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igiene industriale 2, Appunti di Medicina

Ripasso di igiene industriale più parte di industriale 2

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 17/02/2021

Marcoperseum
Marcoperseum 🇮🇹

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D. Lgs. 81/2008
Costituito da 306 articoli, suddivisi in 13 Titoli, e 51
Le misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori
sono:
a)la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;
b)la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in
modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda
nonche' l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro;
c)l'eliminazione dei rischi e, ove cio' non sia possibile, la loro riduzione al minimo in
relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;
d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione
dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di
lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro
monotono e di quello ripetitivo;
e)la riduzione dei rischi alla fonte;
f)la sostituzione di cio' che e' pericoloso con cio' che non lo e', o e' meno pericoloso;
g)la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere,
esposti al rischio;
h)l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;
i) la priorita' delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione
individuale;
l)il controllo sanitario dei lavoratori;
n) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari
inerenti la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra mansione;
o) l'informazione e formazione adeguate per i lavoratori;
p) l'informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;
q) l'informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza;
r) istruzioni adeguate ai lavoratori;
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D. Lgs. 81/

Costituito da 306 articoli, suddivisi in 13 Titoli, e 51

Le misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori

sono:

a)la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;

b)la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in

modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda

nonche' l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro;

c)l'eliminazione dei rischi e, ove cio' non sia possibile, la loro riduzione al minimo in

relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;

d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione

dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di

lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro

monotono e di quello ripetitivo;

e)la riduzione dei rischi alla fonte;

f)la sostituzione di cio' che e' pericoloso con cio' che non lo e', o e' meno pericoloso;

g)la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere,

esposti al rischio;

h)l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;

i) la priorita' delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione

individuale;

l)il controllo sanitario dei lavoratori;

n) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari

inerenti la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra mansione;

o) l'informazione e formazione adeguate per i lavoratori;

p) l'informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;

q) l'informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la

sicurezza;

r) istruzioni adeguate ai lavoratori;

s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la

sicurezza;

t) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il

miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l'adozione di codici

di condotta e di buone prassi;

u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio,

di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;

v) l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;

z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare

riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformita' alla indicazione dei fabbricanti.

DATORE LAVORO/PREPOSTO/RLS/RSPP/MEDICO COMP……. VEDI APPUNTI

L’ADDETTOALLALOTTA ANTINCENDIOE GESTIONE DELL’EMERGENZA

ART. 46

 Effettua la prevenzione

 Effettua la lotta antincendio

 Effettua la gestione emergenza

 Effettua la sorveglianza quotidiana dei presidi antincendio

L’ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO (ART. 45 D. LGS. 81/

 Effettua il primo intervento nei confronti delle persone

infortunate

 Effettua il salvataggio per situazioni critiche

 Effettua la collaborazione con la squadra antincendio per la

gestione dell’evacuazione

RIUNIONE PERIODICA

(Art. 35 - D. Lgs. n. 81/2008)

RISCHIO: èla probabilità che si verifichino eventi che producano danni

a persone o cose (ad es. un incendio, un crollo, etc.), per effetto di una

fonte (pericolo) Esso è definito dal prodotto della frequenza di

accadimento e della gravità delle conseguenze (magnitudo)

PERICOLO: proprietà intrinseca di un fattore (attrezzature, sostanze,

pratiche di lavoro ecc.) di poter causare danni

DANNO: lesione fisica alla persona come conseguenza diretta o

indiretta di esposizione al pericolo”

CLASSIFICAZIONE DEI RISCHI :

  • RISCHI ELIMINABILI: Es: rinunciare ad utilizzare determinate

sostanze pericolose, o loro sostituzione con sostanze che lo sono

meno

  • RISCHI RIDUCIBILI: Es: delimitazione delle aree di accesso a zone

pericolose, confinamento di processi chimici

  • RISCHI RITENIBILI: L’ente rinuncia a qualsiasi intervento

assumendosi l’onere delle eventuali conseguenze del verificarsi

dell’evento dannoso

  • RISCHI TRASFERIBILI: Ricorso a coperture assicurative

RISCHI CONVENZIONALI

“Legati alle strutture e agli impianti,

sono generalmente più noti in quanto presenti nella totalità degli ambienti di

lavoro”

