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Guantanamo chiusura, Appunti di Storia

storia di Guantanamo fino alla chiusura

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 04/06/2019

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walter-moretti 🇮🇹

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Campo di prigionia di Guantanamo
Il campo di prigionia di Guantánamo è una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base
navale di Guantanamo, sull'isola di Cuba.
L'area di detenzione è composta da tre campi: il "Camp Delta" (che include il "Camp Echo"), il "Camp Iguana", e il
"Camp X-Ray", l'ultimo dei quali è stato chiuso.
Apertura ufficiale
Dall'11 gennaio 2002, il governo degli Stati Uniti, sotto l'amministrazione Bush, ha aperto un campo di prigionia
all'interno della base, finalizzato alla detenzione di prigionieri catturati in Afghanistan e ritenuti collegati ad attività
terroristiche.
Detenuti e condizioni di detenzione
Un prigioniero è scortato a una struttura di media sicurezza a Guantánamo Bay. Foto del marinaio (Seaman)
David P. Coleman, U.S. Navy. (Released)
Il numero totale di prigionieri detenuti nella prigione di Guantanamo ammonta a circa 800. Nel gennaio 2002 i
detenuti sono 158. Nel 2003 aumentano fino a circa 650. Secondo il Washington Post nel 2004 vi sarebbero stati
almeno 367 prigionieri. Nell'ottobre 2006 i detenuti sono circa 500. Solo per 10 di questi è stato formalizzato un
capo d'imputazione con conseguente rinvio a giudizio. Nel febbraio 2011, sono detenuti a Guantanamo ancora
172 prigionieri.
Circa le modalità di funzionamento della parte carceraria della base, si sono levate polemiche circa le condizioni di
reclusione e l'effettivo status giuridico-fattuale dei reclusi. Da parte di alcuni osservatori si sostiene infatti che i
reclusi non sarebbero classificati dal governo USA come prigionieri di guerra, né come imputati di reati ordinari (il
che potrebbe garantire loro processi e garanzie ordinarie), ma sarebbero invece ristretti come detainees (detenuti)
senza dichiarato titolo.
Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha diffuso alcune fotografie dei detenuti nella base militare. L'allora
Segretario della difesa Donald Rumsfeld ha dichiarato che questi prigionieri sarebbero "combattenti irregolari" cui
non si applica "alcuno dei diritti della Convenzione di Ginevra". Essi "non saranno considerati come prigionieri di
guerra, perché non lo sono", ha precisato.
Nel gennaio 2002 l'Alto Commissario per i Diritti dell'Uomo dell'ONU, Mary Robinson, ha protestato contro le
condizioni di detenzione dei prigionieri. L'ex-presidente della Repubblica d'Irlanda ha insistito sugli "obblighi
internazionali, che vanno rispettati". Rispondendo il 21 gennaio alle critiche mosse Rumsfeld ha affermato che
esso sarebbe conforme "nelle parti essenziali" alla Convenzione di Ginevra.
Il 29 giugno 2006, in occasione dell'appello di un detenuto, Salim Ahmed Hamdan, una sentenza della Corte
Suprema degli Stati Uniti ha stabilito la violazione della Convenzione di Ginevra e il Codice di Giustizia Militare
statunitense dovuta:
alle modalità di detenzione dei prigionieri all'interno della base di Guantánamo ed
ai tribunali militari speciali istituiti per giudicarne i detenuti.
La legislazione approvata a dicembre 2005 (legge sul trattamento dei detenuti del 2005) ha revocato il diritto dei
detenuti di Guantánamo di presentare istanze di habeas corpus presso corti federali statunitensi contro la loro
detenzione o trattamento, permettendo soltanto limitati appelli contro le decisioni dei Tribunali di revisione dello
status di "combattente" e delle commissioni militari. È così stato messo in discussione il futuro di circa 200 casi in
corso in cui i detenuti avevano presentato ricorso contro la loro detenzione in seguito a una sentenza della Corte
Suprema degli Stati Uniti del 2004 che aveva decretato il loro diritto a presentare tali ricorsi.
Amnesty International, nel rapporto 2006 riporta che:
I Tribunali di revisione dello status di combattente (CSRT) istituiti dal governo nel 2004, hanno reso noto,
nel marzo 2004, che il 93% dei 554 detenuti esaminati erano da considerarsi a tutti gli effetti “combattenti
nemici”. I detenuti non avevano un rappresentante legale e molti di loro hanno rinunciato a partecipare
alle udienze dei CSRT, che potevano avvalersi di prove segrete e di testimonianze estorte sotto tortura.
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Campo di prigionia di Guantanamo

Il campo di prigionia di Guantánamo è una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base navale di Guantanamo, sull'isola di Cuba.

