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LEZIONE 18/11
APOFONIA QUALITATIVA le radici compaiono con una e/o breve o senza vocale, cambia il
timbro della vocale. la e breve in gotico diventa i, questo caso apofonia o si trova nel
presente in gotico, mentre in indoeuropeo è breve.
APOFONIA QUANTITATIVA alternanza tra facio e feci, c’è una e lunga e poi breve. i
glottologi pensavano ci fosse un grado normale originato da vocale breve + swa = vocale
lunga, mentre nel grado zero non c’era l'elemento vocalico, sarebbe stato originato solo da
swa, vocale centrale che poteva svilupparsi in diverse direzioni.
saussure, che era allievo dei neogrammatici, scrive un libro, sostenendo che tutte le
radici contengono una E breve, però quando si trova una A lunga è perché oltre alle
e breve ci sarebbe stato un coefficiente consonantico che lui indica come A o O
grande, lui non da una spiegazione fonologica, un lavoro algebrico.
mauler, che studia le lingue semitiche(arabo ebraico) inizia a dire un contenuto
fonologico a questi indici astratti che restano come tali. alcuni suoni laringali e
faringali possono cambiare il timbro della vocale, ma se c’è vicino occlusiva uvulare
non evolve. mauler pensa che in indoeuropeo esiste una serie di laringali che
vengono indicati come h1,h2,h3, sono dei suoni ricostruiti di natura consonantica che
hanno condizionato delle vocali vicini: h1+ E rimane come timbro E, h2+ E avrebbe
portato a un timbro A, H3+ E vocale o breve , quando questo elemento laringale
sarebbe comparso dopo la vocale avrebbe comportato la quantità lunga legata ad un
timbro differente
BIBBIA GOTICA MATTEO 6:8 il 6 vuol dire che siamo nel vangelo di matteo, al capitolo 6,
dalla frase 1 alla 8.
Guardatevi dal praticare la vostra elemosina davanti agli uomini per essere ammirati
da loro; altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
ATSAIHVIþ: è un verbo composto da una preposizione at che viene da un indoeuropeo ad e
un verbo saitvan-sek-sequan-seguire, in tedesco vedere. il verbo vuol dire guardare a, è
una seconda persona plurale di un imperativo, in questo caso è uguale alla forma dell’
indicativo, è un verbo tematico, tra la radice e le desinenze si inserisce una vocale tematica,
a volte appare in gotico come i altre come a, in indoeuropeo c’era una e/o breve. le
occlusive sonore tra vocali sono pronunciate come fricative sonore
ARMAION: accusativo singolare di armaio -on, nome femminile, vuol dire arma/elemosina
IZWARA: izwar possessivo seconda persona plurale (your), accusativo singolare femminile
NI: negazione
TAUJAN: è un verbo debole che vuol dire fare,3ps è imparentato con la parole inglese
tool(strumento per fare)
IN: preposizione che vuol dire in, regge il dativo
ANDWAIRþJA: regge il caso dativo, poteva essere retto da proposizioni che reggevano un
nome dativo se significa uno stato in luogo, qui significa che sta davanti. dativo singolare
andwairbi, neutro -ja, vuol dire faccia a
MANNE : genitivo plurale di manna, vuol dire uomo
DU : preposizione, to
SAIHVAN: verbo forte 7 classe, vedere, infinito, essere
IM: dativo plurale del pronome di iii persona, da vedere a loro
AIþþAU: congiunzione, o , altrimenti
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LEZIONE 18/

APOFONIA QUALITATIVA le radici compaiono con una e/o breve o senza vocale, cambia il timbro della vocale. la e breve in gotico diventa i, questo caso apofonia o si trova nel presente in gotico, mentre in indoeuropeo è breve. APOFONIA QUANTITATIVA alternanza tra facio e feci, c’è una e lunga e poi breve. i glottologi pensavano ci fosse un grado normale originato da vocale breve + swa = vocale lunga, mentre nel grado zero non c’era l'elemento vocalico, sarebbe stato originato solo da swa, vocale centrale che poteva svilupparsi in diverse direzioni. ● saussure, che era allievo dei neogrammatici, scrive un libro, sostenendo che tutte le radici contengono una E breve, però quando si trova una A lunga è perché oltre alle e breve ci sarebbe stato un coefficiente consonantico che lui indica come A o O grande, lui non da una spiegazione fonologica, un lavoro algebrico. ● mauler, che studia le lingue semitiche(arabo ebraico) inizia a dire un contenuto fonologico a questi indici astratti che restano come tali. alcuni suoni laringali e faringali possono cambiare il timbro della vocale, ma se c’è vicino occlusiva uvulare non evolve. mauler pensa che in indoeuropeo esiste una serie di laringali che vengono indicati come h1,h2,h3, sono dei suoni ricostruiti di natura consonantica che hanno condizionato delle vocali vicini: h1+ E rimane come timbro E, h2+ E avrebbe portato a un timbro A, H3+ E vocale o breve , quando questo elemento laringale sarebbe comparso dopo la vocale avrebbe comportato la quantità lunga legata ad un timbro differente BIBBIA GOTICA MATTEO 6:8 il 6 vuol dire che siamo nel vangelo di matteo, al capitolo 6, dalla frase 1 alla 8.

