IGIENE
Malattia = temporanea, reversibile, permanente, causa infermità o disabilità
Salute = stato di benessere psicofisico e sociale
L’igiene è una disciplina medica che ha come obiettivo quello di promuovere e conservare la salute, sia
individuale sia collettiva, attraverso la prevenzione delle malattie:
- L’oggetto del proprio interesse non è la persona malata ma quella sana.
- L’ambito di intervento non è limitato al singolo individuo ma è esteso alla collettività.
- Gli interventi non riguardano solo la persona ma anche l’ambiente fisico, biologico e sociale nel quale essa
vive.
L’igiene si basa su:
- L’epidemiologia (scienza che studia la frequenza e la diffusione delle malattie nella popolazione);
- La promozione della salute /la prevenzione della malattia;
- L’organizzazione sanitaria
L’obiettivo dell’OMS è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute,
definita come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di
malattia o d’infermità. Ad oggi, è costituita da 139 Stati membri.
La Costituzione dell’OMS è entrata in vigore il 7 aprile 1948 (giornata internazionale della salute). Tra i ruoli
dell’OMS vi sono:
oLa malaria
oLa tubercolosi
oLa salute delle madri e dei bambini
oLe malattie a trasmissione sessuale
oLa nutrizione e il risanamento ambientale
La carta dei diritti fondamentali dell’UE prevede che per ogni persona di qualunque provenienza geografica,
religione, ideologia, condizione economica e sociale essa sia, l’essere nel miglior stato di salute è un diritto
fondamentale (come stabilito anche nell’art. 32 della Costituzione).
Comprende 54 articoli suddivisi in 6 raggruppamenti:
1. Dignità
2. Libertà
3. Uguaglianza
4. Solidarietà
5. Cittadinanza
6. Giustizia
Possono verificarsi dei passaggi (condizione di rischio) in cui diversi fattori (chiamati determinanti) intervengono
e alterano lo stato di salute dell’organismo. I determinanti sono:
- individuali come età, sesso, fattori costituzionali e metabolici, condizioni genetiche e immunologiche
proprie della persona
- comportamentali , associati essenzialmente allo stile di vita dell’individuo: errata alimentazione, inattività
fisica, abuso di alcol e fumo
- ambientali , presenti nell’ambiente di vita e di lavoro (acqua, suolo, aria) e possono essere di natura
chimica, fisica o biologica (es. inquinamento; esso è responsabile di circa 9 milioni di morti premature
all’anno)
- sociali, nel contesto socio-economico, culturale, affettivo e di relazioni sociali.
I primi 2 sono indicati come determinati endogeni di malattia, mentre i fattori ambientali rappresentano i
determinanti esogeni di malattia.
I determinanti nello sviluppo di una malattia possono agire:
- Singolarmente nelle malattie monofattorali (poco frequenti), che si verificano quando il determinante
funge da causa necessaria e sufficiente che è in grado di provocare da sola tutti gli eventi che conducono
alla comparsa della malattia (es. l’ingestione di un fungo velenoso).
- Interazione di diversi determinanti , sia endogeni che esogeni, che agiscono contemporaneamente o in
successione, sinergicamente o in antagonismo tra loro nelle malattie plurifattorali (più frequenti).
Nelle malattie multifattoriali, i determinanti possono agire come cause in 2 modi:
- Cause necessarie ma non sufficienti: l’evento malattia non si verifica mai in assenza della causa, la quale
però non risulta sufficiente per lo sviluppo della malattia, come nel caso delle malattie infettive.
- Cause né necessarie né sufficienti: una causa di questo tipo è definibile anche come fattore di rischio. La
presenza di un particolare fattore influenza significativamente la probabilità di comparsa della malattia, la
quale, però, può verificarsi anche in assenza di esso.
Per affrontare un problema epidemiologico è importante individuare se un fattore è coinvolto nello sviluppo di
una malattia. Per poter dimostrare una relazione causa-effetto tra due fenomeni occorrono vari passaggi:
- Verificare se fra determinante di malattia e la malattia esiste un’associazione statistica.
- Escludere che l’associazione statistica sia indiretta o spuria N.B.: si dice SPURIA quando deriva da errori
sistematici. Questi sono vizi di impostazione o di esecuzione di uno studio e spesso derivano dall’impiego
di un cattivo metodo di campionamento.
- Applicazione dei criteri di casualità: quando l’associazione risulta statisticamente valida e priva di errori
sistematici.