L'area di detenzione è composta da tre campi: il "Camp Delta" (che include il "Camp Echo"), il "Camp Iguana", e il "Camp X-Ray", l'ultimo dei quali è stato chiuso.

Apertura ufficiale

Dall'11 gennaio 2002, il governo degli Stati Uniti, sotto l'amministrazione Bush, ha aperto un campo di prigionia all'interno della base, finalizzato alla detenzione di prigionieri catturati in Afghanistan e ritenuti collegati ad attività terroristiche.

Detenuti e condizioni di detenzione

Un prigioniero è scortato a una struttura di media sicurezza a Guantánamo Bay. Foto del marinaio ( Seaman ) David P. Coleman, U.S. Navy. (Released)

Il numero totale di prigionieri detenuti nella prigione di Guantanamo ammonta a circa 800. Nel gennaio 2002 i detenuti sono 158. Nel 2003 aumentano fino a circa 650. Secondo il Washington Post nel 2004 vi sarebbero stati almeno 367 prigionieri. Nell'ottobre 2006 i detenuti sono circa 500. Solo per 10 di questi è stato formalizzato un capo d'imputazione con conseguente rinvio a giudizio. Nel febbraio 2011, sono detenuti a Guantanamo ancora 172 prigionieri.

Circa le modalità di funzionamento della parte carceraria della base, si sono levate polemiche circa le condizioni di reclusione e l'effettivo status giuridico-fattuale dei reclusi. Da parte di alcuni osservatori si sostiene infatti che i reclusi non sarebbero classificati dal governo USA come prigionieri di guerra, né come imputati di reati ordinari (il che potrebbe garantire loro processi e garanzie ordinarie), ma sarebbero invece ristretti come detainees (detenuti) senza dichiarato titolo.

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha diffuso alcune fotografie dei detenuti nella base militare. L'allora Segretario della difesa Donald Rumsfeld ha dichiarato che questi prigionieri sarebbero "combattenti irregolari" cui non si applica "alcuno dei diritti della Convenzione di Ginevra". Essi " non saranno considerati come prigionieri di guerra, perché non lo sono ", ha precisato. Nel gennaio 2002 l'Alto Commissario per i Diritti dell'Uomo dell'ONU, Mary Robinson, ha protestato contro le condizioni di detenzione dei prigionieri. L'ex-presidente della Repubblica d'Irlanda ha insistito sugli "obblighi internazionali, che vanno rispettati". Rispondendo il 21 gennaio alle critiche mosse Rumsfeld ha affermato che esso sarebbe conforme "nelle parti essenziali" alla Convenzione di Ginevra.

Il 29 giugno 2006, in occasione dell'appello di un detenuto, Salim Ahmed Hamdan, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito la violazione della Convenzione di Ginevra e il Codice di Giustizia Militare statunitense dovuta:

  • alle modalità di detenzione dei prigionieri all'interno della base di Guantánamo ed
  • ai tribunali militari speciali istituiti per giudicarne i detenuti.

La legislazione approvata a dicembre 2005 (legge sul trattamento dei detenuti del 2005) ha revocato il diritto dei detenuti di Guantánamo di presentare istanze di habeas corpus presso corti federali statunitensi contro la loro detenzione o trattamento, permettendo soltanto limitati appelli contro le decisioni dei Tribunali di revisione dello status di "combattente" e delle commissioni militari. È così stato messo in discussione il futuro di circa 200 casi in corso in cui i detenuti avevano presentato ricorso contro la loro detenzione in seguito a una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 2004 che aveva decretato il loro diritto a presentare tali ricorsi.