Guardatevi dal praticare la vostra elemosina davanti agli uomini per essere ammirati

da loro; altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.

ATSAIHVIþ: è un verbo composto da una preposizione at che viene da un indoeuropeo ad e un verbo saitvan-sek-sequan-seguire, in tedesco vedere. il verbo vuol dire guardare a, è una seconda persona plurale di un imperativo, in questo caso è uguale alla forma dell’ indicativo, è un verbo tematico, tra la radice e le desinenze si inserisce una vocale tematica, a volte appare in gotico come i altre come a , in indoeuropeo c’era una e/o breve. le occlusive sonore tra vocali sono pronunciate come fricative sonore ARMAION: accusativo singolare di armaio -on, nome femminile, vuol dire arma/elemosina IZWARA: izwar possessivo seconda persona plurale (your), accusativo singolare femminile NI: negazione TAUJAN: è un verbo debole che vuol dire fare,3ps è imparentato con la parole inglese tool(strumento per fare) IN: preposizione che vuol dire in, regge il dativo ANDWAIRþJA: regge il caso dativo, poteva essere retto da proposizioni che reggevano un nome dativo se significa uno stato in luogo, qui significa che sta davanti. dativo singolare andwairbi, neutro -ja, vuol dire faccia a MANNE : genitivo plurale di manna, vuol dire uomo DU : preposizione, to SAIHVAN: verbo forte 7 classe, vedere, infinito, essere IM: dativo plurale del pronome di iii persona, da vedere a loro AIþþAU: congiunzione, o , altrimenti

LAUN: nome neutro, è un accusativo, si capisce dalla frase, vuol dire bottino NI: negazione HABAIþ: 2 plurale indicativo presente del verbo haben,verbo debole della 3 classe, sollevare/ricopensa LEZIONE 20/ FRAM: preposizione con valore di “da”, mostra quanto il gotico preservi strutture originarie. avanti, lontano da ATTIN: dativo singolare tema in an, vuol dire padre IZWARAMMA: vostro, parola derivata dal pronome indoeuropeo dus/yus tramite metatesi, cioè uno scambio di suoni che ha modificato l’ordine degli elementi. La forma dativa iswarm “a voi”, conserva invece una desinenza antica collegata a pronomi arcaici come sasso o sata, testimoniando una notevole continuità con la flessione indoeuropea. þAMMA: dativo singolare maschile, questo IN: preposizione, dentro HIMINAM: dativo plurale tema in a, vuol dire cielo, corrisponde al sanscrito aśman, che significa sia “pietra” sia “cielo” MATTEO 6:

Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli

ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico:

hanno già ricevuto la loro ricompensa

þAN: avverbio, vuol dire allora/allora che/quando NU:ora, dunque TAUJAIS: vuol dire fare, 2ps dell’ottavo presente, che ha o come vocale tematica, l’ottativo ha ais in tutte le persone, l’ottativo ha un significato di congiuntivo, 1pp ARMAION: accusativo singolare di armaio, nome femminile, arma/elemosina NI: negazione + ottativo dopo. quando la particella di negazione si colloca dopo il verbo sembra che non ci sia il problema di rendere negativo l’imperativo HUARNJAIS: 2 ps, verbo debole 1 cl, è un verbo denominativo, huarn= corno , vuol dire suonare il corno FUARA: davanti þUS: dativo singolare 2ps, vuol dire tu SWASWE: così come LIUTANS:nominativo plurale flessione debole(aggettivo retto da determinanti), disonesto ipocrita þAI: assume il valore di articolo TAUJAND: un verbo debole che vuol dire fare IN: preposizione GAQUMþIM: tema che contiene la radice cum del verbo ibam, vuol dire un luogo dove si viene assieme, di raduno, dativo plurale JAH:congiunzione, e IN: preposizione in GARUNSIM: dativo plurale di garuns, femminile in -i, vuol dire correre/far scorrere EI: che così che HAUHJAINDAU: ottativo 3pl passivo di hauhjan verbo debole 1 cl, lodato/piegato FRAM:preposizione da

TEMI NOMINALI

1. TEMI IN -AN, -IN, -ON

Considerati deboli, perché non presentano l’alternanza vocalica tipica dei verbi forti.

