un’opinione pubblica. Diacronico : segnala invece l’evoluzione di questa interazione. Sincronico : l’esito dell’analisi si concretizza in un’interpretazione di tipo comparativo tra alcune tipologie di fenomeni: si individua prima l’oggetto di studio e poi si pone in relazione ad esperienze simili in altri Paesi.

quello della conversazione in cui individui interagiscono ed è permesso lo scambio comunicativo. il modello della consultazione si riferisce al fatto che un individuo cerca info nella memoria centrale (biblioteca, banca dati) e fruisci contenuti presenti sul web  il vecchio modello della registrazione invece si limita a chiedere info a un utente periferico.

  • utile è anche la distinzione tra: politics (fa riferimento sia al potere che all’attività strategica a perseguire obiettivi per la collettività), polity ( allude all’identità, azione, spazi di rappresentazione della comunità politica) e policy (processi decisionali messi in atto dal governo)  la comunicazione politica ricorre all’intreccio tra loro.
  • abbiamo 2 tipi di comunicazione politica:
  • per produzione di messaggi politici si intende tutto quel marketing politico alle sue spalle (sondaggi, indagini, focus group)  la ricezione dei messaggi politici invece riguarda gli effetti della comunicazione politica ( sul livello di conoscenza, di partecipazione e valutazione).
  • il linguaggio si divide in 4 tipologie: esortativo ( quando i politici perorano le loro cause durante la competizione elettorale dei dibattiti), giuridico (dei trattati, delle leggi, non sempre comprensibile a tutti), amministrativo ( usato negli atti della pubblica amministrazione) e di contrattazione (persuadere l’interlocutore delle proprie ragioni).
  • interazione media-politica  si può optare per un approccio:
  • si risale all’Inghilterra del XVIII secolo per rintracciare un’idea di giornalismo politico moderno (“ The Spectator”) mentre in Italia i primi giornali erano legati all’aristocrazia e al clero  il giornale come atto politico venne rimarcata con i fogli clandestini nel 1821 e poi con la rivista “ Giovane Italia” di Mazzini.
  • la svolta più significativa per la stampa italiana avvenne nell’Ottocento con gli editti di Pio IX e di Carlo Alberto nel regno di Sardegna.
  • nel 1866 venne fondata a Milano “Il Secolo” e poco dopo “Il Corriere della Sera” che grazie a Luigi Albertini divenne un giornale moderno.
  • agli inizi del 900 i quotidiani parteciparono alle lotte politiche diventando più indipendenti dai partiti, dall’industria e dalle banche. lo scenario cambiò con l’avvento di Benito Mussolini, con lo scioglimento dei partiti di opposizione e dei giornali contro il fascismo mentre quelli a favore vennero usati da Mussolini