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Storia dell'arte medievale. Alcune opere di Giotto commentate. Introduzione all'arte del trecento italiano
Tipologia: Dispense
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Storia dell’arte medievale 21.03. Seconda Lezione
Introduzione: Giotto
Madonna col Bambino Borgo di San Lorenzo Pieve, c.1285-
Descrizione del quadro:
Dipinto su legno, probabilmente esposto all’umidità e lo strato di pittura si è in parte rovinato. La donna ritratta è la Vergine Maria. È un esempio della Vergine con Bambino, le cui mani si sono conservate. La mano del bambino tiene un dito della mano della Vergine
Elemento di naturalezza che ha fatto scalpore recupero di elementi del quotidiano e del naturale.
È un frammento di una tavola più grande, il che è tipico della pittura medievale, dove tutto ciò che noi vediamo è in qualche modo rovinato dal tempo o si è conservato parzialmente.
Il dipinto viene datato negli anni 1285-90, un periodo appartenente alla giovinezza di Giotto, probabilmente uno dei primi. È stato restaurato a cavallo tra 800 e 900. Bisogna cercare di integrare i pezzi che mancano ed immaginare cosa ci fosse nella realtà.
Descrizione:
Gesù al centro del dipinto minaccia e scaccia i mercanti dal tempio: unica scena di violenza da parte di Gesù, che si arrabbia vedendo queste persone che non rispettano la sacralità del luogo. Questo gesto di violenza ha fatto sì che si sono capovolti i tavoli e aperte le gabbie. Tutto ciò avviene in primo piano. Lo sfondo viene incorniciato dall’architettura.
L’architettura sullo sfondo ritrae un tempio, la cui facciata principale presenta 3 archi con delle colonne sulle quali vi sono 2 leoni e 2 cavalli.
Attenzione al particolare
La parte superiore è in stile “romano”. È come se il tetto continuasse fuori il dipinto e l’effetto che crea è di continuità. Ci dà l’illusione di uno spazio continuo sul quale si apre una finestra su un episodio.
Tondo = allusione alle cupole probabile ispirazione alla Chiesa di San Marco a Venezia, coperta da cupole e con presente
Nella sua pittura Giotto fa entrare elementi del vissuto e del suo contemporaneo, nei quali uomini del suo tempo si potevano riconoscere.
C’è un rapporto tra l’architettura di fondo e le figure in primo piano? Cristo è al centro e ha l’aureola dietro alla testa, che si trova quasi al centro del dipinto. Alla destra di Cristo sono rappresentati gli apostoli
L’arcata centrale dell’architettura incornicia la figura di Cristo La seconda arcata punta su un’altra figura importante: san Pietro L’arcata di destra incornicia
Viene creata una pressione verso la destra di Gesù, dove ci sono figure con lunghe barba: nemici di Gesù.
Il tutto è organizzato in maniera molto didattica: sacerdoti del tempo che avevano permesso ai mercanti di fare mercato.
Gesù sembra avere qualcosa in mano. Cosa?
Matteo 21:12-
La scena dei mercanti dal tempio è un’opera ad affresco realizzata a ciclo all’interno alla Cappella degli Scrovegni, unica opera che possiamo veramente attribuire a Giotto e datare in modo abbastanza preciso. Già il famoso ciclo di affreschi con la vita di San Francesco è molto controverso: non tutti condividono l’idea che sia stato Giotto a realizzarli (forse una bottega che ha raccolto degli elementi di Giotto ma si è mossa in modo autonomo). Esistono inoltre opera con la firma di Giotto, che però sono da ricondurre alla botteghe che hanno messo il suo marchio. È un problema storiografico che ha acceso grandi dibattiti.
Roma, San Pietro in Vaticano, Giotto Mosaico della Navicella (incisione di G.B. Falda, sec. XVII) Frammento conservato, 1298? 1312? Boville
Ernica, S. Pietro ispano
Sappiamo che Giotto è stato a Roma, a San Pietro, dove realizza un enorme mosaico: la Navicella. Si tratta di uno schermo che veniva visto dai pellegrini, dopo aver visitato la tomba di San Pietro. Rappresenta una barca contenenti gli apostoli, mentre Gesù cammina sulle acque.
Di tutto questo schermo si sono conservati solo due angeli, che si trovavano nella cornice decorativa, con enormi ali, le cui punti si toccano, lasciando libera solo la parte dell’aureola. Giotto ha lavorato per la committenza papale e di tutto si sono conservati solo 2 angeli: La datazione non è sicura, un’iscrizione ci dice che dovrebbe essere attorno al 1298-1313.
Non vi è una datazione precisa.
degli strumenti antichi. Sicuramente si tratta di un’opera tarda e riporta la firma di Giotto “opus magistri iocti” forse però fatta dai suoi collaboratori di bottega.
Tra il 1328 e il 1333 Giotto diventa pittore di corte, a Napoli alla corte degli Angiò è apprezzato come un cortigiano. Oltre a creare opere d’arte non conservate vive la vita a corte. Firenze nel 34 chiama Giotto come architetto della città per costruire le mura delle città e la chiesa di Santa Maria Croce. Giotto viene definito “magister et gubernator” ed è a capo dell’impresa e riceveva una rendita vitalizia. Il cantiere del Duomo di Santa Riparata era stato abbandonato dal precedente architetto per cui il comune spera in Giotto. Egli fa costruire un nuovo campanile invece di continuare quanto iniziato. La cupola sarà poi fatta dal Brunelleschi nel rinascimento.
Ha una soluzione molto pragmatica: non si mette a ricostruire
costruisce un nuovo campanile. Il modello di Giotto viene realizzato solo nella base, che poi nella ricostruzione successiva viene raddoppiata. In vita Giotto fa solo la base del campanile che verrà poi finita dopo la sua morte da Andra Gandi.
Giotto muore l’8 gennaio del 1337 e a spese del comune riceve il privilegio di essere sepolto nel Duomo di Firenze anche se è ancora un cantiere. Nel 1490 la città promuoverà un epitaffio in onore di Giotto e un’epigrafe redatta da Poliziano.
La pittura di Giotto
Con Giotto cambia qualche cosa. Nel caso del Crocifisso di Giotto il Cristo è molto più plastico, dove Cristo ha un vero e proprio peso, mentre nel caso di Cimabue rappresenta un Cristo più elegante, la figura è più longilinea.
c. 1312-1313 (Universale Cronaca di Riccobaldo Ferrarese) «Zotus pictor eximius agnoscitur; qualis in arte fuerit testantur opera facta per eum in Ecclesiis Minorum Assisii, Arimini, Paduae, ac per ea qui pinxit Palatio comitis Paduae, et in Ecclesia Areae Paduae».
Riccobaldo Ferrarese stila una lista delle opere di Giotto (Zotus pictor)
c. 1390 (Cennino Cennini, Il libro dell‘Arte, cap. 1) «Il quale Giotto rimutò l‘arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno; et ebbe l‘arte più compiuta che avessi mai più nessuno».
“ Rimutò l‘arte del dipingere di greco in latino ”. I Greci a quel tempo sono i bizantini. La pittura bizantina per tuto il Medioevo ha portati tanti input, Cimabue è ancora un po’ greco come stile, mentre Giotto è considerato più latino.