Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Igiene Generale e Applicata: Lezione 1 - Infezioni e Profilassi, Appunti di Microbiologia E Batteriologia

Appunti presi a lezione con dispense date dal docente

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 15/06/2022

martina-santoriello
martina-santoriello 🇮🇹

4.8

(4)

2 documenti

1 / 30

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Igiene generale e applicata Professoressa Di Giovanni
1
Igiene generale
Lezione 1 – Epidemiologia delle malattie infettive
Cosa sono le malattie infettive? Per malattie infettive si intende quando si ha una condizione patologica
provocata da organismi viventi.
Ciò non costituisce l’inevitabile conseguenza del contatto di un microrganismo con il macrorganismo.
Da questo contatto possono derivare:
Contaminazione: transitoria e autolimitata presenza del microrganismo su cute o mucose
Infezione: implica l’attiva moltiplicazione e l’impianto del microrganismo
Colonizzazione se non provoca danni
Malattia infettiva se oltre alla colonizzazione si aggiungono alterazioni
La malattia infettiva è il risultato di complesse interazioni tra almeno tre variabili:
Microrganismi
Ambiente
Ospite
Dal punto di vista antropocentrico i microorganismi possono essere classificati come:
Saprofiti: quando il loro habitat naturale è l’ambiente
Commensali: quando vivono sui tegumenti (es: flora batterica)
Parassiti: quando sono in grado di aggredire l’ospite
Caratteristiche dei microrganismi
Patogenicità: capacità di causare danno all’ospite che si esprime con lo stato di malattia. Dipende
dall’invasività e dalla tossigenicità delle diverse specie microbiche.
Virulenza: diverso grado con cui la patogenicità si esprime
Infettività: capacità del microrganismo patogeno di penetrare, attecchire e modificarsi
Contagiosità: capacità di un microrganismo patogeno di passare da un soggetto recettivo (nel caso
di un vaccino o aver contratto la malattia, si acquisiscono gli anticorpi) ad un altro
Abbiamo parlato delle caratteristiche dei microrganismi ma non di cosa sono:
Esistono situazioni di microrganismi “buoni” che possono approfittare di determinate situazioni e si
definiscono microrganismi opportunisti le malattie opportuniste sono un grosso problema per la salute
pubblica.
Ospite
È dotato di meccanismi di difesa, alcuni di questi vengono definiti 1° barriera, cute e mucose con la loro
struttura, secrezione e i microrganismi commensali che le colonizzano; e altri di 2° barriera, costituito dal
sistema immunitario: immunità cellulo-mediata e umorale.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e

Anteprima parziale del testo

Scarica Igiene Generale e Applicata: Lezione 1 - Infezioni e Profilassi e più Appunti in PDF di Microbiologia E Batteriologia solo su Docsity!

Igiene generale

Lezione 1 – Epidemiologia delle malattie infettive

Cosa sono le malattie infettive? Per malattie infettive si intende quando si ha una condizione patologica provocata da organismi viventi.

Ciò non costituisce l’inevitabile conseguenza del contatto di un microrganismo con il macrorganismo. Da questo contatto possono derivare:

  • Contaminazione : transitoria e autolimitata presenza del microrganismo su cute o mucose
  • Infezione : implica l’attiva moltiplicazione e l’impianto del microrganismo → Colonizzazione  se non provoca danni → Malattia infettiva  se oltre alla colonizzazione si aggiungono alterazioni

La malattia infettiva è il risultato di complesse interazioni tra almeno tre variabili:

  • Microrganismi
  • Ambiente
  • Ospite

Dal punto di vista antropocentrico i microorganismi possono essere classificati come:

  • Saprofiti : quando il loro habitat naturale è l’ambiente
  • Commensali : quando vivono sui tegumenti (es: flora batterica)
  • Parassiti : quando sono in grado di aggredire l’ospite

Caratteristiche dei microrganismi

→ Patogenicità: capacità di causare danno all’ospite che si esprime con lo stato di malattia. Dipende dall’invasività e dalla tossigenicità delle diverse specie microbiche. → Virulenza: diverso grado con cui la patogenicità si esprime → Infettività: capacità del microrganismo patogeno di penetrare, attecchire e modificarsi → Contagiosità: capacità di un microrganismo patogeno di passare da un soggetto recettivo (nel caso di un vaccino o aver contratto la malattia, si acquisiscono gli anticorpi ) ad un altro

Abbiamo parlato delle caratteristiche dei microrganismi ma non di cosa sono:

Esistono situazioni di microrganismi “buoni” che possono approfittare di determinate situazioni e si definiscono microrganismi opportunisti  le malattie opportuniste sono un grosso problema per la salute pubblica.