Esempi di rischi convenzionali:

impianti elettrici, termici e tecnologici

stato delle strutture

barriere architettoniche

RISCHI SPECIFICI

Legati alla presenza di specifici agenti fisici, chimici, biologici” Esempi di

rischi specifici:

agenti fisici: rumore, vibrazioni, radiazioni

agenti chimici: vapori, fumi, liquidi, gas

STIMA DEI RISCHI:

FASE 1: INDIVIDUAZIONE DEI RISCHI E DELLE PERSONE

ESPOSTE

Identificare le potenziali fonti di rischio e le persone che possono

esservi esposte.

FASE 2: STIMA DEL RISCHIO

Attribuire un “valore” ai rischi individuati nella fase precedente,

anche in relazione all’adeguatezza o meno delle misure di tutela già

adottate.

FASE 3: DETERMINAZIONE DELLE AZIONI PREVENTIVE E

PROTETTIVE

Identificare le misure adeguate per eliminare, o perlomeno ridurre, i

rischi.

FASE 4: ELABORAZIONE DEL DVR

Elaborare il documento di valutazione dei rischi, secondo le

prescrizioni del “Testo Unico della Sicurezza sul lavoro”.

FASE 5: ATTUAZIONE DELLE AZIONI PREVENTIVE E

PROTETTIVE

Mettere in atto le misure di prevenzione e protezione stabilite.

FASE 6: MONITORAGGIO E AGGIORNAMENTO

Controllare e aggiornare periodicamente la valutazione dei rischi e il

relativo documento.

Stima dei rischi con il metodo qualitativo: si arriva alla definizione

delle classi di probabilità (P) e di danno (D) attribuendo a ciascuna di

esse un valore convenzionale e consentendo una stima del rischio

come funzione semplice di P x D.

La classificazione del rischio è fornita da un valore numerico convenzionale che

sottintende la categoria di rischio dalla quale dipende il livello di proprietà da

attribuire alle misure di prevenzione e protezione da adottare

contattare il proprio fornitore per la presa visione dei rischi riportati

sul DUVRI; il documento dovrà essere riconsegnato e vistato per

accettazione e allegato al contratto d’appalto.

DATA CERTA : la prova con validità della formazione del documento

in un certo arco temporale o, comunque, della sua esistenza

anteriormente a un dato evento.

Definizione di «FORMAZIONE» secondo il D. Lgs. 81/08: processo

educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri

soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale

conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo

svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla

identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi.

Definizione di «INFORMAZIONE» secondo il D. Lgs. 81/08: complesso

delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione,

alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro.

Definizione di «ADDESTRAMENTO» secondo il D. Lgs. 81/08:

complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso

corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi,

anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro.

LA FORMAZIONE... QUANDO

Alla costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione

qualora si tratti di somministrazione di lavoro (art. 37 D. Lgs.

  • Al trasferimento o al cambio di mansione (art. 37 D.Lgs. 81/08).
  • All’introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove

tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi (art. 37 D. Lgs.

  • Periodicamente nell’arco dei 5 anni (Accordo Stato/Regioni del

possono essere ricondotti a quattro diverse aree:

Area formazione di base: tutti i lavoratori all’atto di assunzione,

trasferimento e cambio mansioni;

Area formazione delle figure di sistema : le figure individuate

dall’impresa nel proprio organigramma in materia di sicurezza

dovranno ricevere una specifica formazione, rispetto al ruolo

ricoperto;

Area formazione rischi specifici: formazione per rischi specifici

Area formazione macchine e attrezzature : apposita formazione per

conduzione macchine particolari

SPP SI OCCUPA DELLA REALIZZAZIONE DEL PIANO DI

EVACUAZIONE.

INFORTUNO

DENUNCIA INAL DI INFORTUNIO

  • Va fatta per gli infortuni con prognosi superiore a 3 giorni. •Va

fatta entro due giorni dalla data di ricevimento del

primo certificato medico.

•Nei casi di infortunio mortale o grave invalidità permanente va

fatta entro 24 ore (via fax).

