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Giuseppe Parini - Schema, Schemi e mappe concettuali di Italiano

vita, opere, ideologia e poetica di Giuseppe Parini

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 31/08/2022

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francesca-pugliese-17 🇮🇹

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PARINI
La legge che regola gli atteggiamenti ideologici e artistici di è quella della moderazione
2L’ideologia e la poetica
Parini vivendo all’incrocio di
tendenze e tradizione diverse
contrastanti, di tutte ne risente
l’influenza senza in realtà
aderire a nessuna.
(comportamento politico volto a
raggiungere obiettivi senza ricorrere
alla violenza)
Vuole trasformare i
contenuti senza
alterare le strutture
Ad esempio per lui la nobiltà non deve
essere soppiantata ma perdere i vizi
Critica antinobiliare
Fiducia nel progresso
Egualitarismo
Illuminismo
Diversa concezione delle
strutture produttive
Parini Scuola Fisiocratica: agricoltura unica fonte di ricchezza
Illuminismo: nuova concezione economica, secondo la quale
il ruolo-guida non spettava più all’agricoltura ma all’industria
e al commercio
Parini: rifiuto di una concezione
esclusivamente utilitaristica
della letteratura
Per lui la poesia deve nascere dall’incontro tra utile e bellezza.
Garantito dal rapporto
vivo con la realtà storico-
sociale presente
Risponde a un’esigenza
legata alla natura
dell’uomo
Posizione di Parini, aperto
alle nuove tematiche civili e
sociali (l’utile), ma fedele alle
forme della tradizione
classica (la bellezza)
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PARINI

La legge che regola gli atteggiamenti ideologici e artistici di è quella della moderazione

L’ideologia e la poetica

Parini vivendo all’incrocio di

tendenze e tradizione diverse

contrastanti, di tutte ne risente

l’influenza senza in realtà

aderire a nessuna.

(comportamento politico volto a

raggiungere obiettivi senza ricorrere

alla violenza)

Vuole trasformare i

contenuti senza

alterare le strutture

Ad esempio per lui la nobiltà non deve

essere soppiantata ma perdere i vizi

Critica antinobiliare

Fiducia nel progresso

Egualitarismo

Illuminismo

Diversa concezione delle

strutture produttive

Parini Scuola Fisiocratica: agricoltura unica fonte di ricchezza

Illuminismo: nuova concezione economica, secondo la quale

il ruolo-guida non spettava più all’agricoltura ma all’industria

e al commercio

Parini: rifiuto di una concezione

esclusivamente utilitaristica

della letteratura

Per lui la poesia deve nascere dall’incontro tra utile e bellezza.

Garantito dal rapporto

vivo con la realtà storico-

sociale presente

Risponde a un’esigenza

legata alla natura

dell’uomo

Posizione di Parini, aperto

alle nuove tematiche civili e

sociali (l’utile), ma fedele alle

forme della tradizione

classica (la bellezza)

3

Le Odi

Parini scrisse svariate Odi tra il 1757 al

1795, il periodo della sua produzione

maggiore.

Prima edizione del

1791, che comprendeva

22 testi

Seconda edizione del

1795, che comprendeva

25 testi

Prima fase Seconda fase Terza fase

Va dal 1757 al 1770

circa. Le odi di

questo periodo sono

caratterizzate da temi

sociali e civili, così

che il poeta si mostra

impegnato in una

dimensione pubblica

Va dal 1777 al 1785.

Non abbandona la

dimensione civile,

ma si concentra sulla

funzione sociale

della cultura e

dell’educazione

piuttosto che su

grandi tematiche

pubbliche

Va dal 1787 al 1795.

È caratterizzata dal

ripiegamento

malinconico e

nostalgico sui temi

dell’interiorità

esistenziale.

Le Odi furono uno degli strumenti

fondamentali di mediazione tra le forme

della tradizione arcaica e le nuove

poetiche neoclassiche e classicistiche. E

fu proprio il legame di questi testi con

l’attualità politica a consegnarli a una

diffusione contingente e incerta.

Critica della

società, proposta

di rinnovamento

Valorizzazione della

dignità e della

coerenza individuali

A

La prima fase dell’opera: Il Mattino e Il Mezziogiorno

Il Mattino Il Mezzogiorno

Il Mattino è preceduto da una dedica in prosa alla moda. Qui si

mostra il meccanismo antifrastico sul quale è fondato il testo. Il

poeta dichiara di dedicare i propri versi alla Moda, la dea che

ha sconfitto la Ragione, il Buonsenso e l’Ordine (punto di vista

ironico, finge di abbracciare un modo di pensare che

rappresenta l’opposto del suo vero).

Il poemetto vero e proprio prende via con la presentazione dei

due protagonisti e con la disposizione della materia. Il

narratore si presenta come «Precettor d’amabil Rito», quindi

come educatore al piacere e al divertimento. Destinatario dei

suo insegnamenti è un Giovin Signore. Il Precettore dividerà i

suoi insegnamenti di piacere in tre momenti corrispondenti alle

tre parti della giornata.

Nel Mezzogiorno il punto di vista del precettore

si trasforma un poco: questi cessa di essere

l’accompagnatore e il suggeritore delle azioni

del Giovin Signore e ne diviene l’«umil

Cantore». È la materia stessa della narrazione a

richiedere questo cambiamento: mentre nel

Mattino infatti il Signore era raffigurato nel

privato della sua abitazione, ora viene ritratto nel

vivo della società nobiliare, e dunque impegnato

nella sua eroica funzione pubblica.

