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Riassunto Il biondo Eckbert - Ludwig Tieck, Sintesi del corso di Letteratura Tedesca

Riassunto Il biondo Eckbert - Ludwig Tieck

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

In vendita dal 08/12/2014

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Il biondo Eckbert – Ludwig Tieck
Una fanciulla, Bertha, dopo essere fuggita dalla miseria e dall'incomprensione nella casa dei
genitori, viene ospitata da una vecchia che abita ai margini di una foresta. Lì impara a leggere e ad
avere sicurezza di sé e delle proprie capacità: porta avanti il percorso di Bildung (formazione).
Con la vecchia vivono anche il cane Strohmian e uno strano uccello che oltre a deporre uova
contenenti perle e pietre preziose, intonava a volte un canto in cui si celebra la Waldeinsamkeit
(solitudine del bosco). Un giorno Bertha fugge portando con sé l'uccello e prende dimora in una
piccola città dove conduce una vita tranquilla. Lì conosce il giovane cavaliere Eckbert. Lo sposa e
con lui va a vivere in un castello solitario. Su sollecitazione del marito, questa parte della storia
viene da lei narrata a un comune amico, Walther, che mostrerà di conoscere il nome del cane della
vecchia, nome che Bertha era riuscita a richiamare alla mente.
Walther, nel corso di una battuta di caccia, lo uccide. Intanto Eckbert continua a vivere nel castello,
isolandosi sempre di più dal mondo esterno. Conosce un altro giovane cavaliere, Hugo, con cui
inizia un rapporto di amicizia. Dietro la figura di Hugo gli sembra di riconoscere le sembianze di
Walther. In preda al terrore, Eckbert si dà alla fuga senza meta e si perde in una foresta. Si imbattè
in un contadino che, di nuovo, gli ricorda Walther, sente il canto della Waldeinsamkeit intonato da
un uccello e poi incontra la vecchia presso cui Bertha aveva trascorso gran parte della sua infanzia e
che gli riferisce di essersi già manifestata a lui nelle vesti di Walther e Hugo. La rivelazione +
sconvolgente riguarda Bertha, della quale Eckbert sarebbe stato il fratellastro.
La cornice può essere suddivisa in due parti. Il racconto interno è chiuso nella cornice cosi come le
mura del castello serrano Eckbert e Bertha entro il loro universo.
Il mondo fenomenico è scisso tra l'elemento del quotidiano e quello del meraviglioso che si
confondono.
Tieck scrive il Biondo Eckbert nelle foreste e le montagne dello Herz in cui va nell'estate 1792 su
suggerimento di Friedrich Schlegel.
Qui domina una misteriosa intimità, una strana intesa con la natura specie col regno di piante e
pietre.
=> combinazione di “fiaba” e “novella”. La prima, fa riferimento al legame con la tradizione
popolare orale, di cui la novella non dispone, non in linea diretta.
Il motivo tematico che meglio contribuisce a distinguere la fiaba popolare dalla rielaborazione che
di essa Tieck ha effettuato è quello dell'isolamento, della vita appartata in un luogo dai confini
definiti e invalicati.
La solitudine serenamente attiva si ripropone quando viene descritto il soggiorno di Bertha nella
capanna al margine del bosco.
Motivo del delirio di persecuzione che deriva dalla coscienza delle proprie colpe a cui soccombono
sia Bertha sia Eckbert.
Motivo degli “animali aiutanti”. Quello del cane Strohmian e dell'uccello dalle uova miracolose =>
motivi erratici. Motivo del Locus Ameonus perchè è lo spazio a cui accedere superando ostacoli
apparentemente insormontabili (la montagna, le rocce) e all'interno del quale portare poi avanti il
proprio processo di formazione entro elementi connotati positivamente (il boschetto, il ruscello).
La vecchia rappresenta l'elemento tra il romanticismo e il continuo divenire del mondo naturale, e
quella fiabesca della forza soprannaturale in grado di operare prodigi o di essere in stretta e ovvia
relazione con essi.
La novella di Tieck continua la formulazione della vittoria di una fatalità che conduce i protagonisti
ad agire in maniera automatica e secondo meccanismi di necessità e a formulare domande sul
confine tra sfera del reale e dimensione onirica e a proposito dell'esistenza di un'altra realtà. Né
Bertha né Eckbert conoscono la natura delle loro colpe.
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Il biondo Eckbert – Ludwig Tieck

