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I giuristi Kelsen e Schmitt, Schemi e mappe concettuali di Diritto Pubblico Comparato

Due teorie del diritto a confronto: Hans Kelsen e Carl Schmitt

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2025/2026

Caricato il 13/01/2026

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tangie31 🇮🇹

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HANS KELSEN
Hans Kelsen è il filosofo-giurista austriaco che ha elaborato la DOTTRINA PURA DEL DIRITTO.
Nasce a Praga nel 1881, durante l’Impero Austro Ungarico, scomparso poi con la I guerra mondiale con
la nascita dell’Austria che si dovette dotare di un ordinamento giuridico e di una Costituzione, che nasce
nel 1920 (tra le cost. più longeve d’Europa, quella degli Stati Uniti è ancora più vecchia, 1780) alla cui
elaborazione partecipò anche Kelsen. Kelsen, di famiglia ebraica, si forma a Vienna in un periodo le cui
correnti di pensiero filosofico erano quelle di Kant e del neokantismo, di cui subì appunto l’influenza.
Fu quindi costretto a lasciare l’Austria con ‘avvento del totalitarismo e l’antisemitismo, prima in
Svizzera e poi si stabilisce definitivamente negli Stati Uniti. Kelsen ha elaborato LA DOTTRINA PURA
DEL DIRITTO secondo la quale il DIRITTO è slegato dalla morale, dalla politica e dalla sociologia, dai fatti
sociali, come ritenuto fino ad allora; in pratica il Diritto ha un suo AMBITO INDIPENDENTE, che precede
fatti, morale, politica, e contaminazioni (utilità, convenienza, giustizia).
Il Diritto è per Kelsen un insieme di norme che prescinde dai fatti (la politica invece trova il
compromesso tra la norma e i fatti). In campo giuridico la norma rappresenta il DOVER ESSERE, mentre
l’ESSERE può anche essere diverso dalla norma, e comunque non la inficia. Il Diritto è un insieme di
norme dove ognuna ha un posto preciso, nell’ambito della piramide gerarchica delle norme, ed è
prodotto da un ‘autorità competente. La norma è valida solo se rispetta tutti i crismi di prodizione e di
allocamento del sistema giuridico. Il Diritto presenta queste tre caratteristiche essenziali: FORMALE,
COERENTE E GERARCHICO. Formale perché si basa sul principio del rispetto della procedura di
produzione, e non sui contenuti, Coerente perché segue la logica delle altre norme, e Gerarchico
perché ogni norma è collocata in un certo livello all’interno di una piramide, e la validità di una norma
è sottesa all’allocamento al posto giusto nella scala gerarchica. Ne consegue quindi che il Diritto non
c’entra nulla con la dialettica morale e politica.
Le teorie di KELSEN sono fondamentali nello STATO DI DIRITTO.
La teoria pura del Diritto ha come elemento caratterizzante fondamentale il sistema gerarchico delle
norme: il Diritto non è solo un sistema di norme, ma è un’organizzazione delle norme in una PIRAMIDE,
dove in vetta negli Stati moderni c’è la norma superiore a tutte che è la COSTITUZIONE, che stabilisce
si i diritti, ma stabilisce le regole di produzione di tutte le altre norme che si pongono in livelli successivi
rispetto alla Costituzione secondo una gerarchia che è:
1 Costituzione
2. LEGGI ordinarie (quelle prodotte dal parlamento, coerenti con la Costituzione)
3. Regolamenti del Governo, dei ministeri, delle Amministrazioni periferiche,…..)
4. Atti amministrativi individuali (che applicano le leggi ai casi specifici)
In questa piramide ogni fattispecie di norma trova la sua legittimità dal livello precedente (la legge
ordinaria è valida solo se prodotta nel rispetto delle procedure previste dalla Costituzione, e così le
norme di rango inferiore. Per cui una legge è valida solo se legittima in tal senso e NON SE è decisa dal
potere politico del momento. Infatti secondo altri giuristi il volere di chi è al potere può prevaricare il
rispetto della scala gerarchica (es. Schmitt).
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HANS KELSEN

Hans Kelsen è il filosofo-giurista austriaco che ha elaborato la DOTTRINA PURA DEL DIRITTO.

