




























Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
1 / 36
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!





























Negli ultimi anni, la parola «globalizzazione» ritorna sempre più spesso negli articoli dei giornali, nei dibattiti televisivi e nei testi scolastici che si occupano della storia più recente. Ma cosa si intende per Globalizzazione? Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto principale è una decisa convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo. Il termine globalizzazione fu utilizzato per la prima volta, dagli economisti a partire dal 1981 , per riferirsi prevalentemente agli aspetti economici delle relazioni fra popoli e grandi aziende. Il fenomeno invece, va inquadrato anche nel contesto dei cambiamenti sociali, tecnologici, politici e delle complesse interazioni su scala mondiale che hanno avuto inizio secoli fa. Sebbene molti preferiscano considerare semplicisticamente questo fenomeno solo a partire dalla fine del XX secolo, osservatori attenti alla storia parlano di globalizzazione anche nei secoli scorsi. Infatti è grazie a una serie di fenomeni avvenuti nel passato che oggi ci ritroviamo in una società globalizzata, in cui le tecnologie hanno il sopravvento e sono le protagoniste di una società all’avanguardia. La prima condizione perché si abbia una globalizzazione è esattamente l’annullamento o la forte riduzione, mediante tecnologie nuove, della distanza e dei suoi costi. Telefono, televisione, Internet sono le tecnologie della nostra globalizzazione; telegrafo, ferrovie e navi a vapore rappresentarono le tecnologie della globalizzazione ottocentesca. Nei settant’anni precedenti la prima guerra mondiale, almeno 250 milioni di persone cambiarono continente con le migrazioni. In maniera regolare o clandestina, oggi sta avvenendo qualcosa di molto simile. Fattori produttivi (il lavoro e i capitali) che si spostano in tutto il mondo, portano come conseguenza a beni che hanno un mercato mondiale e imprese che competono in questo mercato.
Anche l’Ottocento non scherzava: la Coca-Cola nasce nel 1886, il dentifricio Colgate nel 1876; le macchine per cucire Singer si trovavano ai primi del Novecento, le italiane Officine Savigliano costruivano ponti in ferro in ogni angolo d’Europa e la francese Renault aveva due stabilimenti in Russia. Sono gli anni della SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, gli anni in cui l’Europa occidentale estese e consolidò la propria presenza nel mondo. Il suo prestigio si fondava sulla superiorità nel campo scientifico e tecnologico e sulla potenza industriale e capitalistica, rafforzato in seguito alla scoperta di nuove fonti di energia, come il petrolio e l’elettricità, all’utilizzo di nuovi sistemi di comunicazione e di trasporto, al dominio incontrastato del commercio mondiale. Dunque il periodo che va dalla fine dell’ottocento ai primi decenni del novecento ha posto le basi per la formazione dell’attuale società. Diversamente dalla Prima rivoluzione industriale che nasceva da nuove tecnologie associate con l’uso di materiali tradizionali, la Seconda nasce da scoperte scientifiche associate con nuovi materiali e nuove fonti di energia. I settori industriali che trassero i maggiori vantaggi dalle moderne invenzioni furono quello metallurgico e quello chimico. Il nuovo metodo di produzione dell’acciaio, prima usato soltanto per alcuni tipi di armi, diede un impulso eccezionale al settore metallurgico. Nel 1856 l’inglese Henry Bessemer brevettò un nuovo metodo di produzione dell’acciaio a basso costo e in grandi quantità. Questo nuovo materiale, inizialmente molto fragile, fu impiegato per produrre macchine industriali, per costruire edifici e ponti, per fabbricare gli scavi delle navi. Ecco perché l’ultimo decennio dell’ottocento fu definito <<età dell’acciaio>>. Grazie alla produzione dell’acciaio, alla fine del secolo, la Germania ricca di Storia
l'approfondimento di anatomia comparata, fisiologia, genetica, mentre le fondamentali scoperte di Louis Pasteur , Gerhard Henrik Hansen, Robert Koch , e altri, in campo epidemiologico portarono nel corso del XIX secolo a trovare una difesa contro antichi flagelli come la tubercolosi, la difterite, l'antrace, la peste, la lebbra, la rabbia, la malaria. Tale evoluzione, unitamente alla maggiore disponibilità di risorse, condussero nel giro di alcuni decenni ad un incremento esponenziale della popolazione, tanto che, fra la fine del XVII secolo e il XX secolo la popolazione europea si è accresciuta di quasi quattro volte, la speranza di vita è passata da valori compresi tra i 25 e i 35 anni a valori che superano i 75 anni, il numero di figli per donna scesi da 5 a meno di 2 e natalità e mortalità scesi da valori compresi tra il 30 e il 40 per mille a valori prossimi al 10. L'introduzione dell'elettricità come fonte di illuminazione delle città, molto più efficiente di quella che utilizzava il gas illuminante, trasformò la vita dei cittadini rendendo più sicure le strade e permettendo anche una vita notturna più intensa con la frequentazione di punti d'incontro illuminati. Il settore elettrico ebbe un deciso incremento solo dopo il 1870 , quando si produssero i primi generatori (la dinamo e il motore elettrico, che, nonostante fossero già in uso da molto tempo, inizialmente risultarono poco convenienti e poco versatili per i processi produttivi). I progressi in questo campo permisero la graduale diffusione della rete elettrica ad uso civile per l'illuminazione (e successivamente l'utilizzo dei primi elettrodomestici), nelle case e nei luoghi di lavoro.
