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IGIENE GENERALE ED APPLICATA 20/10/21 1° lezione
IGIENE: branca delle scienze mediche che ha per oggetto lo studio dello stato di salute e di malattie di popolazioni umana in rapporto con i fattori genetici, l’ambiente e le abitudini di vita con il fine di individuare:
- Fattori POSITIVI di benessere
- Fattori CASUALI di malattie
- Le modalità d’intervento e le condizioni che ne favoriscono o ostacolano l’azione Obbiettivi fondamentali dell’igiene Essa mira a mantenere e potenziare lo stato di salute del singolo e della collettività intendendo come “SALUTE” lo stato completo di benessere fisico, mentale e sociale. L’obbiettivo primario è che ogni individuo nasca sano e mantenga il suo stato di salute sano ed inalterato fino al naturale compimento del ciclo vitale. SALUTE
- La salute non è semplicemente l’assenza di malattia, è qualcosa di positivo; un’attitudine felice verso la vita ed una lieta accettazione delle RESPONSABILITA’ che la vita stessa comporta per l’individuo (SIGERIST 1941).
- La salute è un completo benessere fisico, mentale, sociale e non è solamente l’assenza di malattie (O.M.S. 1946).
- Come disse Gordon 1953 la salute è espressa da livelli di resistenza alla malattia.
- Rossdale nel 1965 affermò che la salute è il prodotto di una relazione armoniosa tra l’uomo e la sua ecologia.
- La promozione della salute è il processo che conferisce alle popolazioni il mezzo necessario per assicurare un maggior controllo sul loro livello di salute e migliorarlo (CARTA DI OTTAWA, CANADA, 1986). La salute è dunque percepita come la risorsa della vita quotidiana e non come il fine della vita: è un concetto positivo che mette in valore le risorse sociali ed individuali. Così la promozione della salute non è legata solo al settore sanitario ma anche allo stile di vita per mirare al benessere del singolo. È possibile definire 3 principali modi per effettuare la comunicazione di salute:
Comunicazione persuasiva à utilizzata per la pubblicità e per la propaganda politica, è rivolto a educare un pubblico senza competenze professionali specifiche. Comunicazione informatica à è rivolta a persone che hanno la necessità di ricevere informazioni specifiche per prendere decisioni e metterle in atto. Comunicazione educativa/formativa à è rivolta a sviluppare nei destinatari le capacità e le competenze necessarie per prendere le proprie decisioni in autonomia. AMBIENTE Esso può essere definito come un sistema integrato di fattori ANTROPICI e FISICI che esercitano un effetto significativo ed apprezzabile sulla società (O.M.S.). Ø Fattori antropici : struttura della popolazione, urbanizzazione, sviluppo socio-economico, servizi e strutture. Ø Fattori fisici: clima/aria, acqua, suolo ed energia. Fattori AMBIENTALI che possono incidere sulla salute
- Fattori psicologici (stress, relazioni umane)
- Fattori biologici (batteri e virus)
- Fattori chimici (sostanze chimiche, polveri, farmaci)
- Fattori fisici (rumori, clima, radiazioni)
- Fattori accidentali (situazioni pericolose e incidenti) Caratteristiche INDIVIDUALI che modificano l’effetto dei fattori ambientali Sesso; età; personalità; nutrizione; fattori genetici; malattie varie; condizioni fisiche. Fattori POSITIVI che determinano il livello di salute VARIABILI PERSONALI FATTORI POSITIVI LEGATI ALLA VARIABILE Aspetti fisici Buono stato nutrizionale, protezione immunitaria adeguata, benessere generale. Aspetti psichici Identità affermata, situazione affettiva soddisfacente, stabilità emotiva. Aspetti culturali Educazione sanitaria.
