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Giuseppe Parini approfondimento, Appunti di Italiano

Analisi e opere di Giuseppe Parini

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 03/07/2022

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GIUSEPPE PARINI
Parini nasce a Bosisio (sul lago di Pusiano, in Brianza) nel 1729. All’età di dieci anni va a Milano dalla sua
prozia Anna Maria Lattuada che morirà nel 1741, lasciandogli le sue proprietà a patto che lui diventi prete.
Lui accetta perché pensa che la carriera ecclesiastica possa diventare la sua carriera, così diventerà
sacerdote nel 1754. Nonostante i vari problemi lui continuerà a dedicarsi alla letteratura classica e poesia.
Nel 1752 lui rivela la sua vocazione letteraria pubblicando la sua prima raccolta di versi ‘alcune poesie di
Ripano Eupilino’ che sarebbe l’anagramma di parini e pusiano, eupili. Grazie al suo successo entrerà
nell’accademia bolognese degli Ipocondriaci e quella milanese dei Trasformati dove viene ammesso nel
1753. Dal 1754 al 1762 entra nella casa del duca milanese Gabrio Serbelloni in qualità di precettore dei suoi
figli. Nell’anno successivo diventerà precettore del figlio Carlo di Giuseppe Maria Imbonati e per lui scrive
l’ode ‘L’educazione’. Inizierà a pubblicare le prime due parti del Giorno (il mattino 1763, il mezzogiorno
1765). Viene acclamato e considerato uno degli intellettuali ‘riformatori’, così ottiene la nomina di ‘Poeta
del Regio Teatro Ducale’. Nel 1769 dirige il settimanale ‘la gazzetta di milano’ e diventerà docente di belle
lettere presso le scuole palatine e successivamente anche in quella di belle arti. Ci furono vari problemi tra
gli austriaci e Milano, anche con la rivoluzione francese… Lui inizierà a diventare stanco, malato e quasi
cieco, morirà il 15 agosto del 1799.
Le opere
Le odi Parini scriverà molte odi che influenzeramno autori come Foscolo, Manzoni e Leopardi. Quando
lui le pubblica sono singole, ad esempio opuscoletti o manoscritti, inmvec e poi vengono raccolte in due
edizioni.
- Odi illuministiche = scritte tra i decenni del cinquanta e sessanta
- Prima fase = tra gli anni sessanta e il 1786, incentrati su questioni etiche
- Terza fase, che comprende soprattutto odi neoclassiche, dal 1786 in poi.
Produzione in versi scriverà opere soprattutto per le sue accademie, oppure testi d’occasione e
componimenti celebrativi, in cui parla del suo impegno MORALE E CIVILE. Oppure nel 1758 scriverà ‘sopra
la guerra’ in cui dichiara le sue idee pacifiste e vuole smascherare le ragioni delle guerre, che sono guidate
dalle idee di aggressività e sopraffazione.
Opere in prosa
- 1757 = dialogo sopra la nobiltà in cui esamina la nobiltà ereditaria
- 1759 = discorso sopra le caricature, che è una sorta di anticipazione del giorno
- 1761 = discorso sulla poesia.
LINGUA il dialetto milanese rappresenterà l’unità civile e sociale, mentre il toscano non può avere un
predominio assolutistico
CARATTERISTICHE molteplicità delle sperienze letterarie, ad esempio afferma illuminismo e
neoclassicismo, rifiuta il barocco. Fa riferimenti anche ai classici greci e latini come Virgilio e Catullo.
IL GIORNO
Poemetto satirico- didascalico in endecasillabi sciolti che descrive la giornata tipo di un giovin signore. Lui
assume le parti di un servile precettore e finge di aderire all’ideologia nobiliare.
Lui scriverà delle frasi molto ironiche e scherzose ma con duro sarcasmo che fa intendere il vero significato.
1763 il mattino, 1765 il mezzogiorno
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GIUSEPPE PARINI

Parini nasce a Bosisio (sul lago di Pusiano, in Brianza) nel 1729. All’età di dieci anni va a Milano dalla sua prozia Anna Maria Lattuada che morirà nel 1741, lasciandogli le sue proprietà a patto che lui diventi prete. Lui accetta perché pensa che la carriera ecclesiastica possa diventare la sua carriera, così diventerà sacerdote nel 1754. Nonostante i vari problemi lui continuerà a dedicarsi alla letteratura classica e poesia. Nel 1752 lui rivela la sua vocazione letteraria pubblicando la sua prima raccolta di versi ‘alcune poesie di Ripano Eupilino’ che sarebbe l’anagramma di parini e pusiano, eupili. Grazie al suo successo entrerà nell’accademia bolognese degli Ipocondriaci e quella milanese dei Trasformati dove viene ammesso nel