La luce elettrica cambiò anche i ritmi di lavoro nelle fabbriche dove prima la produzione cessava con il venir meno della luce diurna: ora gli operai potevano lavorare in turni ininterrotti nelle 24 ore. La Seconda rivoluzione industriale provocò importanti cambiamenti anche nel sistema capitalistico, sino ad allora basato sul libero mercato e sulla libera concorrenza tra imprenditori. Si formarono grandi concentrazioni tra imprese che prima erano autonome. Unendo i capitali, esse raggiungevano una enorme forza economica, che permetteva loro di controllare l’intero settore e di imporre i prezzi sia delle materie prime sia dei prodotti finiti, e ciò non in un solo Paese, ma a livello internazionale. Lo stesso risultato si otteneva con i <
Per quanto riguarda il sistema navale, grazie allo sviluppo della metallurgia e all'introduzione dell'elica, si poterono costruire i primi scafi in ferro e successivamente in acciaio, che permisero la costruzione dei robustissimi transatlantici.
rapidamente in tutto il mondo il telegrafo elettrico Morse , che per la prima volta nella storia permetterà la comunicazione istantanea a distanza, e che darà luogo a notevoli sviluppi, fra cui la creazione delle prime agenzie di stampa, che raccoglievano e distribuivano notizie in tempi molto più rapidi che in passato. Sarà soprattutto la successiva invenzione del telefono ( 1860 ) e la sua diffusione su larga scala che porteranno ad una vera rivoluzione nel campo delle comunicazioni, imprimendo in poco tempo uno sviluppo totalmente nuovo nelle interrelazioni sociali e commerciali tra gruppi e individui. Nei primi anni del novecento, quindi, l'avvento della radio , avvierà una nuova era nel campo della informazione che porterà notevoli conseguenze anche in campo sociale. LA RÉVOLUTION INDUSTRIELLE Au XIXéme^ siècle en France, on remarque une forte stagnation démographique. La France accomplit de grands progres: aux industries textiles, déjà très développées au début du XIXème^ siècle s’ajoutent l’extraction du charbon, la métalurgie, la construction de machines de touts sortes. Les nouvelles usines choisissent le charbon, unique source d’énergie à l’époque dans les ports de l’Atlantique où il peut être importé facilment. Les réseaux ferrés sont construits et exploités. Le chemin de fer dont à la France les moyens de liaison qui créent le marché unique. Le commerce intérieur est favorisé; le commerce extérieur se développe. Le premier a été conclu avec l’Angleterre, à l’epoque l’Etat le plus développé au point de vue industriel. S’installe un système bancaire de type nove; de grandes banques à succursales qui sont parmi les plus importantes ont ètè fonde à la fin du Second Empire. La révolution industrielle a entraîne de profondes modifications de la carte économique et sociale de la France. La première et plus visible conséquence a été l’urbanisation. Deuxième conséquence a été la constitutin d’une classe ouvrière qui n’est pas homogène, avec la coexistence de grands ensembles industriels et de petit ateliers artisanaux. Au cours de la seconde révolution industrielle a été bâtie pour l’Expositions Universelle de 1889 la tour Eiffel. Elle a été baptisée du nom de son idéateur, Francese
l’ingénieur Gustave Eiffel. En 1909, elle fut menacée de démolition, mais elle fut sauvée grâce à son antenne, utilisée à l’époque pour la télegraphie. La tour Eiffel dispose de trois niveaux. Sur la première plateforme on trouve un musée audio-visuel qui retrace l’histoire de la tour. Au deuxième étage on trouve un célèbre restaurant. Au troisième étage il y a un bar. Gli ultimi decenni dell’Ottocento sono gli anni delle grandi scoperte scientifiche, ma è anche l’epoca in cui si sviluppa la questione sociale. Mentre le città sperimentavano un’espansione caotica e una selvaggia speculazione edilizia, migliaia di diseredati e di lavoratori poveri ne erano respinti ai margini, costretti a vivere una vita indegna e miserabile. Alcuni letterati italiani volsero la loro attenzione proprio alle condizioni di quel ceto sociale che, travolto dal progresso, era costretto a vivere ai margini della società. In particolare si guardava alle regioni del Mezzogiorno di cui vennero messe in luce la povertà, i valori, le tradizioni e le aspirazioni della società contadina. Nacque così il VERISMO ITALIANO. Il Verismo è un movimento letterario che ha le sue radici nel Positivismo e nel Naturalismo ma che tuttavia, presenta anche caratteri originali rispetto al Naturalismo:
- Il RAGIONALISMO, gli scrittori veristi analizzano e descrivono le realtà della propria ragione; - Il PESSIMISMO, le opere veriste presentano caratteri pessimisti, perché l’unità d’Italia non ha cambiato le sorti delle classi più povere ed emarginate che sembrano prive di speranza;
chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone". Persino la mamma "aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo". Il ragazzo, dunque, è vittima di un pregiudizio popolare, quello che associa i capelli rossi alla cattiveria. Inoltre Malpelo "era davvero un brutto ceffo, torvo, ringhioso, e selvatico". È la vita che conduce ad averlo ridotto così: la mamma lo trascura, la sorella si vergogna di lui. Il padre, l'unico che gli riservava una qualche forma di affetto, è morto nella stessa cava dove lavora Malpelo, sepolto da un pilastro di rena. In seguito alla morte del padre, un dolore che lo segnerà per sempre, Malpelo coltiva un oscuro spirito di vendetta. Lavora alacremente, ma fa di tutto per meritarsi l'appellativo col quale viene chiamato: picchia il suo povero vecchio asino, è cattivo con tutti. Sviluppa un rapporto di amore-odio per un ragazzetto arrivato da poco alla cava, Ranocchio, cui una lussazione del femore impedisce di fare il manovale, obbligandolo, invece, a lavorare sottoterra. Malpelo lo picchia, ma gli insegna nello stesso tempo, con rabbioso affetto, le dure e feroci leggi della vita, le uniche che egli conosca: la continua lotta di tutti contro tutti e la sopravvivenza del più forte. Un giorno colpisce Ranocchio che si accascia a terra senza più rialzarsi. Il ragazzo è gravemente malato di tifo e ha uno sbocco di sangue. Non è più in grado di lavorare. Malpelo, a modo suo, è disperato, lo va a trovare, gli porta del vino e della minestra, ma il ragazzo muore. Sempre più solo, la madre e la sorella sono nel frattempo andate a vivere altrove, Malpelo continua la sua bestiale vita alla cava. Persino un evaso, capitato a lavorare di nascosto nella cava, preferisce tornare in prigione, reputandola meno disumana di "quella vitaccia da talpa". A Malpelo toccano i lavori più ingrati e rischiosi, tanto non ha famiglia e di lui non importa niente a nessuno. In un'audace esplorazione del sottosuolo, alla ricerca di un passaggio che colleghi a un pozzo, un giorno Malpelo sparisce, portando con sé gli attrezzi che furono del padre, inghiottito per sempre dalla terra. E ora i ragazzi temono che il
suo fantasma si aggiri per la cava, " hanno paura di vederselo comparire dinanzi, coi capelli rossi e gli occhiacci grigi". Racconto denso, documento storico sullo sfruttamento del lavoro minorile nell'Ottocento, Rosso Malpelo ci spiega i meccanismi sociali e psicologici che possono costituire l'origine di comportamenti violenti e devianti. Malpelo è cattivo, a volte persino crudele, ma nello stesso tempo è vittima di pregiudizi, un perseguitato, un oppresso, un ragazzo che della vita ha esperito solo gli aspetti più duri, è un reietto che vive in un deserto affettivo. Le uniche forze positive, umane che lo muovono sono, oltre all'istinto di conservazione, il ricordo e la nostalgia del padre. Grazie al ricordo del padre, che qualche volta lo carezzava, tutte le violenze subite non riescono a spegnere in lui una scintilla di umanità. Egli odia Ranocchio per la sua debolezza, per la sua incapacità di sopravvivere in un mondo in cui vige la legge del più forte. Ma anche lo ama, perché nelle debolezze di Ranocchio, scorge le proprie e perché, nonostante cerchi di indurirsi il cuore per meglio proteggersi dall'aggressione del mondo esterno, non riesce a soffocare la pietà e la partecipazione nei confronti della sofferenza. Nel racconto di Verga, dove persino la natura e le cose inanimate mostrano un volto ostile, il lavoro assume, per le classi inferiori, i connotati di una maledizione che si tramanda di padre in figlio. È questa la situazione di molti lavoratori nelle fabbriche dell’Ottocento dove al volto del progresso si affianca quello della miseria e dei pregiudizi. Sono gli istinti elementari a muovere gli esseri viventi e fra loro vigono rapporti ispirati al semplice utilitarismo, alla strumentalizzazione gli uni degli altri. Ed. alla Cittadinanza Nel corso del XIX secolo, il processo di industrializzazione aveva profondamente cambiato anche la condizione femminile, in quanto la scomparsa del lavoro a domicilio aveva costretto le donne a cercare lavoro in fabbrica.
