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Una panoramica dettagliata dei mercati azionari, inclusi i mercati regolamentati, MTF e OTF, e il concetto di best execution. Viene inoltre discusso l'ammissione a quotazione su MTA e i relativi requisiti, oltre a una breve introduzione a AIM Italia, MIV e altri mercati alternativi al MTA.
Tipologia: Sintesi del corso
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Con l’abolizione dell’obbligo di concentrazione degli scambi voluto dalla direttiva Mifid gli scambi possono realizzarsi in uno o più delle diverse possibili sedi di negoziazioni ( trading venus ). I luoghi nei quali è possibile negoziare un medesimo strumento finanziario risultano numerosi, con la conseguenza che le condizioni di liquidità possono risultare penalizzanti a motivo della frammentazione degli scambi su più mercati. Allo scopo di limitare detti rischi, la normativa pone in capo all’intermediario l’obbligo di garantire l’esecuzione dell’ordine alle migliori condizioni possibili ( best execution ): all’intermediario compete cioè di porre in essere tutte le azioni necessarie per ottenere il miglior risultato possibile per il cliente. Per best execution si intende l’insieme delle azioni compiute da un intermediario al fine di garantire le migliori condizioni di esecuzione delle proposte di negoziazione ricevute dai clienti; migliori condizioni che hanno riguardo, tra l’altro, al prezzo dello strumento, ai costi e alla rapidità di esecuzione dell’ordine e alle procedure di regolamento. A questo punto, diviene necessario esporre una schematica ed essenziale classificazione dei vari mercati secondari attivi in Italia, distinguendo innanzitutto tra mercati regolamentati e mercati non regolamentati. mercato regolamentato è un sistema multilaterale che consente o facilita l’incontro, al suo interno e in base a regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, ammessi alla negoziazione conformemente alle regole del mercato stesso, in modo da dare luogo a contratti, e che è gestito da una società di gestione, è autorizzato e funziona regolarmente. In esso è prevista la standardizzazione degli strumenti oggetto di scambio; mercato non regolamentato è un mercato nella quale le negoziazioni non sono multilaterali ma lo si più pensare come un mercato dei dealer dove gli scambi avvengono in maniera bilaterale. A differenza del mercato regolamentato in esso vi è un alto grado di personalizzazione degli strumenti oggetto di scambio. Accanto ai mercati regolamentati opera una pluralità di mercati alternativi, che la normativa distingue tra:
al prezzo al quale vi è la minore differenza fra il volume degli acquisti e delle vendite; al prezzo più vicino al prezzo di riferimento precedente a parità di quantità e ineseguito; al prezzo più elevato in caso estremo di parità delle altre condizioni b) la fase di validazione funzioni di tipo contabile e non negoziale; durante tale fase, gli operatori non possono accedere al sistema telematico. Se è stato possibile determinare un prezzo teorico di asta, il sistema procede, ad accertarne la validità, se supera la percentuale di variazione massima stabilita, viene attivata la fase di asta di volatilità per un intervallo di tempo stabilito da Borsa Italiana. c) la fase di asta vera e propria di apertura oppure di chiusura, anche in questo caso così denominate se, rispettivamente, all’inizio o al termine della seduta di Borsa. Incrocio ordini a prezzo di asta d’apertura. I mercati azionari alternativi al mercato telematico azionario (MTA) sono:
o segmento Real Estate Investment Companies, in cui sono negoziate le azioni del Real Estate Investment Companies. b) segmento riservato ai soli investitori professionali in cui sono negoziati gli strumenti finanziari delle Special Investment Vehicles (SIV), società la cui politica di investimento non prevede un sufficiente livello di diversificazione, fra cui le SPAC, e società la cui politica di investimento si caratterizza in termini di particolare complessità, fra cui i veicoli multi-strategy. La SPAC è una società che facilita e accelera il processo di IPO di una PMI che ha un elevato potenziale di crescita. In particolare, è una società che viene costituita con il fine di darsi un periodo (massimo 2 anni) per andare ad individuare una nuova società target (PMI) per acquisirla. Attraverso l’acquisizione, gli consentirà in maniera agevole di raccogliere capitale e poi la fa quotare. Nel dettaglio, il procedimento di quotazione avviene nel seguente modo: individuazione/negoziazione società target; annuncio del Business Combination all’assemblea ordinaria/straordinaria della SPAC; approvazione o no dell’acquisizione In caso di approvazione, gli azionisti che hanno votato sì diventano azionisti dell’azienda target che viene quotata via fusione. Agli azionisti che hanno votato no, viene restituita la liquidità detenuta nell’escrow account. In caso di non approvazione, non ci sarà nessuna nuova acquisizione con la conseguenza dello scioglimento della SPAC. Anche in questo caso avverrà la restituzione agli azionisti della liquidità detenuta nell’escrow account.