Ospite

È dotato di meccanismi di difesa, alcuni di questi vengono definiti 1° barriera , cute e mucose con la loro struttura, secrezione e i microrganismi commensali che le colonizzano; e altri di 2° barriera , costituito dal sistema immunitario: immunità cellulo-mediata e umorale.

STUDIO DELLE MALATTIE INFETTIVE

Per studiare le malattie infettive dobbiamo prendere in considerazione alcuni fattori:

  • Sorgenti e serbatoi → Uomo malato, portatore, riserve animali e inanimate
  • Vie di penetrazione → Congiuntive, apparati respiratorio, gastroenterico, genito-urinario (varia)
  • Vie di trasmissione → Contatto diretto, goccioline, veicoli, vettori
  • Vie di eliminazione → Apparati respiratorio, gastroenterico, genito-urinario

Sorgenti di infezione

Le sorgenti di infezione sono quei mezzi animati dai quali l’agente passa direttamente o indirettamente all’ospite. Vengono considerati soggetti di infezione:

  • Uomo malato
  • Portatore – non è malato ma è in grado di passare la malattia → Precoce – elimina l’agente patogeno già nel periodo di incubazione (infezione apparente)  Soggetto asintomatico ma contagioso → Convalescente – si è ammalato ma è guarito clinicamente ma continua a diffondere i germi patogeni per un periodo più o meno breve  Non ha segni di malattia/sintomi → Sano – quando è esposto al contagio e pur essendo in ottima salute diventa sorgente di infezione  Il portatore sano è quello più pericoloso per l’uomo → Cronico – elimina l’agente patogeno per tutta la vita dopo la guarigione (es: febbre tifoide). Tale condizione può essere conseguente anche ad infezioni clinicamente inapparenti o non diagnosticate

Serbatoio di infezione

La specie animale o vegetale o materiale organico inanimato in cui un agente infettivo di norma vive e esi moltiplica e da cui dipende primariamente per la sopravvivenza, riproducendo sé stesso in tale maniera da poter essere trasmesso ad un ospite suscettibile

Trasmissione verticale

La trasmissione verticale può avvenire attraverso la trasmissione del contagio dal genitore al figlio tramite:

  • Gameti
  • Via transplacentare
  • Immediatamente dopo la nascita

Esempi di malattie che si diffondono per trasmissione verticale:

SifilideToxoplasmosi : malattia trasmessa dagli animali domestici (es. cisti del gatto), il toxoplasma si può trovare anche nel terriccio → In caso di gravidanza  Nella “miglior ipotesi”  l’embrione non sopravvive → Contratta al di fuori della gravidanza non è un problema  Rosolia : è una specie di protozoo, è un’altra malattia infettiva [ vaccino – 3 dosi da bambino; 2 dosi adulto ] → Serbatoio  Gatti (particolarmente)

Fattori favorenti le infezioni

Diversi fattori propri dell’ospite o dell’ambiente in cui vive possono facilitare la trasmissione delle infezioni e il passaggio dello stato di infezione a quello di malattia.

I fattori possono essere:

  • Individuali – stress, immunodepressione, cancro
  • Ambientali – condizioni climatiche, contesto lavorativo, condizioni comportamentali, igieniche. → Basso livello socioeconomico (malnutrizione) → Inquinamento ambientale → Affollamento → Scarsa acqua potabile

Tali possono essere distinti in:

  • Biologici : tutte quelle condizioni che portano ad una diminuzione dei meccanismi di difesa (es. denutrizione)
  • Comportamentali

Profilassi

Si definisce profilassi l’insieme di tutte quelle misure da adottare per prevenire l’insorgenza e la diffusione delle malattie infettive.

Come fare profilassi?

  • Metodo diretto: → Distribuzione dei microrganismi (disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione) → Limitazione della diffusione dei microrganismi patogeni previo loro riconoscimento (inchiesta epidemiologica, accertamento diagnostico) → Rafforzamento delle difese dell’individuo nei confronti delle infezioni (vaccino)
  • Metodo indiretto: → Miglioramento delle condizioni sanitare individuali e collettive tramite misure di controllo degli ambienti di vita e di lavoro e di miglioramento della qualità dell’acqua e degli alimenti

Lezione 2 – Profilassi immunitaria

PROFILASSI IMMUNITARIA PASSIVA

Le sieroprofilassi possono essere divise in tre categorie:

  • Antibatterici
  • Antivirali
  • Antitossici

I primi sono stati completamente abbandonati, mentre quello antirabbico è l’unico siero antivirale tutt’ora utilizzato.