Una fanciulla, Bertha, dopo essere fuggita dalla miseria e dall'incomprensione nella casa dei genitori, viene ospitata da una vecchia che abita ai margini di una foresta. Lì impara a leggere e ad avere sicurezza di sé e delle proprie capacità: porta avanti il percorso di Bildung (formazione). Con la vecchia vivono anche il cane Strohmian e uno strano uccello che oltre a deporre uova contenenti perle e pietre preziose, intonava a volte un canto in cui si celebra la Waldeinsamkeit (solitudine del bosco). Un giorno Bertha fugge portando con sé l'uccello e prende dimora in una piccola città dove conduce una vita tranquilla. Lì conosce il giovane cavaliere Eckbert. Lo sposa e con lui va a vivere in un castello solitario. Su sollecitazione del marito, questa parte della storia viene da lei narrata a un comune amico, Walther, che mostrerà di conoscere il nome del cane della vecchia, nome che Bertha era riuscita a richiamare alla mente. Walther, nel corso di una battuta di caccia, lo uccide. Intanto Eckbert continua a vivere nel castello, isolandosi sempre di più dal mondo esterno. Conosce un altro giovane cavaliere, Hugo, con cui inizia un rapporto di amicizia. Dietro la figura di Hugo gli sembra di riconoscere le sembianze di Walther. In preda al terrore, Eckbert si dà alla fuga senza meta e si perde in una foresta. Si imbattè in un contadino che, di nuovo, gli ricorda Walther, sente il canto della Waldeinsamkeit intonato da un uccello e poi incontra la vecchia presso cui Bertha aveva trascorso gran parte della sua infanzia e che gli riferisce di essersi già manifestata a lui nelle vesti di Walther e Hugo. La rivelazione + sconvolgente riguarda Bertha, della quale Eckbert sarebbe stato il fratellastro. La cornice può essere suddivisa in due parti. Il racconto interno è chiuso nella cornice cosi come le mura del castello serrano Eckbert e Bertha entro il loro universo. Il mondo fenomenico è scisso tra l'elemento del quotidiano e quello del meraviglioso che si confondono. Tieck scrive il Biondo Eckbert nelle foreste e le montagne dello Herz in cui va nell'estate 1792 su suggerimento di Friedrich Schlegel. Qui domina una misteriosa intimità, una strana intesa con la natura specie col regno di piante e pietre. => combinazione di “fiaba” e “novella”. La prima, fa riferimento al legame con la tradizione popolare orale, di cui la novella non dispone, non in linea diretta. Il motivo tematico che meglio contribuisce a distinguere la fiaba popolare dalla rielaborazione che di essa Tieck ha effettuato è quello dell'isolamento, della vita appartata in un luogo dai confini definiti e invalicati. La solitudine serenamente attiva si ripropone quando viene descritto il soggiorno di Bertha nella capanna al margine del bosco. Motivo del delirio di persecuzione che deriva dalla coscienza delle proprie colpe a cui soccombono sia Bertha sia Eckbert. Motivo degli “animali aiutanti”. Quello del cane Strohmian e dell'uccello dalle uova miracolose => motivi erratici. Motivo del Locus Ameonus perchè è lo spazio a cui accedere superando ostacoli apparentemente insormontabili (la montagna, le rocce) e all'interno del quale portare poi avanti il proprio processo di formazione entro elementi connotati positivamente (il boschetto, il ruscello). La vecchia rappresenta l'elemento tra il romanticismo e il continuo divenire del mondo naturale, e quella fiabesca della forza soprannaturale in grado di operare prodigi o di essere in stretta e ovvia relazione con essi. La novella di Tieck continua la formulazione della vittoria di una fatalità che conduce i protagonisti ad agire in maniera automatica e secondo meccanismi di necessità e a formulare domande sul confine tra sfera del reale e dimensione onirica e a proposito dell'esistenza di un'altra realtà. Né Bertha né Eckbert conoscono la natura delle loro colpe.

