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Capitolo 7-8: Mercati Azionari - Best Execution, Mercati Regolamentati, MTF e OTF, Sintesi del corso di Economia E Tecnica Dei Mercati Finanziari

Una panoramica dettagliata dei mercati azionari, inclusi i mercati regolamentati, MTF e OTF, e il concetto di best execution. Viene inoltre discusso l'ammissione a quotazione su MTA e i relativi requisiti, oltre a una breve introduzione a AIM Italia, MIV e altri mercati alternativi al MTA.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 24/04/2021

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CAPITOLO 7-8 “I MERCATI AZIONARI”
Con l’abolizione dell’obbligo di concentrazione degli scambi voluto dalla direttiva Mifid gli scambi
possono realizzarsi in uno o più delle diverse possibili sedi di negoziazioni (trading venus).
I luoghi nei quali è possibile negoziare un medesimo strumento finanziario risultano numerosi, con
la conseguenza che le condizioni di liquidità possono risultare penalizzanti a motivo della
frammentazione degli scambi su più mercati.
Allo scopo di limitare detti rischi, la normativa pone in capo all’intermediario l’obbligo di garantire
l’esecuzione dell’ordine alle migliori condizioni possibili (best execution): all’intermediario compete
cioè di porre in essere tutte le azioni necessarie per ottenere il miglior risultato possibile per il
cliente. Per best execution si intende l’insieme delle azioni compiute da un intermediario al fine di
garantire le migliori condizioni di esecuzione delle proposte di negoziazione ricevute dai clienti;
migliori condizioni che hanno riguardo, tra l’altro, al prezzo dello strumento, ai costi e alla rapidità
di esecuzione dell’ordine e alle procedure di regolamento.
A questo punto, diviene necessario esporre una schematica ed essenziale classificazione dei vari
mercati secondari attivi in Italia, distinguendo innanzitutto tra mercati regolamentati e mercati non
regolamentati.
mercato regolamentato è un sistema multilaterale che consente o facilita l’incontro, al
suo interno e in base a regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita
di terzi relativi a strumenti finanziari, ammessi alla negoziazione conformemente alle regole
del mercato stesso, in modo da dare luogo a contratti, e che è gestito da una società di
gestione, è autorizzato e funziona regolarmente. In esso è prevista la standardizzazione
degli strumenti oggetto di scambio;
mercato non regolamentato è un mercato nella quale le negoziazioni non sono
multilaterali ma lo si più pensare come un mercato dei dealer dove gli scambi avvengono in
maniera bilaterale. A differenza del mercato regolamentato in esso vi è un alto grado di
personalizzazione degli strumenti oggetto di scambio.
Accanto ai mercati regolamentati opera una pluralità di mercati alternativi, che la normativa
distingue tra:
1) sistemi di negoziazione multilaterale (o Multilateral Trading Facilities – MTF) si
intende la gestione di sistemi multilaterali che consentono l’incontro, al loro interno ed in
base a regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a
strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti. Essi si distinguono in due tipologie:
a) primary MTF in esso è possibile quotarsi in maniera del tutto analoga ai mercati
regolamentati. I requisiti richiesti ai fini della quotazione tendono ad essere meno
rigorosi rispetto a quelli dei mercati regolamentati. Inoltre, non è richiesto che gli
strumenti siano già ammessi alla negoziazione anche in un mercato regolamentato.
Né è richiesto che venga predisposto un prospetto di quotazione come è, invece,
previsto dalla normativa che riguarda i mercati regolamentati;
b) secondary MTF mercati gestiti e organizzati in maniera tale che in essi avvenga
solo degli scambi su strumenti finanziari che siano già ammessi alla negoziazione di
uno o più mercati regolamentati. L’ammissione alle negoziazioni può avvenire
anche in assenza di un’autorizzazione da parte dell’emittente. In essi non avviene la
quotazione.
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Scarica Capitolo 7-8: Mercati Azionari - Best Execution, Mercati Regolamentati, MTF e OTF e più Sintesi del corso in PDF di Economia E Tecnica Dei Mercati Finanziari solo su Docsity!