Amnesty International, nel rapporto 2006 riporta che:

  • I Tribunali di revisione dello status di combattente (CSRT) istituiti dal governo nel 2004, hanno reso noto, nel marzo 2004, che il 93% dei 554 detenuti esaminati erano da considerarsi a tutti gli effetti “combattenti nemici”. I detenuti non avevano un rappresentante legale e molti di loro hanno rinunciato a partecipare alle udienze dei CSRT, che potevano avvalersi di prove segrete e di testimonianze estorte sotto tortura.
  • nell'agosto 2005, un imprecisato numero di reclusi ha ripreso lo sciopero della fame già iniziato a giugno per protestare contro la perdurante mancanza di accesso a una corte indipendente e contro le dure condizioni di detenzione, che sarebbero state caratterizzate anche da violenze e pestaggi. Più di 200 detenuti (cifra contestata dal Dipartimento della Difesa) avrebbero partecipato almeno a una fase della protesta. Diversi detenuti hanno denunciato di essere stati vittime di aggressioni fisiche e verbali e venivano alimentati a forza: alcuni hanno riportato lesioni causate dall'inserimento brutale di cannule e tubi nel naso. Il governo ha negato qualsiasi maltrattamento. A fine anno lo sciopero della fame era ancora in corso.
  • a novembre 2005 tre esperti in diritti umani delle Nazioni Unite hanno declinato l'offerta di visitare la base di Guantánamo presentata dal governo degli Stati Uniti, poiché quest’ultimo aveva posto restrizioni contrastanti con quanto normalmente stabilito dagli standard internazionali sulle ispezioni di questo tipo.

Per quanto desti scandalo la prigione, alcuni detenuti sembrano preferirla a quelle dei propri paesi. Due ex- detenuti tunisini hanno chiesto aiuto a Human Rights Watch per le torture ricevute in patria. Un prigioniero algerino ha fatto ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti invocando il suo diritto a non essere scarcerato, temendo torture nel suo paese d'origine.

Chiusura

Nel dicembre 2008 inizia a essere affrontato il problema della chiusura della prigione, dopo che il neoeletto presidente Barack Obama ha manifestato tale intenzione. Il 21 gennaio 2009 il presidente statunitense firmò l'ordine di chiusura del carcere (ma non della base militare), che doveva essere smantellato entro l'anno. A più di tre anni di distanza, ciò non è ancora avvenuto.

Guantanamera

Guantanamera è il titolo di una canzone popolare cubana di grande fama internazionale, le cui origini risalgono

al XIX secolo. La serenata dedicata a tempo di bolero ad una "guajira guantanamera" ("contadina della

città di Guantánamo "), ha come sfondo le lotte di indipendenza che infiammavano la allora colonia spagnola

alla fine del XIX secolo. Il suo carattere romantico unito ai valori patriottici che esprime, ne fanno una delle

canzoni più amate dai cubani.

La musica

Nel 1993 la musica è stata attribuita dalla corte suprema di Cuba al popolare personaggio radiofonico degli anni

trenta José Fernández Diaz, meglio noto come Joseíto Fernández , dopo aver respinto il ricorso degli eredi di

Herminio "El Diablo" García Wilson, secondo i quali quest'ultimo ne era il compositore originale. In ogni caso fu

sicuramente Joseíto Fernández che la portò al successo dai microfoni della popolare radio CMQ de l'Avana ,

sebbene il testo fosse diverso dall'attuale. Durante le trasmissioni la cantava riferendosi anche ad altre

contadine, una volta guajira vueltabajera, un'altra guajira holguinara, ma quando si innamorò della gelosissima guajira guantanamera, questa lo sorprese a parlare con un'altra e fuggì via, e da quel momento Joseíto la cantò

solo per lei. Secondo alcune fonti l'origine di tale musica era il bolero creolo in uso attorno al 1830 nella zona di

Guantánamo, nella Cuba orientale, che a sua volta affondava le sue origini nella " passacaglia " spagnola di 100

anni prima, una lenta danza in tempo triplo basata su uno schema armonico che si ripeteva su quattro o otto battute. Nella versione di Guantánamo del 1830 l'esecuzione alla chitarra di tale schema collegava l'aria alla

"montuna", che era il tipo di bolero suonato nella Cuba orientale, distinto da quello che si suonava in altre zone

cubane, chiamato "son ".

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