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Comunicazione scienze umane, Appunti di Scienze Umane

comunicazione e mass media scienze umane 5 anno

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 07/05/2025

ginevraprestano_
ginevraprestano_ 🇮🇹

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06/11 CHE COSA SIGNIFICA COMUNICARE?
La comunicazione intesa come passaggio/trasferimento di informazione.
In questo caso si tratta di comunicare un pensiero, un’idea, un’emozione.
NON NECESSARIAMENTE LA COMUNICAZIONE DEVE ESSERE VERBALE
PERCHÈ si possa parlare di comunicazione e mettere in comune qualcosa, è necessario che ci siano almeno 2
elementi fondamentali per poter parlarne. Ovvero:
EMITTENTE, qualcuno da cui la comunicazione parte. in alcuni casi Può anche non voler comunicare nulla, si
limita a comunicare qualcosa di se con il linguaggio non verbale. Se il suo obbiettivo è che il messaggio venga
a tutti i costi riferito, si deve occupare anche che il ricevente sia sintonizzato. La responsabilità è
dell’emittente, deve far di tutto per far sì che il ricevente capisca.
CODICE:
CODIFIca:Il messaggio viene codificato dall'emittente in un codice, cioè in un sistema di segni 1.
A vuole comunicare con B - A e B devono condividere la conoscenza di una lingua
2. DECODIFICA: È il processo con cui il destinatario interpreta e comprende il messaggio trasmesso dal
mittente.
La comunicazione inizia con la codifica ed il destinatario, a sua volta, esegue la decodifica del messaggio
ricevuto, cercando di interpretarlo e attribuirgli un significato.
La qualità della decodifica dipende da vari fattori, tra cui:
Conoscenze pregresse: quanto il destinatario conosce l’argomento.
Contesto culturale: può influenzare la comprensione del linguaggio e dei simboli.
Esperienze personali: ciò che il destinatario ha vissuto può cambiare il modo in cui interpreta il
messaggio.
Una decodifica efficace permette al destinatario di cogliere l’intento originale del mittente, ma se ci sono
ostacoli (come differenze culturali, pregiudizi o distrazioni), il messaggio può venire frainteso.
RICEVENTE: non si limita solamente ad ascoltare ma invia dei feedback sull'andamento della
conversazione - con espressioni del viso e gesti, informa l'emittente sul suo grado di interesse
MESSAGGIO: contenuto che si vuole trasmettere. Può essere lungo, breve e subliminale.
CANALE:è il mezzo che permette la trasmissione della comunicazione. Possono essere
canali fisici(corde vocali, (documento scritto) e canali tecnologici (telefono)
CONTESTO:è l'ambito spazio-temporale nel quale avviene la comunicazione. Ci permette
di interpretare la giusta direzione della comunicazione.
FILTRI:Possono agevolare o ostacolare la comunicazione e possono dipendere dall' ambiente o dalla
persona.
PAUL WATZLAWIK fu l’esponente di maggior spicco della scuola di Paolo Alto dedicata alla comunicazione
Secondo lo psicologo austriaco Paul Watzlawick, la comunicazione esercita un ruolo fondamentale nelle
nostre vite e nell’ordine sociale, anche se ne siamo poco coscienti. D’altro canto, sin dalla nostra nascita,
partecipiamo senza accorgercene al processo di acquisizione delle regole di comunicazione immerse nelle
nostre relazioni.
La comunicazione immane si fonda (e rispetta) sui cosiddetti assiomi (principio di partenza imprescindibile,
quasi scontato).
ROMAN JAKOBSON
SICOLOGO
STATUNITENSE
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06/11 CHE COSA SIGNIFICA COMUNICARE?

La comunicazione intesa come passaggio/trasferimento di informazione. In questo caso si tratta di comunicare un pensiero, un’idea, un’emozione…. NON NECESSARIAMENTE LA COMUNICAZIONE DEVE ESSERE VERBALE PERCHÈ si possa parlare di comunicazione e mettere in comune qualcosa, è necessario che ci siano almeno 2 elementi fondamentali per poter parlarne. Ovvero: EMITTENTE, qualcuno da cui la comunicazione parte. in alcuni casi Può anche non voler comunicare nulla, si limita a comunicare qualcosa di se con il linguaggio non verbale. Se il suo obbiettivo è che il messaggio venga a tutti i costi riferito, si deve occupare anche che il ricevente sia sintonizzato. La responsabilità è dell’emittente, deve far di tutto per far sì che il ricevente capisca. CODICE:

  1. CODIFIca:Il messaggio viene codificato dall'emittente in un codice, cioè in un sistema di segni A vuole comunicare con B - A e B devono condividere la conoscenza di una lingua
  2. DECODIFICA: È il processo con cui il destinatario interpreta e comprende il messaggio trasmesso dal mittente. La comunicazione inizia con la codifica ed il destinatario, a sua volta, esegue la decodifica del messaggio ricevuto, cercando di interpretarlo e attribuirgli un significato. La qualità della decodifica dipende da vari fattori, tra cui:
  • Conoscenze pregresse: quanto il destinatario conosce l’argomento.
  • Contesto culturale: può influenzare la comprensione del linguaggio e dei simboli.
  • Esperienze personali: ciò che il destinatario ha vissuto può cambiare il modo in cui interpreta il messaggio. Una decodifica efficace permette al destinatario di cogliere l’intento originale del mittente, ma se ci sono ostacoli (come differenze culturali, pregiudizi o distrazioni), il messaggio può venire frainteso. RICEVENTE: non si limita solamente ad ascoltare ma invia dei feedback sull'andamento della conversazione - con espressioni del viso e gesti, informa l'emittente sul suo grado di interesse MESSAGGIO: contenuto che si vuole trasmettere. Può essere lungo, breve e subliminale. CANALE:è il mezzo che permette la trasmissione della comunicazione. Possono essere canali fisici(corde vocali, (documento scritto) e canali tecnologici (telefono) CONTESTO:è l'ambito spazio-temporale nel quale avviene la comunicazione. Ci permette di interpretare la giusta direzione della comunicazione. FILTRI:Possono agevolare o ostacolare la comunicazione e possono dipendere dall' ambiente o dalla persona. PAUL WATZLAWIK fu l’esponente di maggior spicco della scuola di Paolo Alto dedicata alla comunicazione Secondo lo psicologo austriaco Paul Watzlawick, la comunicazione esercita un ruolo fondamentale nelle nostre vite e nell’ordine sociale, anche se ne siamo poco coscienti. D’altro canto, sin dalla nostra nascita, partecipiamo senza accorgercene al processo di acquisizione delle regole di comunicazione immerse nelle nostre relazioni. La comunicazione immane si fonda (e rispetta) sui cosiddetti assiomi (principio di partenza imprescindibile, quasi scontato).

ROMAN JAKOBSON

SICOLOGOSTATUNITENSE

  1. Primo assioma: NON SI PUÒ NON COMUNICARE, il comportamento di un individuo, in una situazione sociale, ha valore di messaggio: Come ci si veste, come si cammina e l'espressione del viso. Essenzialmente vengono inviate informazioni continue sull'individuo stesso
  2. SECONDO ASSIOMA: IL CONTENUTO DELLA COMUNICAZIONE E LA RELAZIOnE CHE C’È TRA CHI COMUNICA SONO LEGATI, ogni contenuto comunicato implica un messaggio che esprime la relazione sociale tra le persone coinvolte…Questo assioma spiega il perchè di litigi su argomenti banali - NON è in discussione il contenuto della comunicazione, ma la relazione tra i partecipanti.
  3. TERZO ASSIOMA: IL MODO DI INTERPRETARE UNA COMUNICAZIONE DIPENDE DA COME VIENE PUNTEGGIATA LA SEQUENZA DELLE COMUNICAZIONI FATTE, ogni individuo continua a mantenere il proprio punto di vista.
  4. Quarto assioma: LE PERSONE SONO IN GRADO di COMUNICARE SIA IN MODO ANALOGICO CHE IN MODO DIGITALE:
  • La comunicazione verbale è digitale perché si basa su parole che vengono utilizzate secondo regole logiche (sintassi), consentendo di rappresentare fenomeni/oggetti senza che ci sia un rapporto con essi
  • La comunicazione non verbale è analogica ——> tanto significato, poca sintassi

