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Questa lezione introduttiva al mondo dei virus spiega la loro origine etimologica, la loro scoperta e le loro caratteristiche distintive. Vengono descritti i diversi tipi di virus, come i batteriofagi e quelli che infettano cellule eucariotiche, e il loro modo di riprodursi, che può avvenire attraverso la via lisogenica o la via litica. Vengono inoltre illustrate le strutture di un batteriofago e di un virus animale, e un esempio dettagliato del ciclo vitale di un batteriofago.
Tipologia: Temi
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La parola virus deriva dal latino e significa veleno. Infatti nell’antica Roma il virus si pensava fosse un veleno di origine animale in grado di trasmettersi attraverso l’aria e responsabile di parecchie malattie. Con la nascita della microbiologia (ricerche di Pasteur e Koch nel XIX secolo) si pensò che i responsabili di queste malattie fossero i batteri. Successivamente si scoprì che non tutte le malattie, come la rabbia e il vaiolo, erano legate a dei batteri, ma che queste dovevano Dipendere da agenti infettivi più piccoli. I primi virus furono isolati intorno al 1930 da piante di tabacco infettate dal virus del mosaico del tabacco e questi apparvero come dei cristalli.
I virus sono molto diversi rispetto agli altri microorganismi. Essi non sono dotati di meccanismi in grado di estrarre energia dall’ambiente, non devono espellere rifiuti e in generale non possiedono le tipiche strutture cellulari che permettono ad un organismo vivente di essere autonomo.
Sono costituiti da un involucro proteico, chiamato capside, all’interno del quale è contenuto l’acido nucleico
I virus non possiedono la classica organizzazione cellulare Possiedono materiale genetico ma, mentre le altre cellule contengono migliaia di geni (un lievito ne contiene 6000), un virus può contenere meno di 10 geni.
(^) Virus che infettano i batteri, chiamati batteriofagi (^) In base al tipo di cellula infettata i virus si distinguono in: (^) Virus che infettano le cellule eucariotiche: Virus animali:
Virus vegetali:
I Batteriofagi
L’infezione virale si può realizzare mediante due modalità principali: VIA LITICA VIA LISOGENA Meno frequente. Durante questa fase il virus s’integra nel genoma della cellula ospite rimanendo in uno stato latente. Per un evento esterno (trauma meccanico, stress) il DNA virale viene rilasciato e cominciano a prodursi nuove particelle virali. La più frequente. Vengono prodotte subito nuove particelle virali che lisano la cellula per infettare altri ospiti. Esempio 2 Esempio 1
Ciclo litico di un batteriofago
Esempio di Ciclo lisogeno
Fotografia al Microscopio Elettronico Trascrittasi inversa Involucro lipoproteico RNA Rivestimenti proteici Proteine virali per l’aggancio alla cellula Rappresentazione schematica della struttura del virus Trascrittasi inversa Involucro lipoproteico RNA Rivestimenti proteici Proteine virali per l’aggancio alla cellula
Virus HIV
Adenoviridae Mastadenovirus Adenovirus umano Alcune forme tumorali Filoviridae Filovirus Virus Ebola Febbre emorragica Hepadnaviridae Hepadnavirus (^) Virus dell'epatite B Epatite B Herpesviridae Herpes-simplexvirus Herpes simplex tipo 1 e 2 Herpes facciale e genitale Orthomyxoviridae Influenzavirus Virus dell'influenza tipo A, B, C e D Influenza Paramyxoviridae Paramyxovirus Virus della parotite Parotite Retrovirida Lentivirus^ HIV Sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) ESEMPI PIU’ COMUNI DI FAMIGLIE DI VIRUS