PARTE 2

RISCHIO BIOLOGICO

Il rischio da agenti biologici

consiste nella possibilità che un lavoratore contragga una patologia

a seguito di contatto con virus, batteri, funghi (cioè agenti biologici,

in genere di dimensioni microscopiche) durante la sua attività.

a)AGENTE BIOLOGICO :

qualsiasi microrganismo , anche se geneticamente modificato, coltura

nell’uomo,

ma in genere non rappresenta un grosso rischio per gli operatori,

poco probabile che si propaghino nelle comunità. Sono di norma disponibili

efficaci misure profilattiche o terapeutiche (es. C .tetani, Enterovirus, )

Rischio moderato a livello individuale e limitato a livello collettivo.

Agente biologico gruppo di rischio 3

Comprende microrganismi patogeni

che possono causare malattie all’uomo e costituire un serio rischio per i

lavoratori; possono propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili

efficaci misure profilattiche o terapeutiche. ( M. Tubercolosis, Y. Pestis )

Rischio elevato a livello individuale e limitato a livello collettivo.

Agente biologico gruppo di rischio 4

Comprende microrganismi patogeni

che possono causare gravi malattie all’uomo e costituire un serio rischio per

i lavoratori; possono presentare un elevato rischio di propagazione per la

comunità, non sono disponibili di norma efficaci misure profilattiche o

terapeutiche. (virus Lassa) Rischio elevato a livello sia individuale che

collettivo.

Le caratteristiche di pericolosità sono definite in base a:

INFETTIVITA’ capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi;

PATOGENICITA’ capacità di procurare malattia a seguito di infezione;

TRASMISSIBILITA’ capacità di un microrganismo di essere trasmesso da un

soggetto infetto ad uno suscettibile;

  • NEUTRALIZZABILITA’ disponibilità di effettuare misure profilattiche per

prevenire la malattia o terapeutiche per la sua cura;

ALTRE CARATTERISTICHE capacità allergeniche e/o tossicologiche.

Nelle attività professionali assumono una certa

importanza vie di trasmissione come:

Quella respiratoria ( microbi aerodispersi

possono essere presenti in molti ambienti di

lavoro in concomitanza con nebbie, fumi e

polveri );

Quella orale ( può avvenire tramite schizzi di

materiale infetto );

Quella parenterale ( vi sono attività che

comportano alta probabilità di essere punti con

bisturi, aghi, forbici ed altri strumenti taglienti ).

ESISTONO 2 LIVELLI DI VALURAZIONE :

 VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITA’ INTRINSECA DELL AGENTE

BIOLOGICO

 VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI INFEZIONE IN LAVORATORI ESPOSTI

IPOLOGIE DI ESPOSIZIONE A RISCHIO BIOLOGICO :

Èopportuna la distinzione tra: “esposizione potenziale” ed “uso deliberato”

Esposizione potenziale: la presenza di agenti biologici ha un carattere di epifenomeno

indesiderato ma inevitabile del lavoro.

Uso Deliberato : uso intenzionale nel ciclo lavorativo di agenti biologici per sfruttarne

le proprietà biologiche a qualsiasi titolo (materia prima, substrato, catalizzatore, reagente o

prodotto in un processo lavorativo)

Il documento di valutazione dei rischi (DVR)deve

contenere:

Le fasi del procedimento lavorativo che

comportano il rischio biologico;

I metodi di valutazione del rischio;

Le misure preventive e protettive messe in atto;

Le eventuali procedure di emergenza.

o In passato abbiamo avuto delle emergenze sanitarie causate da CoVs come

la Sindrome Respiratoria Acuta Severa (SARS-CoV) nel 2002, la Sindrome

Respiratoria «Middle East» (MERS-CoV) nel 2012

1

o

Da Dicembre 2019 si è diffuso a partire dalla città di Wuhan in Cina, un

nuovo CoV identificato dall’OMS come SARS-CoV-2, che causa la patologia

denominata COVID- 19

1

MODALITA’ DI TRASMISSIONE:

Aerea: a causa dei microrganismi presenti nell'aria

Goccioline: disseminati nell'area ad esempio da tosse starnuti.

