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IGIENE, SALUTE E MALATTIA, Appunti di Igiene

appunti di igiene, salute e malattia

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 20/11/2023

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IGIENE
Malattia = temporanea, reversibile, permanente, causa infermità o disabilità
Salute = stato di benessere psicofisico e sociale
L’igiene è una disciplina medica che ha come obiettivo quello di promuovere e conservare la salute, sia
individuale sia collettiva, attraverso la prevenzione delle malattie:
- L’oggetto del proprio interesse non è la persona malata ma quella sana.
- L’ambito di intervento non è limitato al singolo individuo ma è esteso alla collettività.
- Gli interventi non riguardano solo la persona ma anche l’ambiente fisico, biologico e sociale nel quale essa
vive.
L’igiene si basa su:
- L’epidemiologia (scienza che studia la frequenza e la diffusione delle malattie nella popolazione);
- La promozione della salute /la prevenzione della malattia;
- L’organizzazione sanitaria
L’obiettivo dell’OMS è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute,
definita come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di
malattia o d’infermità. Ad oggi, è costituita da 139 Stati membri.
La Costituzione dell’OMS è entrata in vigore il 7 aprile 1948 (giornata internazionale della salute). Tra i ruoli
dell’OMS vi sono:
oLa malaria
oLa tubercolosi
oLa salute delle madri e dei bambini
oLe malattie a trasmissione sessuale
oLa nutrizione e il risanamento ambientale
La carta dei diritti fondamentali dell’UE prevede che per ogni persona di qualunque provenienza geografica,
religione, ideologia, condizione economica e sociale essa sia, l’essere nel miglior stato di salute è un diritto
fondamentale (come stabilito anche nell’art. 32 della Costituzione).
Comprende 54 articoli suddivisi in 6 raggruppamenti:
1. Dignità
2. Libertà
3. Uguaglianza
4. Solidarietà
5. Cittadinanza
6. Giustizia
Possono verificarsi dei passaggi (condizione di rischio) in cui diversi fattori (chiamati determinanti) intervengono
e alterano lo stato di salute dell’organismo. I determinanti sono:
- individuali come età, sesso, fattori costituzionali e metabolici, condizioni genetiche e immunologiche
proprie della persona
- comportamentali , associati essenzialmente allo stile di vita dell’individuo: errata alimentazione, inattività
fisica, abuso di alcol e fumo
- ambientali , presenti nell’ambiente di vita e di lavoro (acqua, suolo, aria) e possono essere di natura
chimica, fisica o biologica (es. inquinamento; esso è responsabile di circa 9 milioni di morti premature
all’anno)
- sociali, nel contesto socio-economico, culturale, affettivo e di relazioni sociali.
I primi 2 sono indicati come determinati endogeni di malattia, mentre i fattori ambientali rappresentano i
determinanti esogeni di malattia.
I determinanti nello sviluppo di una malattia possono agire:
- Singolarmente nelle malattie monofattorali (poco frequenti), che si verificano quando il determinante
funge da causa necessaria e sufficiente che è in grado di provocare da sola tutti gli eventi che conducono
alla comparsa della malattia (es. l’ingestione di un fungo velenoso).
- Interazione di diversi determinanti , sia endogeni che esogeni, che agiscono contemporaneamente o in
successione, sinergicamente o in antagonismo tra loro nelle malattie plurifattorali (più frequenti).
Nelle malattie multifattoriali, i determinanti possono agire come cause in 2 modi:
- Cause necessarie ma non sufficienti: l’evento malattia non si verifica mai in assenza della causa, la quale
però non risulta sufficiente per lo sviluppo della malattia, come nel caso delle malattie infettive.
- Cause né necessarie né sufficienti: una causa di questo tipo è definibile anche come fattore di rischio. La
presenza di un particolare fattore influenza significativamente la probabilità di comparsa della malattia, la
quale, però, può verificarsi anche in assenza di esso.
Per affrontare un problema epidemiologico è importante individuare se un fattore è coinvolto nello sviluppo di
una malattia. Per poter dimostrare una relazione causa-effetto tra due fenomeni occorrono vari passaggi:
- Verificare se fra determinante di malattia e la malattia esiste un’associazione statistica.
- Escludere che l’associazione statistica sia indiretta o spuria N.B.: si dice SPURIA quando deriva da errori
sistematici. Questi sono vizi di impostazione o di esecuzione di uno studio e spesso derivano dall’impiego
di un cattivo metodo di campionamento.
- Applicazione dei criteri di casualità: quando l’associazione risulta statisticamente valida e priva di errori
sistematici.
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IGIENE