CAPITOLO 7-8 “I MERCATI AZIONARI”

Con l’abolizione dell’obbligo di concentrazione degli scambi voluto dalla direttiva Mifid gli scambi possono realizzarsi in uno o più delle diverse possibili sedi di negoziazioni ( trading venus ). I luoghi nei quali è possibile negoziare un medesimo strumento finanziario risultano numerosi, con la conseguenza che le condizioni di liquidità possono risultare penalizzanti a motivo della frammentazione degli scambi su più mercati. Allo scopo di limitare detti rischi, la normativa pone in capo all’intermediario l’obbligo di garantire l’esecuzione dell’ordine alle migliori condizioni possibili ( best execution ): all’intermediario compete cioè di porre in essere tutte le azioni necessarie per ottenere il miglior risultato possibile per il cliente. Per best execution si intende l’insieme delle azioni compiute da un intermediario al fine di garantire le migliori condizioni di esecuzione delle proposte di negoziazione ricevute dai clienti; migliori condizioni che hanno riguardo, tra l’altro, al prezzo dello strumento, ai costi e alla rapidità di esecuzione dell’ordine e alle procedure di regolamento. A questo punto, diviene necessario esporre una schematica ed essenziale classificazione dei vari mercati secondari attivi in Italia, distinguendo innanzitutto tra mercati regolamentati e mercati non regolamentati.  mercato regolamentato  è un sistema multilaterale che consente o facilita l’incontro, al suo interno e in base a regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, ammessi alla negoziazione conformemente alle regole del mercato stesso, in modo da dare luogo a contratti, e che è gestito da una società di gestione, è autorizzato e funziona regolarmente. In esso è prevista la standardizzazione degli strumenti oggetto di scambio;  mercato non regolamentato  è un mercato nella quale le negoziazioni non sono multilaterali ma lo si più pensare come un mercato dei dealer dove gli scambi avvengono in maniera bilaterale. A differenza del mercato regolamentato in esso vi è un alto grado di personalizzazione degli strumenti oggetto di scambio. Accanto ai mercati regolamentati opera una pluralità di mercati alternativi, che la normativa distingue tra:

  1. sistemi di negoziazione multilaterale (o Multilateral Trading Facilities – MTF )  si intende la gestione di sistemi multilaterali che consentono l’incontro, al loro interno ed in base a regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti. Essi si distinguono in due tipologie: a) primary MTF  in esso è possibile quotarsi in maniera del tutto analoga ai mercati regolamentati. I requisiti richiesti ai fini della quotazione tendono ad essere meno rigorosi rispetto a quelli dei mercati regolamentati. Inoltre, non è richiesto che gli strumenti siano già ammessi alla negoziazione anche in un mercato regolamentato. Né è richiesto che venga predisposto un prospetto di quotazione come è, invece, previsto dalla normativa che riguarda i mercati regolamentati; b) secondary MTF  mercati gestiti e organizzati in maniera tale che in essi avvenga solo degli scambi su strumenti finanziari che siano già ammessi alla negoziazione di uno o più mercati regolamentati. L’ammissione alle negoziazioni può avvenire anche in assenza di un’autorizzazione da parte dell’emittente. In essi non avviene la quotazione.
  1. sistemi organizzati di negoziazione (o Organized Trading Facilities – OTF )  è un sistema multilaterale diverso da un mercato regolamentato e da un sistema multilaterale di negoziazione che consente l’interazione tra interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a obbligazioni, strumenti finanziari strutturati, quote di emissione e strumenti derivati, in modo da dare luogo a contratti. Si tratta di una piattaforma di negoziazione più semplice rispetto al mercato regolamentato ed al sistema multilaterale di negoziazione, in quanto privo di una struttura specifica e svincolato dalla disciplina prevista per gli altri sistemi;
  2. internalizzatori sistematici  sono imprese di investimento che in modo organizzato, frequente, sistematico e sostanziale negoziano per conto proprio eseguendo gli ordini del cliente al di fuori di un mercato regolamentato, di un sistema multilaterale di negoziazione o di un sistema organizzato di negoziazione senza gestire un sistema multilaterale. L’intermediario fornisce quotazioni in acquisto e in vendita irrevocabili che valgono solo nei confronti dei clienti dell’intermediario. Gli obblighi di quotazione riguardano soltanto gli strumenti liquidi. Infine, esistono delle ulteriori possibilità che sono prevalentemente delle piattaforme nelle quali avvengono gli scambi soprattutto per investitori professionali e qualificati, perché presuppongono uno scambio di grandi quantità, chiamate dark pools. Il termine dark pool indica una borsa elettronica dove è possibile effettuare operazioni in modo anonimo e senza rendere pubblici i prezzi nonché i quantitativi delle azioni scambiate. Borsa Italiana gestisce sei mercati che presentano le caratteristiche comune di essere tutti accessibili agli investitori retail. Tra di essi è possibile individuare il mercato telematico azionario (MTA). Su di esso sono quotate e negoziate azioni (ordinarie, privilegiate e di risparmio), le obbligazioni convertibili, diritti di opzione e warrant delle società per azioni italiane quotate. All’interno del MTA, oltre al segmento standard, è presente un segmento STAR (Titoli ad Alti Requisiti) dove sono ammesse le azioni di società di medie dimensioni che si impegnano a rispettare requisiti di eccellenza in termini di liquidità, di informativa societaria e si corporate governance. L’ammissione a quotazione su MTA e la permanenza sul mercato dipendono dal rispetto di alcuni requisiti sia formarli sia sostanziali. Tra i requisiti formali, sono richiesti una capitalizzazione minima di 40 milioni di euro e un flottante di almeno il 25%. I requisiti sostanziali riguardano la capacità della società di creare valore per gli azionisti, ovvero: una chiara strategia, un buon posizionamento competitivo, la sostenibilità finanziaria e l’autonomia gestionale. Il segmento STAR è dedicato alle medie imprese con capitalizzazione compresa tra 40 milioni e 1 miliardo di euro. I requisiti di eccellenza si concretizzano in una serie di richieste alle società quotate. Specificamente:
  3. LIQUIDITA’ o capitalizzazione compresa tra 40 milioni e 1 miliardo di euro; o flottante pari ad almeno il 35% del capitale; o presenza di uno specialist
  4. TRASPARENZA E COMUNICAZIONE