B

Lo spazio e il tempo del racconto

Lo spazio della rappresentazione assume molta importanza dal momento

che prevale il momento descrittivo su quello drammatico-narrativo.

Interni:

In questi la vita artificiosa e

distante dalla natura condotta dal

Giovin Signore e dai suoi pari

svolge le tappe più significative

Esterni

Luoghi del palazzo nobiliari.

Anche il tempo ha la sua importanza: costituisce il criterio

organizzativo della materia narrativa, il criterio da cui si origina il

succedersi dei diversi spazi della rappresentazione (titoli).

Un effetto di innaturalità e di

parodia è assicurato dalla

concentrazione di troppi eventi in

un’unica giornata

B

Gli altri protagonisti del poema: figure sociali e tipi umani

Un altro personaggio che manca di spessore psicologico e di personalità è la Dama: è il corrispettivo

femminile del Giovin Signore.

Anonimi sono anche gli altri personaggi dell’opera:

I servitori: costituiscono emanazioni della vita vacua del loro signore.

I nobili: la gestione del potere è configurata da Parini come una ripetizione ignava e sciocca di

un rituale sociale vissuto in modo passivo

B

Le favole mitologiche

Tre delle quattro parti che formano il Giorno contengono favole mitologiche.

Il Mattino Il Mezzogiorno/Meriggio La Notte

Favola di Amore e Imene

Favola dell’origine della cipria

Favola del Piacere

Favola sul gioco del tric-trac

Favola sull’origine e sugli

sviluppi del canapè

Questi costituiscono dei pezzi di

bravura letteraria e servono quindi

ad innalzare la materia del

racconto

La favola del Piacere affronta il tema della disuguaglianza tra gli uomini, cioè della loro divisione in classi sociali.

La favola narra che gli uomini erano originariamente uguali: le diversità nacquero quando fu mandato sulla Terra

dagli dèi il Piacere e nel tentativo di raggiungerlo gli uomini si divisero; coloro che seppero sviluppare una sensibilità

più raffinata, primeggiarono; mentre gli altri si ridussero al rango di subalterni, rimasti prigionieri dei bisogni primari.

L’origine della disuguaglianza sociale è riferita allo sviluppo della civiltà ed è connessa con l’introduzione del superfluo

B

La retorica dello straniamento

La poetica pariniana gioca su un doppio registro, su una sproporzione tra altezza del registro stilistico e irrilevanza dei contenuti

referenziali.

Gli strumenti attraverso i quali si determinano lo sfasamento e la tensione tra ciò che il Precettore dice e il significato che le sue

parole acquistano sono gli strumenti dello stile e della retorica.

Questa costante procedura stilistica definisce il registro retorico del discorso, che perde di credibilità e di attendibilità, inducendo

nel lettore un atteggiamento costante di sospetto, spingendolo a rovesciare il significato degli enunciati del Precettore; le

affermazioni del narratore sono infine decodificate secondo il registro dell’ironia.

L’opposizione città-campagna: un punto di vista ecologico

L’ode La vita rustica (1758) rispecchia l’ideologia illuminista, che esalta la bontà e l’innocenza della natura, e anche le

teorie fisiocratiche che consideravano la terra l’unica vera fonte di ricchezza e il lavoro agricolo come il lavoro per

eccellenza secondo natura da rendere più produttivo con innovazioni tecniche.

Se Parini celebra la libertà e

l’innocenza agreste contro la città

corruttrice non indulge però a una

visione edenica della campagna.

L’opposizione città-campagna ha

nell’opera di Parini un carattere

morale e sociale.

Anche nel Giorno i contadini sono portatori dei valori del lavoro e della famiglia; la loro vita è

virtuosa, in sintonia con i ritmi della natura, a differenza di quella del Giovin Signore, che

sconvolge l’ordine naturale. Bontà Corruzione

Ceti produttivi Ceti parassitari

La polemica di Parini non si limita

alla nobiltà dissipatrice, ma investe

anche la nuova mentalità

imprenditoriale e mercantile.

La Salubrità nell’aria (1759) rivela la partecipazione del poeta al dibattito vivo in quegli anni nell’ambiente

illuminista milanese sui problemi dell’agricoltura e del commercio. L’ode rappresenta una polemica a favore di

un’agricoltura sana e produttiva contro le colture rivolte al profitto.

La bellezza del paesaggio non

riproduce i luoghi comuni della

campagna arcadica, ma è definita

realisticamente nella sanità del suo

clima.

Denuncia delle conseguenze negative sulla salute dei lavoratori e dei cittadini sulla

salute dei lavoratori e dei cittadini causate dall’alterato equilibrio naturale del

territorio: risaie e pascoli artificiale fecero della malaria una malattia endemica dei

braccianti delle zone paludose ma furono anche fonte di guadagni per i nuovi ceti

imprenditoriali.

Allarmante denuncia che risente della nuova attenzione illuminista per un

risanamento urbano capace di tenere conto dell’igiene e della pubblica salute.

L’obiettivo è appunto una denuncia del malcostume cittadino e delle respondabilità

economiche e politiche dei ceti dirigenti.