Malattia = temporanea, reversibile, permanente, causa infermità o disabilità Salute = stato di benessere psicofisico e sociale L’igiene è una disciplina medica che ha come obiettivo quello di promuovere e conservare la salute, sia individuale sia collettiva, attraverso la prevenzione delle malattie:

  • L’oggetto del proprio interesse non è la persona malata ma quella sana.
  • L’ambito di intervento non è limitato al singolo individuo ma è esteso alla collettività.
  • Gli interventi non riguardano solo la persona ma anche l’ambiente fisico, biologico e sociale nel quale essa vive. L’igiene si basa su:
  • L’epidemiologia (scienza che studia la frequenza e la diffusione delle malattie nella popolazione);
  • La promozione della salute /la prevenzione della malattia;
  • L’organizzazione sanitaria L’obiettivo dell’OMS è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o d’infermità. Ad oggi, è costituita da 139 Stati membri. La Costituzione dell’OMS è entrata in vigore il 7 aprile 1948 (giornata internazionale della salute). Tra i ruoli dell’OMS vi sono: o La malaria o La tubercolosi o La salute delle madri e dei bambini o Le malattie a trasmissione sessuale o La nutrizione e il risanamento ambientale La carta dei diritti fondamentali dell’UE prevede che per ogni persona di qualunque provenienza geografica, religione, ideologia, condizione economica e sociale essa sia, l’essere nel miglior stato di salute è un diritto fondamentale (come stabilito anche nell’art. 32 della Costituzione). Comprende 54 articoli suddivisi in 6 raggruppamenti:
  1. Dignità
  2. Libertà
  3. Uguaglianza
  4. Solidarietà
  5. Cittadinanza
  6. Giustizia Possono verificarsi dei passaggi (condizione di rischio) in cui diversi fattori (chiamati determinanti) intervengono e alterano lo stato di salute dell’organismo. I determinanti sono:
  • individuali come età, sesso, fattori costituzionali e metabolici, condizioni genetiche e immunologiche proprie della persona
  • comportamentali, associati essenzialmente allo stile di vita dell’individuo: errata alimentazione, inattività fisica, abuso di alcol e fumo
  • ambientali, presenti nell’ambiente di vita e di lavoro (acqua, suolo, aria) e possono essere di natura chimica, fisica o biologica (es. inquinamento; esso è responsabile di circa 9 milioni di morti premature all’anno)
  • sociali, nel contesto socio-economico, culturale, affettivo e di relazioni sociali. I primi 2 sono indicati come determinati endogeni di malattia, mentre i fattori ambientali rappresentano i determinanti esogeni di malattia. I determinanti nello sviluppo di una malattia possono agire:
  • Singolarmente nelle malattie monofattorali (poco frequenti), che si verificano quando il determinante funge da causa necessaria e sufficiente che è in grado di provocare da sola tutti gli eventi che conducono alla comparsa della malattia (es. l’ingestione di un fungo velenoso).
  • Interazione di diversi determinanti, sia endogeni che esogeni, che agiscono contemporaneamente o in successione, sinergicamente o in antagonismo tra loro nelle malattie plurifattorali (più frequenti). Nelle malattie multifattoriali, i determinanti possono agire come cause in 2 modi:
  • Cause necessarie ma non sufficienti: l’evento malattia non si verifica mai in assenza della causa, la quale però non risulta sufficiente per lo sviluppo della malattia, come nel caso delle malattie infettive.
  • Cause né necessarie né sufficienti: una causa di questo tipo è definibile anche come fattore di rischio. La presenza di un particolare fattore influenza significativamente la probabilità di comparsa della malattia, la quale, però, può verificarsi anche in assenza di esso. Per affrontare un problema epidemiologico è importante individuare se un fattore è coinvolto nello sviluppo di una malattia. Per poter dimostrare una relazione causa-effetto tra due fenomeni occorrono vari passaggi:
  • Verificare se fra determinante di malattia e la malattia esiste un’associazione statistica.
  • Escludere che l’associazione statistica sia indiretta o spuria N.B.: si dice SPURIA quando deriva da errori sistematici. Questi sono vizi di impostazione o di esecuzione di uno studio e spesso derivano dall’impiego di un cattivo metodo di campionamento.
  • Applicazione dei criteri di casualità: quando l’associazione risulta statisticamente valida e priva di errori sistematici.