La lotta riprese alla fine egli anni sessanta, con le donne scese in piazza per ottenere i diritti civili e per costruire una nuova società di uguali. Oggi posiamo affermare che nei Paesi occidentali, i diritti delle donne sono legalmente riconosciuti, ma non basta ancora: è necessario un salto di qualità, che porti l’uguaglianza uomo-donna dai testi delle leggi in tutti gli aspetti concreti della vita sociale ed economica. Nel nostro Paese, circa 6 milioni di donne svolgono un lavoro extradomestico. È un fatto importante, perché permette loro di essere autonome, di elevare il reddito familiare e di partecipare alla vita della comunità. Oggi le donne sono impegnate in tutte le attività e ciò ha modificato l’idea settecentesca in base alla quale la donna dovrebbe dedicarsi solo alla case e ai figli. L’ immagine femminile e il corpo della donna vengono usati massicciamente nella pubblicità, perché svolgono una duplice funzione: richiamo di attenzione e aumento delle vendite. Gli spot si incentrano per la Maggior parte sul corpo femminile, proponendo cosmetici e indumenti, prodotti igienici e accessori, in obbedienza alla stessa logica: se non curi il corpo e non sei bella, non puoi piacere all’uomo e quindi non potrai essere felice. Altri spot puntano sul possesso dei beni materiali per un efficiente svolgimento delle funzioni domestiche, con un messaggio altrettanto chiaro: se non hai il comfort e non sei una buona casalinga, non puoi essere felice. La pubblicità ripropone i vecchi modelli educativi: le donne ricoprono sempre il ruolo di mogli, madri e casalinghe e oggetti sessuali , ma in realtà prepara al conformismo.
Il rapido progresso scientifico e tecnologico del Novecento, con lo sviluppo dei trasporti, delle telecomunicazioni, dei mass media, ha accelerato vorticosamente questo fenomeno, tanto che il mondo d’oggi è stato definito un << villaggio globale >>, dove ogni abitante dialoga facilmente con tutti gli altri. In ciascun Paese i mezzi di informazione trattano gli stessi avvenimenti internazionali; i moderni sistemi di comunicazione mettono in contatto ogni angolo del pianeta. Come tutti i grandi fenomeni, anche la globalizzazione presenta al tempo stesso rischi e vantaggi. I rischi sono principalmente di carattere economico, ad esempio il pericolo connesso con le lavorazioni industriali. Quasi tutti i Paesi sono inseriti nel mercato mondiale, e la concorrenza tra imprese si svolge a livello planetario, coinvolgendo investimenti e posti di lavoro. La diffusione di uguali tecnologie e processi produttivi permette di costruire ovunque gli stessi oggetti: perciò le industrie trasferiscono i loro impianti nei Paesi in cui la manodopera costa meno. Ciò determina una nuova forma di sfruttamento del lavoro, soprattutto minorile. Altra conseguenza negativa della globalizzazione è l’ omogenità dei gusti e dei consumi, uniformati per lo più sul modello americano. In poche ore possiamo spostarci da un capo all’altro della Terra e trovare ovunque gli stessi prodotti, la stessa pubblicità delle multinazionali; lo stesso cibo; lo stesso abbigliamento. Quanto ai vantaggi, la globalizzazione ha liberalizzato gli scambi commerciali; ha esteso le più avanzate tecnologie nella produzione e nei trasporti; complessivamente ha accresciuto la ricchezza. Anche la diffusione dei nuovi mezzi è di per sé un atto liberale; inoltre, grazie ad esso i cittadini autoritari vengono a conoscere la politica democratica di altri Paesi. Gran parte della globalizzazione è dovuta alla rivoluzione informatica, che attraverso il computer ha trasformato il modo della comunicazione e dell’informazione. La nascita di internet risale al 1969, quando il Dipartimento della Difesa USA volle creare una rete informatica sperimentale di emergenza, da utilizzare se fosse scoppiata la Terza guerra mondiale. Le funzioni di Internet sono molto diversificate: dalla ricerca culturale e scientifica alle attività
