Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Linguistica Generale: Appunti sulle Basi della Comunicazione e Struttura della Lingua - Pr, Sintesi del corso di Glottologia

Appunti di Glottologia e linguistica dell'Università Telematica Giustino Fortunato. Slide trascritte con approfondimenti dalle lezioni.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

In vendita dal 19/04/2024

caterina-scopelliti
caterina-scopelliti 🇮🇹

4

(5)

10 documenti

1 / 13

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA
Lezione 1 – Introduzione al corso
Ferdinand De Saussure
Nasce a Ginevra nel 1857. Si laurea nel 1880 e dall’anno dopo è nominato maître de conference alla
Sorbona. Alla sua scuola si formano numerosi studiosi, destinati a diventare autorevoli riferimenti
nei decenni successivi. Muore prematuramente nel 1912. Nel 1916, postumo, viene pubblicato dai
suoi allievi il Cours de linguistique générale, destinato a diventare una delle opere più importanti
delle moderne scienze umane.
Che cos’è una lingua?
Saussure sa che categorizzare una lingua sul modello delle scienze naturali è abbastanza
complesso. Difficoltà dell’individuare oggetto di ricerca, soprattutto in epoca Positivista.
• Prospettiva «naturale»: la lingua come etichetta per la descrizione del mondo. La lingua come
onomatopea del mondo (sistema fisso e immutabile). Ex: versi degli animali.
• Prospettiva «semiotica» tipica di Saussure: la lingua come convenzione, ovvero come sistema di
scambio di significati (sistema storico-evolutivo). Lingua come facoltà di linguaggio, oltre il
semplice scambio di suoni.
Limiti della prospettiva naturale:
Le lingue si evolvono anche all’interno della stessa comunità, è inevitabile, termini che
fanno riferimento a concetti astratti, concetti che all’interno della stessa comunità si
esprimono in modi diversi. La lingua è un fatto sociale, non deve essere considerata a sé ma
come elemento di raccordo tra le persone, come elemento relazionale.
La linguistica e i suoi compiti
Per una completa interpretazione della proposta teorica di De Saussurre è stato necessario attendere
le edizioni critiche del Cours, pubblicate negli anni ‘60. De Saussurre individuava tre compiti
fondamentali della linguistica:
1- studiare le lingue in prospettiva comparatistica e nella loro evoluzione storica e
sociale: riconoscere alla lingua una durata, una storia e un suo processo di sviluppo.
Prospettiva comparatistica: novità di Saussure, comparare le lingue per ricostruire la
loro familiarità ma anche differenze (ex. lingue neolatine).
2- individuare le forze universali che operano in tutte le lingue e che ne riducono il
potere di organizzazione arbitraria: il linguaggio è in grado di ospitare tanti segni e di
riprodurre altrettanti. I segni sono portatori di significati (coppia minima b/p,
belle/pelle)
3- definire gli ambiti, i termini teorici e i concetti-chiave della linguistica
Fonetica e Fonologia
La linguistica è lo studio di foni e fonemi:
Fono: è il suono che produciamo attraverso il nostro apparato fonatorio. La disciplina che studia i
foni è la fonetica. Fono è vuoto da un punto di vista di significato.
Fonema: unità minima di significato, che può produrre variazioni di significato se scambiata con
un’altra unità. Esse hanno dunque carattere astratto e funzione distintiva, anche quando descrivono
un unico fono. Il fonema rende la lingua studiabile. Le diverse realizzazioni di un fonema in una
data lingua sono chiamate allofoni (no carattere distintivo).
Conclusioni:
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd

Anteprima parziale del testo

Scarica Linguistica Generale: Appunti sulle Basi della Comunicazione e Struttura della Lingua - Pr e più Sintesi del corso in PDF di Glottologia solo su Docsity!

GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA

Lezione 1 – Introduzione al corso Ferdinand De Saussure Nasce a Ginevra nel 1857. Si laurea nel 1880 e dall’anno dopo è nominato maître de conference alla Sorbona. Alla sua scuola si formano numerosi studiosi, destinati a diventare autorevoli riferimenti nei decenni successivi. Muore prematuramente nel 1912. Nel 1916, postumo, viene pubblicato dai suoi allievi il Cours de linguistique générale , destinato a diventare una delle opere più importanti delle moderne scienze umane. Che cos’è una lingua? Saussure sa che categorizzare una lingua sul modello delle scienze naturali è abbastanza complesso. Difficoltà dell’individuare oggetto di ricerca, soprattutto in epoca Positivista.

  • Prospettiva «naturale»: la lingua come etichetta per la descrizione del mondo. La lingua come onomatopea del mondo (sistema fisso e immutabile). Ex: versi degli animali.
  • Prospettiva «semiotica» tipica di Saussure: la lingua come convenzione, ovvero come sistema di scambio di significati (sistema storico-evolutivo). Lingua come facoltà di linguaggio, oltre il semplice scambio di suoni. Limiti della prospettiva naturale: Le lingue si evolvono anche all’interno della stessa comunità, è inevitabile, termini che fanno riferimento a concetti astratti, concetti che all’interno della stessa comunità si esprimono in modi diversi. La lingua è un fatto sociale, non deve essere considerata a sé ma come elemento di raccordo tra le persone, come elemento relazionale. La linguistica e i suoi compiti Per una completa interpretazione della proposta teorica di De Saussurre è stato necessario attendere le edizioni critiche del Cours , pubblicate negli anni ‘60. De Saussurre individuava tre compiti fondamentali della linguistica: 1- studiare le lingue in prospettiva comparatistica e nella loro evoluzione storica e sociale: riconoscere alla lingua una durata, una storia e un suo processo di sviluppo. Prospettiva comparatistica: novità di Saussure, comparare le lingue per ricostruire la loro familiarità ma anche differenze (ex. lingue neolatine). 2- individuare le forze universali che operano in tutte le lingue e che ne riducono il potere di organizzazione arbitraria: il linguaggio è in grado di ospitare tanti segni e di riprodurre altrettanti. I segni sono portatori di significati (coppia minima b/p, belle/pelle) 3- definire gli ambiti, i termini teorici e i concetti-chiave della linguistica Fonetica e Fonologia La linguistica è lo studio di foni e fonemi:
  • Fono : è il suono che produciamo attraverso il nostro apparato fonatorio. La disciplina che studia i foni è la fonetica. Fono è vuoto da un punto di vista di significato.
  • Fonema : unità minima di significato, che può produrre variazioni di significato se scambiata con un’altra unità. Esse hanno dunque carattere astratto e funzione distintiva, anche quando descrivono un unico fono. Il fonema rende la lingua studiabile. Le diverse realizzazioni di un fonema in una data lingua sono chiamate allofoni (no carattere distintivo). Conclusioni:
  • Ferdinand De Saussurre come riformatore della linguistica e come esponente di una delle teorie più celebri e autorevoli delle scienze umane del ‘
  • La linguistica come scienza umana che si occupa di fornire una descrizione dei fenomeni del linguaggio non in una prospettiva naturalistica, ma storico evolutiva
  • La lingua come sistema di foni e fonemi, ovvero di unità concrete e unità astratte di significato Saussure concepì inoltre la linguistica come parte di un più ampio studio dei segni, la semiologia; la lingua, intesa come prodotto sociale della facoltà del linguaggio, è per Saussure un insieme delle convenzioni utilizzate dal corpo sociale per consentire l'esercizio di tale facoltà negli individui. Lezione 2 – Il linguaggio e la lingua Il posto della lingua fra i fatti del linguaggio Possibili risposte alla domanda che cos’è la lingua?
  • È un insieme di onde sonore (acustica)
  • È una funzione del nostro apparato fonatorio (fisiologia), attraverso il nostro corpo, ma solo alcuni suoni hanno dei significati. La comunicazione non è tutto ciò che fa rumore. Lingua vs rumore.
  • È un insieme di regole grammaticali (logica formale). Ma possiamo farci capire anche se parliamo facendo tanti errori.
  • È espressione della facoltà umana del linguaggio Il circuito della parole (linguaggio) fa riferimento all’interazione tra minimo due persone; la lingua è la sovrapposizione di numerosi livelli:
  • Psichico: elaborazione di significati da parte del cervello
  • Fisiologico: atto della fonazione attraverso l’articolazione coordinata di nervi e muscoli
  • Fisico : flusso di onde sonore Fasi speculari tra le due persone che comunicano. Tutto ciò che è lingua non si può ridurre ai singoli aspetti psichici, fisiologici e fisici del circuito della parole. Il fulcro della comunicazione attraverso la lingua è costituito dal concetto e dalla immagine acustica che lo rappresenta. Il rapporto fra concetti e immagini acustiche deve essere studiato da una disciplina apposita, perché ha a che fare con la socialità e trascende l’ambito fisiologico, psicologico e fisico. De Saussure ci propone uno schema dove abbiamo audizione (ascolto) e fonazione (atto della comunicazione) allo stesso tempo, all’interno di tale circuito vi troviamo il concetto e l’immagine acustica. Le immagini acustiche fanno riferimento all’arbitrarietà, alla socialità, alla storicità. Il posto della lingua fra i fatti umani La comunicazione è possibile perché esiste una rete sociale di condivisione di convenzioni linguistiche e di significati, che consente ai parlanti di «chiudere» il circuito della parole quando dialogano. La lingua è un elemento sociale:
  • La lingua non è in funzione del soggetto
  • La lingua è in funzione della massa dei parlanti
  • Esistono lingue solo orali , o che sono diventate anche scritte soltanto in tempi relativamente recenti; non ci sono attestazioni solo scritte. Tutte le lingue scritte sono parlate ma non tutte le lingue parlate sono anche scritte. (ex lingue africane o indigeni del sud america)
  • Il bambino, quando impara una lingua, impara prima a parlare (con l’addestramento si porta il bambino ad acquisire la competenza della scrittura)
  • Le lingue cambiano nel corso del tempo e, di norma, la lingua orale cambia molto più velocemente, costringendo quella scritta ad adeguarsi (riforme ortografiche). Livello astratto e concreto (differenti modalità di approccio allo studio) Ripetendo la parola mano abbiamo pronunciato vocali o consonanti differenti. Suoni irripetibili, ma il nostro interlocutore capisce. Manifestazione concreta di un fonema che è astratto, che presenta tutte le possibili variazioni. ( langue vs parole )
  • Al livello astratto è possibile individuare un numero limitato di atti linguistici, o suoni, che rendono possibile la differenziazione dei significati /a/
  • Al livello concreto esistono infiniti atti linguistici per ogni suono astratto, tanto che ogni suono è differente dagli altri [a1] [a2] [a3] Jakobson divide astratto e concreto utilizzando due concetti diversi: codice (astratto) e messaggio (concreto). Messaggio si basa sulla necessità e sfrutta le regole insiste nel codice. Il codice è ciò che rende definita la possibilità espressiva della lingua. Il problema della competenza Concetto sviluppato negli anni 60 da Noam Chomsky. La competenza è l’insieme delle conoscenze linguistiche che un parlante ha. Le conoscenze sono suddivisibili su più livelli. Dal lato opposto c’è la performance: il messaggio come viene reso concretamente, attraverso le scelte del parlante, avere un output coerente e performante. Competenza linguistica: Fonologica – (pane, pena): scelte fonologiche che permettono di avere una distinzione con fonemi differenti. Morfologica – (càpitano, capitàno, capitanò): competenza relativa alle parole. Cambiando l’accento, cambia la classe della parola. Sintattica – (frasi dichiarative, frasi interrogative). Questione del tono. I bambini adorano i dolci. Semantica – (sinonimia, antonomia). I parlanti sanno istituire relazioni tra le parole. Sinonimia, in base al contesto (avaro, spilorcio). Conclusioni
  • La lingua è un insieme articolato su più livelli, che sono interdipendenti, ma che possono essere studiati e approfonditi in maniera autonoma
  • La linguistica predilige lo studio della lingua orale rispetto alla lingua scritta
  • La principale suddivisione all’interno del sistema della lingua è quella fra livello astratto e livello concreto

