






Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
vita, opere, ideologia e poetica di Giuseppe Parini
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
1 / 11
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!







La legge che regola gli atteggiamenti ideologici e artistici di è quella della moderazione
Parini vivendo all’incrocio di
tendenze e tradizione diverse
contrastanti, di tutte ne risente
l’influenza senza in realtà
aderire a nessuna.
(comportamento politico volto a
raggiungere obiettivi senza ricorrere
alla violenza)
Vuole trasformare i
contenuti senza
alterare le strutture
Ad esempio per lui la nobiltà non deve
essere soppiantata ma perdere i vizi
Critica antinobiliare
Fiducia nel progresso
Egualitarismo
Illuminismo
Diversa concezione delle
strutture produttive
Parini Scuola Fisiocratica: agricoltura unica fonte di ricchezza
Illuminismo: nuova concezione economica, secondo la quale
il ruolo-guida non spettava più all’agricoltura ma all’industria
e al commercio
Parini: rifiuto di una concezione
esclusivamente utilitaristica
della letteratura
Per lui la poesia deve nascere dall’incontro tra utile e bellezza.
Garantito dal rapporto
vivo con la realtà storico-
sociale presente
Risponde a un’esigenza
legata alla natura
dell’uomo
Posizione di Parini, aperto
alle nuove tematiche civili e
sociali (l’utile), ma fedele alle
forme della tradizione
classica (la bellezza)
3
Parini scrisse svariate Odi tra il 1757 al
1795, il periodo della sua produzione
maggiore.
Prima edizione del
1791, che comprendeva
22 testi
Seconda edizione del
1795, che comprendeva
25 testi
Prima fase Seconda fase Terza fase
Va dal 1757 al 1770
circa. Le odi di
questo periodo sono
caratterizzate da temi
sociali e civili, così
che il poeta si mostra
impegnato in una
dimensione pubblica
Va dal 1777 al 1785.
Non abbandona la
dimensione civile,
ma si concentra sulla
funzione sociale
della cultura e
dell’educazione
piuttosto che su
grandi tematiche
pubbliche
Va dal 1787 al 1795.
È caratterizzata dal
ripiegamento
malinconico e
nostalgico sui temi
dell’interiorità
esistenziale.
Le Odi furono uno degli strumenti
fondamentali di mediazione tra le forme
della tradizione arcaica e le nuove
poetiche neoclassiche e classicistiche. E
fu proprio il legame di questi testi con
l’attualità politica a consegnarli a una
diffusione contingente e incerta.
Critica della
società, proposta
di rinnovamento
Valorizzazione della
dignità e della
coerenza individuali
A
Il Mattino Il Mezzogiorno
Il Mattino è preceduto da una dedica in prosa alla moda. Qui si
mostra il meccanismo antifrastico sul quale è fondato il testo. Il
poeta dichiara di dedicare i propri versi alla Moda, la dea che
ha sconfitto la Ragione, il Buonsenso e l’Ordine (punto di vista
ironico, finge di abbracciare un modo di pensare che
rappresenta l’opposto del suo vero).
Il poemetto vero e proprio prende via con la presentazione dei
due protagonisti e con la disposizione della materia. Il
narratore si presenta come «Precettor d’amabil Rito», quindi
come educatore al piacere e al divertimento. Destinatario dei
suo insegnamenti è un Giovin Signore. Il Precettore dividerà i
suoi insegnamenti di piacere in tre momenti corrispondenti alle
tre parti della giornata.
Nel Mezzogiorno il punto di vista del precettore
si trasforma un poco: questi cessa di essere
l’accompagnatore e il suggeritore delle azioni
del Giovin Signore e ne diviene l’«umil
Cantore». È la materia stessa della narrazione a
richiedere questo cambiamento: mentre nel
Mattino infatti il Signore era raffigurato nel
privato della sua abitazione, ora viene ritratto nel
vivo della società nobiliare, e dunque impegnato
nella sua eroica funzione pubblica.