GLI EFFETTI SOCIALI DEI MASS MEDIA

  • L’AGO IPODERMICO

Questa teoria nasce negli anni 40 e viene chiamata così perché paragona i media a una

siringa che inietta informazioni direttamente nel pubblico. L’idea è che le persone

assorbono passivamente i messaggi dei mass media senza interpretarli o metterli in

discussione

Ad esempio, se un giornale o una TV dice che un politico è bravo, secondo questa teoria le

persone lo crederebbero automaticamente, senza riflettere o confrontarsi con altre

fonti

Questa visione però è troppo semplicistica, perchè non tiene conto del fatto che

ognuno reagisce in modo diverso ai messaggi in base alla propria esperienza e alle

proprie idee.

  • L’AUDIENCE ANALYSIS

Nasce quindi l’analisi del pubblico, che tiene conto dei PPI (processi psicologici individuali).

Ogni persona interpreta i messaggi in base a fattori personali, quali le proprie

esperienze e convinzioni, emozioni ecc..

  • DALLA MANIPOLAZIONE ALLA PERSUASIONE

Per far funzionare una pubblicità, una campagna elettorale o un informazione, bisogna

capire come le persone percepiscono i messaggi.

Questo dipende da quattro processi selettivi:

1. MOTIVAZIONE: Non tutte le informazioni interessano a tutti

2. ESPOSIZIONE SELETTIVA: Non tutti hanno la stessa predisposizione a ricevere un

messaggio (se odio la pubblicità, cercherò di evitarla)

3. PERCEZIONE SELETTIVA: Le persone interpretano i messaggi in base alle proprie idee

ed esperienze

4. COMPRENSIONE E MEMORIZZAZIONE SELETTIVA: Non tutti ricordano i messaggi nello

stesso modo (dopo un dibattito politico, alcuni ricorderanno solo gli errori di un

candidato, altri solo i suoi punti di forza)

i

TEORIADEGLIEFFETTILIMITATI^ dimostrachel'influe

deimediaèmeno

potentediquantosipensasse

DA McLUHAN A DE KERCKHOVE

MCLUHAN: la ti rende le persone passive

kerckhove: i media digitali sono interattivi e cambiano il modo di pensare

EDUCARE ALLA MULTIMEDIALITÀ

Nel mondo di oggi, i media digitali sono una realtà fondamentale che non può essere ignorata, soprattutto nell’educazione. La scuola e gli insegnanti devono integrare i nuovi strumenti tecnologici, non sostituendo la didattica tradizionale, ma affiancandola per offrire nuove opportunità di apprendimento. L’educazione alla multimedialità significa insegnare agli studenti a usare i media in modo critico e consapevole, sia nel tempo libero che a scuola. Questo percorso deve partire da una dimensione ludica e pratica, per poi arrivare gradualmente a sviluppare competenze più complesse. Gli studenti devono imparare a:

  • usare gli strumenti digitali con consapevolezza,
  • interpretare i messaggi dei media in modo critico,
  • organizzare il proprio tempo nell’ambiente digitale,
  • interagire in modo responsabile nei contesti virtuali. Ma la multimedialità non riguarda solo l’apprendimento: è una nuova forma di comunicazione che convive con quelle tradizionali. Non elimina il valore di un libro o di una conversazione faccia a faccia, ma offre nuove possibilità di interazione e informazione. Vivere la multimedialità significa riconoscere questa evoluzione e sfruttarla al meglio, senza farsi sopraffare o perdere il senso critico. I media digitali possono essere strumenti straordinari per l’educazione, purché vengano usati in modo consapevole e responsabile.