Lezione 4 – Famiglie linguistiche

  • Famiglia indoeuropea (Ceppo indoeuropeo nasce nella Mesopotamia, culla civiltà occidentale)
  • Famiglia afro-asiatica (camito-semitica): arabo
  • Famiglia uralica (zona turchia, mongolia ex unione sovietica)
  • Famiglia sino-tibetana (fascia del cinese)
  • Famiglia nigerkordofaniana (sotto il sahara)
  • Famiglia altaica (asia centrale) La famiglia indoeuropea (Europa, Romania)
  • Gruppo indo-iranico (medio oriente)
  • Gruppo tocario
  • Gruppo anatolico
  • Gruppo armeno
  • Gruppo albanese
  • Gruppo slavo
  • Gruppo baltico
  • Gruppo ellenico
  • Gruppo italico
  • Gruppo germanico
  • Gruppo celtico Enclave ugrofinniche: famiglia a sé. Tipologia linguistica (per riconoscere elementi comuni, che rimandano a una struttura universale della facoltà di linguaggio) La classificazione tipologica è uno dei modi per isolare una lingua dalle altre. Le tipologie linguistiche sono due:
  • Tipologia morfologica : analisi della struttura dei gruppi di parole
  • Tipologia sintattica : analisi della struttura delle frasi Tipologia morfologica
  • Isolante : importanza ordine delle parole e particelle grammaticali (es: cinese). Il cinese non ha flessioni ed esprime il passato attraverso l’aggiunta di una particella (conservando la radice)
  • Agglutinante : utilizzo di affissi o suffissi per definire la funzione grammaticale e le relazioni di ogni parola (es. turco)
  • Flessivo : ampio ricorso ai suffissi (es. latino) (flessivo analitico o isolante) Tipologia sintattica Si basa sulla osservazione che esistono correlazioni sistematiche tra l’ordine delle parole nella frase. In particolare la tipologia considera i seguenti elementi:
  • Pr/Po la presenza di preposizioni o posposizioni
  • S/V/O la posizione di soggetto/oggetto/verbo nella frase dichiarativa Universali implicazionali: conseguenze che sono fisse Se c’è singolare allora ci sarà anche plurale

Tono : sillaba può essere pronunciata con altezze di tono diverse. Col tono possiamo comunicare informazioni in più. (cinese lingua tonale) Intonazione : altezza dei suoni, per formulare domande o dichiarazioni. Lezione 6 – La struttura delle parole La parola: definizione Il concetto di parola risulta essere intuitivo e quasi tutti sono in grado di dire che nella frasi Il ragazzo ha dato una rosa a Maria ci sono 8 parole. Nel confronto con altre lingua, tuttavia, scopriamo che la definizione di parola è più complessa:

  • Italiano: il ragazzo ha dato una rosa a Maria (8 parole)
  • Latino: puer dedit rosam Mariae (4 parole) Nelle lingua germaniche, invece, la possibilità di contrarre in un’unica parola un’intera frase permette la creazione di parole lunghissime, inimmaginabili per l’italiano. Criteri di individuazione di una parola:
  • Spaziale : la parola è ciò che sta fra due spazi bianchi «ma allora le lingue non scritte non hanno parole?» (limite, criterio spaziale solo per lingue che possono essere scritte)
  • Semantico : la parola è tale se può formare un enunciato (es.: domani in risposta a quando?) «le preposizioni (di, tra) o le congiunzioni (e, o) non sono parole?»
  • Fonologico : parola è tutto ciò che si raggruppa attorno a un accento primario (limite: parole composte con due accenti)
  • Morfologico o sintattico : non coincide con quello fonologico (es. «capostazione» è un solo elemento morfologico, ma fonologicamente è costituito da due parole con due accenti primari). Limite: esistono parole che da un punto di vista sintattico sono povere, il cui senso è dato dal contesto della frase.
  • Unità ininterrotte: unità al cui interno non può essere aggiunto nulla (es.: ita. Tu senti; lat. Sentis) La parola sfugge ad ogni definizione. Probabilmente quella corretta è la definizione secondo cui la parola è quella che il singolo parlante è in grado di dare in base alle sue conoscenze. La parola: struttura La struttura delle parole può essere definita a partire dai lemmi (lemma= forma di citazione; es: ho amato→amare; brave→bravo) Trasformazione di interi gruppi di parole in lemmi. Lemmi : entrate del vocabolario (entrate maschile singolare e per verbi prima persona singolare) Per quanto riguarda i verbi dobbiamo distinguere fra radice e tema : essi sono frutto di un processo di sottrazione della desinenza:

Le parole si dividono in classi (anche dette parti del discorso o categorie lessicali) In che modo si distinguono le classi delle parole? Potremmo immaginare l’esistenza di un criterio semantico. Tuttavia esistono nome che descrivono azioni (cioè verbi). Il criterio è allora distribuzionale: date le parole Marco/mangia/la/mela vediamo che non tutte le combinazioni sono possibili (es. l’articolo non può precedere il verbo senza dare una frase grammaticalmente scorretta) Il morfema: definizione Il morfema

  • è la più piccola parte di una lingua dotata di significato
  • è un segno linguistico, quindi è dotato di un significante (forma sonora ) e di un significato ( concetto ) Morfema lessicale: Morfemi grammaticali Sedi -A Boy -S I morfemi lessicali sono indipendenti dal contesto. Elementi definiti indipendenti dal contesto. (es. donna= non uomo, non bambina, non animale, ecc.); quelli grammaticali sono dipendenti (es. di). In che rapporto stanno le parole e i morfemi? L’inglese ha un vocabolario fatto di parole monomorfemiche (morfemi liberi con pieno significato, che esauriscono il senso). In italiano queste parole sono rare, sono per lo più bimorfemiche o trimorfemiche.
  • Grammaticalizzazione : perdita di significato lessicale da parte di una unità e acquisizione di significato grammaticale (es. mente, in italiano suffisso, in latino sostantivo dall’ablativo mens **mentis)
  • Sigle e abbreviazioni:** sostantivi come prof per professore, o TV per televisione Stratificazione del lessico Il lessico di ogni lingua è costituito da vari strati. Di norma il lessico si costituisce aggiungendo allo strato nativo (latino) [+nativo] quelli periferici (lingue neolatine) [-nativo]. Nel caso dell’italiano, lo strato [-nativo] è costituito da prestiti e da calchi , cioè da forme di interferenza tra sistemi linguistici diversi.
  • Calco : skyscraper (ing.) → grattacielo (ita.) (traduzione
  • Prestito adattato : parole entrate in epoche remote da altri sistemi che hanno perso la forma fonetica in grado di identificarle come straniere (es. carciofo dall’arabo, complimento dallo spagnolo). Hanno perso la forma fonetica della lingua originale, il che non ci permette di distinguerle. - Prestito non adattato: parole che conservano la forma estranea alle regole fonologiche, pur dando origine a derivate (es. sport→sportivo) Attualmente la maggior parte dei prestiti nella lingua italiana proviene dall’inglese. Anche l’italiano è una lingua che ha esportato numerosi prestiti (es. il linguaggio musicale, piano, pianissimo, forte, fortissimo). Lezione 8 – Sintassi delle lingue La sintassi: definizione La sintassi studia le regole della combinazione delle parole, concentrandosi in particolare sulla definizione dei motivi per cui certe parole possono combinarsi fra loro soltanto seguendo certe regole, cioè secondo il principio della grammaticalità :
  • Marco regala una rosa alla sua ragazza→frase grammaticale
  • Regala Marco sua alla rosa ragazza una→ lista di parole N.B.: il principio della grammaticalità non ha nulla a che vedere col senso della frase: una frase può essere ben formata, ma priva di senso, oppure formata male, ma sensata La valenza dei verbi Il concetto di valenza esprime il numero di elementi che devono accompagnare un verbo perché la frase sia ben formata. Verbi avalenti: piovere, nevicare e in generale i verbi che indicano le condizioni metereologiche : Possono stare da soli senza pronome. Verbi monovalenti: verbi intransitivi (camminare, partire, morire): «io cammino», non vogliono il complemento oggetto. Verbi bivalenti : verbi transitivi (prendere, lanciare, piantare): «Mario prende la macchina». Vogliono soggetto e complemento oggetto. Verbi trivalenti : verba dicendi : «Mario mi ha detto che Sara tornerà domani. Frasi e gruppi di parole I gruppi di parole, o sintagmi , sono insiemi di parole, legati da una relazione che può essere intuitiva (es. il poliziotto guida la macchina, dove il e poliziotto formano un sintagma). Esistono alcuni criteri per riconoscere le relazioni che costituiscono un sintagma:
  • Movimento : le parole di uno stesso gruppo si spostano insieme
  • Enunciabilità in isolamento : possibilità di enunciare le parole da sole, quando fanno parte di un sintagma
  • Coordinabilità : due sintagmi possono essere differnziati se non possono essere coordinati. Coordinazione: ricorso alle congiunzioni. Frasi e gruppi di parole È molto difficile definire il concetto di frase e stabilire la differenza fra frase e gruppo di parole. Una possibile definizione è la seguente: solo le frasi sono composte di soggetto e predicato , infatti:
  1. L’albero è verde (verbo di modo finito)
  2. L’albero verde (no predicato) Dove 1 è una frase, 2 un sintagma, perché solo 1 ha una struttura predicativa. Soggetto vs oggetto Soggetto: indicatore, chi compie l’azione. Questa definizione non sempre funziona, a volte il soggetto viene espresso da altri elementi: Quel ragazzo ama Maria (pronome dimostrativo) Soggetto : la cosa di cui parla il predicato. Limiti: A Pietro piacciono i fiori: Pietro non è il soggetto, bensì i fiori Soluzione: analisi della frase su più livelli, semantico, sintattico e comunicativo. Livello sintattico : soggetto ha stesso numero e stessa persona del verbo. Livello semantico : soggetto individuato fra gli argomenti del verbo. Livello comunicativo : ciò che viene proposta del tema (tema: supporto del soggetto della frase) Tema : ciò di cui si parla Rema : ciò che si dice del tema Lezione 9 – Sintassi delle lingue, II Le categorie flessionali Le categorie flessionali rientrano fra le parti variabili del discorso e sono espresse dalle desinenze (in relazione ad altro oggetti). Le categorie flessionali si distinguono dalle categorie lessicali