- Ambito d’intervento: ESTESO ALLA COLLETTIVITA’;
- Tipologia d’intervento: UOMO, AMBIENTE FISICO-BIOLOGICO E SOCIALE. EPIDEMIOLOGIA: scienza che studia la distribuzione delle malattie nella popolazione, correlandola alle differenti caratteristiche degli individui e del loro ambiente. Essa è, quindi, lo studio di ciò che avviene nella popolazione e quindi anche la propagazione delle malattie e della salute nella popolazione. Descrive la distribuzione dei casi della malattia e ne ricava le conoscenze generali su di essa , fornisce inoltre gli elementi utili per realizzare e valutare dei programmi di prevenzione. Il termine epidemiologia deriva dall’unione di 3 parole del greco antico: epi (su o nel), demos ( popolo) e logos (discorso o studio) che nell’insieme significano studio sulla o nella popolazione. Obiettivi principali che l’epidemiologia persegue sono: Ø descrive lo stato di salute e di malattia mediante studi descrittivi; Ø individua i fattori che influenzano la salute e le malattie mediante studi analitici e sperimentali; Ø valuta l’efficacia degli interventi sanitari e fornisce un supporto razionale mediante gli studi valutativi. L’epidemiologia è strettamente connessa alla prevenzione poiché costituisce uno strumento fondamentale per la Sanità Pubblica. AMBITI DI APPLICAZIONE DELL’EPIDEMIOLOGIA:
- ricostruzione della storia naturale delle malattie (quando, come e dove?);
- identificazione dei fattori di rischio e di quelli protettivi (geografici);
- valutazione degli interventi sanitari preventivi, diagnostici e terapeutici;
- indicazioni per la definizione delle priorità in sanità pubblica;
- studio dei fenomeni epidemici (come la trasmissione);
- valutazione di efficacia, efficienza e qualità dei servizi sanitari;
- elaborazioni di elementi per la soluzione dei problemi legali;
- descrizione dello stato di salute della popolazione: Misure epidemiologiche o misure di frequenza degli eventi sanitari Gli scopi principali dell’epidemiologia sono quelli di descrivere: La frequenza e la distribuzione degli eventi;
Vagliare eventuali associazioni tra fattori di rischio individuali o ambientali e fenomeni morbosi. DEMOGRAFIA E STATISTICA SANITARIA E APPLICATE ALL’EPIDEMIOLOGIA Demografia: disciplina che fa dell’analisi delle caratteristiche delle popolazioni il principale oggetto di studio e di ricerca; studia dal punto di vista scientifico le popolazioni con riferimento alla loro: Ø numerosità; Ø densità; Ø crescita; Ø distribuzione per età; Ø migrazioni; Ø nascite; Ø matrimoni e divorzi; Ø morti e gli effetti che tutti questi fattori hanno sulle condizioni economiche, culturali e sociali.
Misure di frequenza à^ servono per descrivere un qualsiasi evento
sanitario, sia esso una malattia, una condizione di rischio o una
prestazione sanitaria, in una popolazione.
Ø FREQUENZA ASSOLUTA : descrizione del numero di eventi verificatesi (morti, casi di malattia); Ø RAPPORTO: esprime la relazione tra due quantità indipendenti tra di loro o fra 2 frequenze; Ø PROPORZIONE: un particolare tipo di rapporto in cui il risultato può assumere valori da 0 a 1; se viene espresso in % da 0% al 100%. Nessuna relazione stabile nel tempo;
Ø TASSI: tipo particolare di proporzione che assume una variabile
“tempo” come caratteristica essenziale. Dunque esprime la frequenza degli eventi nell’unità di tempo. Es. tasso di mortalità per tumore al polmone nei 2 sessi nel 20212. Introduce: § Tasso di mortalità: N° morti in un anno X 1000 / popolazione residente, indica dunque i decessi avvenuti in una data popolazione; § Tasso di natalità: N° nati vivi in un anno X 1000/ popolazione residente, è il rapporto tra il numero delle nascite in un popolo in un determinato periodo di tempo e la quantità della popolazione media dello stesso periodo.;