Nasce a Praga nel 1881, durante l’Impero Austro Ungarico, scomparso poi con la I guerra mondiale con la nascita dell’Austria che si dovette dotare di un ordinamento giuridico e di una Costituzione, che nasce nel 1920 (tra le cost. più longeve d’Europa, quella degli Stati Uniti è ancora più vecchia, 1780) alla cui elaborazione partecipò anche Kelsen. Kelsen, di famiglia ebraica, si forma a Vienna in un periodo le cui correnti di pensiero filosofico erano quelle di Kant e del neokantismo, di cui subì appunto l’influenza. Fu quindi costretto a lasciare l’Austria con ‘avvento del totalitarismo e l’antisemitismo, prima in Svizzera e poi si stabilisce definitivamente negli Stati Uniti. Kelsen ha elaborato LA DOTTRINA PURA DEL DIRITTO secondo la quale il DIRITTO è slegato dalla morale, dalla politica e dalla sociologia, dai fatti sociali, come ritenuto fino ad allora; in pratica il Diritto ha un suo AMBITO INDIPENDENTE, che precede fatti, morale, politica, e contaminazioni (utilità, convenienza, giustizia).

Il Diritto è per Kelsen un insieme di norme che prescinde dai fatti (la politica invece trova il compromesso tra la norma e i fatti). In campo giuridico la norma rappresenta il DOVER ESSERE, mentre l’ESSERE può anche essere diverso dalla norma, e comunque non la inficia. Il Diritto è un insieme di norme dove ognuna ha un posto preciso, nell’ambito della piramide gerarchica delle norme, ed è prodotto da un ‘autorità competente. La norma è valida solo se rispetta tutti i crismi di prodizione e di allocamento del sistema giuridico. Il Diritto presenta queste tre caratteristiche essenziali: FORMALE, COERENTE E GERARCHICO. Formale perché si basa sul principio del rispetto della procedura di produzione, e non sui contenuti, Coerente perché segue la logica delle altre norme, e Gerarchico perché ogni norma è collocata in un certo livello all’interno di una piramide, e la validità di una norma è sottesa all’allocamento al posto giusto nella scala gerarchica. Ne consegue quindi che il Diritto non c’entra nulla con la dialettica morale e politica.

Le teorie di KELSEN sono fondamentali nello STATO DI DIRITTO.

La teoria pura del Diritto ha come elemento caratterizzante fondamentale il sistema gerarchico delle norme: il Diritto non è solo un sistema di norme, ma è un’organizzazione delle norme in una PIRAMIDE, dove in vetta negli Stati moderni c’è la norma superiore a tutte che è la COSTITUZIONE, che stabilisce si i diritti, ma stabilisce le regole di produzione di tutte le altre norme che si pongono in livelli successivi rispetto alla Costituzione secondo una gerarchia che è:

1 Costituzione

  1. LEGGI ordinarie (quelle prodotte dal parlamento, coerenti con la Costituzione)
  2. Regolamenti del Governo, dei ministeri, delle Amministrazioni periferiche,…..)
  3. Atti amministrativi individuali (che applicano le leggi ai casi specifici)

In questa piramide ogni fattispecie di norma trova la sua legittimità dal livello precedente (la legge ordinaria è valida solo se prodotta nel rispetto delle procedure previste dalla Costituzione, e così le norme di rango inferiore. Per cui una legge è valida solo se legittima in tal senso e NON SE è decisa dal potere politico del momento. Infatti secondo altri giuristi il volere di chi è al potere può prevaricare il rispetto della scala gerarchica (es. Schmitt).