L’italiano esprime i casi soprattutto attraverso l’ordine delle parole , o l’ampio ricorso alle preposizioni. In latino, dove il caso è espresso dalla desinenza , l’ordine delle parole è spesso secondario. In italiano i casi sopravvivono soltanto in alcune forme pronominali (es. nominativo io → accusativo me) Tempo L’italiano, al modo indicativo, esprime 8 tempi verbali: Aspetto del tempo All’interno del sistema dei tempi dei verbi italiani individuiamo anche il criterio dell’aspetto, che ci permette di distinguere fra imperfetto, passato prossimo e passato remoto:

- Aspetto imperfettivo: espresso dall’imperfetto, che indica un’azione non finita, o ancora in corso - Aspetto perfettivo: espresso da passato prossimo e remoto, che indica un’azione iniziata e conclusa nel passato Modo Attraverso il modo si indica l’atteggiamento del parlante nei confronti dell’evento descritto. L’italiano individua 7 modi:

  1. Indicativo : constatazione
  2. Congiuntivo : desiderio o augurio
  3. Imperativo : ordine o comando
  4. Condizionale : possibilità o irrealtà
  5. Infinito
  6. Participio
  7. Gerundio I modi possono essere:
  • Finiti : distinguono tre persone e due numeri (indicativo, congiuntivo, imperativo, condizionale)
  • Non-finiti : non distinguono né la persona né il numero (infinito, participio, gerundio) N.b: l’imperativo può essere considerato come un modo «intermedio» fra finiti e nonfiniti