Per contatto: trasferimento diretto da persona oggetto infettante all‘ospite.

per via parenterale, attraverso pratiche professionali che prevedono l'iniezione di

liquidi biologici.

LE CAPPE DI SICUREZZA BIOLOGICA:

Camera con apertura frontale dalla quale viene immesso un flusso d'aria aspirato

sotto il piano di lavoro, filtrato, messo in circolo dall'alto verso il basso (flusso

laminare verticale di aria sterile, "barriera" tra l'interno della cabina e l'operatore),

quindi, espulso all'esterno dopo filtrazione.

Le mascherine FFP2 e FFP3 sono riservate al personale

sanitario impegnato in determinate attività cliniche mentre, nella

contingenza epidemica COVID-19, le mascherine chirurgiche

possono essere utili a tutti soprattutto quando non è possibile

rispettare il distanziamento fisico di sicurezza”

BARRIERE BIOLOGICHE

La vaccinazione delle persone esposte, risulta essere la misura di protezione

migliore e la migliore barriera biologica.

VACCINI: Microrganismo ucciso, resi innocuoo solo frammenti, si

somministra alla persona non mi immunizzata, produce anticorpi propri e

non funziona subito.

BARRIERE FISICHE

Isolamento, cappe biologiche, guanti, maschere, occhiali, sterilizzazione

BARRIERE CHIMICHE

DISINFEZIONE

La disinfezione chimica viene eseguita per mezzo dei disinfettanti e/o antisettici

(organici e inorganici), ad azione spiccatamente battericida, usati sia per la

disinfezione dei tessuti tegumentari di persone e animali sia per quella di oggetti e

ambienti.

MISURE IGIENICHE

  1. Presenza di servizi sanitari con di docce e lavaggi oculari e antisettici per la pelle;
  2. Indumenti protettivi od altri indumenti idonei, da riporre separati dagli abiti civili;
  3. Gli indumenti di lavoro e protettivi che possono essere contaminati da agenti biologici

devono essere disinfettati, puliti e, se necessario, distrutti;

  1. I dispositivi di protezione individuale, ove non siano monouso, siano controllati, disinfettati

e puliti dopo ogni utilizzazione, provvedendo a far riparare e/o sostituire quelli difettosi;

  1. L’accesso nelle aree di lavoro è consentito solo al personale autorizzato.

Nelle aree di lavoro in cui c’è rischio da esposizione è vietato assumere cibi e bevande,

fumare, conservare cibi destinati al consumo umano, usare pipette a bocca e applicare

cosmetici.

LAVAGGIO DELLE MANI

 Prima del lavaggio delle mani occorre togliere gioielli (anelli, braccialetti, ecc.)

e orologi.

VIRUS COVID-

Il nuovo Coronavirus, essendo un “nuovo virus” che può

anche causare gravi danni alla salute umana, costituisce un

agente biologico che, come tale, deve essere classificato tra

le 4 classi di appartenenza di tutti gli agenti biologici

potenzialmente pericolosi per la salute umana.

L’obbligo per il datore di Lavoro della valutazione del rischio

biologico si verifica se l’attività lavorativa comporta la

possible esposizione ad un “agente

Slides 118

Rischi specifici delle macchine

l datore di lavoro provvede:

Affinché per ogni attrezzatura di lavoro i lavoratori incaricati dispongano di ogni

necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione ed un

addestramento adeguati in rapporto alla sicurezza relativamente:

a) alle condizioni di impiego delle attrezzature; b) alle situazioni anormali prevedibili.

Ausilio fondamentale per il datore di lavoro è il ‘libretto di

manutenzione ed uso’ contenente:

 il riepilogo delle indicazioni previste per la marcatura CE,

eventualmente completate dalle indicazioni atte a facilitarne

la manutenzione;

 le condizioni di utilizzazione previste, considerando non

soltanto l’uso normale della macchina, ma anche l’uso

prevedibile e le controindicazioni;

 deve essere segnalato il posto di lavoro o i posti di lavoro

che possono essere occupati dagli operatori.