NOTE AL TESTO

Il Biondo Eckbert è stato composto nel 1796, è una novella che compare nel 1797 tra i Volksmarhrchen pubblicati a Berlino dall'editore Nicolai a cura di Tieck. Viene poi ristampata con alcune varianti nel 1812 all'interno del primo volume della raccolta Phantasus e in tale versione sarà oggetto di altre edizioni, come quella inclusa nelle Schriften, repertorio completo delle opere di Tieck che l'editore Reimer di Berlino terminerà di dare alle stampe nel 1854, un anno dopo la morte dello scrittore. RIASSUNTO nello Harz (massiccio montuoso della Germania centro- settentrionale), viveva viveva un cavalire che tutti chiamavano il biondo Eckbert. Aveva sui 40 anni e di statura media, capelli corti biondo chiaro, lisci e folti. Si intrometteva sempre nelle controversie tra i suoi vicini. Anche sua moglie amava la solitudine; la sola cosa di cui si lamentano è che non hanno mai avuto figli. Raramente riceveva ospiti, al castello regnava la sobrietà e la parsimonia in persona. Eckbert si mostrava sempre sereno e allegro. Nessuno veniva di frequente al castello come Philipp Walther, un uomo a cui Eckbert si era affezionato perchè in lui aveva trovato un modo di pensare simile al suo. Walther abitava in Franconia ma spesso restava x più di 6 mesi nelle vicinanze del castello di Eckbert, raccoglieva erbe e pietre, occupandosi poi di classificarle; viveva grazie a sostanze che gli assicuravano l'indipendenza. Spesso Eckbert lo accompagnava nelle sue solitarie passeggiate e al volgere di ogni anno il loro legame si faceva sempre più stretto. Visto che a Walther sarebbe spettato un lungo viaggio di ritorno, Eckbert lo ospitò x una notte. Hanno passato metà notte a parlare e poi dormire. Bertha racconta a Walther un po' la sua vita dicendogli di non credere che sia una favola. È nata in un villaggio, suo padre era un povero pastore e spesso i suoi non sapevano dove procurarsi il pane. Spesso litigavano a proposito della loro povertà. Le davano della bambina ingenua, sciocca e incapace di compiere anche il lavoro più semplice. Era goffa e impacciata e questo Bertha lo sa. Lasciava cadere tutto quello aveva in mano, non riusciva ad imparare a cucire né a filare e non era capace di aiutare nelle faccende domestiche. Capiva solo la miseria dei suoi genitori. Rimaneva spesso seduta in angolo e nei suoi sogni ad occhi aperti immaginava il modo in cui li avrebbe aiutati se fosse diventata ricca. Suo padre mostrava irritazione verso di lei perchè secondo lui era solo un peso inutile x la casa, era crudele con lei. Per otto anni è andata avanti così finchè decise di imparare a fare qualcosa, anche perchè riceveva anche minacce dal padre anche se non avevano effetto. Così passò la notte piangendo, si sentì sola, provava pietà di se stessa e voleva morire. La mattina corse x campagne, boschi, colline, rocce, sentieri e montagne. È passato x villaggi a chiedere qualcosa da mangiare e bere x attutire la fame e la sete, e così fece x 4 giorni e si ritrovò molto lontano da casa. Piangeva e gridava in preda allo sconforto e si addormentò su un sentiero e al risveglio vide un roccione scosceso che scalò e, in preda alla fame si sedette e decise di morire. Ma poi decise di vivere, si alzò e camminò tutto il giorno finchè non ebbe quasi più coscienza di se stessa, era stanca, e si augurava di morire anche se aveva paura della morte. Aveva l'impressione di essere uscita dall'inferno x entrare in un Paradiso, la solitudine e lo sconforto non le sembravano più tanto spaventosi. Al margine del bosco vide un'anziana donna che riposava. Era vestita di nero con capo e viso nascosti da un cappuccio nero e in mano un bastone. Bertha si accostò alla vecchia e le chiese di venirle in aiuto, la fece sedere presso di sé e le offrì del pane e vino. La vecchia prese a cantare un canto sacro. Poi la vecchia le disse di seguirla e questo rallegrò Bertha. Bertha si dimenticò di sé e della vecchia che le stava facendo strada. Salirono su una collina ricoperta di betulle, con alberi e li si trovava una piccola capanna. Un piccolo cane corse verso la vecchia spiccando salti e dimenando la coda e si avvicinò poi a Bertha. Scendendo dalla collina udii un canto meraviglioso che veniva dalla capanna, un canto che era

