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i mass media scienze umane, Appunti di Scienze Umane

i mass media scienze umane appunti

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 10/03/2026

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I MASS MEDIA
Nell’arco di tempo che va dal 19 secolo alla metà del 20 secolo si assiste ad
un’accelerazione dello sviluppo dei media improvvisa. Si moltiplicano i mezzi di
comunicazione. I media hanno una larga diffusione, diventano oggetto di consumo delle
masse. In questo periodo ci fu la PRIMA ESPLOSIONE TECNOLOGICA. Negli ultimi
decenni si è verificata però una SECONDA ESPLOSIONE TECNOLOGICA,
caratterizzata dalla diffusione di nuovi media basati sui computer e sull’informatica. La
prima esplosione ha portato a parlare di società della comunicazione, la seconda invece
ha portato a parlare di società dell'informazione .
Lungo la storia dell’esplosione tecnologica ci sono stati studiosi che hanno evidenziato i
lati negativi e altri quelli positivi.
quando si sono sviluppati e diffusi stampa di massa e giornali è nata la TEORIA DELLA
CULTURA DI MASSA secondo la quale questi mezzi di comunicazione producono
un livellamento culturale in basso. (sociologo: tocqueville)
lettura pag 370: la stampa crea un chiasso permanente e cieco in quanto con le loro
notizie ridondanti sviano dai problemi reali del paese. inoltre si trovano tante
informazioni e pensieri di tutti i tipi, si rivelano informazioni assordanti. (anche per
Ortega i giornali gettavano i lettori in uno stato confusionario, con le tante informazioni
fornite non riuscivano ad orientarsi nel mondo.
Tra ottocento e novecento a opera degli interazionisti simbolici nasce una concezione
opposto a quella della teoria della cultura di massa: la TEORIA DEMOCRATICA DELLA
SOCIETÀ DI MASSA secondo la quale i mezzi di comunicazione favoriscono la
partecipazione democratica e lo sviluppo delle conoscenze, dell’intelligenza e della
creatività. Cooley mette in evidenza che la circolazione delle informazioni non produce
omogeneità, ma l’individuo si allontana da un pensiero comune, in quanto si vuole
distinguere dalla massa.
Per quanto riguarda i 3 paradigmi:
SOCIOLOGIE
COMPRENDENTI
FUNZIONALISMO
TEORIE DEL CONFLITTO
teoria democratica della
società di massa
teoria della moralizzazione
teoria dell’industria
culturale
(Cooley)
i mezzi attraverso cinema e
pubblicità mettono in scena
comportamenti da evitare e
da seguire( grandi città)
(piccole città) attraverso
l’emarginazione e il
pettegolezzo
-NARCOSI
(Merton e Lazarsfeld )
la cultura diventa un
prodotto di massa
industriale
-ISTUPIDIMENTO
(Adorno)
La prima opera sugli studi riguardanti i mass media fu il libro di Lippmann, chiamato
PUBLIC OPINION , in quest'opera propone una nuova nozione: realtà mediata. Nella
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I MASS MEDIA

Nell’arco di tempo che va dal 19 secolo alla metà del 20 secolo si assiste ad un’accelerazione dello sviluppo dei media improvvisa. Si moltiplicano i mezzi di comunicazione. I media hanno una larga diffusione, diventano oggetto di consumo delle masse. In questo periodo ci fu la PRIMA ESPLOSIONE TECNOLOGICA. Negli ultimi decenni si è verificata però una SECONDA ESPLOSIONE TECNOLOGICA, caratterizzata dalla diffusione di nuovi media basati sui computer e sull’informatica. La prima esplosione ha portato a parlare di società della comunicazione, la seconda invece ha portato a parlare di società dell'informazione. Lungo la storia dell’esplosione tecnologica ci sono stati studiosi che hanno evidenziato i lati negativi e altri quelli positivi. quando si sono sviluppati e diffusi stampa di massa e giornali è nata la TEORIA DELLA CULTURA DI MASSA secondo la quale questi mezzi di comunicazione producono un livellamento culturale in basso. (sociologo: tocqueville) lettura pag 370 : la stampa crea un chiasso permanente e cieco in quanto con le loro notizie ridondanti sviano dai problemi reali del paese. inoltre si trovano tante informazioni e pensieri di tutti i tipi, si rivelano informazioni assordanti. (anche per Ortega i giornali gettavano i lettori in uno stato confusionario, con le tante informazioni fornite non riuscivano ad orientarsi nel mondo. Tra ottocento e novecento a opera degli interazionisti simbolici nasce una concezione opposto a quella della teoria della cultura di massa: la TEORIA DEMOCRATICA DELLA SOCIETÀ DI MASSA secondo la quale i mezzi di comunicazione favoriscono la partecipazione democratica e lo sviluppo delle conoscenze, dell’intelligenza e della creatività. Cooley mette in evidenza che la circolazione delle informazioni non produce omogeneità, ma l’individuo si allontana da un pensiero comune, in quanto si vuole distinguere dalla massa. Per quanto riguarda i 3 paradigmi: SOCIOLOGIE COMPRENDENTI