  1. DECLINAZIONI IRREGOLARI Alcune forme mostrano irregolarità dovute all’alternanza vocalica e a caratteristiche storiche della lingua.
  2. TEMI CONSONANTICI ○ Usati soprattutto per termini di parentela. ○ Terminano con una consonante. ○ Esempio: barg – barġus.
  3. TEMI MISTI ○ Combinano una terminazione in -an con una consonante del tema originario. ○ Presentano alternanze vocaliche non regolari. ○ Esempio: manna, che mostra il grado zero in quasi tutta la declinazione. ■ Eccezione: dativo singolare, con forma speciale. ■ Plurale: compaiono forme alternative soprattutto nel caso indeterminato. CLASSI DEI VERBI DEBOLI I verbi deboli formano il passato con un suffisso dentale (-d-, -t-) tipico del germanico, non presente nelle lingue indoeuropee. CLASSE 1: divisa in due sottogruppi a) Vocale radicale breve + suffisso -jan ● Esempio: nas, an → salbjan b) Vocale radicale lunga ● Esempio: sōkjan (“cercare”) ● Si applica la legge di Sievers (1860), che regola la distribuzione di j e ij: ○ 1° gruppo → j ○ 2° gruppo → ij / ei ● La classificazione dipende dalla vocale tra radice e desinenza. ESEMPIO ESTESO – STEIGAN ● Infinito: steigan ● Preterito singolare: staig (grado zero) ● Preterito plurale: stigum ● Participio passato: stigans ● Correlati indoeuropei: singolare wa – var-ta, plurale va – VSt – má CLASSI DEI VERBI FORTI GOTICI I verbi forti formano il passato mediante apofonia (variazioni vocaliche), eredità indoeuropea reinterpretata nel sistema germanico. PRINCIPIO GENERALE: la formazione del passato si basa sulla variazione vocalica tra presente, passato singolare, passato plurale e participio, integrata in un sistema di classi verbali basato sulla vocale del tema. CLASSI PRINCIPALI:
  4. CLASSE 1 – Schema: ei/oi → i → i ○ Esempio: steigan / staig / stigum / stigans
  5. CLASSE 2 – Schema: eu → iu → u ○ Esempio: beugan → bugan → bugum → bugans
  1. CLASSE 3 – Schema: e/o/Ø + sonante + consonante ○ Esempio: bindan → band → bund
  2. CLASSE 4 – Schema: e/Ø + l, m, n, r + vocale ○ Esempio: quiman / qam / qémum / quimans
  3. CLASSE 5 – Schema: e/Ø/Ø + consonante ○ Esempio: giban → gaf / gebum / gibans
  4. CLASSE 6 – Temi vocalici in a ○ Esempio: faran / fōr / fōrum / farans
  5. CLASSE 7 (VERBI REDUPLICATI) – Raddoppiamento della radice ○ Esempio: lētan / lai-lot / lai-lotum / letans NOTA SULLE VOCALI E DITTONGHI: ● Vocali medie brevi /e/ e /ai/ possono realizzarsi come medio-chiuse o aperte (bairan → [beran], dauŕr → [dor]). ● Dittonghi discendenti ai e au evolvono in [eː] e [oː] (walan → [we:an], bauan → [bo:an]). ● iw = dittongo discendente; ew può dare [eu], [jo] (prestiti greci) o [aw]/[au] (germanico). ● w davanti a vocale o /l, r/ diventa approssimante [w]; finale o davanti a /s/ semivocalica. PROCESSI FONOLOGICI PRINCIPALI
  6. OCCLUSIVE E FRICATIVE SONORE ○ b, d, g = fricative sonore ([β], [ð], [ ]) intervocaliche o dopo dittongoɣ ○ Iniziale o dopo consonante = occlusive ([b], [d], [g])
  7. DESONORIZZAZIONE FINALE ○ Fricative sonore finali diventano sorde ○ Esempi: giban [giβan] → gaf [gaf], bidjan → baip, maiþ
  8. CADUTA DELLE VOCALI FINALI ○ Cadono vocali brevi finali: -e, -a, davanti a -s, -n ○ Vocali lunghe (due more) si conservano; le vocali a una mora possono abbreviare ○ Esempi: jugum → got. juk, nati → got. ni, gibor “doni” < -ō LEZIONE 25/ MATTEO 6:

E quando pregherete, non siate come gli ipocriti: perché essi amano pregare in piedi

nelle sinagoghe e negli angoli delle strade, per essere visti dagli uomini. In verità vi

dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa.