cambiate. L'idea di rivedere i suoi genitori dopo tanti anni le dava gioia. Il suo cuore batteva forte. Entrò e vide volti di persone estranee che la guardavano. Chiese del pastore Martin e le risposero che era morto da 3 anni come sua moglie. E uscì dal villaggio. In una bella città prese in affitto un casa con giardino e prese una domestica. Era meraviglioso come l'aveva pensato e a poco a poco dimenticò la vecchia e la sua precedente dimora. Già da tempo l'uccello non aveva più cantato finchè un giorno ricominciò ad intonare però un canto diverso. E continuò a ripeterlo ma questo canto le metteva angoscia. Così aprì la gabbia e lo agguantò per il collo e l'uccello lo guardò con supplica ma quando lasciò la presa era già morto. Lo sotterrò in giardino. Già da tempo Bertha conosceva un giovane cavaliere che le piaceva. E con ciò finisce la sua storia che stava raccontando a Walther. Eckbert trovò Bertha giovane, bella e con un fascino che le aveva dato la solitudine in cui era stata educata. Eckbert non aveva soldi ma con l'amore di Bertha torna all'agiatezza attuale. Si trasferirono in un castello. Walther andò a dormire, Eckbert girovagava x la sala e si ripetè che è stato lui a dire a Bertha di raccontargli la sua storia. Ma ora si pente di averlo fatto. Ha paura che Walther la possa usare come non dovrebbe. E ha anche paura che lui possa raccontare questa storia ad altri. Bertha era ammalata e non faceva colazione con gli altri. Eckbert è andato a vedere come stava Bertha e lei gli disse che forse era il racconto ad averla messa in quello stato di tensione. Walther da quel giorno si fece vedere raramente al castello e anche quando andava scambiava qualche insignificante parola poi andava via. Lo stato di salute di Bertha si fece sempre più preoccupante, non era più rossa sulle guance, i suoi occhi sembravano ardere con sempre più intensità e al medico vennero molti pensieri. Una mattina fece chiamare il marito al proprio capezzale; le domestiche dovettero allontanarsi. Lei disse a Eckbert che ogni volta che raccontava la storia della sua infanzia non si ricordò mai il nome del cagnolino con cui ha tanto vissuto. Quella sera, Walther le disse: “riesco bene ad immaginarvi mentre date da mangiare al piccolo Strohmian.”. Ha individuato il nome o lo conosceva già e l'ha pronunciato apposta. Eckbert guardò la moglie ma restò muto. Poi le disse delle parole confortanti e poi la lasciò. Walther era stato x molti anni la sola persona che Eckbert avesse frequentato e rappresentava ora l'unico uomo sulla terra la cui esistenza lo tormentasse. Eckbert vagava senza meta, era sudato, non trovò selvaggina e questo lo fece diventare di cattivo umore. Vide poi qualcosa muoversi in lontananza, era Walther, che raccoglieva muschio dagli alberi. Walther si volse e fece un gesto di minaccia poi cadde a terra. Eckbert si sentì sollevato e rasserenato, ma un brivido lo indusse a tornare al castello. Quando arrivò, Bertha era già morta. Eckbert visse a lungo solo, aveva sempre sofferto di malinconia, perchè la strana storia di sua moglie lo teneva in ansia e temeva che potesse capitare qualcosa. Ora però si sentiva smarrito: aveva sempre davanti a sé l'uccisione del marito e si rimproverava sempre. X distrarsi andava ogni tanto nella città vicina dove frequentava compagnie e partecipava a feste. Quando ripensava a Walther rimaneva atterrito. Aveva vissuto anni con Bertha e l'amicizia di Walther lo aveva riempito di gioia x molti anni e ora tutti e 2 se ne erano andati all'improvviso che in certi momenti la sua esistenza gli sembrava più una fiaba. Hugo, un giovane cavaliere si affezionò a Eckbert e sembrò avvertire una vera simpatia nei suoi confronti. Eckbert era stupito e finì con l'accogliere l'amicizia del cavaliere. I due amici si ritrovarono spesso insieme, il forestiere si mostrava cortese nei confronti di Eckbert e accadeva raramente che uno uscisse a cavallo senza l'altro. Erano oramai inseparabili. Eckbert però non era quasi mai felice perchè capiva che Hugo lo amava solo x un malinteso. Lui non lo conosceva, e non conosceva nemmeno la sua storia e avvertì l'impulso a confidarsi con lui così da avere la certezza che egli gli era amico veramente. Durante una cavalcata rivelò all'amico la sua storia e gli domandò se fosse capace di amare un assassino. Hugo ne fu commosso e cercò di consolarlo; Eckbert lo seguì in città sollevato. Faceva parte della compagnia un anziano cavaliere che era sempre stato ostile con Eckbert e aveva sempre cercato di informarsi a proposito della sua ricchezza e di sua moglie. I 2 parlarono a lungo. Eckbert cominciò a insospettirsi, si sentiva tradito e provò rabbia. D'un tratto vide il volto di Walther, ogni sua espressione, e si convinse che colui che stava parlando con il vecchio era Walther.