I più utilizzati sono i sieri antitossici (antibotulinico, anticarbonchioso e antitetanico).

Il motivo principale della loro desuetudine è nel rischio di reazioni allergiche pericolose  shock anafilattico

Metodo di somministrazione

→ Intramuscolo – I.M. → Endovena – E.V.

I sieri possono essere:

  • Eterologhi  sierimmuni
  • Omologhi  immunoglobuline umane → Si dividono in  Normali: varietà molto ampia di anticorpi (risultato di vaccini pregressi e infezioni naturalmente molto diffuse)  morbillo, epatite A  Specifiche o iperimmuni: si ottengono dal sangue di soggetti che sono stati ripetutamente immunizzati con un dato antigene, hanno acquisito alta concentrazione di anticorpo specifico  antiepatite B

Vaccini

La scienza dei vaccini è stata creata nel 1796 da Edward Jenner con la dimostrazione che si poteva prevenire il vaiolo umano, utilizzando un virus del vaiolo meno virulento (quello del vaiolo bovino).

Da cosa sono costituiti i vaccini? Sono costituiti da agenti infettivi patogeni che hanno perso il loro potere patogeno e conservano le loro proprietà immunogene.

Metodo di somministrazione

I.M.  si entra con l’ago cercando di avere un ingresso perpendicolare 90° 2,5 mm ago [ Come la maggior parte dei vaccini ]  Nei bambini piccoli, muscolo: coscia, vasto – laterale (muscolo più sviluppato)  Nell’adulto, muscolo: braccio (deltoide) → Intradermica  lunghezza ago 1,5 mm perpendicolare → Sottocutanea  inclinazione a 45°

Come preparare un vaccino?

Un vaccino può essere preparato in due modi diversi:

  • Attenuazione: microrganismo vivo ma “stordito”, ha perso la sua patogenicità → Vantaggi: risposta immunitaria più forte, no dosi successive → Svantaggi : rischio manifestazione clinica nella malattia nei soggetti immunodepressi
  • Inattivazione: microrganismo non attivo → Vantaggi : più sicuro → Svantaggi : risposta immunitaria meno forte, seconde dosi (richiami)

Vaccini preparati con prodotti batterici (tossine)

Sono utilizzati per la prevenzione di quelle patologie, come la difterite ed il tetano, il cui meccanismo di insorgenza è legato alla produzione di esotossine da parte da parte dei microrganismi responsabili.

Essi utilizzano le cosiddette anatossine (tossina privata dell’agente patogeno) che si preparano secondo la classica tecnica di Ramon che consiste nell’aggiungere formolo alla tossina che viene, poi, mantenuta a 38- 40°C per un mese.

Vaccini costituiti da proteine ottenute sinteticamente

Appartengono all’ultima generazione di vaccini, per la cui preparazione ci si avvale di tecniche sofisticate di ingegneria genetica tra cui quella del DNA ricombinante  clonare l’antigene s.

Esempio: vaccino epatite B: ottenuto clonando il gene dell’antigene HBsAg nel lievito Saccharomyces cerevisiae.

Per la loro realizzazione è necessario:

  • Identificare la proteina antigenica
  • Purificare e definire la sequenza amminoacidica
  • Identificare il gene ed inserirlo nel plasmide vettore
  • Inserire il vettore nella cellula ospite
  • Avere la crescita della cellula ospite
  • Purificare la proteina prodotta

Fanno parte dei vaccini:

Principi attivi – agenti immunizzanti  Principi inerti – conservanti, stabilizzanti, antibiotici, liquido di sospensione, adiuvanti (possono creare reazioni allergiche) → I primi tre servono per prevenire la crescita batterica o per stabilizzare l’antigene

Liquido di sospensione : nella maggior parte dei casi è costituito da una soluzione fisiologica sterile ma possono essere costituite anche da altro.

Adiuvanti : sostanze che aiutano gli antigeni a sviluppare una risposta immune precoce e di lunga durata.