FUNZIONALISMO TEORIE DEL CONFLITTO

teoria democratica della società di massa teoria della moralizzazione teoria dell’industria culturale (Cooley) i mezzi attraverso cinema e pubblicità mettono in scena comportamenti da evitare e da seguire( grandi città) (piccole città) attraverso l’emarginazione e il pettegolezzo

  • NARCOSI (Merton e Lazarsfeld ) la cultura diventa un prodotto di massa industriale
  • ISTUPIDIMENTO (Adorno) La prima opera sugli studi riguardanti i mass media fu il libro di Lippmann, chiamato PUBLIC OPINION , in quest'opera propone una nuova nozione: realtà mediata. Nella

società moderna gli uomini vivono in un ambiente sociale complesso, per questo non interagiscono con la realtà com’è, ma con il ritratto semplificato che si forma nelle loro teste. in questa opera viene inoltre adoperato per la prima volta il termine stereotipo nelle scienze sociali. infatti per Lippmann la gente si rappresenta la realtà sociale attraverso stereotipi. i giornali in questo caso hanno un ruolo fondamentale, in quanto si interpongono tra noi e la realtà offrendoci rappresentazioni stereotipate. Questo per Lippmann è un aspetto negativo in quanto i giornalisti che forniscono letture schematiche e stereotipate collaborano ad impedire i cambiamenti sociali e l’innovazione. in seguito a Lippmann prenderanno piede studi scientifici sull'argomento, basati su dati empirici. I primi lavori scientifici sui mass media furono di Lasswell, il quale attraverso la BULLET THEORY( teoria dell’ago ipodermico) i media vengono considerati potenti mezzi di persuasione che agiscono su soggetti passivi. anche se il soggetto può opporre resistenza la persuasione è inevitabile. La bullet theory riprende idee di fondo della teoria della cultura di massa. Il presupposto di questa teoria però è che il pubblico dei mass media non costituisce una comunità ma una massa: è formata da individui che non si conoscono ma si trovano a prestare attenzione allo stesso messaggio. Per questo i mass media colgono l’individuo sradicato da una comunità e per questo più vulnerabile. inoltre ascoltando o leggendo informazioni slegati dagli altri, non avendo un confronto fa sì che il soggetto assuma una posizione passiva. A questa teoria fa da sfondo anche il comportamentismo il quale pensava che i comportamenti delle persone fossero reazioni meccaniche agli stimoli esterni e non risposte medianti elaborazioni mentali soggettive. Negli anni 30 ’ e 40 ’ nascono due vere e proprie scuole sui mass media: la SCUOLA DI YALE (psicologo Hovland) si dedica alla sperimentazione di laboratorio sugli effetti persuasivi dei media. gli esperimenti seguono un protocollo preciso noto come paradigma di yale. Gli esperimenti hanno dimostrato che la persuasione dipende sia dalla credibilità della fonte, cioè dalle competenze e dell'affidabilità di chi manda il messaggio, sia dell' attrattiva del messaggio. Hanno messo in evidenza anche le differenze tra argomenti logici, basati sulla forza del ragionamento ed emotivi, basati invece sull’appello delle emozioni e la differenza tra argomenti bilaterali e unilaterali. la SCUOLA DI LAZARSFELD fonda la sociologia dei media, avviando la ricerca empirica. Lazarsfeld fondò il centro di ricerche sociali applicate , rappresenta un riferimento degli studi sugli effetti dei mass media. Questa scuola mette in discussione i punti fondamentali della bullet theory, in quanto il ricevente non è un bersaglio passivo, in attesa di un messaggio persuasivo MA un consumatore attivo di mass media che sceglie cosa legge e cosa ascoltare in base ai propri interessi. E’ sbagliato anche considerarlo isolato, in quanto in realtà è integrato nella sua comunità, si trova in una rete di rapporti sociali ed è immerso nel flusso di comunicazione faccia a faccia con altri soggetti. Anziché basarsi come la bullet theory sul contenuto dei messaggi , si va ad intervistare la gente del pubblico per capire come si pone nei confronti dei media. Parte del lavoro si concentra sullo studio del consumo dei mass media e analisi comparata delle influenze sociali.