I criteri di casualità sono: MALATTIE INFETTIVE O TRASMISSIBILI Insorgono in seguito a infezione dovuta ad un agente eziologico. Possono essere trasmesse:

  • Orizzontalmente, da un individuo all’altro della stessa specie o di specie o di specie diverse;
  • Verticalmente, da madre a figlio durante la gravidanza, il parto o subito dopo la nascita Si tratta per lo più di malattie acute, dove il periodo che intercorre tra esposizione e insorgenza dei sintomi di malattia è breve. Questo periodo viene definito “periodo di incubazione” e risulta essere di giorni o settimane. L’esito della malattia il più delle volte è favorevole (guarigione) e, superata l’infezione, la persona guarita risulta immune. Tra le caratteristiche dell’agente patogeno vi sono:
  • Infettività, capacità di un agente microbico di penetrare, crescere e moltiplicarsi nell’ospite.
  • Patogenicità, è la capacità propria dei microrganismi parassiti di causare all’ospite un danno che si esprime con lo stato di malattia. Essa dipende da alcuni fattori: o Invasività, la capacità di invadere l’organismo da parte di alcuni agenti patogeni che spesso danno origine ad una infezione sistemica o Tossigenicità, capacità da parte di agenti patogeni non invasivi di produrre tossine:  Esotossine: sostanze di natura proteica solubili che causano tossicità.  Endotossine: sostanze di natura polisaccaridica presenti nella parete batterica meno tossiche delle esotossine.
  • Virulenza, indica il grado con cui si esprime la patogenicità di un agente, cioè quando esso è in grado di provocare una malattia e di indurre lesioni. Il portatore può essere classificato come:
  • Precoce, quando l’eliminazione del microrganismo patogeno avviene già nel periodo di incubazione;
  • Convalescente, quando l’eliminazione del microrganismo patogeno persiste per un certo periodo anche dopo, la guarigione;
  • Cronico, quando il soggetto guarito continua ad eliminare il microrganismo patogeno anni dopo la guarigione;
  • Sano, quando il soggetto non sviluppa i sintomi della malattia ma elimina il microrganismo patogeno nell’ambiente. MALATTIE NON INFETTIVE O NON TRASMISSIBILI Non hanno origine microbica o parassitaria ma possono essere trasmesse solo verticalmente, per esempio le malattie genetiche. Si tratta per lo più di malattie cronico-degenerative (il periodo che intercorre tra esposizione ai determinanti e insorgenza della malattia, detto fase di altenza, può essere lungo anni e la malattia può avere esiti invalidanti). Spesso, i farmaci utilizzati vengono assunti per tutta la vita ma non sono in grado di condurre ad una completa guarigione (es. l’insulina per la cura del diabete). Esempi sono:
  • Cardiopatie
  • Ictus
  • Tumori
  • Diabete
  • Malattie respiratorie croniche Le malattie non trasmissibili costituiscono la principale causa di morte quasi in tutto il mondo. Possono avere:
  • Un’unica causa, malattie monofattorali;
  • Più cause, malattie plurifattoriali. La condizione di rischio inizia spesso in età precoce. Nell’eziologia di queste malattie giocano un ruolo importante i determinanti ambientali:
  • Biologici (allergeni);
  • Fisici (calore, rumori, radiazioni ionizzanti e non…)
  • Chimici, di particolare interesse sono le sostanze genotossiche (causano danni al DNA e possono determinare mutazioni congenite quando agiscono sull’embrione o sul feto se sono teratogene, o dare origini a tumori se sono sostanze cancerogene come amianto, benzene, berillio, cromo…). Questi possono penetrare nell’organismo: o Per inalazione, quando sono aerodispersi (gas e vapori); o Per ingestione, quando sono presenti in acqua, alimenti o bevande;