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Capire i Terremoti: Cause, Effetti e Strategie di Prevenzione, Guide, Progetti e Ricerche di Scienze della Terra

terremoti - terremoti

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2015/2016

Caricato il 26/10/2016

Utente sconosciuto
Utente sconosciuto 🇮🇹

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I terremoti
I terremoti sono vibrazioni naturali del suolo dovute
alla improvvisa liberazione di energia di energia
meccanica accumulatasi nella litosfera. Questo
accumulo si ottiene in quanto le placche
litosferiche (grandi porzioni in cui è divisa la
litosfera terrestre) si muovono reciprocamente
creando zone di tensione che portano a volte alla
fratturazione della litosfera e alla liberazione
dell’energia accumulata sotto forma di onde
elastiche. Il punto in profondità in cui si generano
queste onde si chiama ipocentro, mentre il punto in
superficie situato sulla verticale all’ipocentro si
chiama epicentro ed è quello che viene raggiunto
per primo dalle onde sismiche. Queste onde che
come già detto partono dall’ipocentro sono circolari
ma, giunte nell’epicentro, si scompongono in due
componenti: una
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I terremoti

I terremoti sono vibrazioni naturali del suolo dovute

alla improvvisa liberazione di energia di energia

meccanica accumulatasi nella litosfera. Questo

accumulo si ottiene in quanto le placche

litosferiche (grandi porzioni in cui è divisa la

litosfera terrestre) si muovono reciprocamente

creando zone di tensione che portano a volte alla

fratturazione della litosfera e alla liberazione

dell’energia accumulata sotto forma di onde

elastiche. Il punto in profondità in cui si generano

queste onde si chiama ipocentro, mentre il punto in

superficie situato sulla verticale all’ipocentro si

chiama epicentro ed è quello che viene raggiunto

per primo dalle onde sismiche. Queste onde che

come già detto partono dall’ipocentro sono circolari

circolare che genera scosse sussultorie e una

orizzontale che genera scosse ondulatorie. La

componente verticale delle onde sismiche è tanto

maggiore quanto più si è vicini all’epicentro, quella

orizzontale è tanto maggiore quanto più si è lontani

dall’epicentro. La durata delle scosse è breve ma

molto varia, così come molto diversa è l’intensità di

un terremoto.

Le cause dei terremoti possono essere :

  • (^) crolli o frane
  • (^) esplosioni sotterranee ; queste prime due cause

sono più rare e danno sismi deboli

  • (^) eruzioni vulcaniche, causate dal movimento del

magma, danno sismi deboli nelle eruzioni effusive,

violenti nelle esplosive

  • (^) Tettonici, quando si formano fratture della litosfera a

causa delle forti tensioni a cui è sottoposta la

litosfera; sono quelli più frequenti e spesso violenti e

quasi mai si presentano isolati, ma in sciami

Così dall’ipocentro si libera l’energia sotto forma di calore e di scossa sismica,la cui forza e durata dipende dalla quantità di energia accumulatasi in decine o centinaia di anni. Questa scossa è detta principale e può essere a volte preceduta da deboli scosse dette premonitrici e seguita da serie di scosse meno intense dette repliche, che si possono protrarre anche per anni. Altre volte si può avere uno sciame sismico cioè una serie di scosse di simile intensità in cui l’energia si scarica più gradualmente. Dopo un evento sismico si crea una nuova situazione di equilibrio lungo la faglia che si è formata e , se la faglia rimane attiva cioè se permangono le tensioni sui blocchi rocciosi, si ricomincia ad accumulare energia elastica e quindi si creano nuovamente le condizioni per un altro terremoto. Se l’energia accumulata viene scaricata frequentemente si hanno sismi frequenti ma meno intensi , altrimenti saranno più violenti.