B
B
B
Il Mattino Il Mezzogiorno/Meriggio La Notte
Favola di Amore e Imene
Favola dell’origine della cipria
Favola del Piacere
Favola sul gioco del tric-trac
Favola sull’origine e sugli
sviluppi del canapè
Questi costituiscono dei pezzi di
bravura letteraria e servono quindi
ad innalzare la materia del
racconto
La favola del Piacere affronta il tema della disuguaglianza tra gli uomini, cioè della loro divisione in classi sociali.
La favola narra che gli uomini erano originariamente uguali: le diversità nacquero quando fu mandato sulla Terra
dagli dèi il Piacere e nel tentativo di raggiungerlo gli uomini si divisero; coloro che seppero sviluppare una sensibilità
più raffinata, primeggiarono; mentre gli altri si ridussero al rango di subalterni, rimasti prigionieri dei bisogni primari.
L’origine della disuguaglianza sociale è riferita allo sviluppo della civiltà ed è connessa con l’introduzione del superfluo
B
La poetica pariniana gioca su un doppio registro, su una sproporzione tra altezza del registro stilistico e irrilevanza dei contenuti
referenziali.
Gli strumenti attraverso i quali si determinano lo sfasamento e la tensione tra ciò che il Precettore dice e il significato che le sue
parole acquistano sono gli strumenti dello stile e della retorica.
Questa costante procedura stilistica definisce il registro retorico del discorso, che perde di credibilità e di attendibilità, inducendo
nel lettore un atteggiamento costante di sospetto, spingendolo a rovesciare il significato degli enunciati del Precettore; le
affermazioni del narratore sono infine decodificate secondo il registro dell’ironia.
L’ode La vita rustica (1758) rispecchia l’ideologia illuminista, che esalta la bontà e l’innocenza della natura, e anche le
teorie fisiocratiche che consideravano la terra l’unica vera fonte di ricchezza e il lavoro agricolo come il lavoro per
eccellenza secondo natura da rendere più produttivo con innovazioni tecniche.
Se Parini celebra la libertà e
l’innocenza agreste contro la città
corruttrice non indulge però a una
visione edenica della campagna.
L’opposizione città-campagna ha
nell’opera di Parini un carattere
morale e sociale.
Anche nel Giorno i contadini sono portatori dei valori del lavoro e della famiglia; la loro vita è
virtuosa, in sintonia con i ritmi della natura, a differenza di quella del Giovin Signore, che
sconvolge l’ordine naturale. Bontà Corruzione
Ceti produttivi Ceti parassitari
La polemica di Parini non si limita
alla nobiltà dissipatrice, ma investe
anche la nuova mentalità
imprenditoriale e mercantile.
La Salubrità nell’aria (1759) rivela la partecipazione del poeta al dibattito vivo in quegli anni nell’ambiente
illuminista milanese sui problemi dell’agricoltura e del commercio. L’ode rappresenta una polemica a favore di
un’agricoltura sana e produttiva contro le colture rivolte al profitto.
La bellezza del paesaggio non
riproduce i luoghi comuni della
campagna arcadica, ma è definita
realisticamente nella sanità del suo
clima.
Denuncia delle conseguenze negative sulla salute dei lavoratori e dei cittadini sulla
salute dei lavoratori e dei cittadini causate dall’alterato equilibrio naturale del
territorio: risaie e pascoli artificiale fecero della malaria una malattia endemica dei
braccianti delle zone paludose ma furono anche fonte di guadagni per i nuovi ceti
imprenditoriali.
Allarmante denuncia che risente della nuova attenzione illuminista per un
risanamento urbano capace di tenere conto dell’igiene e della pubblica salute.
L’obiettivo è appunto una denuncia del malcostume cittadino e delle respondabilità
economiche e politiche dei ceti dirigenti.