Esistono 2 misure di incidenza, che hanno diverso significato, l’incidenza cumulativa e il tasso di incidenza. INCIDENZA CUMULATIVA O RISCHIO à rappresenta il numero complessivo di nuovi eventi che avvengono in un determinato intervallo di tempo nei soggetti a rischio di poterlo sviluppare. Essa è una proporzione, spesso espressa in percentuale e stima anche il rischio o probabilità, per ogni individuo della popolazione, di sviluppare un determinato evento. Es. è possibile calcolare il rischio, per un soggetto sano, di avere un evento cardiovascolare maggiore nell’arco di 10 anni, sulla base di diverse variabili. TASSO DI INCIDENZA à detta anche incidenza persone-tempo o densità di incidenza, rappresenta il numero di nuovi casi di un evento che si verificano in soggetti a rischio, nell’unità di tempo. Esso viene calcolato rapportando il numero di nuovi eventi sul totale delle persone moltiplicando per il tempo di osservazione sotto l’assunto di stazionarietà della popolazione e cioè che ogni soggetto sia osservato per lo stesso tempo. Il tasso non aumenta all’aumentare della durata dell’osservazione: se il fenomeno è costante nel tempo, anche il tasso rimane costante. Piccola paretesi sulla: Letalità à^ si intende il rapporto percentuale fra il numero dei morti per una determinata malattia e il numero dei malati della stessa. È una misura proporzionale. Sopravvivenza à^ che esprime la percentuale dei soggetti vivi dopo un certo tempo dall’inizio dello studio. Essa presenta un elevato interesse per patologie ad elevata letalità come i tumori maligni. Ed è anche essa una percentuale, calcolata a diversa distanza di tempo, in genere 1, 2 e 5 anni. Vi è una evidente relazione tra incidenza, mortalità e prevalenza di una malattia: la prevalenza aumenta all’aumentare dell’incidenza e diminuisce in relazione al numero di soggetti che guariscono o che muoiono.
STUDI EPIDEMIOLOGICI (evidenze scientifiche)
- Modi di comparsa delle malattie: ENDEMIA: malattia presente in un determinato territorio, che, in condizioni favorevoli, può trasformarsi in epidemia;
EPIDEMIA: rapido aumento del numero di casi di una malattia endemica. Può essere causata anche dalla presenza di una sorgente d’infezione importata da un altro territorio; SPORADICITA’: quando i casi di una malattia si manifestano ISOLATAMENTE senza apparenti rapporti con altri casi; PANDEMIA: quando la diffusione epidemica di una malattia va oltre i confini di un singolo paese e si dilaga in più paesi o in tutto il mondo (es. SARS-CoV- 2/COVID-19). La pandemia si sviluppa molto velocemente grazie al libero spostamento dei soggetti malati da un posto all’altro Gli studi epidemiologici si possono dividere in: Ø DESCRITTIVI: hanno lo scopo di descrivere gli eventi che si presentano in una popolazione, in riferimento allo spazio, al tempo ed alle caratteristiche della popolazione stessa, mediante misure di frequenza: incidenza, prevalenza, mortalità. Possono essere: ecologici, case/report, trasversali; Ø OSSERVAZIONALI: si basano sull’osservazione di quanto accade nella realtà, senza modificare gli eventi oggetto di studio, mediante rilevazione di dati sanitari correnti, interviste con questionari, misure ambientali o individuali. Possono essere: coorte, caso- controllo; Ø SPERIMENTALI: si basano su interventi che modificano, in senso positivo, l’esposizione a fattori di rischio di cui si vuole conoscere l’effettivo ruolo casuale e che sono rivolti a gruppi selezionati di persone o a intere comunità. Esempio sono: sperimentazioni cliniche, sperimentazioni sul campo, sperimentazioni di comunità;
FOTO ISTANTANEA: Viene esaminata in un preciso istante al fine di determinare lo stato di malattia oppure l’esposizione ad un particolare fattore o anche alla presenza di qualsiasi altra condizione, rilevando contestualmente una serie di variabili che possono essere (in caso) associate. Studi Osservazionali: STUDI A COORTE (come esempio prendiamo il FUMO), noti anche come studi prospettici, longitudinali o di follow-up, prevedono l’arruolamento di un gruppo di persone con una o più caratteristiche in comune , seguiti nel tempo per valutare l’incidenza di un fenomeno o di una malattia. Si prendono due gruppi come riferimento: GRUPPO 1 (GRUPPO DEGLI ESPOSTI; viene esposto al fattore di rischio) GRUPPO 2 (GRUPPO DEI NON ESPOSTI; non viene esposto). In seguito vengono controllati i due gruppi negli anni per evidenziare quali soggetti hanno contratto una determinata malattia.
