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L’origine dei sismi è legata alle immani forze connesse alle zolle crostali che sono in lento perenne movimento reciproco e in questo moto determinano tensioni e rotture di grandi masse rocciose.Il terremoto è un fenomeno natuale e ricorrente ma non periodico.Proprio per la sua non rigorosa perioditicità rimane materialmente imprevedibile,mentre a causa della sua ricorrenza in aree note risulta statisticamente probabile.Analizzando il rapporto tra sforzo e deformazione conseguente,si può dire che alla fase elastica segue la fase clastica.Il sisma quindi non è che l’effetto di un rilascio improvviso di energia,localmente accumulata nelle masse rocciose,a causa delle forze che agiscono all’interno della Terra.La pressione,o sforzo,a intensità crescente,produce una deformazione inizialmente elastica che arriva sino alla rottura e alla conseguente liberazione di energia in grado di frantumare la roccia e generare una serie di onde elastiche.Quando l’energia potenziale accumulata supera la soglia d’equilibrio,essa si trasforma in energia cinetica.Avviene allora la violenta frattura delle rocce lungo il principale piano di rottura;i due blocchi scivolano l’uno contro l’altro provocando un forte scuotimento generale,con liberazione locale di calore. È la fase detta di rimbalzo elastico.L’improvvisa liberazione di energia determina la scossa principale,talvolta preceduta da una serie di microscosse,che i sismologi chiamano scosse premonitrici.Alla scossa principale seguono rotture di minore entintà che producono le cosiddette repliche(scosse di assestamento).Se l’energia accumulata non è stata scaricata adeguatamente,le forze sismogenetiche continuano la loro azione e determinano una una serie di sismi,detta ciclo sismico. Natura dei terremoti I terremoti fin qui descritti vengono di solito definiti tettonici e sono i più comuni.La faglia sismogenetica può intersecare il suolo terrestre e manifestarsi in superficie con una sorta di gradino.Quando invece non c’è evidenza superficiale si parla di faglia cieca.esistono anche sismi di altra natura:quelli vulcanici,ossia originati da grandi eruzioni vulcaniche o dovuti allo sprigionamento di gas accumulati nei magmi più profondi e quelli di crollo provocati dal cedimento di cavità sotterranee. Le onde sismiche La rottura che avviene tra le masse rocciose libera energia e questa si propaga in tutte le direzioni in una serie di onde sferiche che arrivano fino alla superficie.Il punto fisico dove avviene il movimento è detto ipocentro o fuoco sismico.La proiezione dell’ipocentro sulla superficie terrestre è detta epicentro.Alle onde d’urto liberatesi diamo il nome di onde sismiche.Ne esistono di due tipi:profonde,che si muovono all’interno del pianeta,e superficiali che si muovono appunto lungo la superficie.Le onde profonde sono a loro volta distinguibili in:
La registrazione delle scosse I primi semplici sismoscopi erano in grado solamente di registrare il verificarsi di un sisma e la direzione da cui provenivano le scosse.Uno dei più antichi strumenti di questo tipo è quello attribuito all’astronomo italiano Cacciatore,consistente in un vaso ripieno fino all’orlo di mercurio:ogni oscillazione faceva versare lungo apposite scanalature il materiale,in proporzione diretta alla violenza del moto.Apparecchi simili furono costruiti dai cinesi basati sui sistemi di sfere in equilibrio che cadevano al sopraggiungere delle scosse.Concettualmente il prototipo del sismografo a bilanciamento è costituito da un peso,vincolato a una molla,libero di oscillare solo in una direzione,per evitare segnali confusi.Essendo il braccio mobile in una sola componente,sarà necessario disporre di tre sismografi per poter ottenere una registrazione nelle tre direzioni dello spazio:ciascun sismografo è collegato a una penna scrivente su un rotolo di carta in continuo movimento o a un altro sistema di trascrizione.Il risultato di questa traccia viene detto sismogramma e fornisce molte indicazioni sull’evento rilevato.Innanzi tutto ci dice l’ora esatta del sisma,la distanza tra le onde P e le onde S,localizzazione epicentro. La misura dei terremoti Il terremoto come fenomento naturale è oggetto di osservazione e di misura finalizzate a scopi scientifici.Per misura i sismi vi sono delle precise scale di misura. La scala richter Una di queste misura la magnitudo,ossia la grandezza dell’energia emessa.La magnitudo viene desunta dall’ampiezza dell’oscillazione del terreno e dalla distanza del punto di osservazione dall’epicentro.Il valore della magnitudo è una funzione logaritmica in base dieci della massima ampiezza d’onda sismica misurata in millimetri.Essendo una scala logaritmica,ogni grado corrisponde a un aumento di dieci volte dell’ampiezza,ma di trenta volte della potenza liberata. La scala Mercalli Un'altra grandezza importante è l’intensità sismica.Con questo termine si intende l’effetto antropico del terremoto,cioè la sua azione sulle strutture umane.Il sismologo napoletano Giuseppe Mercalli elaborò una scala che convenzionalmente divise in dieci parti.A ognuna attribuì effetti crescenti sull’uomo e le sue costruzioni,in modo da permettere una descrizione,sia pur soggettiva,dei fatti.In seguito la scala fu modificata da Cancani e Sieberg per includervi gli effetti sulle strutture nin cemento armato. Altre scale e grandezze Nell’Europa occidentale la scala Mercalli-Cancani-Sieberg è oggi quella più largamente impiegata,mentre in altre parti del mondo se ne usa una analoga detta scala MSK e in Giappone è utilizzata la scala Omori.Ufficialmente in Europa è adottata la European Macroscopic Scale elaborata nel 1992.Tutte queste scale di misura dell’intensità dei sismi sono tra loro sostanzialmente simili.Va detto che tra magnitudo e intensità non vi è un legame diretto e le scale si equivalgono perché misurano grandezze ben diverse.Un dato scientifico di particolare interesse è rappresentato dalla misura dell’accelerazione del suolo,che agisce sugli oggetti in senso negativo spingendoli verso l’alto.Per misurare tali accelerazioni si utilizzano degli apparecchi specifici detti accelerografi e tra questi di particolare importanza sono quelli per moti violenti.Gli accelerogrammi prendono come misura di riferimento il valore g della gravità terrestre. Per quanto riguarda invece la misura del magnitudo,questo e l’intensità vengono usate alternativamente a seconda degli scopi che ci si prefigge,siano essi sociali o applicativi.I sismologi tracciano sulle carte linee di uguale intensità o uguale magnitudo,le isosiste o isosisme ,che racchiudono le aree tra loro omogenee entro curve