L’interpretazione di un sismogramma è piuttosto complessa perché bisogna tenere conto di molte variabili ,ma permette di conoscere la posizione dell’epicentro, la profondità dell’ipocentro e le potenza del terremoto. La posizione dell’epicentro si calcola considerando che le onde P ed S, pur essendo generate nello stesso punto (ipocentro), si muovono a velocità una (onde P) doppia dell’altra (onde S). Su tutta la superficie terrestre sono distribuiti numerosissimi sismografi sempre attivi. Se le onde P ed S arrivano ad un sismografo con velocità simili significa che la distanza che hanno percorso è piccola e non ha differenziato di molto l’arrivo delle due onde: ciò si verifica quando la stazione di rilevamento è vicina all’epicentro; se invece i due tipi di onde arrivano abbastanza distanziate significa che la stazione di rilevamento è distante dall’epicentro.

La forza di un terremoto può essere determinata con due scale sismiche: la scala delle intensità e la scala delle magnitudo. La scala delle intensità più usata è la scala MCS detta semplicemente scala Mercalli dal nome dello scienziato che ideò questo metodo. Questa scala assegna ad ogni sisma un grado di intensità espresso da un valore numerico (da 1 a 12 in numeri romani) corrispondente agli effetti delle scosse e al livello di distruzione causato alle costruzioni, alle persone e animali, all’ambiente naturale e agli oggetti in uso. L’intensità di un sisma è data dai massimi danni provocati in una regione, dato che l’intensità decresce allontanandosi dall’epicentro. I valori di intensità registrati in una zona interessata da un terremoto,possono essere riportati su una carta geografica ; i punti ad essi corrispondenti una volta uniti danno luogo a delle linee curve chiuse dette isosisme.

Le isosisme dovrebbero essere circolari ma sono irregolari

a causa delle diverse rocce che le onde sismiche

incontrano, facendole deviare. I geologi utilizzano le

isosisme proprio per avere informazioni sul tipo di

formazioni rocciose presenti in una zona.

I limiti della scala di intensità sono determinati dalla sua

scarsa oggettività, in quanto essa non esprime una

misura dell’energia del sisma, ma dà una descrizione

dei danni provocati. Gli effetti del terremoto possono

essere, a parità di energia liberata, molto diversi a

seconda del terreno, del tipo di abitazioni, della densità

di popolazione, addirittura dell’ora in cui esso avviene.

La scala delle magnitudo è invece un metodo scientifico

in quanto misura l’energia liberata da un terremoto,

considerando l’ampiezza delle onde sismiche registrate

scossa è più debole del terremoto standard, uguale a 0 se l’ampiezza delle oscillazioni è la stessa del terremoto standard. Essendo la Richter una scala logaritmica, aumentando di un’unità di magnitudo si ha un’ampiezza delle onde sismiche 10 volte maggiore. Riguardo ai terremoti si può fare solo una previsione probabilistica, cioè si può calcolare la probabilità che essi si verifichino (pericolo sismico). Per fare ciò si raccolgono i dati sui terremoti avvenuti in passato, si raggruppano i sismi per intensità e magnitudo e si elaborano carte di pericolosità sismica che statisticamente diano idea della probabilità di avere un evento sismico. Inoltre si possono monitorare le faglie attive per rilevare eventuali cambiamenti del suolo. Riguardo ai terremoti sono considerati segnali premonitori

le variazioni di volume, microfratture, variazioni di livello del terreno o dell’acqua delle falde acquifere o aumento di concentrazione del radon. Sia il pericolo sismico che i segnali premonitori possono far ipotizzare che si verificherà un terremoto, ma non quando e con quale intensità. Visto che la previsione dei terremoti, nei modi e nei tempi, rimane attualmente imprecisa, la via migliore per limitare i danni di un eventuale terremoto rimane la prevenzione. In base al livello di rischio sismico di una data regione si dovrebbero realizzare costruzioni con norme antisismiche (scelta dei terreni e dei materiali da utilizzare e caratteristiche costruttive degli edifici) ed elaborare piani di evacuazione e di soccorso in modo da evitare soprattutto perdite di vite umane. L’Italia e tutta l’area mediterranea è geologicamente molto attiva, infatti, oltre alla presenza di vulcani attivi,