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lineamenti della dottrina statunitense nella sola parte relativa a Guantanamo
Tipologia: Appunti
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La potestas di governo si manifesta sia sul territorio che su situazioni, beni o persone che,ovunque si trovino ricadono sotto il controllo qualificato del sovrano. Mentre il power è sempre esercitato funzionalmente dagli stati( ed è quindi esercitato anche al di fuori dei confini nazionali), non altrettanto puo dirsi della domestic law che talvolta, è invece interpretata ed applicata territorialmente. Il punto è capire se l’applicazione della legge nazionale-nei casi in cui la potestas di governo si esercita extraterritorialmente- sia anch’essa funzionale o si arresti alla frontiera dello Stato. La nostra indagine è circoscritta all’applicabilita della Costituzione statunitense agli individui detenuti nelle basi militari di Guantanamo e Bagram. Gli Stati Uniti sono sempre stati terreno fertile per la discussione sull’applicazione extraterritoriale o territoriale della legislazione nazionale, nei casi in cui la potestas dello Stato si eserciti oltre i confini nazionali. L’applicazione della costituzione statunitense agli stranieri detenuti al di fuori dei confini degli USA , in luoghi comunque sotto il controllo statunitense è diversamente ricostruito dall’Esecutivo e dalla Corte Suprema. L’Esecutivo fa sempre leva su una interpretazione strettamente territoriale della sovranità e si attribuisce decisiva prevalenza all’essere il territorio straniero piuttosto che all’essere sotto il controllo effettivo degli Stati Uniti. Inizialmente la Corte suprema si allineò all’Esecutivo, successivamente cominciò a mutare in favore di una interpretazione funzionale dell’autorità di governo. Nel 1945 con la sentenza Alcoa si garanti l’applicazione extraterritoriale dello Sherman Act a condotte che se pur tenute all’estero, producevano cmq effetti all’interno degli Stati uniti. La questione riguardava i comportamenti anticoncorrenziali tenuti da un’impresa statunitense all’estero, e in particolare la costituzione di un cartello internazionale che, di ritorno, le garantiva una posizione di monopolio negli Stati uniti in violazione dello Sherman Act del 1909 a condotte che pur tenute all’estero producevano effetti all’interno degli stati uniti.( la questione riguardava i comportamenti anticoncorrenziali tenuti da un’impresa statunitense all’estero e in particolare, la costituzione di un cartello internazionale che le garantiva una posizione di minopolio negli stati uniti in violazione delloo sharman act, il cartello internazionale impediva agli stati uniti di importare alluminio costringendo cosi il governo a rivolgersi all’unico produttore nazionale, cioè proprio ad Alcoa.Con La sentenza Alcoa si consolido l’approccio funzionale al rapporto tra power,law e territorio. La sentenza Alcoa ebbe degli effetti anche sull’applicazione della Costituzione statunitense all’estero: quando un cittadino americano entra in uno stato straniero è soggetto alle leggi di quello stato. Infatti la corte suprema respinse l’appello di Yvette Madsen rea di aver ucciso in Germania suo marito affermando che i diritti garantiti dalla carta dei diritti degli stati uniti non le erano stati applicati, la corte asseri che qst diritti non si applicano ai cittadini americani che vivono in un paese straniero , se hanno violato leggi locali. Successivamente la corte estese l’applicazione della Costituzione anche
a coloro che si trovano all’estero, sulla base di un argomento che poi sarà decisivo nella vicenda di Guantanamo.Il rapporto tra potestà di governo e legge nazionale si è riproposto dopo 11 settembre riguardo alla possibilità nei detenuti nelle basi militari di Guantanamo e Bagram di esperire il writ of habeas corpus, ottenendo cosi il riesame da parte delle corti della detenzione disposta dall’esecutivo. Il principale argomento addotto dall’Esecutivo per non applicare la legge statunitense a Guantanamo e Bagram , nonostante il controllo esercitato dalle autorità statunitensi , è che le due basi militari si trovano in territorio straniero.L’esecutivo invoca la sentenza Eisentrager del 1950 in cui la corte suprema negò che 21 cittadini tedeschi, catturati e processati in Cina dalle autorità militari statunitensi e poi detenuti a Landsberg avessero il diritto all’habeas corpus. La corte d’appello per il distretto di columbia decise per l’applicazione della legislazione statunitense anche in territorio straniero. Al contrario la corte suprema negò l’applicabilità della costituzione in Cina e Germania e concluse che i cittadini tedeschi non si erano mai venuti a trovare all’interno della giurisdizione territoriale delle corti federali. La corte individuò SEI CRITICAL FACTS a fondamento del diniego del writ of habeas corpus ai cittadini tedeschi tra cui il fatto che qst prigionieri avevano cmq subito un regolare processo dinanzi agli organi di giurisdizione militare statunitense, è un nemico straniero, non ha mai abitati negli USA , è stato catturato fuori dal territorio statunitense.