- Vantaggi: Accuratezza nelle indagini; si può ottenere un completo quadro del rapporto casuale (il perché della malattia).
- Svantaggi: costa e dura parecchio; non si possono studiare le malattie considerate rare. Uno dei più famosi studi prospettici di coorte è quello condotto tra i medici in Gran Bretagna a partire dal 1951 da Richard Doll e Bradford Hill. È stato condotto per valutare il ruolo del fumo di tabacco nella genesi del tumore del polmone e di altre malattie croniche. I risultati hanno dimostrato, fin dalla prima analisi, un aumento della mortalità per cancro del polmone e di altri organi e per altre patologie croniche nei fumatori, rispetto ai non fumatori. È risultato anche che una morte su due era dovuta al fumo di tabacco e che i fumatori avevano una minore speranza di vita rispetto ai non fumatori. Studi Osservazionali: STUDI CASO-CONTROLLO Sono delle indagini retrospettive effettuate su due gruppi di soggetti che però vengono divisi in : CASI (persone che hanno la malattia) e CONTROLLI (non hanno la malattia; stesso sesso e stessa età dei “casi”). Serve , in sostanza, ad evidenziare i nuovi “casi” di una malattia. Per ciascun caso e ciascun controllo si rilevano tutti i dati anamnestici che possono servire ad avvalorare o ad escludere l’ipotesi causale da cui parte lo studio: - Variabili individuali; - Abitudini personali; - Esposizione a fattori nocivi ambientali. E inoltre nella scelta del controllo da appaiare a ciascun caso si dovrà tener conto di: età, sesso, altre variabili che potrebbero avere influenza sulla malattia (attività lavorativa, …)
Studi sperimentali Essi a differenza degli studi osservazionali, prevedono un intervento attivo del ricercatore, che modifica la realtà esistente. Esempi di studi sperimentali sono quelli mirati a ridurre l’esposizione a fattori nocivi, come gli interventi con i mezzi di comunicazione di massa o nelle scuole, o interventi a carattere ambientale. Gli studi sperimentali sono degli studi a coorte in cui gli individui sono divisi in due o più gruppi sulla base della loro esposizione. (es.: un gruppo esposto ad un farmaco nuovo mentre gli altri allo stesso farmaco di sempre). Negli studi sperimentali non ci si limita a raccogliere dati ed osservare i fenomeni ma si EFFETTUANO INTERVENTI DIRETTI o INDIRETTI sulla popolazione. Quindi in un certo senso “CREA LE ESPOSIZIONI” con dei metodi convenzionali che assicurano la salute e una buona protezione. Una differenza rispetto agli studi a coorte è proprio questa: coorte si osserva; sperimentali si agisce. Come esempio possiamo portare: FUMO, VACCINI, FARMACI, OPERAZIONI (tutti diversi da quelli precedentemente utilizzati). Dopo un sufficiente periodo di osservazione si potrà constatare se la frequenza della malattia si è ridotta nel gruppo trattato rispetto al gruppo non trattato. Nel caso di una riduzione si avrà la prova dell’efficacia dell’intervento fatto sul gruppo. Durante il trattamento sperimentale è possibile somministrare ai soggetti del gruppo di controllo un placebo, cioè un prodotto privo di attività biologica, la sua somministrazione è indispensabile per valutare l’efficacia del farmaco al netto dell’effetto placebo, che è un beneficio dovuto alla convinzione da parte del soggetto di ricevere un trattamento benefico per la propria salute. Altra componente fondamentale è il cosiddetto Cieco, che prevede: singolo cieco : quando sono solo le persone sottoposte alla sperimentazione che non sanno quale tipo di trattamento ricevono; doppio cieco : quando anche l’operatore non sa quale tipo di trattamento somministra; triplo cieco : quando anche chi effettua l’analisi dei dati non sa quale tipo di trattamento è stato somministrato. Le componenti essenziali di uno studio sperimentale, randomizzato e controllato sono:
- il controllo delle condizioni sperimentali;
- la presenza di un gruppo di controllo;
- la randomizzazione dei soggetti assegnati;