sport viene ridotto a uno spettacolo per media, quando dà luogo al doping, quando dà spazio ad atti violenti non è certo il luogo della crescita e della valorizzazione della persona. Ogni attività fisica è educativa quando contribuisce a promuovere il benessere globale della persona e la sua salute. È bene svolgere regolarmente attività fisica perché aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e il diabete, previene l’obesità, mantiene ossa, muscoli e articolazioni in buone condizioni. Ma il beneficio vero e proprio dello sport consiste nel mantenere una condizione fisica, mentale e sociale della persona. Non basta stare bene fisicamente, se non si mira anche a star bene con se stessi a tutti i livelli. Lo sport in questo senso:
alta 36 cm, fatta di oro 18 carati e pesante 6,175 grammi. La base contiene due fasce di malachite (una pietra semi-preziosa) e nella
parte inferiore sono incisi i nomi e l'anno delle nazionali che si sono imposte nel campionato dal 1974. Gazzaniga descrisse la sua creazione così: "Le linee nascono dalla base, risalendo in spirali, fino a stringere il mondo. Le figure rappresentate sono due atleti che esultano nel momento della vittoria". Fino al 2006 i vincitori della coppa ne restavano in possesso fino all'edizione successiva: al momento del ritiro il trofeo veniva sostituito con una copia laminata in oro. Dal 2006 la FIFA ha deciso di cambiare regolamento: a causa di numerose ammaccature che l'hanno costretta ad una costosa opera di restauro, la federazione ha deciso di concedere l'originale solo per la premiazione e per le due ore successive sotto stretta sorveglianza. Subito dopo l'originale viene ritirato e custodito in Svizzera, nella sede della FIFA e alla nazionale vincitrice viene attribuita la copia laminata in oro. Dalla prima edizione ad oggi, è il Brasile la nazionale che ha vinto il trofeo per il maggior numero di volte (5); segue l'Italia con 4, la Germania (prima Germania Ovest) con 3, l'Argentina e l'Uruguay con 2, Francia, Inghilterra e Spagna 1 sola volta. La scelta della nazione organizzatrice è sempre stata teatro di controversie, specialmente tra Europa e Sud America, i due centri di potere del calcio mondiale. La decisione viene presa, di solito, circa sei anni prima della manifestazione. La Coppa del Mondo del 1954 fu la prima ad essere trasmessa in televisione e adesso l'evento costituisce la seconda competizione sportiva come audience potenziale, subito dopo i Giochi olimpici.
worldwide. I visit Facebook every day for update my profile, to connect and interact with my friends and check the news of my favourite page. Also we must be aware of the potential dangers associated to it and do not give our personal information. GLI STATI UNITI L’anello portante di tutto questo sono stati e continuano a essere gli Stati Uniti, protagonisti nella storia del mondo. Gli Stati Uniti confinano a nord con il Canada e a sud con il Messico. Si affacciano su due oceani: a ovest sono bagnati dall’Oceano Pacifico e a est dall’Oceano Atlantico, mentre a sud-est sono bagnati dal Golfo del Messico. I rilievi sono costituiti a est dai Monti Appalachi , geologicamente molto antichi, a ovest dalle Montagne Rocciose , più giovani. Nella parte centro-meridionale si estendono grandi tavolati e grandi pianure attraversate dal Mississippi e dai suoi affluenti come il Missouri, il Tennessee, l’Ohio. Nella regione nordorientale si trova la regione dei Grandi laghi , fra i più estesi del pianeta. Gli Stati Uniti Geografia
presentano climi molto vari. Le aree più a nord sono interessate dalle correnti d’aria fredda che provengono dal Canada. La costa atlantica è caratterizzata da un clima temperato, con temperature che aumentano man a mano si scende verso sud, fino a trovare climi caldi. Nei territori vicini alle Montagne Rocciose l’umidità diminuisce, determinando veri e propri climi aridi. Gli ambienti naturali da nord a sud sono: boschi (conifere e latifoglie), praterie e zone desertiche, paesaggi di tipo mediterraneo e sub tropicale. Gli Stati Uniti d’America sono nati il 4 luglio 1776 quando le 13 colonie britanniche della costa orientale sottoscrissero la <