Efficacia dei vaccini

I principali effetti della vaccinazione sono:

  • Effetto diretto: stimolazione delle difese specifiche e protezione del vaccinato dalla corrispondente malattia ( vaccini )
  • Effetto indiretto: riduzione della possibilità che il vaccinato colonizzi e diffonda alle persone, con cui viene in contatto, i microrganismi patogeni verso cui era stato immunizzato ( immunità di gregge )

Tutte quelle malattie che si prendono solitamente da bambini se presi in età adulta, si manifestano in maniera più grave e possono anche essere fatali.

Cosomministrazioni

La ricerca ha portato a un numero maggiore di vaccini a disposizione; ciò è stato possibile scegliendo due vie:

  • Vaccini combinati : combinazione di vaccini diversi nella stessa fiala → Vantaggi : una sola somministrazione in una sede
  • Cosomministrazioni : somministrazione simultanea, nella stessa seduta vaccinale, di vaccini diversi con siringhe diverse e in sedi diverse → Vantaggi : si recuperano le persone che non hanno fatto un determinato vaccino → Svantaggi : non viene effettuato in una sola sede

Vaccini obbligatori in Italia (10)

Vaccini raccomandati in Italia per categorie a rischio (gratuite)

Generalmente i vaccini vengono effettuati nei primi 3 mesi di vita del bambino, in quanto sfrutta gli anticorpi della madre per poi iniziare a produrre i propri.

C’è da sottolineare il fatto che alcuni vaccini non certificano una vera e propria immunità, c’è sempre la possibilità di ammalarsi ma attraverso la somministrazione del vaccino è possibile quantomeno “limitare i danni”, quindi è possibile contrarre la malattia in maniera non grave.

Controindicazioni dei vaccini

Vi sono alcune situazioni che possono controindicare l’esecuzione della vaccinazione.

Esistono infatti:

 Controindicazioni temporanee: situazioni temporanee che escludono la vaccinazione solo per il periodo in cui sono presenti ( malattie acute, vaccinazioni con virus vivo [30gg precedenti], terapia con farmaci che agiscono sul sistema immunitario )  Controindicazioni definitive: situazioni permanenti ( reazione allergiche a vaccini, affetto da malattia neurologiche in evoluzione, affetto da malattie congenite, allergico alle proteine dell’uovo, è allergico ad alcuni antibiotici quali streptomicina e neomicina )

Lezione 3 – Disinfezione e Sterilizzazione

Definiamo alcune parole:

La Sterilizzazione consiste nell’uccisione di tutti le forme microbiche presenti (spore in particolare), che possono essere contratte tramite agenti chimici o fisici.

  • Si va a costruire una sorta di membrana che isola il materiale (per esempio) da ciò che lo può uccidere. Nella membrana, i microrganismi sono in “letargo”

La Disinfezione consiste nella inattivazione di tutti i microrganismi patogeni, viene ottenuta tramite agenti chimici.

L’ Asepsi è una metodica che mira ad impedire l’apporto dei microrganismi su un substrato; ad esempio, in campo operatorio vengono utilizzati particolari dispostivi affinché non entrino microrganismi.

L’ Antisepsi invece, è una metodica che neutralizza l’azione di un microrganismo distruggendolo o inibendone la crescita sulla pelle, mucose o altri tessuti viventi.

Infine, la Sanificazione, si tratta della riduzione dei livelli di contaminazione microbica entro i limiti di sicurezza indicati dagli standard di sanità pubblica.

Preparazione del materiale

Per la preparazione del materiale bisogna seguire una serie di fasi:

  1. Decontaminazione del materiale
  2. Pulizia del materiale a. Lavaggio b. Risciacquo c. Asciugatura
  3. Selezione del processo di sterilizzazione (decisione che condiziona la fase di confezionamento)
  4. Confezionamento

Perché bisogna disinfettare prima della sterilizzazione? Perché la decontaminazione serve a tutelare l’operatore che dovrà poi fare il lavaggio.

Decontaminazione del materiale

Il decontaminante ha inoltre l'effetto di abbattere la carica microbica residente sullo strumento favorendo l'efficacia del processo di lavaggio.

Pulizia del materiale

Pulizia manuale - Lo strumento deve essere smontato, quando necessario, sottoposto a lavaggio e spazzolatura ponendo particolare attenzione a zigrinature, cavità, ed incastri.

Le spazzole utilizzate per il lavaggio dovranno essere sottoposte a lavaggio e disinfezione al termine dell’uso. Devono essere indossati guanti in gomma e dispositivi di protezione individuale per la protezione di occhi e corpo dal possibile contatto con materiale biologico. Il risciacquo dovrà essere effettuato con acqua corrente.