JA: congiunzione e

þAN: avverbio, vuol dire allora/allora che/quando

BIDJAIþ: ottativo presente 2pp, bidjan 5 classe, chiedere, pregare

NI: negazione

SIJAIþ: ottativo presente 2 pp di wisan, essere

SWASWE: così che,come

þAI: assume il valore di articolo LIUTANS: nominativo plurale flessione debole, ipocrita

þAMMA:dativo singolare maschile questo

IN:preposizione

FULHSNJA:dativo singolare di fulhsni,, segreto

JAH:congiunzione e

ATTA:nominativo sing maschile, padre tema in -a

þEINS:genitivo sing maschile, articolo il

SAEI: avverbio, così tuo

SAIHVUþ:3ps, vedere presente indicativo

IN:preposizione

FULHSNJA:dativo singolare di fulhsni,, segreto

USGIBIþ:3ps presente indicativo, ricompensare

þUS:avverbio, così

IN:preposizione

BAIRHTEIN:dativo singolare di bairthei, femminile in -n brillare, brillantante

LEZIONE 27/

MATTEO 6:

Ma quando pregate, non usate vane ripetizioni, come fanno i pagani; perché

pensano di essere esauditi a forza di molte parole.

BIDJANDANSUþ-þAN: participio presente nominativo plurale flessionale debole di

bidjan, 5 classe, pregare + particella avversativa ma quando, 2pp

NI: negazione

FILUWAURDJAIþ:ottativo presente filu-waurdjan, verbo debole 1 classe, 2pp

parlare tanto,

SWASWE: così che, come

þAI:maschile plurale nominativo essi

þIUDO: genitivo plurale di þiuda, femminile in -o, popolo, pagani

þUGKEIþ: 3pp presente þugkjan, verbo debole 1 classe, pensano

IM:in/per

AUK: infatti

EI:così che

IN:preposizione

FILUWAURDEIN:accusativo plurale, tema in a neutro , molte parole

SEINAI:verbo essere, infinito

ANDHAUSJAINDAU: ottativo presente passivo 3pp, udir, essere ascoltati

MATTEO 6:

Non pregate per mostrare; il vostro Padre sa già ciò di cui avete bisogno prima ancora che glielo chiediate. NI: negazione, non

GALEIKOþ:2 pl di galeikon, verbo debole 2 classe, avante qualità di

NU: ora

þAIM:pronome dativo,vostro

WAIT: 3ps preterito presente, sapere

AUK:infatti

ATTA:nominativo sing maschile, padre tema in -a

IZWAR:avverbio, già, prima

þIZEI:genitivo singolare neutro, di ciò che

JUS:pronome personale, voi

þAURBUþ:2pp indicativo þaurban, preterito presente aver bisogno

FAURþIZEI: þIZEI genitivo sing neutro, prima che

JUS:pronome personale voi

BIDJAIþ:ottativo 2 pp, chiedere

INA: accusativo singolare maschile, a lui, glielo

MATTEO 5:

Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; non sono venuto per

abolire, ma per dare compimento

NI: negazione

HUGJAIþ: ottativo presente 2 pp hugjan verbo debole 1 classe, pensare

EI:che

QEMJAU:ottativo preterito 1ps di quiman verbo forte 4 classe, essere venuto

GATAIRAN:infinito forte 4 classe, lacerare

WITOþ:accusativo singolare neutro in a witan, legge

AIþþAU: oppure

PRAUFETUNS: accusativo plurale tema in u, profeti

NI:negazione

QAM:preterito 1 ps di qiman, 4 classe essere venuto

GATAIRAN:verbo composto, infinito 4classe , lacerare

AK:ma

USFULLJAN:infinito verbo debole 1 classe, rendere utile

MATTEO 5:

In verità vi dico: finché non passeranno il cielo e la terra, neppure un iota o un segno

della legge passerà, finché tutto non sia compiuto.

AMEN: amen

AUK:infatti

QIþA:indicativo presente 1ps verbo forte 5 classe, dire

IZWIS: pronome 2pp dativo, voi

UND:fino a

þATEI: neutro del relativo, colui che

USLEIþIþ:3pp presente indicativo di usleiþan, verbo forte 1 classe , andare via

HIMINS: nominativo singolare in a cielo

JAH:e

AIRþA:femminile in o, terra

JOTA:piccolo segno, iota

AINS:uno

MIKILS:nominativo singolare maschile flessionale forte, mekila, grande

HAITADA:presente indicativo passivo 3ps di haitan 7 classe, chiamato

IN:preposizione

þIUDANGARDJAI:dativo singolare di þiudangardi femminile in -jo, popolo + casa,

regno dei cieli

HIMINE:genitivo singolare, del cielo