Rischi associati alle macchine, apparecchiature e attrezzature

rischi meccanici (schiacciamenti, impigliamenti, urti, taglio)

rischi elettrici (contatto diretto, contatto indiretto,cortocircuiti, sovracorrenti)

rischi fisici (rumore, vibrazioni, accelerazioni,temperature estreme, etc.)

rischi chimici (emissioni di polveri, sostanze chimiche, aerosol, etc)

rischi legati al rapporto tra la macchina e l'addetto (attenzione, ripetitività,

confidenza, capacità di interpretare gli eventi, esperienza,conoscenza del ciclo

produttivo, etc.)

rischi legati all'ambiente di lavoro (illuminazione, posizione della macchina,

spazi intorno, etc.)

RISCHIO FISICO: RUMORE

Le vibrazioni con bassa frequenza interessano l’intero corpo del lavoratore esposto.

Tali vibrazioni meccaniche, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la

salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide.

Le vibrazioni ad alta frequenza interessano il sistema mano-braccio del lavoratore

esposto. Tali vibrazioni, se trasmesse al sistema mano-braccio nell'uomo,

comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare

disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari.

Sistema mano-braccio:

 valore limite di esposizione giornaliero: 5 m/s

mentre su periodi brevi e' pari

a 20 m/s

 valore d'azione: 2,5 m/s

Corpo intero:

 valore limite di esposizione giornaliero: 1,0 m/s

; mentre su periodi brevi è

pari a 1,5 m/ s

 valore d'azione giornaliero: 0,5 m/s

PERICOLI FISICI:

EFFETTI DIRETTI DEL CALORE: ustioni, esaurimento da calore, colpo

di calore e attacchi di calore.

EFFETTI INDIRETTI: diminuzione dell'efficienza, aumento della fatica

e aumento del tasso di incidenti

Molte industrie hanno punti caldi locali, forni e fornaci che irradiano

calore. Il calore radiante è il problema principale nelle industrie di

fonderia, vetro e acciaio. Il ristagno di calore è il problema

principale nelle industrie tessili di iuta e cotone. Le alte temperature

si trovano anche nelle miniere

FREDDO I rischi associati sono geloni, eritrocianosi, piede

d'immersione e congelamento a seguito di vasocostrizione cutanea.

LUCE: Gli effetti acuti di una scarsa illuminazione sono

affaticamento degli occhi, mal di testa, dolore agli occhi,

lacrimazione e affaticamento degli occhi.

L'esposizione a un'eccessiva luminosità o abbagliamento è

associata a disagio, fastidio e affaticamento visivo. L'abbagliamento

diretto intenso può provocare offuscamento della vista e provocare

incidenti.

RADIAZIONE ULTRAVIOLETTA: Si manifesta principalmente nella

saldatura ad arco, tale radiazione colpisce principalmente gli occhi

provocando congiuntivite e cheratite

RADIAZIONI IONIZZANTI : Raggi X e isotopi radioattivi. Importanti

isotopi radio sono Cobalto 60 e Fosforo 32.

Alcuni tessuti come il midollo osseo sono più sensibili di altri.I rischi

delle radiazioni comprendono cambiamenti genetici, malformazioni,

cancro e leucemia, ulcerazione, sterilità, ustioni acute, dermatiti ,

discrasie ematiche e morte.

RISCHIO CHIMICO: rischi chimici legati all’uso delle macchine, attrezzature e

apparecchiature sono essenzialmente legati alle emissioni di polveri, sostanze

chimiche, aerosol, etc.

Rischi specifici delle macchine

INALAZIONE

Inserimento di atmosfere inquinate nel corpo attraverso il sistema respiratorio.

Gli inquinanti possono essere:

 gas (CO, NOx, cloro, idrogeno solforato)

 vapori (solventi: acetone, vapori di tricloroetano)

 aerosol: polveri (legno, argilla)- fibre (amianto) - nebbie (nebulizzazione di oli)

  • prodotti fitosanitari- fumi (saldatura, stampaggio plastica)

Sono particelle solide finemente suddivise con dimensioni comprese

tra 0,1 e 150 micron. Vengono rilasciati in atmosfera durante le

operazioni di frantumazione, molatura, abrasione, carico e scarico.