  1. Dal 1754 al 1762 entra nella casa del duca milanese Gabrio Serbelloni in qualità di precettore dei suoi figli. Nell’anno successivo diventerà precettore del figlio Carlo di Giuseppe Maria Imbonati e per lui scrive l’ode ‘L’educazione’. Inizierà a pubblicare le prime due parti del Giorno (il mattino 1763, il mezzogiorno 1765). Viene acclamato e considerato uno degli intellettuali ‘riformatori’, così ottiene la nomina di ‘Poeta del Regio Teatro Ducale’. Nel 1769 dirige il settimanale ‘la gazzetta di milano’ e diventerà docente di belle lettere presso le scuole palatine e successivamente anche in quella di belle arti. Ci furono vari problemi tra gli austriaci e Milano, anche con la rivoluzione francese… Lui inizierà a diventare stanco, malato e quasi cieco, morirà il 15 agosto del 1799. Le opere Le odi  Parini scriverà molte odi che influenzeramno autori come Foscolo, Manzoni e Leopardi. Quando lui le pubblica sono singole, ad esempio opuscoletti o manoscritti, inmvec e poi vengono raccolte in due edizioni.
- Odi illuministiche = scritte tra i decenni del cinquanta e sessanta - Prima fase = tra gli anni sessanta e il 1786, incentrati su questioni etiche - Terza fase, che comprende soprattutto odi neoclassiche, dal 1786 in poi. 

Produzione in versi  scriverà opere soprattutto per le sue accademie, oppure testi d’occasione e componimenti celebrativi, in cui parla del suo impegno MORALE E CIVILE. Oppure nel 1758 scriverà ‘sopra la guerra’ in cui dichiara le sue idee pacifiste e vuole smascherare le ragioni delle guerre, che sono guidate dalle idee di aggressività e sopraffazione. Opere in prosa  - 1757 = dialogo sopra la nobiltà in cui esamina la nobiltà ereditaria - 1759 = discorso sopra le caricature, che è una sorta di anticipazione del giorno - 1761 = discorso sulla poesia. LINGUA  il dialetto milanese rappresenterà l’unità civile e sociale, mentre il toscano non può avere un predominio assolutistico CARATTERISTICHE  molteplicità delle sperienze letterarie, ad esempio afferma illuminismo e neoclassicismo, rifiuta il barocco. Fa riferimenti anche ai classici greci e latini come Virgilio e Catullo. IL GIORNO Poemetto satirico- didascalico in endecasillabi sciolti che descrive la giornata tipo di un giovin signore. Lui assume le parti di un servile precettore e finge di aderire all’ideologia nobiliare. Lui scriverà delle frasi molto ironiche e scherzose ma con duro sarcasmo che fa intendere il vero significato. 1763 il mattino, 1765 il mezzogiorno

A queste inizialmente voleva aggiungere la sera, poi però cambia idea e lo progetta diviso in 4 parti: mattino, meriggio, vespro e la notte, tutte raccolte appunto Nel Giorno. Opera incompiuta Nel 1801 ovvero due anni dopo la sua morte, un suo allievo Francesco Reina stampa il giorno e verrà letta per tutto l’ottocento e il novecento. Nel 1969 il critico Dante isella rivoluzionerà tutto il lavoro. Il mattino –> risveglio del giovin signore, che è andato a letto tardi dopo una serata di feste. Quest’uomo è molto pigro, si alza tardi, e poi compie i lavori di cavalier servente. Il mezzogiorno  ambiente piu vario e ricco, perché la scena si concentra alla tavola della dama e le conversazioni si intrecciano nell’arte, il commercio, l’industria e le scienze Vespro  scena dell’imbrunire, dove c’è una corsa in carrozza del giovin signore e la dama-. Inifine la notte  descruzioine del salotto notturno e del gioco, con la follia dei personaggi che partecipano. TEMI La noia, che viene riempita con oggetti lussuosi e superflui, giornate identiche