LA COSTITUZIONE quindi secondo KELSEN è il vertice dell’ordinamento giuridico da cui discende tutto il diritto. Ma la Costituzione da dove trae fondamento? Kekse afferma che esiste una norma , non scritta, intangibile, che è la norma originaria, la norma base che dice: “SI DEVE OBBEDIRE ALLA COSTITUZIONE”.

Ne consegue il rapporto tra STATO e DIRITTO, secondo cui lo Stato coincide con l’ordinamento giuridico, e cioè non esiste uno Stato sovrano che viene prima del diritto (questo avviene ed è avvenuto nei totalitarismi, in cui il detentore del potere ha creato le norme): la sovranità dello stato non precede il diritto, ma è lo stesso diritto sovrano conformemente al sistema giuridico che lo definisce. Quindi ogni potere è soggetto alle norme del sistema giuridico in cui si colloca. Le norme pertanto sono superiori alle persone che le incarnano, ed emanano a loro olta altre norme. Secondo Kelsen NESSUNA AUTORITA’ PUO’ AGIRE AL DI FUORI DELE NORME.

LA DOTTRINA PURA DEL DIRITTO ha queste 2 connotazioni salienti: il Diritto è una scienza pura, separata e indipendente; il DIRiTTO è un sistema gerarchico.

Kelsen ha influenzato le formulazioni delle Costituzioni del ‘900 e lo Stato di diritto del ‘900.

Aspetto fondante le teorie di Kelsen è l’autonomia del diritto rispetto alla morale e alla giustizia. Sia la morale che la giustizia possono cambiare nel tempo e nello spazio, per cui non esiste una giustizia assoluta, ma relativa. Invece il DIRITTO con cambia. Esso non dice ciò che è giusto ma ciò che è valido in un ordinamento giuridico. Per cui Diritto ed etica si collocano su due piani diversi: il diritto segue le regole delle procedure e della forma e non di ciò che è giusto o no dal punto di vista etico. Ad es. una norma imposta da un dittatore potrebbe essere valida moralmente, ma non ha valore giuridico perché è prodotta fuori dall’ordinamento giuridico.

CARL SCHMITT

Carl Schmitt è un filosofo-giurista tedesco vissuto nello stesso periodo storico di Kelsen

Il pensiero di Kelsen entra in conflitto con le teorie di Schmitt. Negli anni 20/30 del 900 in Europa pendono piede i totalitarismi, che prevaricano le Carte costituzionali allora esistenti (anche in Italia c’era lo Statuto Albertino), fascismo, nazismo, stalinismo in Russia. Schmitt è tra i primi a parlare di Fhurer e di dottrine di stampo autoritario, come il nazismo. Egli afferma che “ La Sovranità sta nella capacità in uno STATO DI ECCEZIONE, di decidere andando al di là delle norme ” Per cui anche un singolo uomo in un momento di crisi può andare oltre le regole, mettere in pausa le norme e la Costituzione, e assumere decisioni, sostituendosi alla Sovranità del Diritto.

Inoltre Schmitt Rifiuta la neutralità del diritto di Kelsen, sostenendo che il diritto è sempre "diritto della situazione", legato a una dimensione spaziale e a una normalità creata.

Kelsen nello stesso periodo continua invece a difendere la DEMOCRAZIA. Secondo Kelsen infatti nessun uomo può stabile cosa sia il male e cosa sia il bene in maniera assoluta, nessuno può stabilire in assoluto la verità (teoria relativista), che sipone in contrapposizione con giuristi che pensano invece che il leader ha e conosce la verità e cosa sia il bene. Ne consegue che per Kelsen l’unico sistema giuridico che rende possibile il relativismo del bene e del vero sia la DEMOCRAZIA, sistema che permette sempre il confronto , il compromesso tra tutti gli uomini coinvolti. La Democrazia può avere anche valori che cambiano nel tempo, ma le norme e la sua struttura resta sempre uguale. Mentre per Schmitt il diritto