Fasi fondamentali

L’asciugatura è di fondamentale importanza al fine di consentire la corretta esposizione del materiale all’agente sterilizzante.

Pulizia meccanica - Attenersi alle indicazioni del produttore dell’apparecchiatura per il lavaggio dello strumentario.

Idoneità del materiale

Non devono essere sottoposti a sterilizzazione materiali che evidenzino: rotture, macchie, ruggine.

Confezionamento del materiale

Il confezionamento è essenziale per garantire l’efficacia del processo di sterilizzazione ed ha lo scopo di:

  • Conservare la sterilità dei materiali
  • Permette la penetrazione ed il contatto degli oggetti con gli agenti sterilizzanti
  • Ridurre il rischio di contaminazione al momento dell’apertura

Corretta sterilizzazione

Per una corretta sterilizzazione occorre indicare in ogni pacco:

  • Il contenuto – per la contabilità dei ferri chirurgici; in casi di emergenza serve sapere l’esatto numero dei ferri
  • La data di sterilizzazione e di scadenza – intesa come data di scadenza della busta, LA STERILIZZAZIONE NON SCADE
  • Il nome o la sigla codificata dell’operatore che ha effettuato il ciclo di sterilizzazione e/o confezionamento
  • Il numero ed il ciclo di sterilizzazione
  • L’indicatore utilizzato – sfruttano processi chimici – fisici e servono ad indicare se un materiale è sterile o meno  Sono etichette che cambiano colore, in base al colore si determina se il processo di sterilizzazione è andato a buon fine o meno

Per essere sicuri che la sterilizzazione sia avvenuta bisogna sempre controllare che le stufette siano collaudate per controllarne l’efficacia e per stabilire la durata dei tempi di sterilizzazione. Successivamente la regolarità dei cicli di sterilizzazione va continuamente monitorata attraverso di apparecchi di misura posti in ciascun apparecchio o attraverso prove fisiche, chimiche o microbiologiche.

 Alla fine di ogni ciclo di sterilizzazione ci sarà una sorta di ricevuta che attesta tutto ciò che è avvenuto all’interno della macchina.

L’etichetta, quindi, sarà una sorta di prova del nove; infatti, all’interno dello sterilizzatore con il processo o prendono colore o cambia scritta (es infetto/sterilizzato).

Per vedere se la sterilizzazione ha funzionato o meno si fa una prova microbiologica: si prendono delle spore termosensibili che vengono immesse nell’autoclave; se il processo è avvenuto correttamente, non si svilupperanno le spore. Si tratta di una prova più sicura che però porta via molto tempo; infatti, viene effettuata o al primo ciclo di disinfezione o quando la macchina rientra dalla manutenzione.

Tipi di etichette:

  • Etichette dry
  • Etichette steri
  • Nastro “High-Temp”
  • Strisce Timecard

Vengono utilizzati per la sterilizzazione dell’aria e dei piani di appoggio in ambienti protetti. Non può essere utilizzata in ambienti grandi con persone, poiché crea danni sulla pelle scoperta e sulle mucose. L’operatore deve coprire opportunamente tutto il corpo

  1. Raggi Gamma utilizzati per la sterilizzazione di materiale a perdere (monouso) già confezionato in buste di plastica impermeabili ai microbi [nelle fabbriche, raro in ospedale]
  2. Ossido di etilene viene utilizzato laddove non è possibile mettere un determinato materiale, che si altera con temperature alte, in autoclave. Questa sostanza chimica garantisce una sterilizzazione detta “a freddo”. Distrugge tutti i microrganismi grazie all’instabilità del ponte idrogeno. Esplica una notevole azione irritante sulle mucose e sulla pelle, mentre con l’aria forma miscele esplosive  PERICOLOSO (particolare attenzione ai materiali porosi che possono rilasciare gas nel tempo) [ALTAMENTE TOSSICO] L’efficacia della sterilizzazione è dovuta anche alla notevole capacità di penetrazione Il tempo necessario per l’eliminazione dei residui di gas dipende dalla natura del materiale e dal suo impiego:  4-8 ore di areazione: per materiale a contatto con la cute (vestiario)  72 ore di areazione: per materiali usati a contatto con le mucose (cateteri)  6 giorni di areazione: per materiali per uso endovasale (sonde endovenose, cateteri cardiaci)
  3. Gas plasma è il quarto stato della materia, il risultato dell’azione di un forte campo energetico sulla materia gassosa che viene disaggregata a livello molecolare, producendo una serie di particelle instabili (ioni, atomi, radicali liberi neutri, ecc.) altamente reattive. o Durata ciclo: 1.15 minuti -- Temperatura: 37°- 44°C

Disinfezione

Si tratta dell’inattivazione di tutti i microrganismi patogeni ottenuta mediante agenti chimici.