Nella sentenza Rasul del 2004 la corte suprema negò l’applicabilità della sentenza Eisentrager ai detenuti di Guantanamo. La corte spiega come la potestà di governo esercitata sui detenuti nella Germania occupata nn sia uguale a quella esercitata sui detenuti di Guantanamo, rilevando non tanto la pienezza ed esclusività del power sull’individuo detenuto ma aquella sul territorio controllato, diversa da Guantanamo dove è totale e Bagram E Landsberg dove invece nn lo sarebbe. Inoltre i sei critical facts elencati nella sentenza Eisentrager sono ripresi nella sentenza Rasul e vengono stavolta interpretati a vantaggio dei ricorrenti di Guantanamo che sono all’interno di un territorio in cui gli stati uniti hanno la completa giurisdizione.La corte evidenzia che i detenuti a Guantanamo sono stati tenuti a tempo indeterminato senza un giusto processo , invece quelli di Landsberg erano
stati processati e condannati da una commissione militare.
Nella sentenza Boudemiene 2008, la corte suprema sviluppo ancora di piu le linee di ragionamento delle sentenze eisentrager e rasul.L’esecutivo cercò di limitare gli effetti della sentenza rasul dando ai detenuti di Guantanamo,in sostituzione all’habeas corpus ,una procedura speciale di fronte al tribunale di revisone dello stato di combattente che fu dichiarato incostituzionale dalla corte suprema. Nella sentenza boudemiene la corte suprema riconferma l’applicabilita della legge statunitense a Guantanamo in conseguenza dell’esercizio della potestà di governo. L’insegnamento
detenuti, a quella di Guantanamo ma piuttosto a quella di landsberg. Nel 2009 la district court of columbia applicando il multi factor test aveva accolto il ricorso di 3 detenuti a bagram riconoscendo loro l’habeas corpus. Nel 2010 xo la corte d’appello di colubia ha cassato qst decisone negando l’habeas corpux il fatto che la situazione di braga sia piu simile a quella tedesca. Con riguardo al 1 factor (cittadinanza.status di combattente, anche qst sn cittadini stranieri detenuti fuori dal territorio statunitense.l’eccessiva durata della detenzione accomuna i detenuti di bagram a quello di Guantanamo, inoltre bagram e guntanamo sn gestite dagli usa mnetre landsberg dagli alleati.La scelta di adottare una metodologia funzionale è significativa sia perché solo cn un functional approach si puo ricollegare l’applicazione della legge all’esercizio extraterritoriale della potesta di governo e quindi dare valore giurido a quel controllo effettivo e qualificato.Sia perché sl un functional approach impedisce all’esecutivo di manipolare la Costituzione, applicandola arbitrariamentea seconda del luogo di detenzione, nonostante l’intensità del cntrollo sia identica.Sul caso AL MAQALEH la corte d’appello per il distretto di columbia ha diversamente applicato il multi factor test della Boudemiene e ritenendo le condizioni di fatto esistenti a Bagram piu simili a quelle di Landsberg che a quelli di Guantanamo e quindi ha negato l’habeas corpus. La corte suprema si domanda nn se sul territorio si eserciti la sovranita de facto ma se si eserciti un controllo qualificato. La corte d’appello afferma che a bagram nn sussisterebbe la sovranita di fatto perché gli stati uniti nn hanno intenzione di occupare la base. Il discorso nn convince perché ciò che giuridicamente rileva è la situazione effettiva all’interno della base. Il detenuto di bagram è soggetto alla potesta di governo statunitense nella misura del detenuto di Guantanamo tanto che le condizioni detentive restano identiche all’interno delle 2 basi .Il rapporto tra custode e detenuto dipende solo dalla volonta politica e giuridica di chi assoggetta l’individuo alla propria potestà di governo.Il ragionamento della corte d’appello è formalistico senza esaminare il rapporto tra power e detenuto all’interno della base.La concezione funzionalistica si lega anche alla volonta di tutelare i diritti dell’individuo detenuto. Le circostanze caratterizzanti nn sn quelle che attengono alla situazione politico militare del territorio dove si trova la base ma quelle che attengono al rapporto tra custode e detenuto all’interno della base militare. Nelle sentenze rasul e boudemiene la corte suprema ha adottato una lettura territorialmente funzionale del rapporto tra power e individuo in cui la legge segue l’individuo solo qnd si trova in situazioni di controllo territoriale qualificato, vale a dire all’interno della base militare posta sotto il controllo pieno ed esclusivo dell’autorita che la gestisce.Nella vicenda AL MAQALEH la corte distrettuale ha utilizzato un alettuta territorialmente funzionale, di contro la sentenza della corte d’appello appare contradditoria perche distingue bagram da Guantanamo.Perchè all’interno delle 2 basi militari il controllo è pieno ed
esclusivo, l’elemento costitutivo dal punto di vista giuridico nn è la sovranita ma il controllo, perché le circostanze al limite possono fondare la nn applicazione della legge al di fuori della base ma nn all’interno.