comportamenti positivi ; intervenire sull’ambiente di vita e di lavoro. Per certe malattie è sufficiente l’applicazione di un solo metodo, mentre per altre è necessario ricorrere a diversi metodi. Nell’ambito della prevenzione primaria riveste particolare importanza anche l’educazione sanitaria come modello d’intervento che implica la diretta partecipazione dei singoli cittadini. Interventi di prevenzione primaria di particolare efficacia a livello individuale e di popolazione sono quelli che rientrano nell’ambito della stimolazione delle difese immunitarie contro gli agenti microbici. In questo ambito rientra la prevenzione vaccinale che ha ottenuto successo a livello mondiale contro diverse malattie infettive. Promozione della salute generale:
- fattori dietetici (denutrizione, malnutrizione per difetto o per eccesso);
- fattori ambientali (aria, acqua, suolo, radiazioni, alimenti contaminati);
- fattori comportamentali (fumo, alcol, droghe, attività fisica).
- Promozione della salute specifica: Malattie infettive: vaccinazioni Tossici e incidenti: attività lavorative e/o extralavorative Malattie iatrogene: errori medici
Prevenzione secondaria
L’obiettivo è la scoperta e la guarigione dei casi di malattia prima che si manifestino clinicamente (quindi è rivolta a tutti quei soggetti APPARENTEMENTE sani). Un intervento di prevenzione secondaria ben condotto determinerà:
- Riduzione della mortalità che sarà più o meno consistente a seconda dell’efficacia dell’intervento stesso
- Diminuzione della prevalenza di quelle malattie che una volta scoperte giungono rapidamente a guarigione
- Nessun effetto di riduzione sull’incidenza (non rimuove le cause di malattia, né evita l’insorgenza di nuovi casi) Dunque la prevenzione secondaria consiste nella diagnosi precoce di ogni caso di infezione al fine di impedire l’evoluzione verso forme più gravi e di evitare la trasmissione ad altre persone recettive. Gli interventi sono possibili nelle malattie con lungo periodo d’incubazione e con decorso cronico, come Tubercolosi o l’AIDS. E spesso anche attuata nell’ambito delle malattie cronico-degenerative con gli screening di massa. I requisiti che sono necessari per il corretto funzionamento della prevenzione secondaria sono che:
- Sia suscettibile alla prevenzione secondaria;
- La storia della malattia sia ben conosciuta;
- Il periodo di latenza in fase asintomatica sia abbastanza lungo da permetterci di scoprire la malattia;
- Disponibilità di un test per scoprire la malattia;
- Disponibilità di una terapia efficace per combattere la malattia e guarire il paziente o almeno evitargli la morte Si possono distinguere le malattie in: INFETTIVE e NON INFETTIVE. Le prime sono poco alla prev. secondaria mentre le seconde lo sono. METODOLOGIA della prevenzione secondaria: Ogni intervento, basato sull’inizio della terapia in fase preclinica richiede l’esame di una massa di persone apparentemente sana per effettuare lo screening e cioè la selezione di coloro che sono già malati pur non presentando ancora i sintomi (asintomatici) SCREENING può essere di due tipi:
- Selettivo la ricerca è operata tra individui apparentemente sani, ma appartenenti a duna categoria con rischi particolarmente elevati;
- Di massa riguarda l’intera popolazione esposta al rischio e va effettuato solo quando l’incidenza della malattia che si vuole pervenire è elevata oppure quando, pur trattandosi di malattia rara, la diagnosi tardiva implica un danno irreversibile. La diagnosi precoce invece può essere fatta agevolmente e consente un efficace trattamento. L’esame dello screening deve essere: rapido, sicuro, innocuo, poco costoso e ben accetto (dai soggetti); Può capitare che però ci siano casi “falsi positivi” o “falsi negativi” per questo lo screening deve essere altamente specifico; Tipi di malattia suscettibili alla prevenzione secondaria: carcinoma della cervice uterina; carcinoma del grosso intestino; carcinoma della mammella; ipertensione.
