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Appunti di Glottologia e linguistica dell'Università Telematica Giustino Fortunato. Slide trascritte con approfondimenti dalle lezioni.
Tipologia: Sintesi del corso
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Lezione 1 – Introduzione al corso Ferdinand De Saussure Nasce a Ginevra nel 1857. Si laurea nel 1880 e dall’anno dopo è nominato maître de conference alla Sorbona. Alla sua scuola si formano numerosi studiosi, destinati a diventare autorevoli riferimenti nei decenni successivi. Muore prematuramente nel 1912. Nel 1916, postumo, viene pubblicato dai suoi allievi il Cours de linguistique générale , destinato a diventare una delle opere più importanti delle moderne scienze umane. Che cos’è una lingua? Saussure sa che categorizzare una lingua sul modello delle scienze naturali è abbastanza complesso. Difficoltà dell’individuare oggetto di ricerca, soprattutto in epoca Positivista.
Lezione 4 – Famiglie linguistiche
Tono : sillaba può essere pronunciata con altezze di tono diverse. Col tono possiamo comunicare informazioni in più. (cinese lingua tonale) Intonazione : altezza dei suoni, per formulare domande o dichiarazioni. Lezione 6 – La struttura delle parole La parola: definizione Il concetto di parola risulta essere intuitivo e quasi tutti sono in grado di dire che nella frasi Il ragazzo ha dato una rosa a Maria ci sono 8 parole. Nel confronto con altre lingua, tuttavia, scopriamo che la definizione di parola è più complessa:
Le parole si dividono in classi (anche dette parti del discorso o categorie lessicali) In che modo si distinguono le classi delle parole? Potremmo immaginare l’esistenza di un criterio semantico. Tuttavia esistono nome che descrivono azioni (cioè verbi). Il criterio è allora distribuzionale: date le parole Marco/mangia/la/mela vediamo che non tutte le combinazioni sono possibili (es. l’articolo non può precedere il verbo senza dare una frase grammaticalmente scorretta) Il morfema: definizione Il morfema
L’italiano esprime i casi soprattutto attraverso l’ordine delle parole , o l’ampio ricorso alle preposizioni. In latino, dove il caso è espresso dalla desinenza , l’ordine delle parole è spesso secondario. In italiano i casi sopravvivono soltanto in alcune forme pronominali (es. nominativo io → accusativo me) Tempo L’italiano, al modo indicativo, esprime 8 tempi verbali: Aspetto del tempo All’interno del sistema dei tempi dei verbi italiani individuiamo anche il criterio dell’aspetto, che ci permette di distinguere fra imperfetto, passato prossimo e passato remoto:
- Aspetto imperfettivo: espresso dall’imperfetto, che indica un’azione non finita, o ancora in corso - Aspetto perfettivo: espresso da passato prossimo e remoto, che indica un’azione iniziata e conclusa nel passato Modo Attraverso il modo si indica l’atteggiamento del parlante nei confronti dell’evento descritto. L’italiano individua 7 modi: