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Tipologia: Appunti
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APOFONIA QUALITATIVA le radici compaiono con una e/o breve o senza vocale, cambia il timbro della vocale. la e breve in gotico diventa i, questo caso apofonia o si trova nel presente in gotico, mentre in indoeuropeo è breve. APOFONIA QUANTITATIVA alternanza tra facio e feci, c’è una e lunga e poi breve. i glottologi pensavano ci fosse un grado normale originato da vocale breve + swa = vocale lunga, mentre nel grado zero non c’era l'elemento vocalico, sarebbe stato originato solo da swa, vocale centrale che poteva svilupparsi in diverse direzioni. ● saussure, che era allievo dei neogrammatici, scrive un libro, sostenendo che tutte le radici contengono una E breve, però quando si trova una A lunga è perché oltre alle e breve ci sarebbe stato un coefficiente consonantico che lui indica come A o O grande, lui non da una spiegazione fonologica, un lavoro algebrico. ● mauler, che studia le lingue semitiche(arabo ebraico) inizia a dire un contenuto fonologico a questi indici astratti che restano come tali. alcuni suoni laringali e faringali possono cambiare il timbro della vocale, ma se c’è vicino occlusiva uvulare non evolve. mauler pensa che in indoeuropeo esiste una serie di laringali che vengono indicati come h1,h2,h3, sono dei suoni ricostruiti di natura consonantica che hanno condizionato delle vocali vicini: h1+ E rimane come timbro E, h2+ E avrebbe portato a un timbro A, H3+ E vocale o breve , quando questo elemento laringale sarebbe comparso dopo la vocale avrebbe comportato la quantità lunga legata ad un timbro differente BIBBIA GOTICA MATTEO 6:8 il 6 vuol dire che siamo nel vangelo di matteo, al capitolo 6, dalla frase 1 alla 8.
ATSAIHVIþ: è un verbo composto da una preposizione at che viene da un indoeuropeo ad e un verbo saitvan-sek-sequan-seguire, in tedesco vedere. il verbo vuol dire guardare a, è una seconda persona plurale di un imperativo, in questo caso è uguale alla forma dell’ indicativo, è un verbo tematico, tra la radice e le desinenze si inserisce una vocale tematica, a volte appare in gotico come i altre come a , in indoeuropeo c’era una e/o breve. le occlusive sonore tra vocali sono pronunciate come fricative sonore ARMAION: accusativo singolare di armaio -on, nome femminile, vuol dire arma/elemosina IZWARA: izwar possessivo seconda persona plurale (your), accusativo singolare femminile NI: negazione TAUJAN: è un verbo debole che vuol dire fare,3ps è imparentato con la parole inglese tool(strumento per fare) IN: preposizione che vuol dire in, regge il dativo ANDWAIRþJA: regge il caso dativo, poteva essere retto da proposizioni che reggevano un nome dativo se significa uno stato in luogo, qui significa che sta davanti. dativo singolare andwairbi, neutro -ja, vuol dire faccia a MANNE : genitivo plurale di manna, vuol dire uomo DU : preposizione, to SAIHVAN: verbo forte 7 classe, vedere, infinito, essere IM: dativo plurale del pronome di iii persona, da vedere a loro AIþþAU: congiunzione, o , altrimenti
LAUN: nome neutro, è un accusativo, si capisce dalla frase, vuol dire bottino NI: negazione HABAIþ: 2 plurale indicativo presente del verbo haben,verbo debole della 3 classe, sollevare/ricopensa LEZIONE 20/ FRAM: preposizione con valore di “da”, mostra quanto il gotico preservi strutture originarie. avanti, lontano da ATTIN: dativo singolare tema in an, vuol dire padre IZWARAMMA: vostro, parola derivata dal pronome indoeuropeo dus/yus tramite metatesi, cioè uno scambio di suoni che ha modificato l’ordine degli elementi. La forma dativa iswarm “a voi”, conserva invece una desinenza antica collegata a pronomi arcaici come sasso o sata, testimoniando una notevole continuità con la flessione indoeuropea. þAMMA: dativo singolare maschile, questo IN: preposizione, dentro HIMINAM: dativo plurale tema in a, vuol dire cielo, corrisponde al sanscrito aśman, che significa sia “pietra” sia “cielo” MATTEO 6:
þAN: avverbio, vuol dire allora/allora che/quando NU:ora, dunque TAUJAIS: vuol dire fare, 2ps dell’ottavo presente, che ha o come vocale tematica, l’ottativo ha ais in tutte le persone, l’ottativo ha un significato di congiuntivo, 1pp ARMAION: accusativo singolare di armaio, nome femminile, arma/elemosina NI: negazione + ottativo dopo. quando la particella di negazione si colloca dopo il verbo sembra che non ci sia il problema di rendere negativo l’imperativo HUARNJAIS: 2 ps, verbo debole 1 cl, è un verbo denominativo, huarn= corno , vuol dire suonare il corno FUARA: davanti þUS: dativo singolare 2ps, vuol dire tu SWASWE: così come LIUTANS:nominativo plurale flessione debole(aggettivo retto da determinanti), disonesto ipocrita þAI: assume il valore di articolo TAUJAND: un verbo debole che vuol dire fare IN: preposizione GAQUMþIM: tema che contiene la radice cum del verbo ibam, vuol dire un luogo dove si viene assieme, di raduno, dativo plurale JAH:congiunzione, e IN: preposizione in GARUNSIM: dativo plurale di garuns, femminile in -i, vuol dire correre/far scorrere EI: che così che HAUHJAINDAU: ottativo 3pl passivo di hauhjan verbo debole 1 cl, lodato/piegato FRAM:preposizione da
Considerati deboli, perché non presentano l’alternanza vocalica tipica dei verbi forti.
þAN: avverbio, vuol dire allora/allora che/quando
þAI: assume il valore di articolo LIUTANS: nominativo plurale flessione debole, ipocrita
Non pregate per mostrare; il vostro Padre sa già ciò di cui avete bisogno prima ancora che glielo chiediate. NI: negazione, non