Prevenzione terziaria
L’obiettivo della prevenzione terziaria è quello di impedire l’invalidità in persone già ammalate di malattie croniche; si identifica in larga misura con la riabilitazione.
- Tecniche di riabilitazione: devono essere messe in atto precocemente per evitare complicanze della malattia principale durante il suo decorso e ottenere
- Natura POSITIVA e non intimidatoria del messaggio (per evitare panico)
- Semplicità del messaggio La prevenzione e la promozione della salute condividono l’obiettivo di migliorare la salute della popolazione e sono complementari per affrontare i problemi di sanità pubblica. Ma la prevenzione si rivolge alle malattie e si basa sulle scienze mediche e biologiche, agendo su rischi specifici e conosciuti per mezzo di professionisti della salute. E ha lo scopo di eradicare, eliminare o ridurre a minimo l’impatto di specifiche malattie e disabilità. Mentre la promozione della salute, che è definita dalla carta di Ottawa rappresenta il processo mediante il quale la popolazione acquisisce i mezzi per accrescere il controllo sulla propria salute e sui suoi determinati per migliorarla, è gestita dai cittadini. I requisiti fondamentali per la salute, secondo la Carta di Ottawa 1986 (pag. 133) sono:
- la pace;
- adeguate risorse economiche;
- una sana alimentazione;
- abitazione confortevoli;
- un ecosistema stabile;
- e un uso sostenibile delle risorse. Definizione di approccio EDUCATIVO:
- Tradizionale (rimozione di “cose” piacevoli come ad esempio i dolci per i diabetici)
- Intermedio (lotta al fumo)
- Innovativo (cambio stile di vita) Metodi di insegnamento:
- INDIRETTO (TV): si riceve il messaggio ma non si può interloquire;
- DIRETTO (rapporto personale): scambio attivo tra una o più persone di info. Attività di comunicazione:
- Serve a incrementare la salute; eliminare il rischio; prevenire le malattie
- Rivolto a singolo o comunità
- Realizzata trasmettendo le conoscenze e cambiando gli atteggiamenti delle persone
Epidemiologia delle malattie infettive La conoscenza dell’epidemiologia e delle singole malattie è indispensabile per attivare una efficace prevenzione. Lo studio degli eventi infettivi deve essere rivolto alla malattia conclamata e all’infezione inapparente. Eziologia delle malattie infettive:
- Sono determinate da cause MICROBICHE;
- Sono determinate da uno specifico agente microbico che prende il nome della malattia stessa (a volte);
- Nelle infezioni opportunistiche la manifestazione clinica può essere determinata da diversi microbi;
- Si verificano quando un germe entra nel nostro organismo;
- I germi possono essere: batteri, virus, protozoi, microplasmi, lieviti e muffe: (IL PERIODO DI INCUBAZIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE E’ DI CIRCA 7 - 15 GG) I microrganismi possono essere:
- SAPROFITI (non patogeni)
- COMMENSALI (vivono nella nostra pelle o nell’intestino)
- PARASSITI (pericolosi per l’uomo)
- PATOGENI OPPORTUNISTI (commensali e saprofiti che attaccano quando l’organismo è particolarmente debole) 5 Lezione capitolo 8 Variabili che influenzano l’insorgenza delle malattie infettive PATOGENICITA’ à Si indica la capacità di un microrganismo (virus, batterio, protozoo, micete) di invadere i tessuti umani e di moltiplicarvisi danneggiando l’ospite con l’eventuale liberazione di tossine (recando all’ospite un danno che si esprime come uno stato di malattia). La patogenicità è scritta nel DNA o RNA. La Virulenza indica il grado di aggressività di un particolare ceppo nell’ambito della stessa specie patogena. La patogenicità e la virulenza dipendono dalla Invasività che è la capacità di diffondersi in tutto il corpo (tifo) oppure in alcuni organi (epatite). La Tossigenicità è la capacità di alcuni batteri di produrre sostanze lesive come le tossine.