Spesso pensava di essere pazzo e riteneva fosse solo la sua immagine a dar vita a ciò. Poi gli tornarono in mente i tratti di Walther. Decise di fare un viaggio x riportare ordine nelle proprie idee; aveva abbandonato x sempre ogni progetto di amicizia e ogni desiderio di rapporto col mondo. Se ne andò senza pensare a un itinerario preciso. Si vide smarrito in un labirinto di rocce in mezzo alle quali non si poteva trovare via d'uscita. Vide un contadino che gli mostrò un sentiero che costeggiava una cascata; per ringraziarlo voleva dargli delle monete ma il contadino le rifiutò. Salì su 1 una collina e aveva l'impressione di sentire abbaiare. Udì anche intonare una canzone strana. La coscienza, i sensi di Eckbert si erano dissolti. A fatica una vecchia ricurva saliva su x la collina tossendo e aiutandosi con una gruccia. “mi riporti il mio uccello, le mie perle, il mio cane?” gridò verso lui. “vedi bene, ogni colpa si punisce da sola: il tuo amico Walther, il tuo Hugo ero io”. “e Bertha era tua sorella”. Eckbert cadde a terra. “perchè mi ha abbandonato? Era la figlia di un cavaliere che l'aveva fatta educare da un pastore, figlia di tuo padre”. Eckbert giaceva a terra in preda alla follia, agonizzante. Udiva la vecchia parlare come un brusio, udiva il cane abbaiare l'uccello ripetere il suo canto.