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Identità e devianza., Appunti di Sociologia

Spiegazione delle principali caratteristiche dell'identità individuale e descrizione della devianza.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 21/06/2023

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davide-franchi-9 🇮🇹

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Sociologia generale: 14/03/2023
I processi di socializzazione hanno si una funzione generale, ma a loro volta le funzioni possono dare almeno
due chiavi di lettura diversa:
-funzionalista: (Parsons) la socializzazione serve al buon funzionamento della società e al suo mantenimento
nel tempo; perché la società si mantenga nel tempo è necessario che gli individui si comportino
coerentemente con i valori del sistema. Vengono dati valori e motivazioni per comportarsi bene proprio
attraverso questi processi di socializzazione. In questa prospettiva abbiamo una lettura positiva riguardante i
processi di socializzazione.
-conflittualista: (marxista) dà una visione molto simile a quella funzionalista, confermando che la
socializzazione serve a mantenere l’ordine sociale, solo che ne danno una visione negativa, dove l’ordine
sociale esistente è ingiusto; ingiustizia data dallo sfruttamento di una classe sull’altra. Viene trasmessa una
falsa coscienza da una generazione all’altra.
Ivan Illich, studioso marxista, si occupa della scuola, sostenendo che esista un programma occulto della
scuola; la scuola propone di per sé un programma esplicito, ma non è questa la cosa più importante della
scuola, in quanto in un sistema capitalista si fanno imparare altre cose senza che siano scritte nei programmi
ministeriali, come: rispettare orari, ruoli, si eseguono i compiti assegnati, si impara la disciplina, si impara
l’accettazione acritica dell’ordine esistente; si imparano quelle cose fondamentali per essere dei bravi
operai. La soluzione secondo Illich sta nel fatto che la società debba essere descolarizzata: ha bisogno di
inventare un modello educativo diverso da quello esistente.
Altro concetto da segnalare è la “risocializzazione”: quando avviene un passaggio radicale nell’esperienza di
un individuo, che fa sì che le regole e i modi che una persona hanno di vivere in una società
improvvisamente non valgono più; bisogna quindi dimenticare i vecchi modi e imparare i nuovi modi di
socializzare, di vivere in una società. Un aspetto di questo tipo è spesso traumatico (come se l’individuo
entra in carcere, oppure fa un incidente e rimane in sedia a rotelle, oppure quando si entra in una setta /
esercito) la risocializzazione può essere legata però anche a un fenomeno migratorio, dove spostandomi
devo imparare le regole della nuova società; nella risocializzazione l’apprendimento è consapevole.
Ultimo concetto che menzioniamo è la socializzazione anticipata. (Merton)
L’abbiamo menzionata nei gruppi di riferimento; la socializzazione anticipata è il tentativo di far parte di un
gruppo del quale io non sono ancora membro. Apprendere le regole di un gruppo, prima di farci parte, è
una socializzazione anticipatoria.
IDENTITA
L’identità di un individuo è data dall’insieme di caratteristiche che lo rendono unico e distinto da tutte le
altre persone; l’identità è poi legata alla socializzazione.
L’identità permette anche di individuare una continuità in tutto il corso di vita di una persona, quando alcuni
elementi che ci contraddistinguono cambiano nel tempo; ma chi decide l’identità di un individuo?
Nel definire chi sono io conta la percezione che io ho di me e quello che io dico di me, ma conta anche
quello che gli altri dicono di me; è definita quindi in parte da noi stessi e in parte dalla visione che gli altri
hanno di una persona. Con la percezione che io ho di me posso orientare la percezione degli altri, ma la
percezione che gli altri hanno di me può orientare la mia visione.
Distinguiamo poi due identità:
1) Identità formale: tipico della società moderna e contemporanea; identità che ogni società
complessa attribuisce a tutti i suoi appartenenti per rendere possibile il funzionamento della società
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Sociologia generale: 14/03/ I processi di socializzazione hanno si una funzione generale, ma a loro volta le funzioni possono dare almeno due chiavi di lettura diversa:

  • funzionalista: (Parsons) la socializzazione serve al buon funzionamento della società e al suo mantenimento nel tempo; perché la società si mantenga nel tempo è necessario che gli individui si comportino coerentemente con i valori del sistema. Vengono dati valori e motivazioni per comportarsi bene proprio attraverso questi processi di socializzazione. In questa prospettiva abbiamo una lettura positiva riguardante i processi di socializzazione.
  • conflittualista: (marxista) dà una visione molto simile a quella funzionalista, confermando che la socializzazione serve a mantenere l’ordine sociale, solo che ne danno una visione negativa, dove l’ordine sociale esistente è ingiusto; ingiustizia data dallo sfruttamento di una classe sull’altra. Viene trasmessa una falsa coscienza da una generazione all’altra. Ivan Illich , studioso marxista, si occupa della scuola, sostenendo che esista un programma occulto della scuola; la scuola propone di per sé un programma esplicito, ma non è questa la cosa più importante della scuola, in quanto in un sistema capitalista si fanno imparare altre cose senza che siano scritte nei programmi ministeriali, come: rispettare orari, ruoli, si eseguono i compiti assegnati, si impara la disciplina, si impara l’accettazione acritica dell’ordine esistente; si imparano quelle cose fondamentali per essere dei bravi operai. La soluzione secondo Illich sta nel fatto che la società debba essere descolarizzata: ha bisogno di inventare un modello educativo diverso da quello esistente. Altro concetto da segnalare è la “risocializzazione”: quando avviene un passaggio radicale nell’esperienza di un individuo, che fa sì che le regole e i modi che una persona hanno di vivere in una società improvvisamente non valgono più; bisogna quindi dimenticare i vecchi modi e imparare i nuovi modi di socializzare, di vivere in una società. Un aspetto di questo tipo è spesso traumatico (come se l’individuo entra in carcere, oppure fa un incidente e rimane in sedia a rotelle, oppure quando si entra in una setta / esercito) la risocializzazione può essere legata però anche a un fenomeno migratorio, dove spostandomi devo imparare le regole della nuova società; nella risocializzazione l’apprendimento è consapevole. Ultimo concetto che menzioniamo è la socializzazione anticipata. (Merton) L’abbiamo menzionata nei gruppi di riferimento; la socializzazione anticipata è il tentativo di far parte di un gruppo del quale io non sono ancora membro. Apprendere le regole di un gruppo, prima di farci parte, è una socializzazione anticipatoria. IDENTITA’ L’identità di un individuo è data dall’insieme di caratteristiche che lo rendono unico e distinto da tutte le altre persone; l’identità è poi legata alla socializzazione. L’identità permette anche di individuare una continuità in tutto il corso di vita di una persona, quando alcuni elementi che ci contraddistinguono cambiano nel tempo; ma chi decide l’identità di un individuo? Nel definire chi sono io conta la percezione che io ho di me e quello che io dico di me, ma conta anche quello che gli altri dicono di me; è definita quindi in parte da noi stessi e in parte dalla visione che gli altri hanno di una persona. Con la percezione che io ho di me posso orientare la percezione degli altri, ma la percezione che gli altri hanno di me può orientare la mia visione. Distinguiamo poi due identità:
    1. Identità formale: tipico della società moderna e contemporanea; identità che ogni società complessa attribuisce a tutti i suoi appartenenti per rendere possibile il funzionamento della società

stessa. (nella società italiana, per esempio, l’identità formale è data dal codice fiscale; stesso vale per l’ambiente universitario, dove l’identità formale è data dal numero di matricola)

  1. Identità come riconoscimento personale: insieme dei tratti distintivi della nostra persona; elementi oggettivi e soggettivi, che ci caratterizzano. (oggettivi: quando sono nato, dove sono nato; soggettivi: mi considero simpatico, bravo a calcio o meno ecc.) L’identità è data da status e ruoli, dalle appartenenze, dalle uguaglianze e dalle diversità. La definizione stessa di identità è propria dell’epoca contemporanea, in quanto prima non si consideravano le persone nella loro individualità e nelle loro differenze. (nell’età primitiva erano tutti sostanzialmente uguali, per esempio) Esistono contesti dove l’identità può essere valorizzata e altri dove può essere invece negata; la nostra società contemporanea richiede che in alcuni ambiti venga limitata l’identità personale. Quando definiamo la nostra identità lo facciamo per somiglianze e differenze, in quanto l’identità ha senso in una collettività. (ha senso chiedersi “chi sono io?” se non esistono altri esseri umani oltre a me?) DEVIANZA Ogni società per funzionare deve avere norme; (usi, costumi, convenzioni, diritto e società politica-norme giuridiche) quando entriamo a far parte di una società dobbiamo imparare le norme per vivere nella società e, le norme sono uno dei contenuti dei processi di socializzazione, dove imparo norme della società dove vivo, facendole mie, imparando che devono essere rispettate. La società deve trasmettere l’idea che le norme vanno rispettate perché sono necessarie per coordinare l’azione dell’individuo; queste possono rendere prevedibile l’azione degli altri. Le persone tendenzialmente rispettano le norme per due motivi:
  2. Controllo esterno: le norme vengono rispettate perché altrimenti paghiamo le conseguenze delle nostre azioni; il controllo esterno non è però sufficiente.
  3. Controllo interno: le persone rispettano le norme anche perché ritengono che queste norme siano giuste, quindi non solo per paura delle ripercussioni. Nessuna norma resisterebbe in una società se si attuasse solo controllo esterno. La devianza è quindi il mancato rispetto di una norma sociale. Il crimine è invece la violazione di un tipo specifico di norme: le norme giuridiche; il crimine è una sorta di sottoinsieme della devianza. Mentre, tendenzialmente, ogni atto criminale è anche deviante, esistono tantissimi atti devianti che non sono criminali. Nella definizione di devianza c’è un elemento di oggettività, ma anche di soggettività: le norme formali sono qualcosa di oggettivo, ma non è detto che le norme informali, soggettive, siano meno forti delle norme formali; quindi, non per forza, certi comportamenti sono obbligatoriamente devianti. Nel momento in cui qualcuno commette un atto deviante qualcosa non ha funzionato nella socializzazione.