Distinguiamo:

  • Disinfezione di alto livello : inattivazione di tutti i batteri, virus e di alcune forme sporali
  • Disinfezione di medio livello : inattivazione di tutti i batteri, di alcuni virus ma non delle spore
  • Disinfezione di basso livello : inattivazione della maggioranza di batteri e virus ma non delle spore [quella che si ha in un laboratorio analisi]

Alogeni – cloro e iodio i più utilizzati

Il cloro può essere usato sotto forma gassosa o come composti inorganici ed organici. È attivo nei confronti di batteri, virus e spore ed è un potente ossidante, corrosivo nei confronti di alcuni metalli e della plastica.

Lo iodio ha azione ossidante. Generalmente utilizzato come soluzione alcolica (tintura di iodio) o come soluzione acquosa (liquido di Lugol). Quando è coniugato con detergenti sintetici non ionici forma composti detti iodofori.

Alcoli

Vengono correntemente utilizzati l’alcol etilico e l’alcol isopropilico che esplicano un intenso e rapido effetto battericida sulle cellule in forma vegetativa ma non hanno alcun effetto sulle spore.

[ALTAMENTE VOLATILE]

L’attività è massima quando sono diluiti in acqua al 50-60ù5: si usano quindi soluzioni al 70% per la disinfezione della pelle e dei termometri, ma bisogna tener presente che l’azione sui virus è scarsa e lenta.

  • L’alcol puro non è molto efficacie sui virus, per questo motivo viene utilizzata una parte acquosa

Aldeidi - formaldeide

Inizialmente venne utilizzata la formaldeide, che si scoprì essere cancerogeno, infatti, i vapori del composto sono irritanti e la tossicità per i tessuti rende necessario che il materiale sia accuratamente risciacquato prima dell’uso.

È impiegata come disinfettante e/o sterilizzante a freddo sia sotto forma liquida che gassosa.

Le indicazioni d’uso sono limitate alla sterilizzazione ambientale delle sale operatorie in caso di TBC polmonare aperta e carbonchio.

Successivamente venne utilizzata la gluteraldeide la quale è meno irritante e meno volatile della formaldeide e viene usata in soluzione acquosa per la disinfezione di strumentario medico vario.

È da 2 a 8 volte più attiva della formaldeide contro le spore e, in soluzione al 2%, esplica una energica azione disinfettante se è lasciata agire per 10-30 minuti, mentre assicura un effetto sterilizzante se è lasciata agire per 6-10 ore.

Fenoli

Il fenolo puro o acido fenico fu il primo disinfettante introdotto nella pratica chirurgica dell’antisepsi. Ha una spiccata azione antibatterica, nessun potere contro le spore e scarsa azione contro i virus mentre alcuni fenoli possono agire anche sui miceti.

L’acido fenico o fenolo puro è stato poi abbandonato sia per il suo costo, sia perché meno attivo di altri prodotti.

Molto usato è l’acido fenico grezzo solubilizzato con l’aggiunta di alcali e saponi: le creoline (saponi) fornite di una buona attività disinfettante ma emananti un forte odore sgradevole. Sono presenti in diversi preparati commerciali, spesso con l’aggiunta di essenze profumate, per la disinfezione delle mani, di oggetti e di superfici.

Saponi

Si producono trattando i grassi animali o vegetali con idrato sodico o con idrato di potassio. Hanno la proprietà di abbassare la tensione superficiale ed esplicano azione detersiva e sgrassante con cui si ottiene l’allontanamento meccanico di parte dei microrganismi presenti sulla pelle o su oggetti.

Detergenti sintetici

Si dividono in tre categorie:

 Non ionici  Anionici, cationici  Anfoteri

I detergenti non ionici e quelli anionici hanno scarso potere disinfettante, ma possiedono spiccato potere schiumogeno, emulsionante e detersivo. In particolare, i detergenti anionici sono utilizzati nella formulazione dei comuni detersivi usati in ambiente domestico.