Un metodo alternativo per calcolare il rendimento dell’indice è quello di considerare il valore iniziale e finale dell’indice. Il valore iniziale è dato dalla sommatoria delle capitalizzazioni di
rendimento dell’indice è dato dalla differenza tra il valore finale ed iniziale diviso il valore iniziale. Una variazione dell’indice value weighted consiste nel considerare, anziché tutte le azioni in circolazione soltanto quelle effettivamente negoziabili e quindi il flottante. Negli indici ponderati per il flottante, il peso è fissato in funzione dell’ammontare di azioni negoziabili sul mercato. In particolare, sono escluse dal flottante le partecipazioni di entità superiori al 5% di un singolo azionista, a meno che non si tratti di fondo pensione, fondo comune di investimento o SICAV. In questo modo si va ad includere in misura maggiore l’elemento di effettiva liquidità delle società che fanno parte dell’indice nel calcolo del valore del rendimento dell’indice stesso. Con il metodo price weighted il peso attribuito ad un titolo è pari al valore unitario della singola azione. La variazione percentuale complessiva dell’indice è pari a una media ponderata delle variazioni dei singoli titoli in cui il peso di ogni titolo è pari al rapporto fra il prezzo del titolo stesso e la somma dei prezzi. Questo indice è spesso criticato perché non considera il maggior valore che l’investitore avrebbe se andasse a calcolare la capitalizzazione di mercato. La strategia di questo indice è quella di acquistare lo stesso numero di azioni per ciascun titolo. Un metodo alternativo per calcolare il rendimento dell’indice è quello di considerare il valore iniziale e finale dell’indice. In questo caso sia il valore iniziale che quello finale sono calcolati come media aritmetica dei prezzi dei titoli. Il rendimento sarà dato dalla differenza tra il valore finale e quello iniziale diviso il valore finale. Il metodo equally weighted è una semplice media aritmetica delle variazioni dei titoli. Si assegna il medesimo peso ad ogni impresa, indipendentemente dal suo peso e dalla sua rilevanza sul mercato. Questi indici implicitamente seguono una strategia contrarian, cioè quella strategia che va ad acquistare titoli che stanno andando male perché ci si aspetta un’inversione di tendenza e viceversa. Alcuni indici mondiali sono: Dow Jones Industrial Average è una media aritmetica (aggiustata) dei prezzi delle azioni, ovvero la somma dei prezzi divisa per il numero dei titoli. Si propone come indice rappresentativo dell’intero mercato azionario americano; Nikkei 225 è un indice “price weighted”: ogni titoli pesa sull’indice in proporzione al suo prezzo. Le azioni che compongono il paniere sono i 225 titoli più scambiati della prima sezione del TSE; Dj Euro Stoxx 50 l’indice è costruito ponderando il peso dei 50 titoli del paniere in base alle capitalizzazioni flottanti degli stessi. È composto dai 50 titoli rappresentativi dei principali comparti azionari e quotati presso le borse dei paesi facenti parte dell’area Euro. Gli indici più importanti in termini di capitalizzazione di mercato per l’area degli Stati Uniti Italia sono: a) S&P 500 Index (USA) affinché una società possa essere ammessa nel calcolo sono previsti specifici requisiti, cioè: o la capitalizzazione deve essere di almeno $5.3;
o liquidità che garantisca un prezzo ragionevole di scambio. A tal fine è peraltro interessante notare la richiesta di un flottante di almeno il 50%; o financial viability, ovvero la somma degli utili riportati negli ultimi 4 trimestri deve essere positiva; o domicilio: si deve trattare ovviamente di società americane, cioè società sotto la giurisdizione della SEC, quotate al NYSE o al NASDAQ, con una porzione significativa di assets e revennues in America. Da un punto di vista matematica, il valore dell’indice è dato dal rapporto tra la capitalizzazione totale di mercato aggiustata per il flottante e un divisore. In formula:
i
Il numeratore è dato dalla somma dei prodotti tra prezzo e numero azioni calcolati per ogni
Il denominatore è un divisore che serve per scalare l’indice in modo da renderlo più intellegibile. b) FTSE MIB è l’indice di riferimento del mercato azionario italiano. Questo indice, che rappresenta circa l’80% della capitalizzazione di mercato, è composto da azioni di primaria dimensione e liquidità appartenenti al mercato azionario italiano. I criteri di selezione delle azioni sono: o performance di 40 azioni quotate su Borsa Italiana con l’obiettivo di replicare la composizione settoriale del mercato azionario italiano; o l’indice è ricavato partendo dall’insieme di tutte le azioni quotate sui mercati MTA e MIV di Borsa Italiana; o le singole azioni possono avere un peso massimo del 15%; o liquidità che garantisca un prezzo ragionevole di scambio L’indice FTSE MIB è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato corretta per il flottante. La capitalizzazione di mercato ponderata sulla base del flottante è stabilita tramite il fattore IWF (peso di investibilità):
Le azioni che compongono l’indice FTSE MIB sono corrette per il flottante ed eventuali restrizioni al possesso da parte di investitori esteri.