DIRETTA o per contatto = Avviene direttamente tra soggetto malato o portatore e la persona sana. Può essere trasmessa per via ematogena (sangue); trans-cutanea; trans-mucosa; via sessuale. [È tipica di alcune zoonosi con trasmissione dall’animale all’uomo, come la brucellosi] SEMIDIRETTA = per via aerea (riguarda i DROPLETS [dimensione di almeno 5 micrometri] ovvero le goccioline della saliva che escono quando parliamo oppure con la tosse) (come nel caso del covid) quando abbiamo un’area diretta inferiore di 3 m. INDIRETTA = Trasmissione tra sorgente e uomo sano tramite veicoli inanimati (acqua, alimenti, suolo, strumentario medico-chirurgico, oggetti di uso quotidiano) o vettori animati (mosche, zanzare [anopheles, sviluppa la malattia della malaria e ha come agente eziologico il plasmodium]). Prevenzione primaria delle malattie infettive Innanzitutto bisogna avere delle conoscenze basilari per attuare un’efficace prevenzione primaria:
- SERBATOI e SORGENTI DI INFEZIONE : la specie vivente o il substrato inanimato nel quale i microrganismi patogeni vivono e si moltiplicano; Il serbatoio costituisce l’habitat naturale dal quale essi possono trasmettersi a ospiti recettivi. L’habitat naturale può essere:
- uomo
- animale
- ambiente
Per Sorgenti di infezione si intende il soggetto infetto che elimina i
microrganismi patogeni consentendone la trasmissione a soggetti sani e recettivi.
- MODALITA’ DI TRASMISSIONE: conoscere in che modo il patogeno si può trasmettere all’uomo
- DURATA DELL’INCUBAZIONE
- DURATA DEL PERIODO DI CONTAGIOSITA’
- RAPPORTO INFEZIONE MALATTIA
- Frequenza e durata dello stato di portatore
- PERSISTENZA DELL’IMMUNITA’
Principali fonti di infezione
- Uomo ammalato
- Animale ammalato (Antropozoonosi)
- Portatori PORTATORI Bisogna inoltre precisare il significato di portatori : uomo o animale in cui albergano un agente infettivo in assenza di una malattia clinicamente diagnosticabile e che sono potenzialmente fonti di infezioni; ecco le distinzioni:
- Portatore sano/asintomatico (come nel Covid): in assenza della malattia, di breve e lunga durata.
- Portatore incubatore o convalescente : poco prima della malattia o dopo la malattia ma con delle ricadute. Il portatore inoltre può essere di due tipi: portatore temporaneo ovvero con un periodo di breve durata , oppure portatore cronico con un periodo lungo.
Modalità di trasmissione delle malattie infettive
Dipendono dalle vie d’ingresso-eliminazione dei microrganismi patogeni e della loro resistenza nell’ambiente esterno; Le vie d’ingresso sono:
- via aerea (covid)
- via oro-fecale tramite veicoli alimentari (salmonellosi, colera, poliomielite)
- via genito-urinaria (AIDS, Gonorrea, epatite B)
- via parenterale Sono infezioni che si trasmettono per contatto diretto da uomo a uomo. Le modalità più frequenti sono: A. rapporti sessuali (completi o incompleti); B. passaggio di sangue o altro materiale infetto; C. Incidenti (punture accidentali). La cute generalmente rappresenta una buona barriera difensiva. Per quanto riguarda la resistenza , gli organismi più fragili necessitano di un contatto diretto per essere trasmessi mentre quelli più resistenti possono essere trasmessi con varie modalità e a distanza di tempo. Periodo di incubazione di alcune malattie : AIDS (1-15 anni ed oltre); epatite B (60-90 gg) casi anche dai 45 ai 180gg ; Morbillo (10-14 gg) casi anche dai 7 ai 18gg; Rabbia (da pochi giorni a oltre un anno);