 al prezzo al quale vi è la minore differenza fra il volume degli acquisti e delle vendite;  al prezzo più vicino al prezzo di riferimento precedente a parità di quantità e ineseguito;  al prezzo più elevato in caso estremo di parità delle altre condizioni b) la fase di validazione  funzioni di tipo contabile e non negoziale; durante tale fase, gli operatori non possono accedere al sistema telematico. Se è stato possibile determinare un prezzo teorico di asta, il sistema procede, ad accertarne la validità, se supera la percentuale di variazione massima stabilita, viene attivata la fase di asta di volatilità per un intervallo di tempo stabilito da Borsa Italiana. c) la fase di asta vera e propria  di apertura oppure di chiusura, anche in questo caso così denominate se, rispettivamente, all’inizio o al termine della seduta di Borsa. Incrocio ordini a prezzo di asta d’apertura. I mercati azionari alternativi al mercato telematico azionario (MTA) sono:

  1. AIM Italia  è un mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese italiane con alto potenziale di crescita. Il mercato dall’accorpamento dei mercati AIM Italia e MAC. A differenza del MAC, il mercato AIM Italia è accessibile anche agli investitori non professionali. In fase di ammissione non è richiesta la pubblicazione di un prospetto informativo e successivamente non è richiesta la pubblicazione dei resoconti trimestrali di gestione. Il mercato si basa sulla presenza di un intermediario finanziario con funzioni specifiche denominato Nominated Adviser ( NOMAD ). Il NOMAD è incaricato di valutare l’appropriatezza della società ai fini dell’ammissione e in seguito di assisterla, guidarla e accompagnarla per tutto il periodo di permanenza sul mercato. I vantaggi che una piccola- media impresa ha nel quotarsi in questo mercato sono: a) requisiti di accesso semplificati rispetto al mercato principale  non è prevista una dimensione minima o massima della società in termini di capitalizzazione e, per quanto riguarda il flottante, è sufficiente una soglia minima del 10%. Non sono previsti requisiti particolari in tema di corporate governance, così come non sono previsti requisiti economico-finanziari specifici. b) centralità del NOMAD c) rapidità e costi contenuti d) visibilità internazionale  le imprese potranno accedere a un mercato realmente globale, beneficiando di visibilità internazionale e godendo della credibilità conquistata dall’AIM inglese e dai mercati di Borsa Italiana
  2. MIV – Mercato degli Investment Vehicles è un mercato regolamentato con gli stessi requisiti dell’MTA creato con l’obiettivo di offrire liquidità ai veicoli di investimento. E’ il mercato di riferimento per la quotazione di fondi e veicoli societari che investono in strumenti di economia reale. Esso si suddivide in due segmenti: a) segmento retail  che fa riferimento al: o segmento fondi chiusi, in cui sono negoziate le quote di fondi chiusi mobiliari e immobiliari; o segmento Investment Companies, in cui sono negoziate le azioni delle Investment Companies;

o segmento Real Estate Investment Companies, in cui sono negoziate le azioni del Real Estate Investment Companies. b) segmento riservato ai soli investitori professionali  in cui sono negoziati gli strumenti finanziari delle Special Investment Vehicles (SIV), società la cui politica di investimento non prevede un sufficiente livello di diversificazione, fra cui le SPAC, e società la cui politica di investimento si caratterizza in termini di particolare complessità, fra cui i veicoli multi-strategy. La SPAC è una società che facilita e accelera il processo di IPO di una PMI che ha un elevato potenziale di crescita. In particolare, è una società che viene costituita con il fine di darsi un periodo (massimo 2 anni) per andare ad individuare una nuova società target (PMI) per acquisirla. Attraverso l’acquisizione, gli consentirà in maniera agevole di raccogliere capitale e poi la fa quotare. Nel dettaglio, il procedimento di quotazione avviene nel seguente modo:  individuazione/negoziazione società target;  annuncio del Business Combination all’assemblea ordinaria/straordinaria della SPAC;  approvazione o no dell’acquisizione In caso di approvazione, gli azionisti che hanno votato sì diventano azionisti dell’azienda target che viene quotata via fusione. Agli azionisti che hanno votato no, viene restituita la liquidità detenuta nell’escrow account. In caso di non approvazione, non ci sarà nessuna nuova acquisizione con la conseguenza dello scioglimento della SPAC. Anche in questo caso avverrà la restituzione agli azionisti della liquidità detenuta nell’escrow account.

  1. MTA International  dedicato alla negoziazione di azioni di emittenti di diritto estero già negoziate in altri mercati regolamentati comunitari. Le principali caratteristiche sono: o nel segmento possono essere ammesse alle negoziazioni, senza la necessità di produrre un prospetto informativo, le azioni già quotate su un altro mercato regolamentato europeo da più di 18 mesi; o è prevista una specifica procedura di ammissione; o le ammissioni di titoli sull’MTA saranno comunicate con un apposito avviso di Borsa, che riporterà la data di inizio delle relative negoziazioni e altri dettagli Inizialmente questo mercato si chiamava MTA International ed in realtà era un segmento dell’MTA limitato alle società europee che erano già quotate in un altro mercato. Attualmente, invece, esiste un vero e proprio mercato che si chiama global equity market. Il nuovo consenso regolamentare è più flessibile e ha consentito a Borsa Italiana di ampliare l’attuale offerta quotando nuovi titoli con un iter più breve. Gli strumenti finanziari devono essere ammessi alle negoziazioni in mercati OCSE. La liquidità del mercato è molto elevata e sarà sostenuta da nuovi specialists. Oltre ai mercati azionari ci sono anche altri mercati con altri strumenti. I principali sono:  mercato ETFplus  è un mercato dove sono negoziati gli ETP, strumenti di risparmio gestito in parte simile ai fondi comuni di investimento. Questo mercato ha delle tecniche e orari di negoziazione simile a quello dell’MTA;  mercato IDEM  dove vengono negoziati gli strumenti derivati

Un metodo alternativo per calcolare il rendimento dell’indice è quello di considerare il valore iniziale e finale dell’indice. Il valore iniziale è dato dalla sommatoria delle capitalizzazioni di

mercato di ciascun titolo, mentre, il valore finale è dato dalla capitalizzazione in t + 1. In tal modo, il

rendimento dell’indice è dato dalla differenza tra il valore finale ed iniziale diviso il valore iniziale. Una variazione dell’indice value weighted consiste nel considerare, anziché tutte le azioni in circolazione soltanto quelle effettivamente negoziabili e quindi il flottante. Negli indici ponderati per il flottante, il peso è fissato in funzione dell’ammontare di azioni negoziabili sul mercato. In particolare, sono escluse dal flottante le partecipazioni di entità superiori al 5% di un singolo azionista, a meno che non si tratti di fondo pensione, fondo comune di investimento o SICAV. In questo modo si va ad includere in misura maggiore l’elemento di effettiva liquidità delle società che fanno parte dell’indice nel calcolo del valore del rendimento dell’indice stesso. Con il metodo price weighted il peso attribuito ad un titolo è pari al valore unitario della singola azione. La variazione percentuale complessiva dell’indice è pari a una media ponderata delle variazioni dei singoli titoli in cui il peso di ogni titolo è pari al rapporto fra il prezzo del titolo stesso e la somma dei prezzi. Questo indice è spesso criticato perché non considera il maggior valore che l’investitore avrebbe se andasse a calcolare la capitalizzazione di mercato. La strategia di questo indice è quella di acquistare lo stesso numero di azioni per ciascun titolo. Un metodo alternativo per calcolare il rendimento dell’indice è quello di considerare il valore iniziale e finale dell’indice. In questo caso sia il valore iniziale che quello finale sono calcolati come media aritmetica dei prezzi dei titoli. Il rendimento sarà dato dalla differenza tra il valore finale e quello iniziale diviso il valore finale. Il metodo equally weighted è una semplice media aritmetica delle variazioni dei titoli. Si assegna il medesimo peso ad ogni impresa, indipendentemente dal suo peso e dalla sua rilevanza sul mercato. Questi indici implicitamente seguono una strategia contrarian, cioè quella strategia che va ad acquistare titoli che stanno andando male perché ci si aspetta un’inversione di tendenza e viceversa. Alcuni indici mondiali sono:  Dow Jones Industrial Average  è una media aritmetica (aggiustata) dei prezzi delle azioni, ovvero la somma dei prezzi divisa per il numero dei titoli. Si propone come indice rappresentativo dell’intero mercato azionario americano;  Nikkei 225  è un indice “price weighted”: ogni titoli pesa sull’indice in proporzione al suo prezzo. Le azioni che compongono il paniere sono i 225 titoli più scambiati della prima sezione del TSE;  Dj Euro Stoxx 50  l’indice è costruito ponderando il peso dei 50 titoli del paniere in base alle capitalizzazioni flottanti degli stessi. È composto dai 50 titoli rappresentativi dei principali comparti azionari e quotati presso le borse dei paesi facenti parte dell’area Euro. Gli indici più importanti in termini di capitalizzazione di mercato per l’area degli Stati Uniti Italia sono: a) S&P 500 Index (USA)  affinché una società possa essere ammessa nel calcolo sono previsti specifici requisiti, cioè: o la capitalizzazione deve essere di almeno $5.3;

o liquidità che garantisca un prezzo ragionevole di scambio. A tal fine è peraltro interessante notare la richiesta di un flottante di almeno il 50%; o financial viability, ovvero la somma degli utili riportati negli ultimi 4 trimestri deve essere positiva; o domicilio: si deve trattare ovviamente di società americane, cioè società sotto la giurisdizione della SEC, quotate al NYSE o al NASDAQ, con una porzione significativa di assets e revennues in America. Da un punto di vista matematica, il valore dell’indice è dato dal rapporto tra la capitalizzazione totale di mercato aggiustata per il flottante e un divisore. In formula:

Index Level =

i

Pi ∗ Qi

Divisor

Pi è il prezzo della generica società i e Qi è il numero di azioni della generica società i.

Il numeratore è dato dalla somma dei prodotti tra prezzo e numero azioni calcolati per ogni

società. Qi è calcolato tenendo conto delle sole azioni scambiabili. Viene quindi calcolato

per ogni società un Investable Weight Factor (IWF) utilizzato per rettificare il Qi. Quindi,

Qi = IWF × numero totale azioni. L’indice viene rivisto trimestralmente.

Il denominatore è un divisore che serve per scalare l’indice in modo da renderlo più intellegibile. b) FTSE MIB  è l’indice di riferimento del mercato azionario italiano. Questo indice, che rappresenta circa l’80% della capitalizzazione di mercato, è composto da azioni di primaria dimensione e liquidità appartenenti al mercato azionario italiano. I criteri di selezione delle azioni sono: o performance di 40 azioni quotate su Borsa Italiana con l’obiettivo di replicare la composizione settoriale del mercato azionario italiano; o l’indice è ricavato partendo dall’insieme di tutte le azioni quotate sui mercati MTA e MIV di Borsa Italiana; o le singole azioni possono avere un peso massimo del 15%; o liquidità che garantisca un prezzo ragionevole di scambio L’indice FTSE MIB è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato corretta per il flottante. La capitalizzazione di mercato ponderata sulla base del flottante è stabilita tramite il fattore IWF (peso di investibilità):

IWF = 100 %− somma delle % delle partecipazioni azionarie possedute dagli azionisti rilevanti

Le azioni che compongono l’indice FTSE MIB sono corrette per il flottante ed eventuali restrizioni al possesso da parte di investitori esteri.